venerdì 18 settembre 2026

Alla Casa del Cinema arriva FRAME: giovani autori, intelligenza artificiale e nuovi linguaggi per raccontare il futuro dell’audiovisivo

 

Alla Casa del Cinema arriva FRAME: giovani autori, intelligenza artificiale e nuovi linguaggi per raccontare il futuro dell’audiovisivo

Il 21 settembre Rome Future Week® riunisce studenti, filmmaker, professionisti e imprese del settore. Rai Cinema protagonista della giornata insieme ad Anica Academy, tra talk, workshop, cortometraggi, il lancio di Corti Futuri e un red carpet dedicato ai talenti emergenti.


Come cambieranno il cinema e l’audiovisivo sotto la spinta dell’intelligenza artificiale, delle piattaforme digitali e dei nuovi formati? Quali competenze serviranno ai professionisti di domani? E quali opportunità concrete possono essere offerte ai giovani autori e alle giovani autrici che stanno iniziando oggi il proprio percorso?

Sono alcune delle domande al centro di FRAME – Cinema al futuro, il Future Hub di Rome Future Week® dedicato al cinema e all’audiovisivo, in programma lunedì 21 settembre 2026, dalle ore 10:00, presso la Casa del Cinema di Roma.

Una giornata di incontri, proiezioni, workshop e momenti di confronto che porterà nello stesso luogo studenti, giovani filmmaker, scuole, università, accademie, professionisti, istituzioni e imprese culturali. Un’occasione per mettere in dialogo chi il cinema lo studia, chi lo produce e chi oggi ne sta trasformando linguaggi, competenze e strumenti.

Al fianco di Rome Future Week®, Rai Cinema e Anica Academy contribuiranno alla costruzione di un programma che intreccia formazione, industria e valorizzazione dei nuovi talenti, con particolare attenzione alle trasformazioni tecnologiche che stanno attraversando l’intera filiera audiovisiva.

Corti Futuri: un contest che apre le porte dell’industria

La mattinata sarà dedicata anche alla presentazione della seconda edizione di Corti Futuri, il contest promosso da Rome Future Week®, Scai Comunicazione e Woody Film, rivolto ai giovani autori e alle nuove generazioni del cinema, con la direzione artistica di Andrea Martelli.

Durante la settimana, i partecipanti saranno chiamati a ideare, scrivere e realizzare un cortometraggio, confrontandosi con professionisti del settore e concorrendo per una serie di riconoscimenti e opportunità concrete.

Tra i premi previsti figura anche la pubblicazione del cortometraggio vincitore su Rai Cinema Channel, insieme ad altre opportunità legate alla formazione, alla produzione e alla post-produzione audiovisiva.

Anica Academy metterà in palio un posto per il corso “Introduzione all’intelligenza artificiale – Normativa, regolamentazione e laboratorio sul workflow produttivo”, in programma a novembre 2026.

Il progetto nasce con l’obiettivo di andare oltre la semplice competizione: un percorso attraverso il quale sviluppare un’idea, trasformarla in un’opera e presentarla a una giuria composta da professionisti del cinema, della comunicazione, della cultura e dell’innovazione.

“Studenti in Corto”: le opere universitarie incontrano il pubblico

Dalle 13:30 alle 17:30, la Sala Fellini ospiterà la rassegna “Studenti in Corto”, dedicata ai cortometraggi realizzati nell’ambito del progetto promosso da Rai Cinema per la valorizzazione dei talenti universitari.
Le opere saranno accompagnate da brevi momenti di introduzione e restituzione da parte degli autori e delle autrici, chiamati a raccontare al pubblico il concept, i temi affrontati e alcuni aspetti del percorso creativo e produttivo.

Nel corso del pomeriggio, il percorso condurrà poi verso i momenti conclusivi della giornata, con il FRAME Red Carpet, dedicato in particolare agli studenti, alle studentesse e ai giovani autori coinvolti, e gli appuntamenti realizzati insieme a Rai Cinema.

Anica Academy: formazione, AI e nuove professionalità dell’audiovisivo

Uno dei focus centrali di FRAME sarà dedicato al rapporto tra creatività, formazione e intelligenza artificiale, con il prezioso contributo di Anica Academy.

Dalle 16:30 alle 17:30 è previsto il workshop “L’intelligenza artificiale per l’audiovisivo: tra creatività e management”, un momento dedicato ai percorsi formativi dell’Academy e all’impatto che l’AI sta già avendo nelle diverse fasi della filiera audiovisiva, in partenza in autunno. 

Dalla scrittura alla previsualizzazione, dal montaggio alla post-produzione, fino al sound design e alla distribuzione, l’intelligenza artificiale sta modificando strumenti, competenze e modalità di realizzazione delle opere. Il confronto proverà a leggere questa trasformazione mantenendo al centro il talento, la responsabilità creativa e il valore dello sguardo umano.

A seguire sarà proiettato anche il cortometraggio CosplAI, una produzione Anica Academy in collaborazione con UniCredit, accompagnato da un approfondimento dedicato alla sua realizzazione e al processo creativo che ha portato alla nascita del progetto.

Cinema, formazione e nuove generazioni

La riflessione arriva in una fase di particolare attenzione verso il ricambio generazionale e la formazione. Il riparto 2026 del Fondo Cinema e Audiovisivo prevede infatti 7,8 milioni di euro per le opere cinematografiche di giovani autori, 900 mila euro per i cortometraggi e 20 milioni per il potenziamento delle competenze cinematografiche e l’alfabetizzazione alle immagini, ai quali si aggiunge il bando Lazio Cinema International che sostiene la produzione di opere audiovisive internazionali. In questo scenario FRAME vuole essere non soltanto un luogo nel quale discutere del futuro del cinema, ma uno spazio nel quale mettere concretamente in relazione giovani talenti, professionisti, istituzioni, formazione e industria.

I progetti si inseriscono nel più ampio sistema di collaborazioni istituzionali della manifestazione, che vede la Regione Lazio nel ruolo di Main Partner Istituzionale di Rome Future Week® 2026, nell’ambito del Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027.



FRAME – Cinema al futuro
21 settembre 2026 | Casa del Cinema, Roma
Programma e modalità di partecipazione su romefutureweek.it.

LIVATINO IL GIUDICE E I SUOI ASSASSINI di MICHELE PLACIDO | Il trailer in anteprima | Prossimamente su Rai 1 e Rai Play

 LIVATINO IL GIUDICE E I SUOI ASSASSINI

regia di

Michele Placido

 

 

con

Giuseppe De Domenico

Leonardo Maltese

Nino Frassica

Michela De Rossi

Ninni Bruschetta

Brenno Placido

 

 

Scritto da

Angelo Pasquini, Fidel Signorile, Michele Placido

 

 

Una coproduzione

Rai Fiction - Goldenart Production - Rai Com

 

 

Prodotto da

Federica Luna Vincenti

 

 

Miniserie tv in 4 episodi da 50’

 

In prima visione prossimamente su Rai 1 e Rai Play

 

Negli anni Ottanta, nell’agrigentino, si incrociano i destini del magistrato Rosario Livatino e di un gruppo di giovani stiddari, cresciuti nella povertà e attratti dalla criminalità come via di riscatto. Livatino combatte il potere mafioso colpendone patrimoni, interessi economici e radicamento nel territorio, mentre gli stiddari avanzano nella provincia conquistando spazio e consenso. In un chiasmo narrativo che oppone legge e violenza, giustizia e sopraffazione, i due percorsi si avvicinano fino al 21 settembre 1990, quando un commando della Stidda uccide il magistrato. La sua testimonianza di giustizia e fede lo renderà un simbolo della lotta alla mafia e il primo magistrato della storia a essere proclamato beato dalla Chiesa cattolica.

 

Il protagonista, nel ruolo del giudice, è Giuseppe De Domenico, affiancato da Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido e da un cast di attrici e attori eccezionali.

 

Per la prima volta Michele Placido firma la regia di una fiction per la Rai, una coproduzione Rai Fiction - Goldenart Production - Rai Com, prodotta da Federica Luna Vincenti, realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Siciliana, Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – Sicilia Film Commission.

Fabbrica del Vapore | TERESA MARESCA. STARS&BONES | 18 novembre - 13 dicembre 2026

 

TERESA MARESCA. 

STARS&BONES

 

Dalle pitture rupestri al telescopio spaziale James Webb:

un viaggio tra ossa, stelle e origine dell’immaginario umano

 

a cura di Deianira Amico

 

18 novembre - 13 dicembre 2026

 

Inaugurazione: mercoledì 18 novembre, ore 18.00

con Teresa Maresca, Deianira Amico

Alessandro Beltrami, Paolo Biscottini, Maria Fratelli, Laura Marinoni, Roberto Mussapi, Fabio Peri 

 

FABBRICA DEL VAPORE

Sala Bianca

Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

 

Con il patrocinio del Comune di Milano

e la collaborazione di

Associazione Le Belle Arti APS e Medici Senza Frontiere

 

Inaugurerà mercoledì 18 novembre alle ore 18,00, nella Sala Bianca della Fabbrica del Vapore di Milano, la mostra TERESA MARESCA. STARS&BONES, a cura di Deianira Amico.

 

L’esposizione, che proseguirà sino al giorno 13 dicembre e sarà visitabile gratuitamente, nasce dall’esigenza dell’artista Teresa Maresca di creare un ponte spazio-temporale con i “pittori” del Paleolitico superiore, i primi artisti ad aver lasciato rappresentazioni d’arte raffinate nell’esecuzione e complesse nel pensiero progettuale. Dai suoi studi sulle pitture rupestri della zona franco-cantabrica e dalle interpretazioni degli archeologi e degli studiosi di storia delle religioni sul senso del fare arte alle origini dell’Homo sapiens, Maresca ha indagato sull’ambiente e gli strumenti a disposizione di quegli artisti anonimi, arrivati a sorprendenti livelli di raffinatezza creativa, pur in mancanza di un’abitudine culturale all’arte e, soprattutto, con mezzi molto ridotti per realizzarla. Gli unici strumenti di lavoro dell’epoca erano infatti le pietre, da cui ricavare colori e con cui incidere la roccia; le ossa animali, utilizzate per ottenere il nero ma anche per creare flauti e strumenti musicali; e le Pleiadi, stelle da osservare e dipingere sulle volte delle caverne. Per Maresca, le stelle hanno fatto da ponte tra quel lontanissimo passato e le recentissime immagini delle costellazioni che ci arrivano dal James Webb, il potente telescopio spaziale a infrarossi con cui la NASA può addentrarsi nella visione degli ammassi stellari.

 

In questo senso, come spiega Maresca raccontando le genesi della mostra: “La rappresentazione dell’universo nel tempo e nell’arte trova espressione in due presenze simboliche: le ossa e le stelle. È a partire da questi due elementi che ha preso vita questo lavoro” 

 

Le opere in mostra e l’installazione

 

All’interno della Sala Bianca della Fabbrica del Vapore si alterneranno opere su tela e tavola, per lo più di grande formato, e “disegni di scavo”, opere su carta che rappresentano i Bucrani (dal greco boukranion, "testa di bue"), gli animali mito raffigurati dai primi Sapiens, le conchiglie, le pietre e le ossa, i pochi utensili a disposizione dei primi artisti. Nella sezione intitolata La struttura delle stelle si troverà invece l’installazione site specific dal titolo Il catalogo Messier: 110 oggetti stellari ispirati alle galassie e agli ammassi che costituivano il celebre catalogo pubblicato nel 1774 da Charles Messier (1730-1817), l’astronomo francese che descrisse ciò che vedeva nel cielo sopra Parigi, di recente fotografati dall’agenzia spaziale NASA. L’installazione, di circa mt 15 di lunghezza e mt 3 di altezza, sarà composta da un grande mosaico di 110 tavole su rame e legno. Una legenda riporterà la descrizione di Charles Messier, completata da indicazioni della NASA sulle distanze in anni luce, magnitudine, antichità, costellazione delle varie stelle rappresentate.  La sezione conterrà inoltre pannelli con dettagli sullo spettro e la storia dei colori e le indicazioni fornite all’artista dall’astronomo Fabio Peri, direttore del Planetario di Milano, fondamentale per fissare il codice cromatico utilizzato per la realizzazione delle 110 tavole stellari del catalogo di Maresca. Gli astrofisici osservano infatti gli oggetti celesti tramite i telescopi a raggi infrarossi e la loro osservazione è in bianco e nero. Il telescopio corregge poi l’immagine attribuendo un colore ai vari elementi che compongono i corpi stellari. Da qui la necessità di costituire un codice colore per l’intero lavoro artistico. A completare il percorso, un video in cui l’artista illustra la genesi e lo sviluppo del suo lavoro nelle sue varie fasi.

 

La scelta dei materiali

 

Le opere delle due sezioni sono realizzate con materiali naturali: pigmenti, sabbie di varia provenienza, lava di eruzione, gessi, bitume, ruggine, ossido di carbone, rame. La base è tela, tavola di legno e lastra di rame.

La mostra si svolge in collaborazione con l’Associazione Le Belle Arti APS e Medici Senza Frontiere.

 

TERESA MARESCA

Vive e lavora a Milano. Si esprime per cicli tematici e con differenti mezzi artistici, allestendo di preferenza in spazi museali e pubblici.  Uno dei primi cicli, FERRO, si ispira al paesaggio dell’archeologia industriale ed è stato allestito presso l’ex-Falck di Sesto e il MUSIL, Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia. Ha realizzato AMERICANA, un ciclo di opere sul viaggio “on the road”, cui è seguito SWIMMING POOLS, che raccoglie opere in acrilico di grande formato e collage fotografici, esposte al Museo del Cinema di Brescia e presso le Raccolte Frugone dei Musei civici di Genova Nervi. Il ciclo SONG OF MYSELF è dedicato al tema della natura nel pensiero trascendentalista americano e nei poemi di Walt Whitman; è stato esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Genova e all’Acquario Civico di Milano. Parallelamente, Maresca lavora come artista e come saggista e ha collaborato a un progetto di ricerca sull’arte paleolitica franco-cantabrica con il Museo di Storia Naturale di Bologna assieme al prof. Fiorenzo Facchini e con l’archeologo David Whitley, ASM, Carlsbad, California. Sull’argomento ha tenuto conferenze presso l’Università Cattolica di Milano e pubblicato un saggio su Studi Cattolici. Due opere sul tema sono state esposte nel padiglione Italia della Biennale di Venezia.  Ha tenuto una personale, “Stones&Bones” presso il Museo Diocesano di Milano. Ha inoltre allestito “The Cave in the Mind, Arte dalla Caverna” presso il Teatro Menotti di Milano, con i poeti Maurizio Cucchi e Roberto Mussapi, e presso il Passante sotterraneo della Metropolitana di Milano. 

 

Pubblicazioni e critica

Tra le pubblicazioni di Maresca, si segnalano Il Primitivo del Sogno, Algra editore - saggi sull’ arte paleolitica e sugli artisti dal pensiero primitivo e naturale – e Il canto della luna, editore Bibliotheka, firmato con Paola Capriolo. Ha raccolto saggi critici sul suo lavoro pittorico in Song of Myself, editore Stampa2009. Ha curato e tradotto il volume Coleridge. Il senso del Sublime per gli Oscar Mondadori. Ha tradotto poesie di John Donne, Samuel Taylor Coleridge, Robert Louis Stevenson. Ha realizzato edizioni d’arte con acquaforte, xilografia e litografia, con le poesie di vari autori, tra cui Yves Bonnefoy, Roberto Mussapi, Walt Whitman e il premio Pulitzer Navarre Scott Momaday. Tra gli intellettuali, filosofi e scrittori che hanno seguito il suo lavoro dall’inizio, Roberto Tassi, Roberto Sanesi, Carlo Sini, Lalla Romano, Paolo Biscottini, Sergio Givone, Ken Shulmann, Franco Meli.

 

TERESA MARESCA. STARS&BONES


Fabbrica del Vapore – Sala Bianca

Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

18 novembre - 13 dicembre

 

Orari: tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30 

Ingresso gratuito

https://www.teresamaresca.org/

IG: https://www.instagram.com/maresca.studio/ 

 

SCHEDA TECNICA

Curatore: Deianira Amico

Allestimento: Gal Lab

 

 

 

 

Teatro Trastevere: Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta La Nuova Stagione Teatrale 2026-27 FACCIAMO STORIE+ Restituzione e Premiazione Progetto GERMOGLI, 6 ottobre ore 20:30


 

Avviso ai Soci


Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta


La Nuova Stagione Teatrale 2026-27


FACCIAMO STORIE


+ Restituzione Progetto GERMOGLI edizione 2026


6 ottobre ore 20:30


Anche per la stagione 2026-27, il Teatro Trastevere propone un insieme di artisti e compagnie

che fanno dell’artigianato teatrale il loro punto di forza.

Spettacoli costruiti passo dopo passo, curati nei molteplici aspetti artistici e produttivi, per offrire agli spettatori un’esperienza autentica:

quella che solo il teatro indipendente sa restituire.


Ma FACCIAMO STORIE è anche un invito a essere presenti, curiosi e attenti.

È la volontà di creare un luogo “altro”, uno spazio in cui, accanto alle regole

e alle consuetudini del teatro, si possa alzare il dito e provare

a proporre qualcosa di diverso.


Diverso nei temi, nei linguaggi, nei modi e nelle modalità

di vivere la scena e di incontrare il pubblico.


Quest’anno la nostra serata di restituzioni entra a far parte del programma artistico de “La città di tutti”

progetto sostenuto dall’Assemblea Capitolina, nato con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità

e il benessere culturale della cittadinanza.


La partecipazione al progetto rappresenta per noi un’importante occasione per ribadire il valore del teatro e delle arti performative

come strumenti di incontro, partecipazione e costruzione di comunità.


Una stagione intensa, fatta di storie, visioni e percorsi artistici.

Una stagione che nasce dal lavoro, dalla passione e dalla necessità di raccontare.


FACCIAMO STORIE.

Perché il teatro, prima di tutto, è un luogo in cui le storie prendono vita.






PRIMA PARTE

Ottobre/Gennaio



16-18 Ottobre

Il Belvedere

di Aldo Nicolaj

regia di Mariella Rotondaro


Il Belvedere di Aldo Nicolaj è una commedia brillante e poetica che mette a confronto due solitudini, due mondi apparentemente lontani, ma uniti dal desiderio di essere ascoltati e riconosciuti. Attraverso un dialogo ironico, pungente e coinvolgente, i protagonisti si raccontano, si sfidano e si mettono a nudo, tra ricordi, desideri e verità mai dette. Uno spettacolo delicato e intenso, dove il sorriso lascia spazio all’emozione e il teatro diventa luogo di incontro, memoria e umanità.



Dal 21 al 25 Ottobre

Doppio Progetto Artistico a cura di Valentina Luporini

21 e 22 Ottobre

Basilico & altri rimedi

di Valentina Luporini

regia di Rose Marie Gatta

Con Basilico & altri rimedi, il suo primo testo originale, Valentina Luporini racconta con ironia e profondità una storia d'amore, dove una pianta di basilico diventa metafora della cura, dei legami e dei bagagli emotivi che ciascuno porta con .

23-24-25 Ottobre

Gaber sotto le stelle

-repertorio di Gaber-Luporini-

di e con Valentina Luporini

In Gaber sotto le stelle Valentina Luporini, figlia di Sandro Luporini, co-creatore con Giorgio Gaber del Teatro Canzone, intreccia parole, musica e ricordi in un racconto personale e familiare che restituisce tutta l'attualità del teatro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Uno spettacolo intimo e coinvolgente, che fa rivivere un repertorio capace di parlare ancora al presente.



30 Ottobre-1 Novembre

Uiriamu

regia di Alice Bellantoni

Giappone, 1902. In un’epoca di febbrile apertura, il respiro dell’Occidente attraversa l’oceano sotto forma di versi elisabettiani sconosciuti. È l’alba del Novecento: una Belle Époque carica di sogni e scambi culturali, un mondo che ignora ancora l’abisso della Grande Guerra e il tragico affondo del Titanic.



5-8 Novembre

Shake it out

regia di Leonardo Buttaroni

Tutto Shakespeare. In una sera. Con soli 5 attori (e nessuna garanzia di sopravvivenza). Cinque attori pronti a tutto lanciano una sfida impossibile: mettere in scena tutte le opere del Bardo contemporaneamente. Il palco c'è, i costumi ci sono, il caos pure. Tra cambi d'abito lampo, scambi di persona e colpi di scena fulminei, il confine tra il capolavoro e il disastro totale non è mai stato così sottile. Una commedia folle, irriverente e dal ritmo vietato ai deboli di cuore. Cosa potrebbe andare storto? Praticamente tutto.



13-15 Novembre

One more kiss, dear

regia di Giovanni Caloro

One more kiss, dear, per la regia di Giovanni Caloro, sembra un monologo ma non lo è: il personaggio in scena è sempre uno, ma la storia si dipana in una serie di dialoghi che la protagonista intrattiene con alcune figure più o meno a lei care fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi. Spetta al pubblico trovare le risposte: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro? Quanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno? L’amore è eterno? E l’odio?



20-22 Novembre

Riflussi ovvero la tragicomica esistenza dell'infermiere Vladimiro

testo e regia di Igor Maltagliati

Vladimiro, detto Vlad, è un infermiere innamorato del sangue. La sua personalità è condivisa con il suo alter ego: una donna folle e logorroica che illustra e condiziona le sue gesta. E quando l'omino che vive nella testa dell'uomo si desta, le cose diventano realmente interessanti. E assolutamente surreali.



4-6 Dicembre

Anche quando puoi

testo e regia di Ludovica Bei

"L'amore non è salvare qualcuno. Ma è smettere di scappare dalle proprie verità". Una storia d'amore delicata e poetica che ci fa ancora interrogare su cosa sia l'amore, la coppia, l'equilibrio.



8-13 Dicembre

Maledetto Stanislavskij

di Miranda Angeli

"Il gabbiano" è uno dei testi più famosi del teatro moderno, ma il suo autore, Anton Čechov, è arrivato a odiarlo. Perché? Per la terribile (a suo dire, eh) regia che ne fece Stanislavskij. "Maledetto Stanislavskij" parla proprio del rapporto tra questi due grandi maestri e dei contrasti e delle sfide che qualsiasi autore e qualsiasi regista si ritrovano ad affrontare, ancora oggi, quando, purtroppo, devono lavorare insieme.



8-10 Gennaio

Mamma me lo diceva sempre

regia di Mario Parruccini

Un racconto ironico di una donna millennial e della sua relazione complicata con la sua bambina interiore: Mamma me lo diceva sempre è per tutte quelle persone che hanno indossato delle definizioni, facendole diventare comode, anche quando non lo erano.



15-17 Gennaio

Materia viva

regia di Roberta Bongioni

Lo spettacolo affronta il tema dell’ossessione, ponendo la domanda: quanto sei disposto a sacrificare per ottenere ciò che desideri? Due ragazze sono in una residenza artistica di pittura. La competizione si trasforma in un’ossessione, guidata dal maestro che le trasforma per ottenere il suo capolavoro: un’opera d’arte viva, utilizzando come riferimento e metamorfosi il mito di Diana e Callisto.



22-24 Gennaio

Cinecittà sangue

regia di Luca Grispini e Valerio Di Benedetto

Due giornalisti d'inchiesta, ed ex amici per la pelle, si trovano costretti a lavorare insieme su un caso di corruzione del cinema romano. Tra scoperte sempre più nere, i due faranno i conti con i loro stessi fantasmi e le loro contraddizioni.



29-31 Gennaio

Non ti scordar di me

regia di Martina Sergi

Quando Elena, una giovane studentessa di filosofia, viene trovata morta in casa propria, la polizia dichiara il caso un suicidio. La fidanzata di Elena, Ofelia, non riesce ad andare avanti con la sua vita finché, una notte, non incontra Tabita, un’eccentrica ragazza che si presenta come la figlia della Morte. Tabita propone ad Ofelia un patto: se la ragazza riuscirà a scoprire la vera causa della morte di Elena, Tabita le permetterà di scendere negli Inferi e riportarla nel mondo dei vivi.




Vi Aspettiamo



Ass.Culturale TEATRO TRASTEVERE


Direzione Artistica Marco Zordan


via Jacopa de' Settesoli 3, 00153 Roma

Feriali ore 21 Festivi ore 17:30


CONSIGLIATA PRENOTAZIONE

INFORMAZIONI DI BIGLIETTERIA

È prevista la tessera associativa.

Intero € 13,00 – Ridotto € 10,00

Contatti:


www.teatrotrastevere.it

Facebook: Teatro Trastevere


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PALINSESTO RADIO 24: Al via sabato dalle 8.30 il nuovo appuntamento di Radio 24 Immagini- uno sguardo sull’attualità, condotto da Valentina Furlanetto con Riccardo Barlaam. www.radio24.it

 

Al via sabato dalle 8.30 il nuovo appuntamento di Radio 24

“Immagini- uno sguardo sull’attualità”

Condotto da Valentina Furlanetto con Riccardo Barlaam

 

Parte sabato 19 settembre alle 8.30 su Radio 24 “Immagini, uno sguardo sull’attualità”, il nuovo appuntamento condotto da Valentina Furlanetto con Riccardo Barlaam, che propone una chiave di lettura originale delle notizie della settimana attraverso il potere delle immagini.

Ogni sabato, per un’ora e mezza (alle 8.30 e in replica alla domenica alle 20.30), il programma partirà dai fotogrammi che hanno segnato l’attualità, dalle fotografie diventate simbolo di eventi politici, economici e sociali alle immagini meno visibili ma capaci di raccontare cambiamenti e fenomeni spesso trascurati dal dibattito pubblico. Scatti e sequenze che, più delle parole, riescono a sintetizzare il significato di ciò che accade e a offrire nuove prospettive sulla realtà.

 

Valentina Furlanetto con Riccardo Barlaam analizzeranno le foto più significative della settimana insieme a politici, esperti, giornalisti, protagonisti della cultura e dello spettacolo, per comprendere cosa raccontano e quale impatto hanno sulla percezione degli eventi. Alcune sono immagini che hanno occupato le prime pagine dei giornali e dominato i social network; altre sono passate quasi inosservate. Tutte, però, contribuiscono a costruire il racconto dell’attualità.

 

Immagini, uno sguardo sull’attualità” porta nel fine settimana di Radio 24 un linguaggio giornalistico innovativo, che utilizza la forza visiva delle immagini come punto di partenza per approfondire storie, fenomeni e tendenze del presente. Un approccio che affianca all’analisi dei fatti una riflessione su come l’informazione viene rappresentata e percepita.

 

Anche in questa stagione trova spazio l’appuntamento dedicato alla verifica delle informazioni online con David Puente, vicedirettore di Open, che aiuterà gli ascoltatori a orientarsi tra fake news, immagini manipolate e contenuti virali, analizzando come la comunicazione visiva possa contribuire ad amplificare polarizzazioni e distorsioni nel dibattito pubblico.

 

Con “Immagini, uno sguardo sull’attualità”, Radio 24 arricchisce il proprio palinsesto con uno spazio dedicato alla lettura critica delle notizie, in cui le immagini diventano la chiave per comprendere meglio il mondo che ci circonda.

Per l’ascolto www.radio24.it

 

 

Bio. Valentina Furlanetto

Giornalista, laureata a Ca’ Foscari (Venezia) e diplomata all’Ifg di Urbino. Per Radio 24 si occupa di Medioriente, esteri, immigrazione, temi sociali. Ha realizzato reportage, dirette e inchieste da Gerusalemme, Cisgiordania, Israele, Lampedusa, Lesbo, Melilla, Grecia, passo di Claviere, Giordania, confine tra Ucraina e Polonia, Sierra Leone. Collabora con Il Sole 24 ore, Il Foglio, Review. Ha tenuto lezioni di giornalismo all’Università Bicocca e alla Scuola del Libro di Bologna. Ha pubblicato i libri “Cento giorni che non torno” (Laterza) che ha ricevuto il Premio Vero, “Noi schiavisti” (Laterza), Premio Leogrande Studenti, “L’industria della Carità” (Chiarelettere), “Si fa presto a dire madre” (Melampo). Ha un marito, due figli, due gatti.

 

Bio Riccardo Barlaam

Riccardo Barlaam, è stato corrispondente dagli Stati Uniti per Il Sole e Radio 24. Rientrato dalla Grande Mela, è stato caporedattore Esteri per Il Sole 24 Ore.  Scrittore e regista di docufilm. Si definisce un esploratore della vita. Ama la natura, le sfide impossibili e gli sport di resistenza all'aria aperta. Sogna di attraversare, prima o poi, tutte le Alpi a piedi.

 

Libri: Premio Barnaba 2026, Angelo Brembilla vince la terza edizione con Siamo tutti un po’ Picasso

 

Premio Barnaba 2026: Angelo Brembilla vince la terza edizione con “Siamo tutti un po’ Picasso”

Menzioni speciali ad Antonio Disi con “Non catalogato” e Giovanni Galli con “Quelli che non stavano fermi”.

La cerimonia si è svolta venerdì 18 settembre a Pieve Santo Stefano nell’ambito del Premio Pieve Saverio Tutino. Ospite la scrittrice Ilaria Gaspari.



È Angelo Brembilla, con “Siamo tutti un po’ Picasso”, - delicato racconto sul potere delle immagini, sulla memoria e sulle tracce invisibili che, nell’arte come nella vita, continuano a raccontare chi siamo - il vincitore della terza edizione del “Premio Barnaba. Un museo, una storia”, il concorso letterario promosso dal Museo Galileo in collaborazione con la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e con il patrocinio dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici e di ICOM Italia, dedicato a racconti autobiografici inediti, capaci di trasportare il lettore in esperienze vissute nelle sale dei musei. La cerimonia di premiazione si è tenuta venerdì 18 settembre a Pieve Santo Stefano (Arezzo), nell’ambito del Premio Pieve Saverio Tutino.


Accanto al vincitore, la giuria ha assegnato due menzioni speciali: ad Antonio Disi per “Non catalogato” e a Giovanni Galli per “Quelli che non stavano fermi”. I tre autori hanno ricevuto la targa del Premio Barnaba 2026; al vincitore anche un premio in denaro di 1.000 euro. I racconti del vincitore e dei finalisti confluiranno inoltre nel volume collettivo pubblicato dalle Edizioni Museo Galileo, proseguendo il progetto editoriale che accompagna il Premio fin dalla sua nascita.


Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti di Natalia Cangi, direttrice organizzativa dell’Archivio Diaristico Nazionale, seguiti da un intervento di Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo. La mattinata è stata inoltre l’occasione per presentare al pubblico il volume che raccoglie i racconti finalisti dell’edizione 2025. Alla presentazione sono intervenuti Enzo Rammairone e Domenico Scarpa, membri del Comitato Scientifico del Premio Barnaba, insieme ad alcuni degli autori e delle autrici che hanno contribuito all’antologia. Un passaggio che sottolinea una delle caratteristiche centrali del Premio: non limitarsi alla proclamazione di un vincitore, ma costruire nel tempo una raccolta di testimonianze autobiografiche nelle quali il museo diventa spazio della memoria, dell’esperienza personale e della narrazione.


Nato per raccontare il rapporto personale e spesso inatteso che si instaura tra le persone e i musei, il Premio Barnaba è dedicato a racconti autobiografici inediti ambientati in un museo, italiano o straniero. Attraverso la scrittura, il concorso invita a restituire nuove interpretazioni personali dei musei, delle loro collezioni e delle attività che vi si svolgono, creando al tempo stesso uno spazio di condivisione capace di avvicinare alla realtà museale anche chi non può fruirne direttamente.


I racconti candidati alla terza edizione sono stati sottoposti alle Commissioni di Lettura incaricate di effettuare una prima selezione delle opere, successivamente valutate dal Comitato Scientifico, composto da Monica Barni, Massimo Bucciantini, Natalia Cangi, Enzo Rammairone, Emanuela Rossi e Domenico Scarpa. Il Comitato ha individuato i racconti finalisti e, tra questi, il vincitore dell'edizione 2026. Ospite della cerimonia è stata la scrittrice Ilaria Gaspari, che ha presentato la rosa dei finalisti 2026 e ha dialogato con Angelo Brembilla e Antonio Disi, prima della consegna delle targhe.


Sono 25 i racconti arrivati in finale nell’edizione 2026: Siamo tutti un po’ Picasso di Angelo Brembilla; Non catalogato di Antonio Disi; Quelli che non stavano fermi di Giovanni Galli; Il respiro della culla di Rodolfo Andrei; Incontri di Maura Andreoni; Sotto lo stesso sguardo di Angela Bancale; Il giornalista e la balenottera di Giovanni Bertini; Primavera di Daniela Boccacci; L’ordine dorico e il biglietto due (per non parlar della tartaruga) di Samuele Boncompagni; Il museo che respirava di Roberto Brunelli; Le fragole di Chardin di Lorenzo Calvo; Ninfee di panna montata di Giorgia Cipelli; Le storie che il marmo non racconta di Matteo Costa; Il bagatto alla Carrara di Nadia Cremonesi; La giusta distanza di Erica Fialà; Papera di Serena Antonia Iglio; L’alchimia delle parole di Ilaria Izzo; La noia a Palazzo di Lucrezia Malavasi; Cerniere lampo di Elisabetta Meccariello; La galleria dei cetacei di Andrea Minuti; Fiorino di cenere di Elena Maria Petrini; Le cose che non cadono di Silvia Pillin; La misura del segno di Samuele Santini; Fin dove s’intrecciano le radici di Alberto Setzu; Alla ricerca della freccia perduta di Mary Valeriano.


La pubblicazione dei racconti finalisti in un volume collettivo delle Edizioni Museo Galileo rappresenta parte integrante del progetto: un modo per dare continuità alle storie raccolte e comporre, edizione dopo edizione, una memoria plurale dell’esperienza museale, raccontata attraverso lo sguardo di chi quei luoghi li ha attraversati e vissuti.