martedì 29 settembre 2026

Pinacoteca Divisionismo Tortona | due nuove opere in collezione | Plinio Nomellini ed Emilio Longoni

 

DUE NUOVE OPERE 

DI PLINIO NOMELLINI ED EMILIO LONGONI
ENTRANO NELLA COLLEZIONE DELLA
PINACOTECA DIVISIONISMO TORTONA

 

Fanno il loro ingresso nel percorso espositivo

“Autunno latino” e “Idillio”,

due acquisizioni che rafforzano la collezione della Pinacoteca 

e il suo ruolo di riferimento per il Divisionismo.

ildivisionismo.it

 

La Pinacoteca Divisionismo Tortona arricchisce le proprie collezioni con due nuove significative acquisizioni. Entrano a far parte del percorso espositivo “Autunno latino” (1899-1900) di Plinio Nomellini e “Idillio” (1914-1917) di Emilio Longoni, due opere di grande rilievo che si affiancano ai nuclei già presenti dedicati ai due maestri, contribuendo ad arricchire ulteriormente il racconto delle molteplici declinazioni del Divisionismo.

 

Si conferma così la volontà della Pinacoteca Divisionismo Tortona di proseguire in un percorso di costante ampliamento e approfondimento della collezione, costruendo nel tempo un patrimonio ricco e scientificamente rappresentativo delle diverse anime del Divisionismo. La presenza di nuclei sempre più articolati dedicati ai principali protagonisti del movimento permette infatti di seguire da vicino l'evoluzione della loro ricerca artistica e di comprendere, attraverso confronti diretti fra opere appartenenti a momenti diversi della loro produzione, la straordinaria varietà di linguaggi che caratterizza la pittura divisa italiana.

 

Plinio Nomellini: un tassello prezioso del periodo simbolista

Realizzato tra il 1899 e il 1900, “Autunno latino” apparteneva originariamente a un raffinato dittico nel quale il dipinto dialogava con il bassorilievo intitolato “Autunno” dello scultore Edoardo De Albertis, all'interno di una comune cornice lignea. L'opera rappresenta uno degli esiti più alti della stagione simbolista di Nomellini e testimonia il fertile dialogo tra pittura e scultura che caratterizzò il clima artistico di fine secolo.

Esposto alla Biennale del 1901, il dipinto raffigura un idilliaco paesaggio bucolico nel quale una figura maschile dai tratti apollinei cerca di attirare l'attenzione di due giovani donne adagiate sul prato, tra filari di cipressi. La scena, sospesa tra mito e natura, restituisce quella tensione ideale e simbolica che caratterizza la produzione matura dell'artista toscano. L'acquisizione permette inoltre di approfondire uno dei momenti più significativi della vicenda artistica di Nomellini, interprete di un Divisionismo estremamente personale, in cui la ricerca luministica si intreccia progressivamente con suggestioni simboliste e decorative.

Con “Autunno latino” salgono a sette le opere di Plinio Nomellini conservate dalla Pinacoteca Divisionismo Tortona. Il dipinto si aggiunge infatti a “Piazza Caricamento a Genova” (1891), “Sciopero” (1889), “Sulla costa ligure” (1891), “Mattino d'aprile” (1892-1895), “Mattino in officina” (1893) e “Festa al villaggio” (1912-1913), ampliando ulteriormente la documentazione dedicata a uno dei protagonisti più originali del Divisionismo.

 

Emilio Longoni: il paesaggio come sentimento

La seconda acquisizione riguarda Idillio, opera di Emilio Longoni, che porta a quattordici il numero dei lavori dell'artista conservati in Pinacoteca. Il nuovo ingresso si affianca infatti a un nucleo già particolarmente rappresentativo, comprendente, tra gli altri, “Le stelle” (1914), “Solitudine” (1910-1911), “Melanconia” (1894-1895), “Campagna milanese” (1894), “Riflessioni di un affamato” (1894), “Ona staderada” (1890-1891), “Il pulcino” (1891) e “Chiuso fuori di scuola” (1878), offrendo un percorso pressoché completo dell'evoluzione del maestro lombardo.

La storia del dipinto è particolarmente affascinante. Esposto per la prima volta a Roma nel 1914 con il titolo “Disillusa”, il quadro presentava originariamente, in primo piano, una giovane pastorella accompagnata da due pecore. Nel 1917 Longoni intervenne direttamente sulla tela eliminando quella figura e trasformando radicalmente il significato dell'opera, che assunse il nuovo titolo “Idillio”.

Determinante per la ricostruzione di questa vicenda è il ritrovamento di una fotografia dell'opera tra le carte della moglie dell'artista, Fiorenza. Qui un'annotazione documenta la scelta del pittore: la scomparsa della pastorella coincide simbolicamente con un momento di ritrovata serenità personale, trasformando il dipinto in una visione più pacificata e contemplativa. Nella versione definitiva le minuscole figure sullo sfondo diventano un episodio quasi impercettibile all'interno di un paesaggio dominato dalla luce e dalla vibrazione cromatica. Il meticoloso Divisionismo di Longoni dissolve la materia nella luminosità atmosferica, restituendo una visione lirica e sospesa della natura, espressione della fase più matura della sua ricerca.

 

Plinio Nomellini (Livorno, 1866 – Firenze, 1943)

Diplomatosi alla Scuola d'Arti e Mestieri di Livorno, Plinio Nomellini frequenta dal 1885 al 1888 l'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove è allievo di Giovanni Fattori e conosce Giuseppe Pellizza, con cui instaura una profonda amicizia. Dopo un iniziale interesse per la pittura di macchia, si avvicina alle ricerche impressioniste e neoimpressioniste, diventando uno dei protagonisti della diffusione del Divisionismo in Italia. Trasferitosi a Genova nel 1890, realizza opere di forte impegno sociale che gli procurano grande attenzione critica. Tornato in Toscana agli inizi del Novecento, sviluppa una poetica sempre più orientata verso il Simbolismo, caratterizzata da un cromatismo acceso e da una pennellata vibrante. Partecipa con continuità alla Biennale di Venezia e frequenta figure di primo piano della cultura italiana, tra cui Giacomo Puccini e Giovanni Pascoli.

 

Emilio Longoni (Barlassina, 1859 – Milano, 1932)

Di origini umilissime, Emilio Longoni si forma all'Accademia di Brera, dove conosce Giovanni Segantini, con cui condivide gli anni della collaborazione con il mercante Vittore Grubicy. Dopo una prima produzione legata al Realismo sociale, negli anni Novanta dell'Ottocento adotta il Divisionismo affrontando temi di forte denuncia civile, collaborando anche con la stampa socialista. A partire dai primi anni del Novecento la sua pittura evolve progressivamente verso una dimensione simbolica e contemplativa, privilegiando il paesaggio alpino e lacustre. Attraverso una raffinata tecnica divisionista e una straordinaria sensibilità luministica, Longoni diventa uno dei maggiori interpreti della pittura di paesaggio italiana tra Otto e Novecento.

 

PINACOTECA DIVISIONISMO TORTONA

Una collezione, un progetto culturale

Era il 1999 quando la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona decise di acquisire il nucleo di opere frutto della lungimirante attività di raccolta dell’istituto bancario da cui aveva tratto origine. Da lì a poco nacque l’idea di intraprendere un progetto di valorizzazione e incremento di tale patrimonio artistico che aveva sino ad allora privilegiato un rapporto speciale con il suo territorio e, in particolare, con i suoi artisti più significativi. Un passato d’arte segnato dal genius loci Giuseppe Pellizza, un personaggio di grande rilievo nella cultura pittorica dell’area lombardo-piemontese, diventata l’obiettivo privilegiato della collezione perché proprio qui, tra Milano e Torino, si svolse il cosiddetto “primo dibattito” del divisionismo a partire dalla Prima Triennale di Brera del 1891. A partire dal 2001, anno di apertura al pubblico della Pinacoteca, nel volgere di pochi anni prende vita il progetto “Pinacoteca Divisionismo Tortona”, esposizione permanente che si propone di documentare questa fondamentale stagione artistica attraverso la varietà e l’originalità dei linguaggi pittorici utilizzati non solo dai grandi maestri divisionisti, ma da personaggi che hanno dato voce a culture per così dire periferiche, per lungo tempo non adeguatamente valorizzate, ma comunque degne di attenzione. Il filo conduttore della Pinacoteca si dipana quindi intorno al fertile dialogo e al confronto tra i diversi interpreti di una tecnica audace e antiaccademica che ha saputo rappresentare le istanze di un nuovo secolo: dagli artisti socialmente impegnati degli anni Novanta dell’Ottocento fino agli approcci empirici in ambito simbolista e ai primi saggi dei protagonisti della rivoluzione futurista per i quali la divisione del colore costituiva il linguaggio della modernità. Oggi la Pinacoteca si sviluppa su una superficie di 750 metri quadrati e consta di oltre 145 opere che documentano l’attività di oltre 59 artisti.

 

Pinacoteca Divisionismo Tortona 

Palazzetto medievale
Corso Leoniero, 6 (ingresso dal cortile interno)
Tortona (AL)

 

Orari:

Sabato e domenica, dalle 15.00 alle 19.00

(Ultimo ingresso ore 18.15)

Ingresso gratuito

Giorni feriali su prenotazione

 

 

 

 

 

 

 

Pino Strabioli con Ve ne dico quattro – domenica 4 ottobre al Teatro Villa Pamphilj

 


Pino Strabioli al Teatro Villa Pamphilj con Ve ne dico quattro

Domenica 4 ottobre, un viaggio tra ricordi e incontri
con i grandi protagonisti dello spettacolo italiano del Novecento.

Domenica 4 ottobre alle ore 11.30 il Teatro Villa Pamphilj ospita Pino Strabioli con Ve ne dico quattro, di Pino Strabioli e Fabio Masi, con i contributi video di Growing Production e la produzione di Alt Academy.

 

Pino Strabioli racconta i personaggi che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiano. Una consuetudine a cui il pubblico è abituato, come se Strabioli lo facesse da sempre. E in fondo è proprio così. Per questo, dopo il successo di “Sempre fiori mai un fioraio”, Pino torna a raccontare di altri grandi del Novecento in “Ve ne dico quattro”. Scritto da Strabioli insieme a Fabio Masi, con i contribuiti video della Growing Production e la produzione di Alt Academy, “Ve ne dico quattro” ci ricorda di Paolo Poli e Franca Valeri, passando a Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese. Così Pino Strabioli dipinge un affresco vivido di un'epoca teatrale che ha segnato profondamente la cultura italiana. Con uno sguardo affettuoso e spesso ironico, lo spettacolo ci riporta in un periodo in cui la libertà di espressione era la vera protagonista, in contrasto con un presente in cui il politicamente corretto sembra essere l’imperativo. Non mancheranno, inoltre, racconti dei suoi incontri più recenti, che includono le collaborazioni con alcuni dei volti più noti del panorama culturale odierno. Le sue storie, piene di aneddoti e testimonianze, offrono uno spaccato emozionante di come l'arte possa superare i limiti del tempo e rimanere sempre viva.

 

“Ve ne dico quattro”Domenica 4 ottobre alle ore 11.30 il Teatro Villa Pamphilj ospita Pino Strabioli con Ve ne dico quattro, di Pino Strabioli e Fabio Masi, con i contributi video di Growing Production e la produzione di Alt Academy.

 

Pino Strabioli racconta i personaggi che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiano. Una consuetudine a cui il pubblico è abituato, come se Strabioli lo facesse da sempre. E in fondo è proprio così. Per questo, dopo il successo di “Sempre fiori mai un fioraio”, Pino torna a raccontare di altri grandi del Novecento in Ve ne dico quattro.

Scritto da Strabioli insieme a Fabio Masi, con i contributi video della Growing Production e la produzione di Alt Academy, Ve ne dico quattro ci ricorda di Paolo Poli e Franca Valeri, passando a Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese. Così Pino Strabioli dipinge un affresco vivido di un'epoca teatrale che ha segnato profondamente la cultura italiana. Con uno sguardo affettuoso e spesso ironico, lo spettacolo ci riporta in un periodo in cui la libertà di espressione era la vera protagonista, in contrasto con un presente in cui il politicamente corretto sembra essere l’imperativo. Non mancheranno, inoltre, racconti dei suoi incontri più recenti, che includono le collaborazioni con alcuni dei volti più noti del panorama culturale odierno. Le sue storie, piene di aneddoti e testimonianze, offrono uno spaccato emozionante di come l'arte possa superare i limiti del tempo e rimanere sempre viva.

 

Ve ne dico quattro nasce come un viaggio affettuoso e ironico attraverso le figure che hanno plasmato il teatro e la cultura italiana del Novecento. Pino Strabioli sceglie di non costruire un semplice omaggio, né una sequenza nostalgica di ricordi, ma un dialogo vivo tra passato e presente, guidato dalla sua voce e dalla sua presenza.

Lo spazio scenico: una memoria in movimento. La scena è concepita come un luogo sospeso, essenziale e permeabile, dove ogni elemento (luci, video) entra ed esce con la stessa leggerezza con cui riaffiorano i ricordi. Non un museo, ma un laboratorio della memoria. I contributi video della Growing Production non sono sovrastrutture illustrative: sono fenditure nel tempo, finestre che permettono agli spettatori di vedere affiorare i volti, le atmosfere e i frammenti di epoche che hanno inciso profondamente nell’immaginario collettivo.

Il gesto narrativo. Pino Strabioli non interpreta: incontra. Ogni racconto su Paolo Poli, Franca Valeri, Dario Fo, Gabriella Ferri e Valentina Cortese nasce dal contatto diretto, fisico e poetico, che lui ha avuto con questi maestri. Il racconto asseconda questa qualità intima, mantenendo un ritmo che alterna confidenza e sorpresa, sorriso e vertigine emotiva.

La narrazione procede come un mosaico di luci e ombre, dove il passo leggermente ironico di Strabioli diventa un filo rosso che accompagna lo spettatore nel cuore pulsante di un’epoca teatrale irripetibile.

Il confronto con il presente. La scelta artistica è quella di far percepire costantemente il contrasto tra la libertà creativa del passato—quella sfacciata, autentica, spesso anarchica—e un presente più attento ai filtri del politicamente corretto. Questo confronto non è mai moralistico: è una riflessione aperta, un interrogativo che emerge attraverso le storie e gli aneddoti, senza forzature.

Un tempo circolare. Accanto ai grandi del Novecento, trovano spazio anche gli incontri più recenti, figure contemporanee che intrecciano i fili tra ieri e oggi. Il palco diventa così un luogo in cui i decenni dialogano senza gerarchie. Si ricerca un tempo circolare: ciò che è stato ritorna, ciò che accade ora riflette ciò che è già passato. L’arte, sembra dirci lo spettacolo, non muore mai; muta, si sposta, ma resta sempre viva.

Lo spettatore come compagno di viaggio. Il pubblico non è chiamato a osservare, ma a partecipare. La disposizione scenica, l’uso calibrato della luce, il ritmo della narrazione: tutto è pensato per creare un clima di complicità, quasi da salotto condiviso. Strabioli invita lo spettatore a sedersi accanto a lui, ad ascoltare, a ricordare o a scoprire.

 

Il Teatro Villa Pamphilj, con la direzione artistica di Veronica Olmi, è parte del sistema Teatri in Comune di Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura.

 

Per informazioni e prenotazioni:

Teatro Villa Pamphilj Largo 3 giugno 1849 | 00164 Roma
(ingresso Via di San Pancrazio 10 - P.zza S. Pancrazio 9/a)
Orari segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
tel 06 5814176 - scuderieteatrali@gmail.com
Biglietti: 10 euro 

Enrico Lo Verso in RESTA DIVA Omaggio a Maria Callas. Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma | Sabato 3 ottobre - ore 20

 

MONDI SONORI
 Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma | Sabato 3 ottobre - ore 20

Enrico Lo Verso protagonista della sezione Scenari Sonori con
RESTA DIVA Omaggio a Maria Callas

 


Sabato 3 ottobre alle ore 20, all’Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, Enrico Lo Verso è protagonista di Resta diva – Omaggio a Maria Callas, con la regia e la drammaturgia di Alessandra Pizzi e il Maestro Mirko Lodedo al pianoforte. Lo spettacolo è il terzo appuntamento di Scenari Sonori, nell’ambito della seconda edizione di Mondi Sonori.

 

Quando saliva sul palco era “La Divina”, ma terminati gli applausi Maria Callas tornava a essere quella ragazza timida e insicura cresciuta a New York, segnata da un difficile rapporto con la madre e costantemente alla ricerca dell’amore. Nella sua vita ebbero un ruolo decisivo Giovanni Battista “Titta” Meneghini, Aristotele Onassis, Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Di Stefano: uomini che, in modi diversi, furono accanto alla donna e all’artista.

Enrico Lo Verso dà voce al racconto di Titta Meneghini e, in una biografia romanzata, traccia il ritratto di Maria Callas attraverso lo sguardo degli uomini che le sono stati accanto e che, tra scandali, dolore e sofferenza, hanno contribuito a fare di lei una figura destinata a entrare nella storia. Meneghini incontrò Callas nel 1947 a Verona, quando la cantante era ancora agli inizi: intuì subito il suo talento, le propose il primo contratto della sua vita e la accompagnò negli anni della trasformazione che l’avrebbe portata al successo. Il loro rapporto lavorativo si trasformò presto in un sentimento profondo, prima che l’incontro con Onassis cambiasse definitivamente il corso della loro storia. Maria Callas fu amata dal poeta-regista Pasolini, dal tenore Di Stefano, da Onassis e da suo marito Meneghini. Quest’ultimo non cessò mai di dichiarare il proprio amore per lei, anche dopo la separazione. È attraverso questo intreccio di relazioni, affetti e ferite che lo spettacolo restituisce il volto pubblico e quello privato della Callas, fino al verso di Pier Paolo Pasolini: «C’è un vuoto lassù nel cosmo, e da là tu canti».

 

Lo spettacolo, avvalendosi di contributi video e proiezioni, ricostruisce le dimensioni e le suggestioni entro cui si muove la narrazione, riportando lo spettatore nel mondo in cui nasce e si afferma la figura di un’artista a cui la crudeltà e le miserie umane non hanno impedito di restare per sempre e comunque “diva”.

 

Al pianoforte il Maestro Mirko Lodedo. La sua musica non è solo un accompagnamento, ma diventa una voce che dialoga con le parole, amplificando le emozioni e sottolineando i momenti più intensi della narrazione. Con la sua interpretazione, il Maestro Lodedo restituisce la magia e l’intensità della musica che ha accompagnato Maria Callas nella sua carriera e nella sua vita.

 

Alessandra Pizzi ritorna sul tema della “dimensione umana”, dietro (o, spesso, davanti) cui si nasconde il talento artistico dei grandi geni. Racconta una storia che il mito ha consacrato alla cronaca e tratta con estrema sensibilità le corde di una passione che ha trovato la massima espressione nell’Arte e nella Musica, costanti presenze di una storia d’Amore.

 

LA RASSEGNA: Mondi Sonori, in programma al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma dal 12 settembre al 19 dicembre 2026, nasce nell’ambito delle attività di valorizzazione promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, diretto da Luca Mercuri. Ideata dalla direttrice del Museo Sonia Martone, con la supervisione artistica di Stefano Saletti, la seconda edizione si articola in Scenari Sonori e Atlanti Sonori – Musica e Parole dalla tradizione al contemporaneo e ospita inoltre la XIII edizione del Festival Popolare Italiano. Un programma di concerti, incontri e spettacoli che mette in dialogo il patrimonio del Museo con musica dal vivo, teatro e letteratura, attraversando tradizioni, linguaggi e forme espressive contemporanee. Il costo del biglietto d’ingresso di 6 euro permette, prima della partecipazione agli spettacoli, anche la visita alle sale espositive.

 

SCHEDA INFORMATIVA

Titolo: Mondi Sonori

Sede: Museo Nazionale degli Strumenti Musicali Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9/A - 00185 Roma

Web: https://museostrumentimusicali.cultura.gov.it/

Ingresso: Intero Euro 6,00; ridotto Euro 2,00; gratuità di legge.

Il biglietto per il Museo è acquistabile presso il totem digitale (abilitato POS) o su Musei Italiani

Orari di apertura del Museo: Dal martedì alla domenica ore 9.30 – 19.30; ultimo ingresso ore 18.30. | Chiuso il lunedì

Ufficio Promozione e Comunicazione e URP

Pantheon e Castel Sant’Angelo - Direzione Musei nazionali della città di Rom

Ufficio stampa Fabiana Manuelli

DAL 14/10 TORNA L'OCEAN FILM FESTIVAL WORLD TOUR ITALIA, LA RASSEGNA INTERNAZIONALE CHE RACCONTA IL RAPPORTO TRA OCEANO, NATURA E AVVENTURA

 

DAL 14 OTTOBRE TORNA L'OCEAN FILM FESTIVAL WORLD TOUR ITALIA, LA RASSEGNA INTERNAZIONALE CHE RACCONTA IL RAPPORTO TRA OCEANO, NATURA E AVVENTURA 

22 appuntamenti in tutta Italia, sei film internazionali e protagonisti dal mondo dell'esplorazione, 

dello sport, della ricerca e della conservazione. Tra gli ospiti Alex Bellini e il Team Luna Rossa.


Milano, settembre 2026 – Dieci anni di cinema, avventura e oceano. Dieci anni di storie capaci di portare nelle sale italiane luoghi remoti, imprese straordinarie, ecosistemi fragili e protagonisti che hanno scelto di confrontarsi con il mare e con i propri limiti.

Dal 14 ottobre torna OCEAN Film Festival World Tour Italia, la rassegna cinematografica itinerante che nel 2026 celebra la sua 10ª edizione italiana con 22 appuntamenti da nord a sud del Paese, tra cinema e teatri e coinvolgendo una community sempre più ampia di appassionati di mare, sport, outdoor, esplorazione e sostenibilità.

Nato in Australia nel 2014 e arrivato in Italia nel 2017, OCEAN Film Festival World Tour Italia è l'edizione italiana dell'OCEAN Film Festival Australia e porta sul grande schermo una selezione internazionale di corto e mediometraggi dedicati all'oceano, agli sport acquatici, all'esplorazione e alla conservazione marina. In otto edizioni nelle sale, oltre all'edizione digitale del 2020, il festival ha coinvolto oltre 38.500 spettatori in 20 città italiane, anche grazie al contributo di oltre 400 volontari.

DIECI ANNI DI OCEANO, UN VIAGGIO TRA SPORT, ESPLORAZIONE E CONSERVAZIONE

La decima edizione porta in Italia sei storie molto diverse tra loro, unite dalla capacità dell'oceano di mettere alla prova, sorprendere e trasformare chi lo attraversa. Attraverso sport, esplorazione, biodiversità, ricerca scientifica e conservazione, i film raccontano le molte facce dell'oceano e il rapporto profondo tra esseri umani e ambiente.

Tra queste, The Raftsmen riporta alla luce una delle più straordinarie imprese oceaniche del secolo scorso. Nel 1973, dodici uomini attraversarono il Pacifico su semplici zattere di legno di balsa, affidandosi al sole e alle stelle, affrontando 178 giorni e 16.000 chilometri di navigazione, il viaggio in zattera più lungo mai realizzato.

Un altro sguardo particolarmente potente arriva dalle gelide acque della Norvegia settentrionale. In Stone Biter - Saving the Arctic Sea Forests, il regista italiano Ismaele Tortella parte alla ricerca del pesce lupo e di un ecosistema che, sotto la superficie, rivela una realtà drammatica: la progressiva scomparsa delle foreste marine di kelp. Un viaggio che mette al centro la fragilità degli oceani ma anche le persone che stanno lavorando per ripristinarli.

Il surf diventa invece una storia di crescita, libertà e superamento degli stereotipi in Tainá, cinebiografia della surfista brasiliana Tainá Hinckel, e in The Granny Grommets, che racconta un gruppo di donne tra i 50 e gli 80 anni che scelgono di sfidare limiti anagrafici e convenzioni per imparare a cavalcare le onde.

Completano la selezione A Dragon's Dance, immersione contemplativa nella vita del raro drago marino fogliato e nella fragilità della Grande Barriera Corallina Meridionale australiana, e Ride of a Lifetime, la storia di Alo Slebir e del suo sogno di affrontare la grande onda perfetta di Mavericks. 


SUL PALCO, LE STORIE DI CHI L'OCEANO LO VIVE IN PRIMA PERSONA

Come da tradizione, le proiezioni saranno accompagnate in diverse tappe dalla presenza di protagonisti del mondo del mare, dello sport, della scienza e dell'esplorazione, chiamati a condividere con il pubblico esperienze vissute in prima persona e a creare un dialogo attorno ai temi affrontati dai film.

A Milano, ad aprire idealmente la decima edizione sarà Alex Bellini, esploratore, divulgatore ambientale e autore, ospite sul palco durante la serata e protagonista del pre-evento gratuito “Blue Voices” del 14 ottobre al Teatro Carcano, dove presenterà il suo nuovo libro in un incontro dedicato alle grandi sfide ambientali e al rapporto tra uomo e natura.

Anche a Cagliari ci sarà un doppio appuntamento: il pubblico potrà incontrare il Team Luna Rossa sul palco e, prima dell’inizio della proiezione, nel pre-evento gratuito “Blue Voices” in cui si approfondirà il tema del rapporto tra sport, sostenibilità e tutela dell’oceano, insieme a Ogyre. Un appuntamento che porterà al centro del dialogo non solo la sfida sportiva, ma anche l’impegno concreto per la salvaguardia del mare e la diffusione di una cultura del rispetto dell’ambiente, soprattutto tra le nuove generazioni. 

Tra gli altri protagonisti del tour figurano Giovanni Chimienti, biologo marino e National Geographic Explorer, Andrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia ETS e specialista nel contrasto ai crimini ambientali e nella conservazione marina, Alessandro Dini, pioniere e promotore del surf italiano, e molti altri.

La presenza degli ospiti rende ogni appuntamento un'esperienza diversa e trasforma il festival in un momento di incontro e confronto: il cinema è il punto di partenza, le storie vissute in prima persona diventano occasione di approfondimento e divulgazione.

UN FESTIVAL CHE IN DIECI ANNI È CRESCIUTO INSIEME AL SUO PUBBLICO

La decima edizione segna anche un'ulteriore crescita territoriale: il tour arriva a 22 appuntamenti, con due nuove città, Rovereto e Catanzaro, quest'ultima prima tappa del festival in Calabria. Un percorso che porta OCEAN Film Festival sempre più capillarmente in Italia, da nord a sud e da est a ovest.

«La decima edizione rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto la conferma che in Italia esiste una comunità sempre più ampia di persone che desidera conoscere e vivere l'oceano. In questi dieci anni la rassegna è cresciuta insieme al suo pubblico e continuerà a portare nelle sale storie capaci di emozionare, ispirare e promuovere una vera cultura del mare», dichiara Alessandra Raggio, CEO di ITACA The Outdoor Community, organizzatrice di OCEAN Film Festival World Tour Italia.

OCEAN Film Festival World Tour Italia è oggi più di una rassegna cinematografica: è una piattaforma culturale dedicata all'oceano, dove cinema, sport, esplorazione, scienza e ambiente si incontrano per avvicinare il pubblico alla conoscenza del mare e alla sua tutela, diffondendo l’ocean literacy.

Nel corso degli anni la rassegna ha sviluppato collaborazioni con realtà impegnate nella tutela degli ecosistemi marini, tra cui Water Defenders Alliance, l’alleanza promossa da LifeGate che riunisce aziende, istituzioni, cittadini, porti e il mondo della ricerca scientifica e tecnologica per proteggere la salute delle acque dall’inquinamento da plastiche e microplastiche, da oli e idrocarburi e dalla perdita di biodiversità.

A conferma del proprio impegno nella promozione della cultura dell'oceano, OCEAN Film Festival World Tour Italia è membro del Comitato Nazionale del Decennio del Mare, su invito della Commissione Oceanografica Italiana presso il CNR, e ha ricevuto l'Endorsement dell'UNESCO Ocean Decade. 

Quest’anno OCEAN Film Festival Italia sosterrà la raccolta di 5.000 kg di rifiuti marini e costieri tra ottobre e novembre 2026, contribuendo direttamente alle attività portate avanti da Ogyre insieme a pescatori e comunità locali.

Nella realizzazione dell’edizione 2026, Ocean Film Festival World Tour Italia è affiancato da SCUBAPRO, dal 1963 azienda di riferimento nel settore dell’attrezzatura subacquea.

Tra i partner dell’edizione 2026 figura per la prima volta Watersight, realtà specializzata in fotografia e storytelling per gli sport e gli eventi legati all’acqua.


La manifestazione si avvale dell’Endorsement dell'UNESCO Ocean Decade, vede inoltre il Patrocinio dell’Ambasciata d’Australia in Italia e il supporto di ACSI, ACSI Surfing, Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, Agesci, ANIS, COOL MATE, HSA Italia, Pacha Mama Surf House e Surf in Town. 


Inoltre l’Ocean Film Festival World Tour Italia è affiancato da Ogyre, One Ocean Foundation, Fondazione Centro Velico Caprera, Water Defenders Alliance by LifeGate, Il Pianeta Azzurro, Marevivo e Sea Shepherd Italia.


Media partner dell’edizione 2026 sono Radio DEEJAY, SkyTG24, Icarus, Saily.it, 4rove, SIRENEjournal.


CALENDARIO OCEAN FILM FESTIVAL WORLD TOUR ITALIA 2026

14 ottobre – Milano (Teatro Carcano) e pre-evento gratuito “Blue Voices” con Alex Bellini
19 ottobre – Bologna (Cinema Arlecchino)
19 ottobre – Torino (Cinema Massimo)
20 ottobre – Genova (The Space Cinema Porto Antico)
21 ottobre – Monza (Capitol Anteo SpazioCinema)
21 ottobre – Trieste (Cinema Ariston)
22 ottobre – Pavia (Cinema Politeama)
22 ottobre – Udine (Cinema Visionario)
24 ottobre – Catanzaro (Cinema Teatro Il Comunale) NUOVA TAPPA
26 ottobre – Pesaro (Cinema Loreto)
27 ottobre – Pescara (Cinema Massimo)
27 ottobre – Rovereto (Sala della Filarmonica) NUOVA TAPPA
28 ottobre – Ancona (Cinema Azzurro)
28 ottobre – Padova (Sala Fronte del Porto)
29 ottobre – Como (Cinema Astra)
29 ottobre – Cesena (Cinema Eliseo)
29 ottobre – Cagliari (Teatro delle saline) e pre-evento gratuito “Blue Voices” con team Luna Rossa e Ogyre
3 novembre – Roma (The Space Cinema Moderno)
5 novembre – Livorno (Cinema La Gran Guardia)
6 novembre – Sesto Fiorentino (Cinema Grotta)
10 novembre – Bari (AncheCinema)
12 novembre – Napoli (Cinema America Hall) 

Le prevendite sono aperte.