lunedì 8 giugno 2026

Più libri più liberi, tutte le novità della 25ma edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

 

Più libri più liberi
4 - 8 dicembre, La Nuvola – Roma


PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI GUARDA AL FUTURO
A venticinque anni dalla nascita, la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria guarda al futuro rilanciando la propria identità e trasformando questo importante anniversario in una grande festa collettiva dedicata ai libri, agli editori e ai lettori.
La venticinquesima edizione di Più libri più liberi segna l’inizio di un nuovo ciclo della manifestazione: una squadra curatoriale, una nuova governance per mettere gli editori sempre più al centro consolidando il ruolo della fiera come punto di riferimento imprescindibile per l’editoria indipendente italiana.

Roma, 8 giugno 2026 – Venticinque anni rappresentano un traguardo simbolico e insieme un nuovo inizio. In vista della sua venticinquesima edizione, Più libri più liberi inaugura una stagione di profonda evoluzione strategica, pensata per accompagnare la crescita della manifestazione nei prossimi anni e rafforzarne il ruolo culturale e di mercato. L’edizione 2026 sarà non soltanto un momento celebrativo, ma una vera e propria festa dell’editoria indipendente: cinque giorni dedicati alle storie, alle idee, alle comunità di lettori ed editori che in questi anni hanno reso la fiera uno degli appuntamenti culturali più attesi dai lettori.

Il nuovo ciclo della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si svilupperà lungo due direttrici: da un lato il radicamento della missione originaria legata alla valorizzazione e al sostegno delle case editrici indipendenti; dall’altro la volontà di rendere Più libri più liberi un’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa, capace di intrecciare dimensione culturale e partecipazione pubblica.

Una squadra curatoriale per una festa diffusa del libro

La progettazione culturale rifletterà lo spirito corale della Fiera. Non ci sarà un singolo direttore artistico, ma una squadra di curatori coordinata da Paolo Di Paolo, scelta per rafforzare il dialogo costante con gli editori e costruire un programma capace di rappresentare la pluralità degli sguardi e dei linguaggi contemporanei. 

Accanto al coordinatore Paolo Di Paolo e a Giorgio Zanchini, a cui verrà chiesta una attenzione particolare ai temi di attualità sociale, politica ed economica, la squadra curatoriale sarà affiancata da due nuove voci autorevoli e rappresentative della contemporaneità: Licia Troisi, tra le autrici italiane più amate e lette anche a livello internazionale che avrà uno sguardo sui temi scientifici e young adult, e Nadeesha Uyangoda, scrittrice molto apprezzata dalla critica – ha appena vinto il Premio Campiello Opera Prima - e attenta interprete dei temi legati ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni sociali. La loro presenza contribuirà ad ampliare ulteriormente lo sguardo della manifestazione, rafforzandone la capacità di intercettare pubblici diversi e di raccontare la ricchezza culturale del nostro tempo. “L’idea di una curatela plurale risponde alla necessità di moltiplicare i punti di vista, gli interessi e le passioni che disegnano l’offerta culturale di una fiera come Più libri più liberi – ha dichiarato Paolo Di Paolo –. Non si tratterà di singole sezioni: curatrici e curatori firmeranno insieme il programma, in cui però saranno sempre più riconoscibili linee di riflessione e percorsi, in modo da connettere i libri e orientare meglio chi partecipa. Ripenseremo i formati e le modalità degli incontri, così da fare in modo che i libri siano un punto d’arrivo e non di partenza. L’edizione del venticinquennale non avrà un tema, ma un titolo in forma di interrogativo: Se guardi meglio cosa vedi?. Solo le domande possono davvero aggiungere qualcosa nel discorso pubblico. Provare a rispondere, ciascuno a proprio modo, davanti alla realtà, così sfuggente e mutevole e spesso angosciosa, significa isolare un dettaglio che può fare la differenza, portandoci a cambiare prospettiva, a non fermarci alla prima impressione, a infrangere i pregiudizi e gli schemi, a individuare uno spazio di possibilità e di fiducia”. 

Una nuova governance per rimettere gli editori al centro

Altra novità di questo percorso è l’istituzione di un Comitato di Indirizzo che coinvolge oltre al presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, alla presidente di Più libri più liberi Annamaria Malato, al presidente dei Piccoli editori di AIE Lorenzo Armando e al coordinatore della squadra curatoriale Paolo Di Paolo direttamente gli editori (Isabella Ferretti, Carlo Gallucci, Renata Gorgani, Agnese Manni, Santiago Maradei), con un ruolo centrale nella definizione delle linee strategiche della manifestazione. Il nuovo organismo nasce con l’obiettivo di garantire una visione coerente con le trasformazioni del mercato editoriale contemporaneo e di presidiare gli obiettivi fondanti della fiera: il sostegno concreto alle case editrici e la loro massima valorizzazione.

La riprogettazione della fiera: cultura, incontro e scoperta

Il cambiamento interesserà anche l’impianto stesso della manifestazione. È stata avviata una complessiva riprogettazione della pianta espositiva per rendere ancora più efficace la presenza degli espositori e migliorare l’esperienza del pubblico: l’obiettivo è di dare a tutti quelli che parteciperanno la visibilità che meritano.

Al piano terra la programmazione culturale entrerà in dialogo diretto con il percorso dei visitatori grazie all’allestimento di nuovi spazi dedicati agli eventi tra gli stand espositivi: incontri, conversazioni e presentazioni si intrecceranno così con la dimensione della scoperta e dell’acquisto, trasformando la fiera in un luogo ancora più vivo, partecipato e attraversabile. La finalità ultima è quella di costruire una Fiera che venga percepita come uno spazio unico, fluido, un’esperienza immersiva in cui il libro torni al centro come oggetto culturale, occasione di incontro e motore di relazione.

Nuove modalità di ammissione e ottimizzazione degli spazi

Questi cambiamenti rendono necessaria una riduzione del numero complessivo degli stand, che si accompagnerà a un nuovo processo di ammissione degli espositori, che rispecchi l'evoluzione che ha interessato il mondo della piccola e media editoria rispetto a 25 anni fa. L'intento è quello di valorizzare in modo più adeguato i soggetti a carattere imprenditoriale, che effettuano investimenti, che creano e danno lavoro, portatori di un progetto editoriale solido e aderente alle finalità della manifestazione. Sarà la Fiera a farsi carico di queste valutazioni, nella convinzione che ciò le permetterà di continuare a rappresentare il meglio dell'editoria indipendente italiana, garantendo ai visitatori che questo è quello che troveranno nei padiglioni della Nuvola.

“Più libri più liberi è una Fiera fatta dagli editori per gli editori, questo noi non lo dimentichiamo mai – ha sottolineato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta -. Il Comitato è il modo per formalizzare questa realtà, fornendo all’organizzazione della Fiera il contributo dei diretti fruitori. Nuova governance, ridisegno degli spazi, nuovi curatori, valorizzazione delle migliori proposte culturali vanno nella direzione di una Più libri più liberi ancora più vicina agli editori piccoli e medi”.

“Vogliamo fare una Fiera ancora più bella, ancora più attenta alle esigenze degli editori, ancor più partecipata e vissuta dai visitatori come un luogo di appartenenza e di scoperta, in cui riconoscersi e incontrare nuovi autori e nuovi libri – ha spiegato la presidente Annamaria Malato -. Più libri più liberi 2026 vuole essere una grande festa, pluralista, ricca di voci e di possibilità di incontro. Questa nuova stagione si apre in continuità ideale con le origini di Più libri più liberi, aperta al grande pubblico e pensata come un’occasione per dare visibilità a chi non ne ha abbastanza, accompagnandone allo stesso tempo la crescita professionale.  È evidente che non la possiamo costruire da soli: è un progetto che noi editori vogliamo costruire insieme”. 

I PIRATI DI SCALFARI di Franco Recanatesi: in libreria la storia dall’interno della sfida editoriale che cambiò il giornalismo italiano (Gremese)


 

A cinquant’anni dalla nascita di “La Repubblica”, torna in libreria I Pirati di Scalfari di Franco Recanatesi

La storia dall’interno della sfida editoriale che cambiò il giornalismo italiano

 

A cinquant’anni dalla fondazione di “La Repubblica”, torna in libreria I Pirati di Scalfari di Franco Recanatesi, pubblicato da Gremese. Un libro che non è soltanto la ricostruzione della nascita di uno dei più influenti quotidiani italiani, ma il racconto diretto di una straordinaria avventura professionale e umana che ha segnato la storia dell’informazione e del Paese.

 

Quando, nell’autunno del 1975, Eugenio Scalfari annunciò l’intenzione di fondare un giornale capace di sfidare e superare il “Corriere della Sera”, molti considerarono quell’obiettivo una scommessa impossibile. Undici anni dopo, però, “La Repubblica” raggiunse il vertice delle vendite, dando vita a un confronto che avrebbe ridefinito gli equilibri dell’editoria nazionale. È proprio la storia di quella impresa, raccontata dall’interno da uno dei suoi protagonisti, il cuore di questo volume.

 

Giornalista storico del quotidiano fondato da Scalfari e Carlo Caracciolo, Recanatesi ha attraversato ogni fase della crescita del giornale, ricoprendo nel corso degli anni ruoli sempre più importanti fino agli incarichi direttivi. La sua testimonianza restituisce il clima di una redazione animata da entusiasmo, ambizione e spirito pionieristico, ma anche attraversata da tensioni, sfide e scelte decisive che hanno accompagnato alcuni dei momenti più complessi della storia italiana.

 

Tra terrorismo e anni di piombo, il sequestro Moro, le battaglie civili, il confronto con il potere politico ed economico, i grandi processi e le trasformazioni del costume nazionale, I Pirati di Scalfari intreccia la vicenda di un quotidiano con quella dell’Italia contemporanea. Ne emerge un affresco popolato da figure che hanno segnato un’epoca: da Eugenio Scalfari a Carlo Caracciolo, da Giorgio Bocca a Corrado Augias, da Natalia Aspesi a Gianni Brera e Mario Pirani, fino alle molte firme che contribuirono a costruire l’identità di un giornale destinato a lasciare un’impronta profonda nel panorama culturale italiano.

 

Particolarmente preziosa è la genesi stessa del libro. Recanatesi ha raccolto testimonianze, ricordi, documenti e conversazioni con i protagonisti di quella stagione irripetibile, componendo un mosaico di voci che restituisce il racconto vivo di un’esperienza collettiva. Un lavoro di memoria e ricerca che oggi assume anche il valore di un documento storico.

 

Più che un semplice memoir giornalistico, I Pirati di Scalfari è il racconto di una sfida che sembrava impossibile e che invece riuscì a cambiare per sempre il modo di fare informazione in Italia. Una testimonianza diretta, ricca di aneddoti, retroscena e protagonisti, che restituisce il fascino di una stagione irripetibile del giornalismo italiano e il percorso che portò un piccolo gruppo di “pirati” a conquistare il mare aperto dell’editoria nazionale.

 

I Pirati di Scalfari
di Franco Recanatesi
Gremese Editore – Fuori Collana
384 pagine
Formato 15 x 21 cm
Brossura con bandelle
Prezzo: € 16,00
ISBN 978-88-6692-250-6 

SU PRIME VIDEO, APPLE TV, GOOGLE PLAY E YOUTUBE "L'AMOR FUGGENTE", COMMEDIA CORALE DIRETTA DA DAVIDE LOMMA CON CATERINA SHULHA, LORENZO ADORNI E ANDREA PENNACCHI

 

“L’AMOR FUGGENTE”

Commedia romantica corale diretta da Davide Lomma


con Caterina Shulha, Lorenzo Adorni, Paola Sotgiu, Diane Fleri, Eva Cela, Luca Grispini, Emanuele Vezzoli e Andrea Pennacchi

Disponibile on demand su Prime Video, Apple Tv, Google Play e Youtube

Coproduzione Italia/Albania prodotto da Play Entertainment (Italia), A.B. FILM (Albania) e CAMALEO (Italia)

E’ disponibile on demand su Prime Video, Apple tv, Google Play e YouTube L’amor fuggente, commedia romantica corale diretta da Davide Lomma (già regista di L’ultima isola - secondo documentario autodistribuito con il maggior incasso in Italia) con Caterina Shulha (Ipersonnia, Il Re 2, La Ballata dei gusci infranti), Lorenzo Adorni (Maschile Singolare, Guida astrologica per cuori infranti), Paola Sotgiu (A casa tutti bene, Gli anni più belli), Diane Fleri (The Boat, Come te nessuno mai), Eva Cela (Esterno Notte, Palazzina Laf), Luca Grispini (Tutta colpa di Freud), Emanuele Vezzoli (Libero Burro) e Andrea Pennacchi (Welcome Venice, Il Divin codino, Tutto chiede salvezza). Il film, sceneggiato dallo stesso regista con Antonio Cardia e Simona Ferri, è una coproduzione Italia/Albania, prodotto da Play Entertainment (Italia), A.B. FILM (Albania) e CAMALEO (Italia).

Fil e Mia sono una coppia di trentenni insieme da anni, sebbene siano differenti per carattere e attitudini: eclettico regista emergente lui, metodica professoressa di matematica lei. La loro routine viene rotta da un litigio che culmina in un’inaspettata proposta di matrimonio da parte di Mia e la conseguente fuga di Fil. Questo evento innesca un insieme di storie che si intrecciano in un unico racconto che coinvolge parenti e amici della coppia. Una donna che riscopre l’amore a sessant’anni, malgrado la sua paura di lasciarsi andare, al contrario del suo ex marito che ha scelto di vivere liberamente la sua omosessualità. Un ragazzo di vent’anni, avvenente e sicuro di sé, si innamora per la prima volta, ma lei, timida e introversa, non riesce ad affrontare i suoi sentimenti a causa dei suoi trascorsi familiari. Una seducente donna quarantenne fugge dalla noia del suo ménage familiare, conducendo una doppia vita grazie al suo seguitissimo blog, in cui dispensa consigli sull’amore firmandosi con uno pseudonimo. Due bambini di dieci anni, con spontaneità e innocenza, scoprono per la prima volta cosa significa innamorarsi. Vite e amori si scontrano e si mescolano, si inseguono e si perdono, fino a convergere verso un unico destino che nessuno aveva previsto. Perché l'amore, nelle sue infinite sfaccettature, ha sempre l'ultima parola — e sa sorprendere proprio quando smetti di cercarlo. E allora siamo noi a fuggire, o è lui l'amor fuggente?

“L'Amor Fuggente – sottolinea il regista - vuole essere una fotografia dello stato di salute dell'Amore oggi: non un ritratto idealizzato, ma uno sguardo onesto e corale su come amiamo, fuggiamo e torniamo ad amare. Un racconto generazionale che esplora come la fuga in amore cambi forma a seconda della stagione della vita rivelando che la paura di lasciarsi andare non ha età”.

 

IL REGISTA
Davide Lomma, regista e autore marchigiano, laureato in Scienze della Comunicazione e in Antropologia Culturale, si diploma in Regia all'Accademia di Cinecittà. Inizia a scrivere e girare cortometraggi e film fin da giovanissimo (dirige il primo lungometraggio autoprodotto a 16 anni), e dopo esperienze nel settore pubblicitario, sviluppa un cinema d'autore che fonde sensibilità antropologica e linguaggio visivo contemporaneo. Nel 2020 dirige The Quarantine Path, cortometraggio che vince il Tulipani di Seta Nera e il San Marino Green Movie Award. Nel 2021 presenta Il Viaggio del Viaggio alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. Firma poi L'amor fuggente, commedia corale prodotta da Play Entertainment e A.B. Film, sua opera prima per il cinema. Il suo secondo film L'ultima isola è stato selezionato in oltre 30 festival internazionali e ha vinto, tra gli altri, l'Audience Award al Biografilm Festival 2024 ed è stato in concorso al FIPADOC di Biarritz. Nel 2025 si è classificato come il secondo documentario autodistribuito con il maggior incasso in Italia, con oltre 150 proiezioni e 10.000 spettatori. È fondatore della società di produzione Lomma Factory, ed è presidente CNA Cinema e Audiovisivo della Provincia di Pesaro e Urbino.

NASTRI d'ARGENTO GRANDI SERIE 2026 | I VINCITORI e i PREMI SPECIALI

 

Tutti i premi della sesta edizione, stasera a Napoli la consegna

 

Special guest Can Yaman

Nastro d’Argento ‘Protagonista internazionale’ per Sandokan

 

Con Portobello 'Serie dell'anno' vincono i Nastri d’Argento per la serialità

Call my agent – Italia | Terza stagione ‘Migliore Commedia’,

Il mostro per il ‘Crime’, Prima di noi ‘Miglior Drama’,

Il falsario Miglior ‘Film tv’ e la serie in assoluto più votata La Preside ‘Dramedy’

con Luisa Ranieri ‘Protagonista Grandi Serie 2026’

 

Carlo Verdone ‘Personaggio dell’anno’ e Nastro speciale a Lino Guanciale

 

Al Teatro San Carlo le attrici e gli attori vincitori di questa edizione

Carolina Crescentini, Luca Argentero, Benedetta Porcaroli e Corrado Guzzanti

 

Carmine Recano premiato dalla Fondazione Claudio Nobis

e ai più giovani talenti Lea Gavino e Romano Reggiani il Premio Nuovo Imaie

 

Alla scrittrice e sceneggiatrice Ilaria Macchia il Nastro d’Argento SIAE

 

     Lo scrittore Maurizio de Giovanni premiato per due anniversari speciali

 

E si festeggia anche la soap con Un posto al sole e Il Paradiso delle Signore

 

I Nastri d’Argento Grandi Serie sono un evento dei Giornalisti Cinematografici
con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e audiovisivo
in collaborazione con la Film Commission Regione Campania

 

Napoli, 6 giugno 2026Can Yaman, protagonista internazionale per Sandokan special guest a sorpresa della serata che conclude la sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie stasera al Teatro San Carlo di Napoli. I vincitori: Call My Agent – Italia Terza stagione (Sky) di Simone Spada, ‘Migliore Commedia’, Prima di noi (Rai) di Daniele Luchetti e Valia Santella ‘Drama’, Il Mostro (Netflix) di Stefano Sollima ‘Crime’, Il Falsario (Netflix) di Stefano Lodovichi ‘Miglior Film tv’ e La Preside (Rai) di Luca Miniero, da un’idea di Luca Zingaretti, che oltre a vincere come ‘Miglior Dramedy’ è il titolo in assoluto più votato dai giornalisti cinematografici.

 

Oltre ai riconoscimenti votati dalla stampa specializzata, il Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici ha designato ‘Serie dell’anno’ Portobello, di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora. Una serie che ripercorre una delle pagine più dolorose della storia italiana recente, raccontando il clamoroso errore giudiziario che travolse il popolare conduttore televisivo e che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella coscienza civile. Con Bellocchio, autore e regista, ritirano stasera il Nastro il protagonista Fabrizio Gifuni, gli sceneggiatori Stefano Bises, Giordana Mari, Peppe Fiore (che hanno scritto la serie insieme a Marco Bellocchio), i produttori Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films (Società del gruppo Mediawan), Simone Gattoni per Kavac Film, Laura Carafoli per HBO MAX, Maria Pia Ammirati per Rai Fiction. Un premio collettivo, dunque, all’intero cast artistico e tecnico – i primi a ritirarlo stasera fra gli attori Romana Maggiora Vergano, Irene Maiorino, Lino Musella, Salvatore D’Onofrio, Gianfranco Gallo e per il montaggio Francesca Calvelli.

 

I Nastri d’Argento premiano inoltre gli interpreti protagonisti e non protagonisti più votati dai giornalisti: Carolina Crescentini protagonista per Mrs Playmen (Netflix), Luca Argentero per Avvocato Ligas (Sky) e i migliori non protagonisti: Benedetta Porcaroli per Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli (Rai) e Corrado Guzzanti per I delitti del BarLume (Sky).

 

Già annunciati, i riconoscimenti agli interpreti che hanno lasciato il segno in questa stagione nella serialità. Nastro d’Argento a Luisa Ranieri, per l’interpretazione appassionata, il talento creativo e l’impegno civile de La Preside, a Carlo Verdone ‘Personaggio dell’anno’, un artista che sa evolversi nel tempo e continuare a sorprendere fra Vita da Carlo e Scuola di seduzione (Paramount +), a Lino Guanciale volto iconico della serialità, fra i più poliedrici e amati del nostro panorama, a coronamento di una stagione memorabile.

 

Grande attenzione, come sempre, anche alla scrittura con un Nastro speciale a Maurizio de Giovanni, celebrato a vent’anni dal primo romanzo e a dieci dal debutto alla sceneggiatura per la serialità, con la prima stagione di un successo come I Bastardi di Pizzofalcone.

 

Va a Ilaria Macchia il Nastro d’Argento SIAE, main partner 2026, che sarà consegnato dal Presidente Salvatore Nastasi stasera a Napoli. Un riconoscimento ad una scrittrice e sceneggiatrice (La Storia di Francesca Archibugi, Petra di Maria Sole Tognazzi) che si è distinta per la qualità del suo lavoro tra cinema e serialità, confermando una sensibilità autoriale capace di raccontare il presente con originalità e profondità. A sottolineare il valore della scrittura, ancora una volta i Nastri d’Argento aggiungeranno ai premi, firmati dal maestro orafo Michele Affidato, le simboliche Penne d’Argento create da Campo Marzio per tutti gli sceneggiatori.

 

Con Nuovo Imaie premiati due giovani interpreti particolarmente apprezzati dal pubblico della serialità: Lea Gavino (stasera anche protagonista di una performance musicale) per Guerrieri – La regola dell’equilibrio (Rai) e Romano Reggiani per Mare Fuori 6 (Rai) a sottolineare nuovamente l’attenzione del premio al talento delle nuove generazioni di attori italiani.

 

Anche la Fondazione Claudio Nobis, insieme ai Nastri d’Argento, premia quest’anno un attore, Carmine Recano per Noi del rione Sanità (Rai) che mette in scena la forza e il coraggio del vero Don Giuseppe, parroco capace di restituire il senso della comunità e della legalità di un quartiere difficile.

 

Finale di serata al Teatro San Carlo con un omaggio alla soap, simbolo di una serialità che continua a parlare ogni giorno a milioni di spettatori. Sono due i compleanni speciali da festeggiare. Premio a Un posto al sole (Rai) che ha segnato la nascita di un grande successo popolare – nato trent’anni fa – e insieme l’avvio di una fortunata sperimentazione che ha consolidato proprio a Napoli anche un modello produttivo all’epoca rivoluzionario. Ritirano il premio dedicato all’intero cast anche tecnico della soap Antonio Parlati, direttore del Centro di Produzione Tv Rai di Napoli e i due protagonisti Miriam Candurro e Patrizio Rispo, presente Fabio Sabbioni produttore creativo Freemantle. Sono dieci gli anni dal debutto del Il Paradiso delle Signore (Rai) un appuntamento quotidiano che intreccia eleganza, sentimento e costanti emozioni, mentre continua ad accompagnare gli italiani con storie capaci anche di ritrovare il fascino di un’epoca indimenticabile: questa sera sul palco a ritirare il premio la celebre Contessa di Sant’Erasmo Vanessa Gravina e il produttore Giannandrea Pecorelli di Aurora Tv.

 

Nel corso della serata napoletana, realizzata ancora una volta in collaborazione con la Film Commission Regione Campania e con il sostegno del MiC – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, saranno consegnati tutti i riconoscimenti della sesta edizione dei Nastri d’Argento Grandi Serie, che confermano il momento particolarmente felice della serialità italiana, sempre più competitiva sui mercati internazionali e capace di raccontare il presente attraverso linguaggi, generi e sensibilità differenti.

 

Autori, registi, produzioni e crediti delle serie premiate sono in dettaglio nell’elenco che segue

 

I partner e gli sponsor dell’edizione 2026

Con il MiC - Direzione Generale Cinema e audiovisivo e SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori, main partner, un grazie agli sponsor e ai partner ufficiali: Italo Treno, Demba Group, GE-Gruppo Eventi e Chateau d’Ax, Campo Marzio, Benedetta Riccio, Distilleria Petrone e al maestro orafo Michele Affidato per la realizzazione dei Nastri d’Argento.

 

La selezione

I titoli candidati, anche su segnalazione degli iscritti al SNGCI, sono stati selezionati tra le serie andate in onda * su reti e piattaforme dal al e scelti, come i premi speciali, dal Direttivo presieduto da Laura Delli Colli è stata condivisa da Paolo Sommaruga (Vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni con la collaborazione di Maurizio di Rienzo e Fabio Falzone per il  Consiglio Nazionale. Segreteria organizzativa SNGCI Susanna Rotunno.

La raccolta dei voti e lo spoglio sono affidati, come sempre, al Notaio Alessandra Temperini.

 

 

TUTTI I PREMI

 

LA ‘SERIE DELL’ANNO’

PORTOBELLO (HBO MAX)

Una serie di Marco BELLOCCHIO

 Protagonista Fabrizio GIFUNI

 Scritta da Marco BELLOCCHIO, Stefano BISES, Giordana MARI, Peppe FIORE

Una produzione OUR FILMS (Società del gruppo MEDIAWAN) e KAVAC FILM

in collaborazione con ARTE FRANCE

in collaborazione con RAI FICTION e THE APARTMENT PICTURES (una società del gruppo FREMANTLE)

 

PROTAGONISTI DELL’ANNO

 

Luisa RANIERI 

Protagonista Grandi Serie 2026

Carlo VERDONE

Personaggio dell’anno

Lino GUANCIALE

Nastro speciale

 

MIGLIOR SERIE ‘COMMEDIA’

CALL MY AGENT – ITALIA | TERZA STAGIONE (SKY)

Regia Simone SPADA

Scritta da Federico BACCOMO

Sceneggiatura Federico BACCOMO, con Camilla BUIZZA (ep. 2, 5), con Tommaso RENZONI (ep. 4)

Una produzione SKY STUDIOS, PALOMAR (a Mediawan Company)

Con un premio speciale al cameo di Nils Hartmann

 

MIGLIOR SERIE ‘CRIME’

Il MOSTRO (NETFLIX)

Creata da Leonardo Fasoli e Stefano Sollima

Diretta da Stefano Sollima

Una produzione The Apartment (una società del gruppo Fremantle) e AlterEgo

 

MIGLIOR SERIE ‘DRAMA’

PRIMA DI NOI (RAI)

Una serie di Giulia CALENDA, Daniele LUCHETTI, Valia SANTELLA

Regia Daniele Luchetti, Valia SANTELLA

Scritta da Giulia CALENDA, Valia SANTELLA

Una produzione WIldside (società del gruppo Fremantle)

in collaborazione con RAI Fiction e in associazione con Rai Com

 

MIGLIOR SERIE ‘DRAMEDY’

LA PRESIDE (RAI)

Da un’idea di Luca ZINGARETTI

Regia Luca MINIERO

Sceneggiature Cristiana FARINA, Maurizio CAREDDU

Una produzione BIBI FILM TV – ZOCOTOCO in collaborazione con RAI Fiction

 

MIGLIOR ‘FILM TV’

IL FALSARIO (NETFLIX)

Regia Stefano LODOVICHI

Sceneggiatura Sandro PETRAGLIA con la collaborazione di Lorenzo BAGNATORI

Una produzione CATTLEYA - parte di ITV Studios

 

ATTRICE PROTAGONISTA

Carolina CRESCENTINI  Mrs Playmen

 

ATTORE PROTAGONISTA

Luca ARGENTERO  Avvocato Ligas

 

ATTRICE NON PROTAGONISTA

Benedetta PORCAROLI  Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli

 

ATTORE NON PROTAGONISTA

Corrado GUZZANTI  I delitti del BarLume

 

NASTRO D’ARGENTO SPECIALE

Maurizio de GIOVANNI

 

NASTRO d’ARGENTO SIAE

Ilaria MACCHIA

scrittrice e sceneggiatrice

 

NUOVO IMAIE - SERIE

Lea GAVINO Guerrieri – La regola dell’equilibrio

Romano REGGIANI Mare fuori 6 

 

FONDAZIONE CLAUDIO NOBIS

Carmine RECANO  Noi del Rione Sanità

 

OMAGGIO ALLA SOAP

Un posto al sole – 30 anni

Il paradiso delle signore – 10 anni

 

 

 

I NASTRI d’ARGENTO GRANDI SERIE 2026

sono un progetto speciale dei Giornalisti Cinematografici Italiani

in collaborazione con la Film Commission Regione Campania

realizzata con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e audiovisivo


Main Partner  2026

SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori

 

Partner istituzionali

Fondazione Claudio Nobis – Nuovo Imaie

 

Sponsor 

 

Italo Treno

 

Demba Group

 

GE-Gruppo Eventi – Chateau d’Ax 

 

Campo Marzio

 

Benedetta Riccio

 

Distilleria Petrone

 

I Nastri d’Argento Grandi Serie

sono realizzati dal maestro orafo Michele Affidato

 

Partner tecnici

 

Brivido & Sganascia, IVDR

Novità - Esce oggi Vita segreta di una famiglia poco perbene di Tita Prestini per Barta

 

BARTA


Vita segreta di una famiglia poco perbene
di Tita Prestini

La quinta indagine di Settembrini

disponibile in libreria da oggi 8 giugno 

Un noir storico che trascina il lettore nel ventre di una Milano sospesa tra "sopra" e "sotto", tra la ricostruzione frenetica del Dopoguerra e i fantasmi di un passato fatto di ombre e misteri irrisolti

 

Che cosa può nascondersi sotto la superficie ordinata della Milano del boom economico? E quanto lontano può spingersi un’indagine quando affonda le mani nei segreti della città, della politica e della storia italiana? Vita segreta di una famiglia poco perbene di Tita Prestini, in uscita oggi, 8 giugno 2026 per Barta, è la quinta indagine del commissario Fabio Settembrini: un giallo storico oscuro e stratificato che trascina il lettore in una Milano nascosta, tra misteri irrisolti, reliquie leggendarie e ombre pronte a riemergere dal passato. 

Primavera del 1958: l'Italia è alla vigilia di elezioni politiche cruciali e Milano vive un momento di profonda trasformazione, la legge Merlin sta per chiudere definitivamente le case di tolleranza e la "ligéra", la vecchia malavita milanese, sta cedendo il passo a nuove e più spietate organizzazioni criminali. Il commissario Settembrini si trova davanti a un caso apparentemente chiuso: il delitto-suicidio dei coniugi Mozzi, avvenuto in una villetta della Maggiolina. Ma qualcosa non torna. Due pistole utilizzate, una delle quali scomparsa. Una casa devastata come dopo una disperata ricerca, e, soprattutto, un oggetto leggendario: l’antico anello di Belloveso, il principe celtico fondatore di Milano. Settembrini, affiancato dal giovane vicecommissario Filippo Gomez, scoprirà che dietro la facciata di una famiglia borghese di antica tradizione fascista si nascondono debiti di gioco, usurai, e un labirinto sotterraneo di cripte, rifugi antiaerei e fognature dove, all’ombra di una città che cresce, vive un’umanità invisibile. Tra complotti eversivi orditi dai "Cavalieri del Giardino degli ulivi" e le rivelazioni contenute nei diari segreti di Claretta Petacci, tra  bische di periferia e palazzi del potere ecclesiastico, il protagonista si muoverà tra il “sopra” e il “sotto” della città, in un’indagine dove la cronaca nera si intreccia con i grandi fantasmi della storia italiana.

Con una scrittura cinematografica, intensa e ricca di dettagli storici, Tita Prestini costruisce un romanzo che alterna tensione investigativa, ricostruzione d’epoca e suggestioni esoteriche, dando vita a una Milano sotterranea e perturbante.
Arricchito da un'appendice storica, il testo offre anche un approfondimento su fatti reali che si intrecciano alla finzione narrativa: dalla nascita leggendaria di Medhelan alla misteriosa morte di Papa Pio XI, fino alle tensioni indipendentiste in Alto Adige che minacciano la sicurezza nazionale proprio durante il voto del '58.

Vita segreta di una famiglia poco perbene coniuga il romanzo storico con il ritmo narrativo del giallo investigativo e delle atmosfere noir italiane, attraverso una vicenda capace tanto di raccontare il passato quanto di interrogare il presente, mostrando come certe ombre non smettano mai davvero di allungarsi sulla storia del nostro Paese.


AUTORE

Tita Prestini, giornalista, si è occupato di editoria a Brescia e a Milano. Vive sul lago d’Iseo, scrivendo libri. Con Barta ha pubblicato le prime quattro indagini di Settembrini – La doppia morte della compagna Sangalli (2019), con cui ha vinto nel 2020 il premio MicroEditoria di qualità; L’uomo che voleva uccidere il diavolo (2021); Una breve estate lontano dalla polvere (2022); L’ultimo ballo della grande mietitrice (2024) – nonché il romanzo breve La prima legge di Aguirre (2022). Questa è la quinta indagine di Settembrini.

DATI 

Collana qzerty/qwerty | pp. 320 | Formato 13x20 cm, bross. cucita, bandelle | ISBN 978-88- 98462599