venerdì 12 giugno 2026
AMAZON MUSIC TRASMETTERÀ IN DIRETTA GLOBALE L’ICONICO CONCERTO DI GEOLIER DALLO STADIO DI NAPOLI
Ancora più sexy | Lo speciale cameo di Ditonellapiaga, disponibile da oggi, 12 giugno, in esclusiva su Prime Video
Prime Video svela il cameo speciale di Ditonellapiaga in Ancora più Sexy, il nuovo film Original italiano disponibile da oggi, 12 giugno
Nella colonna sonora anche “Hollywood”, brano firmato dall’artista e contenuto nel suo nuovo album
In Ancora più Sexy, sequel di Pensati Sexy, Michela Andreozzi torna alla regia e continua a raccontare le tragicomiche avventure sentimentali della protagonista
Diana Del Bufalo, affiancata dal suo irriverente spirito guida, la pornostar Valentina Nappi
Nel cast le new entry Mario Ermito, Michele Rosiello, Filippo Bisciglia e con
Angela Finocchiaro, Anna Galiena, Fabrizio Colica,
Ludovica Di Donato, Andrea Dianetti, Paolo Calabresi, Niccolò Senni, Nini Salerno,
Fabrizio Santucci e Nicola Jiang
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The love hypothesis – Il teorema dell’amore | Le immagini del film con Lili Reinhart e Tom Bateman, dal 23 settembre su Prime Video
DAL BEST SELLER DEL NEW YORK TIMES SCRITTO DA ALI HAZELWOOD
THE LOVE HYPOTHESIS – Il teorema dell’amore
CON LILI REINHART E TOM BATEMAN
DISPONIBILE SU PRIME VIDEO IN TUTTO IL MONDO DAL 23 SETTEMBRE
LILI & TOM PRENDERANNO PARTE AL PRIMO “OBSESSED FEST” DI PRIME VIDEO A LOS ANGELES IL 27 GIUGNO
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giovedì 11 giugno 2026
A Roma grande villaggio urbano per la Coppa del Mondo di Skateboarding _ Fan Fest, inclusione, arte e tante iniziative sociali a Ostia e nella Capitale
DISNEY+ | THE SHARDS | LA SERIE FX DALL'EXECUTIVE PRODUCER RYAN MURPHY DAL 6 AGOSTO IN STREAMING
THE SHARDS
LA SERIE FX DEBUTTERÀ IL 6 AGOSTO
IN ESCLUSIVA SU DISNEY+
Dall'executive producer Ryan Murphy,
The Shards è tratta dall'acclamato romanzo bestseller di Bret Easton Ellis
Con Igby Rigney, Kaia Gerber, Homer Gere, Hayes Warner,
Graham Campbell, Evan Rachel Wood, Wes Bentley e Jordan Roth
The Shards,
la nuova serie drama FX dall’executive producer Ryan Murphy, tratta
dall’acclamato romanzo bestseller di Bret Easton Ellis, debutterà
giovedì 6 agosto in esclusiva su Disney+ in Italia, per un’estate
all’insegna della suspense, della seduzione e dell’ossessione.
Ambientata nella vivace Los Angeles degli anni ‘80, la serie segue le
vicende di un gruppo di studenti privilegiati dell’ultimo anno di una
scuola privata d’élite, alle prese con temi quali l’identità, il sesso,
la gelosia, l’ossessione e i pericoli che si nascondono sotto la
superficie dell’adolescenza americana.
Al centro della storia c'è Bret (Igby Rigney), un aspirante scrittore e
adolescente dotato di grande intuito, la cui realtà inizia a sgretolarsi
con l'arrivo di un nuovo studente misterioso e affascinante, Robert
Mallory (Homer Gere). Trasferitosi poco prima dell'ultimo anno di liceo,
l’arrivo di Robert coincide con il crescente terrore suscitato da un
serial killer che prende di mira gli adolescenti di tutta la città, il
Pescatore.
Accanto a Bret c'è la sua cerchia di amici esclusiva, composta da Susan
Reynolds (Kaia Gerber), Debbie Schaffer (Hayes Warner) e Thom Wright
(Graham Campbell), un gruppo affascinante e profondamente intrecciato,
immerso in una vita fatta di ricchezza, bellezza, feste ed eccessi. Le
speranze della loro giovinezza si contrappongono al mondo oscuro e
cinico degli adulti che li circondano: Terry Schaffer (Wes Bentley), Liz
Schaffer (Evan Rachel Wood) e Steven Reinhardt (Jordan Roth).
Frutto della collaborazione tra due dei narratori più provocatori d’America, Ryan Murphy e Bret Easton Ellis, la serie FX The Shards vede
come executive producer Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Ellis,
Eric Kovtun, Scott Robertson, Nissa Diederich, Tanase Popa, Nick Hall,
Michael Uppendahl, Max Winkler, Kathleen McCaffrey e Brian Young. La
serie è prodotta da 20th Television.
Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga
un'esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre
al "Profilo Bambini" già presente sul servizio streaming, gli abbonati
possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più
adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima
tranquillità ai genitori.
La ragazza di Palermo: il libro inchiesta che fa luce sul caso di cronaca più discusso degli ultimi anni - di Eugenia Nicolosi, dal 12 giugno
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Presentazione del libro IL MAGO DI OZ di Gabriele Marcello (Roma, 15 giugno, Libreria Spazio Sette)
GABRIELE MARCELLO PRESENTA A ROMA IL SUO LIBRO
IL MAGO DI OZ
Lunedì 15 giugno alla Libreria Spazio Sette un incontro dedicato al capolavoro di Victor Fleming in occasione dell'uscita del saggio edito da Gremese
Un viaggio lungo la strada di mattoni gialli per riscoprire uno dei film più amati e influenti della storia del cinema. Lunedì 15 giugno alle ore 19.00 la Libreria Spazio Sette di Roma (Via dei Barbieri 7, zona Torre Argentina) ospiterà la presentazione del volume Il mago di Oz di Gabriele Marcello, pubblicato da Gremese nella collana I migliori film della nostra vita.
L'autore dialogherà con Paolo Penza in un incontro aperto al pubblico che celebrerà il capolavoro diretto da Victor Fleming nel 1939 attraverso curiosità, approfondimenti e aneddoti legati alla sua storia e alla sua straordinaria eredità culturale. La serata sarà inoltre arricchita da alcuni gadget dedicati ai partecipanti e da un'atmosfera pensata per tutti gli amanti del grande cinema.
L'appuntamento arriva in un momento di rinnovata attenzione internazionale verso l'universo di Oz, riportato al centro dell'immaginario contemporaneo dal successo di Wicked e dalle più recenti riletture del celebre racconto di L. Frank Baum. In questo contesto si inserisce il volume di Gabriele Marcello, che propone una lettura originale e approfondita di un'opera capace di attraversare le generazioni senza perdere la propria forza simbolica.
Pubblicato nella collana diretta da Enrico Giacovelli, il libro accompagna il lettore oltre la superficie scintillante del Technicolor per raccontare la complessità di una delle produzioni più celebri della Hollywood classica. Marcello ricostruisce infatti la travagliata lavorazione del film, segnata dall'alternarsi di registi e sceneggiatori, e ne analizza le molteplici chiavi di lettura, da quelle storiche e politiche a quelle culturali e identitarie.
Dalla figura iconica e fragile di Judy Garland alle interpretazioni queer che nel tempo hanno contribuito a fare del film un'opera di culto, fino al significato universale del viaggio di Dorothy e del suo desiderio di tornare a casa, Il mago di Oz emerge come una riflessione ancora attuale sui temi dell'identità, del desiderio e dell'appartenenza.
Arricchito da un ampio apparato iconografico, da una dettagliata scheda tecnica, da un'analisi scena per scena e da numerosi approfondimenti critici, il volume si rivolge tanto agli studiosi quanto agli appassionati, confermando la vocazione della collana a rendere accessibili i grandi classici del cinema senza rinunciare al rigore dell'analisi.
Gabriele Marcello è sceneggiatore, assistente e casting director. Insegna Storia del cinema italiano e internazionale e Analisi della sceneggiatura alla Roma Film Academy e ha insegnato all'Università degli Studi di Teramo. Collabora come editor, reader e script consultant per importanti società del settore cinematografico ed è giornalista pubblicista e contributor per GQ Italia. Tra le sue pubblicazioni figurano le monografie dedicate a Ferzan Ozpetek e a Lezioni di piano di Jane Campion.
SCHEDA DEL LIBRO
Il mago di Oz
Autore: Gabriele Marcello
Editore: Gremese
Collana: I migliori film della nostra vita
Pagine: 128
Formato: 14,2 x 20,5 cm
Prezzo: € 21,00
ISBN: 978-88-6692-248-3
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Lunedì 15 giugno 2026 – ore 19.00
Libreria Spazio Sette
Via dei Barbieri 7, Roma
Interviene l'autore Gabriele Marcello
In dialogo con Paolo Penza
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
EBRAICA FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CULTURA - TRA GLI OSPITI ERRI DE LUCA, ENRICO VANZINA, SEBASTIANO SOMMA, LUCA BARBARESCHI E CLAUDIO BOTOSSO - DA DOMENICA 14 GIUGNO A ROMA
Ebraica - Festival Internazionale di Cultura
XIX edizione
Tikvàh – Essere Speranza
Roma, Quartiere Ebraico - Palazzo della Cultura
domenica 14 giugno – mercoledì 17 giugno 2026
Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con EBRAICA - Festival Internazionale di Cultura, promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella.
Da domenica 14 a mercoledì 17 giugno 2026, il Festival, giunto alla sua diciannovesima edizione, anima il Quartiere Ebraico di Roma con incontri, talk, spettacoli, reading e presentazioni di libri.
Nell’affrontare i grandi temi contemporanei, l’edizione 2026 di EBRAICA mette al centro della sua riflessione la speranza. Come spiegano i curatori del festival, Nella visione ebraica, la speranza non indica soltanto un sentimento o un desiderio rivolto al futuro, ma una tensione interiore che spinge l’uomo a guardare oltre il presente. La parola ebraica תִּקְוָה – Tikvà, comunemente tradotta come “speranza”, occupa un posto centrale nella visione ebraica della vita e della storia. La radice קוה significa infatti sia “sperare” sia “tendere una corda”, un’ambivalenza da cui origina l’immagine suggestiva della speranza, vista come filo teso tra ciò che è e ciò che deve ancora compiersi.
EBRAICA è realizzato con il contributo di Roma Capitale - Assessorato alla Cultura - Dipartimento Attività Culturali, Camera di Commercio di Roma, la partnership di Enel, in collaborazione con Fondazione Museo della Shoah, Libreria Ebraica e Centro di Cultura Ebraica, si avvale del patrocinio di UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Media Partnership della RAI. Il festival è una produzione Artix e Golda International Events.
La partecipazione al Festival è libera sino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://tinyurl.com/Ebraica-
Si parte domenica 14 giugno alle ore 19.00 a Palazzo della Cultura con Difendiamo le parole una conversazione tra lo scrittore Erri De Luca e Maurizio Molinari che parte della necessità di proteggere il linguaggio da veleni, aggressività e fake news che generano intolleranza, con l’idea che rispettare le parole significhi rispettare chi le pronuncia.
Alle ore 20.00 è in programma l’inaugurazione della mostra Exodus. Le navi della speranza, a cura di Marco Panella. L’esposizione propone un percorso fotografico che, attraverso circa venti immagini, racconta l’epopea dell’Aliyah Bet e il viaggio dei sopravvissuti alla Shoah verso la Palestina tra il 1945 e il 1948. Stipate all’inverosimile, circa 60 navi trasportarono oltre 70.000 ebrei sotto Mandato britannico, in una straordinaria vicenda di speranza e rinascita. La mostra è un omaggio alla memoria di donne, uomini e bambini che affrontarono il mare della speranza alla ricerca di una nuova vita.
A seguire, Disegnare il futuro. Cultura, innovazione, speranza. Il caso Roma un dibattito che vede protagonisti il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, con Maurizio Molinari ed Enrico Vanzina, moderato da Marco Panella. L’incontro riflette sul ruolo della cultura, dell’innovazione e della progettualità nella costruzione del futuro. A partire dall’esperienza della città di Roma, si analizza il rapporto tra identità storica e trasformazione contemporanea, tra sfide e opportunità del presente, offrendo lo spunto per una riflessione su come cultura e responsabilità pubblica possano diventare strumenti di crescita civile e sociale, con la speranza come motore di sviluppo e coesione
Chiude il primo giorno di Ebraica il talk Il sentiero della speranza, con la partecipazione della studiosa Yarona Pinhas e dello psicoterapeuta Raffaele Morelli. Un approfondimento sul significato della speranza nell’ebraismo, intesa non come semplice ottimismo ma come forza spirituale capace di unire passato e futuro, individuo e collettività. Il confronto si estende anche al tema del disagio psicologico, interpretato non solo come ferita del passato ma anche come segnale di trasformazione interiore e ricerca di senso.
Lunedì 15 giugno il festival si apre, alle ore 19.00, con il reading Due vite, una memoria, di e con Dina Hassan, che racconta la storia di una bambina di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967 insieme alla sua famiglia. Attraverso il suo percorso di esilio e ricostruzione identitaria, il racconto intreccia memoria personale e storia collettiva dell’esodo ebraico nordafricano.
Alle ore 21.00 si svolge l’incontro dedicato a Leggere Lolita a Teheran, celebre romanzo di Azar Nafisi, con la partecipazione del regista dell’omonimo film Eran Riklis, insieme ad Ariela Piattelli e alla giornalista Francesca Nocerino. Il dialogo affronta il rapporto tra letteratura, libertà e resistenza culturale nelle società segnate dalla repressione, e si conclude alle ore 21.30 con la proiezione del film.
Martedì 16 giugno la giornata si apre alle ore 19.00 con la presentazione del libro di Ghila Piattelli, Ovunque sia casa, edito da Giuntina. Intervengono insieme all’autrice, la giornalista Lara Crinò, l’attore e regista teatrale Luca Barbareschi e Clelia Piperno. L’incontro propone un dialogo sul significato della casa, dell’appartenenza e delle identità in movimento, attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo una riflessione intensa e profondamente umana sui confini tra verità e menzogna, condanna e perdono, e sulla possibilità di ritrovare il proprio posto nel mondo.
Alle ore 20.30 il programma prosegue con il reading Angelo e Osman, un poliziotto e un carabiniere, giusti tra le nazioni, di Elisabetta Fiorito, interpretato da Claudio Botosso e Sebastiano Somma, che racconta storie di coraggio civile e umanità durante la persecuzione nazifascista.
La serata si chiude alle ore 21.30 con lo spettacolo Giobbe di e con Roberto Anglisani, ispirato al romanzo di Joseph Roth, che narra la vicenda di Mendel Singer e della sua famiglia tra la Russia e l’America, attraversando guerre, migrazioni, fede e sofferenza. Con intensità e grande forza espressiva, lo spettacolo dà voce alle speranze, ai dolori e alle domande dei protagonisti, trasformando una storia di dolore e redenzione in un racconto profondamente umano, tragico e al tempo stesso luminoso.
La giornata conclusiva di mercoledì 17 giugno si apre alle ore 19.00 con il talk La speranza al tempo dell’intelligenza artificiale, con la partecipazione dello psicoterapeuta Ruggero Raccah, Marco Panella, Clelia Piperno e Rav. Ariel Di Porto. L’incontro propone una riflessione sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e sul ruolo dell’umano nell’era digitale, tra nuove opportunità e interrogativi etici e sociali. In questo contesto, la speranza diventa una chiave di lettura per interrogarsi su come tecnologia e responsabilità possano convivere, mantenendo al centro la dignità e la complessità della persona.
Alle ore 20.00 viene presentato il libro di Serena Di Nepi, Il ghetto di Roma. Storia di una comunità ebraica, Carocci editore con la partecipazione, insieme all’autrice, dello scrittore Fabrizio Rondolino e Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma. Un approfondimento storico e culturale dedicato alla memoria del Ghetto di Roma, di cui il volume ripercorre le vicende dal 1555 al 1870. Attraverso l’analisi dei principali eventi, delle figure più significative e delle testimonianze che hanno segnato quei secoli, prende forma il racconto della vita della comunità ebraica romana, costretta a confrontarsi con restrizioni e discriminazioni, ma capace di esprimere straordinarie forme di resilienza e di mantenere saldo il proprio patrimonio spirituale e culturale.
Conclude la diciannovesima edizione di EBRAICA lo spettacolo C’era una volta il Ghetto, alle ore 21.00, con il musicista Alberto Laurenti e Sandro Di Castro, un viaggio tra musica, poesia e memoria nella Roma ebraica, in cui le celebri canzoni romanesche interpretate da Laurenti si intrecciano ai sonetti di Di Castro, dedicati alla vita del Ghetto e alle sue atmosfere. Un percorso emozionante tra tradizioni, ironia e identità, alla riscoperta dell’anima più autentica e popolare della città.
La storia torna pop grazie ai social: creator e divulgatori riaccendono l’interesse per il passato
La storia torna pop grazie ai social: creator e divulgatori riaccendono l’interesse per il passato
Fuori dall’aula, la storia trova nuovi linguaggi: reel, video e podcast trasformano il racconto del passato in contenuti accessibili, visivi e condivisibili
Nei programmi scolastici italiani, Ottocento e Novecento arrivano spesso tardi, quando l’anno è quasi concluso e il tempo per approfondire si riduce. Eppure sono proprio i secoli più vicini a noi, quelli che aiutano a leggere trasformazioni politiche e sociali, crisi economiche, conflitti e assetti internazionali ancora attuali.
Per molti studenti, così, la storia moderna e contemporanea resta una materia incontrata di corsa, più legata al manuale che alla comprensione del presente. Fuori dall’aula, però, qualcosa sta cambiando: su Instagram, YouTube, TikTok e nei podcast, il racconto dell’Ottocento e del Novecento trova forme più narrative, visive e accessibili.
Creator, accademici, ricercatori e divulgatori hanno iniziato a raccontare la storia moderna e contemporanea nei luoghi in cui oggi si costruiscono attenzione, curiosità e conversazione. Figure come Alessandro Barbero e Alberto Angela hanno contribuito a rendere evidente quanto la storia, se raccontata con il tono giusto, possa diventare contenuto popolare senza perdere rigore.
Il pubblico, soprattutto giovane, è già lì. Secondo i dati Censis, tra i 14 e i 29 anni YouTube è usato dal 77,6%, Instagram dal 78,1% e TikTok dal 64,2%: piattaforme che sono ormai diventate anche luoghi di informazione, scoperta culturale e approfondimento. Sul fronte audio, l’indagine NielsenIQ registra in Italia 18 milioni di ascoltatori di podcast, in crescita del 75% dal 2018, con la storia tra i tre generi più ascoltati, scelta dal 39% degli utenti.
Se la storia moderna e contemporanea fatica spesso a trovare spazio e attenzione sui banchi, online incontra invece pubblici nuovi e linguaggi più immediati. Perché questo passaggio funzioni, però, non basta portare un contenuto accademico su un canale digitale: serve una strategia capace di renderlo accessibile, riconoscibile e coerente con le logiche delle piattaforme, senza tradirne il rigore.
Dal sapere accademico al racconto digitale
In questo scenario, la divulgazione storica online non è solo una questione di presenza sui social, ma di metodo: scegliere i formati, costruire una linea editoriale, adattare il racconto ai linguaggi delle piattaforme e mantenere, allo stesso tempo, precisione e autorevolezza.
In questa direzione si muove Zero Contenuti, agenzia italiana specializzata in content marketing culturale, che affianca musei, gallerie, case d’asta, artisti, storici e accademici nella costruzione di strategie multicanale. Tra i progetti più recenti c’è quello dello storico, scrittore e docente Giorgio Cavallo, autore di Ottocento, nato per raccontare la storia moderna e contemporanea con un linguaggio narrativo e accessibile, senza rinunciare all’autorevolezza culturale.
“Il nostro lavoro non è semplificare la storia, ma trovare il linguaggio giusto per arrivare anche a chi a scuola non l’ha mai incontrata davvero. Chi fa divulgazione ha già il sapere e l’autorevolezza che servono; quello che spesso manca è una strategia editoriale capace di tradurre quei contenuti nel linguaggio nativo di Instagram, YouTube e TikTok, e di renderli riconoscibili tra le decine di stimoli che ogni utente riceve ogni giorno. È esattamente questo il nostro obiettivo”, spiega Flavia Scerbo Iose, fondatrice di Zero Contenuti.
Il formato breve come porta d’ingresso alla storia: il caso Giorgio Cavallo
Nel progetto dedicato a Giorgio Cavallo, autore di Ottocento, il formato breve è stato usato come punto di accesso a temi storici complessi, non come semplificazione del contenuto. Episodi, personaggi e snodi dell’Ottocento e del Novecento sono stati trasformati in racconti sintetici, riconoscibili e adatti alla fruizione digitale, mantenendo però un impianto rigoroso e narrativo.
I risultati mostrano come questo tipo di racconto riesca a uscire dalla nicchia degli appassionati: oltre il 92% delle visualizzazioni è arrivato da utenti che non seguivano già il profilo. Un dato che suggerisce la capacità dei contenuti storici di intercettare anche pubblici non necessariamente in cerca di approfondimenti, ma raggiunti nel flusso quotidiano dei social.
Tra i contenuti più significativi, un reel dedicato alla dinastia dei Romanov ha superato le 341.000 visualizzazioni organiche e raccolto più di 2.200 salvataggi. Proprio i salvataggi raccontano un comportamento interessante: il pubblico non si limita a guardare, ma conserva il contenuto come materiale da riprendere, condividere o approfondire.
Anche il profilo dell’audience conferma questa direzione: oltre il 60% del pubblico ha tra i 25 e i 44 anni. Una fascia giovane e adulta, spesso lontana dai percorsi scolastici, che incontra la storia in un contesto diverso da quello dell’aula e del manuale.
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Zero Contenuti
Zero Contenuti è un’agenzia di content marketing culturale fondata da Flavia Scerbo Iose, specializzata nella comunicazione digitale per il settore storico-artistico. Con sede a Milano e Parigi, l’agenzia si distingue per un approccio sartoriale alla produzione di contenuti pensato per musei, fondazioni, istituzioni culturali e realtà strutturate del mondo dell’arte. Tutto il team, composto da professioniste under 30 con formazione umanistica, combina competenze accademiche e digitali per valorizzare il patrimonio culturale attraverso strategie editoriali su misura.
Milano Film Fest // Claudio Santamaria in Torre PwC - Masterclass sul ruolo dell'attore
PwC per la Cultura
Milano, 11 giugno 2026 – In chiusura del Milano Film Fest 2026, Claudio Santamaria ha tenuto in PwC una masterclass dedicata al ruolo dell’attore. L’appuntamento è parte del programma della seconda edizione del festival che, dal 4 al 9 giugno, ha trasformato Milano in un palcoscenico diffuso dedicato a cinema, serie TV, musica e fotografia.
PwC Italia, che ha sostenuto Milano Film Fest 2026, ha ospitato l’incontro nell’ambito di “Serate d’Autore”, l’iniziativa interna di PwC per la Cultura nata per favorire il dialogo tra cultura, creatività e innovazione e per stimolare nuove chiavi di lettura del presente. La masterclass è stata riservata alle persone di PwC, a cui vengono dedicati con continuità occasioni di stimolo intellettuale e di dialogo.
Direttore artistico della manifestazione, Santamaria ha condiviso con il pubblico riflessioni, esperienze e aneddoti sul mestiere dell’attore, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della propria carriera e offrendo uno sguardo diretto sulle sfide e le opportunità dell’industria cinematografica contemporanea. Un dialogo che ha esplorato l’evoluzione della narrazione audiovisiva e il modo in cui il cinema continua a ridefinire il proprio rapporto con il pubblico, in un contesto sempre più influenzato dall’ibridazione tra piattaforme, formati e tecnologie. Al centro, il cinema come spazio vivo, che oggi ha bisogno di rafforzare il proprio legame con le persone e con la città, trasformandosi in un’esperienza sempre più condivisa e partecipata.
“Per me il lavoro dell’attore nasce sempre dall’ascolto: di sé, del personaggio e soprattutto del pubblico. Il cinema cambia in fretta, cambiano i formati, le piattaforme, i modi di vedere le storie, ma alla fine quello che conta è la verità che riusciamo a portare in scena. Un festival come il Milano Film Fest prova proprio a tenere vivo questo dialogo, portando il cinema fuori dalle sale tradizionali, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, in spazi come questa Torre. È lì che l’incontro con le persone diventa reale e che il nostro mestiere ritrova il suo senso, come esperienza condivisa e non solo come intrattenimento” ha raccontato Claudio Santamaria, Direttore artistico del Milano Film Fest.
“Per noi la cultura è parte integrante del nostro DNA. Iniziative come le Serate d’Autore nascono come momenti dedicati alle nostre persone e aiutano a generare una crescita umana ancor prima che professionale. L’incontro con Claudio Santamaria è stato occasione di condivisione di un’esperienza emozionante e intellettualmente stimolante, che diventa terreno fertile per nuovi rapporti, curiosità e apertura mentale” ha dichiarato Chiara Carotenuto, partner di PwC Italia, responsabile della comunicazione e del progetto PwC per la cultura.
La masterclass in Torre PwC ha rappresentato uno degli appuntamenti conclusivi del Milano Film Fest 2026, manifestazione che ha portato a Milano oltre 120 film, ospiti nazionali e internazionali, anteprime, incontri e momenti di approfondimento dedicati al mondo del cinema e dell’audiovisivo.
Con questa iniziativa, PwC conferma il proprio impegno nel sostenere progetti culturali e occasioni di dialogo sui temi dell’innovazione, della creatività e della trasformazione dei linguaggi contemporanei, mettendo al centro la crescita delle persone e la qualità delle relazioni.
Il Milano Film Fest è un progetto di Fondazione MFF e Comune di Milano.





