venerdì 27 febbraio 2026

KOKUHO - Il maestro di kabuki | Il film candidato agli Oscar arriva in Italia, al Far East Film Festival 28 e al cinema, dal 30/4, con Tucker Film

24 aprile/2 maggio 2026 - Udine, Italy, Teatro Nuovo e Visionario

KOKUHO Il maestro di kabuki

Arriva in Italia la nuova e sontuosa opera di Lee Sang-il: prima al Far East Film Festival 28 e poi nei cinema,
dal 30 aprile, con la Tucker Film!



Emotivamente infuocato e visivamente sontuoso, tanto da essere in corsa agli Oscar per il miglior trucco, arriva in Italia il campione d'incassi assoluto del cinema giapponese: prima al Far East Film Festival 28, accompagnato dal regista, e immediatamente dopo, dal 30 aprile, nei cinema (sotto il segno della Tucker Film). Stiamo ovviamente parlando di Kokuho – Il maestro di kabuki, diretto da Lee Sang-il (Hula Girls) e tratto dal monumentale romanzo omonimo di Yoshida Shuichi.

La critica internazionale, che ha potuto ammirare Kokuho alla Quinzaine di Cannes, non ha lesinato sull'entusiasmo («Una vera gioia per gli occhi», «Un'opera semplicemente magnifica», «Un'epopea incredibile»). E Lee Sang-il, del resto, non ha lesinato sulla grandiosità stilistica e narrativa, firmando una storia dove convivono l'arte, l'ambizione, l'amicizia e l'amore. Una storia lunga cinquant'anni che ha l'incedere epico e maestoso di Addio mia concubina e dell'Ultimo imperatore.

Il giovane Kikuo (Soya Kurokawa/Ryo Yoshizawa), figlio di un boss della yakuza, si fa notare durante un banchetto a Nagasaki esibendosi in un ruolo kabuki femminile. Tra gli ospiti lo nota l'attore kabuki Hanjiro Hanai (Ken Watanabe), che riconosce immediatamente il talento del quattordicenne. Dopo la morte del padre di Kikuo, Hanjiro accoglie il ragazzo con sé e si trasferisce con lui a Osaka. Lì, Kikuo cresce insieme al figlio di Hanjiro, Shunsuke (Keitatsu Koshiyama/Ryusei Yokohama). Nonostante le loro diverse origini, i due stringono una forte amicizia, mentre vengono formati insieme sotto la guida di Hanjiro. Solo uno di loro, però, diventerà il più grande maestro di kabuki della sua epoca…

«Il kabuki - spiega Lee Sang-il nelle note di regia - è un simbolo di inestimabile valore culturale ed è governato dal principio della discendenza: l'arte viene tramandata dai padri ai figli, e poi ai nipoti, per continuare a garantirle il rango di "tesoro nazionale". Questo, per gli eredi, rappresenta un privilegio ma anche una maledizione: devono dimostrare costantemente il loro talento e la loro passione. Sono messi costantemente a confronto e devono superare il talento di chi li ha preceduti. In questo ecosistema chiuso e ristretto, gli attori salgono sul palco con un destino predeterminato. E, una volta sul palco, vi rimangono fino all'ultimo respiro…».

DAL 5 MARZO IN SALA GRAND CIEL DI AKIHIRO HATA CON DAMIEN BONNARD - DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

 

"GRAND CIEL" DI AKIHIRO HATA

CON DAMIEN BONNARD

UN MYSTERY THRILLER IN SALA DAL 5 MARZO 2026

DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

CON IL SUPPORTO DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE ARCI ROMA E AGCI CALABRIA

 

Presentato in concorso nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussemburgo), di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse), con Damien Bonnard – già visto nel ruolo principale di Les Misérables, candidato al Premio Oscar come Miglior Film Internazionale – arriva nelle sale il 5 marzodistribuito da No.Mad Entertainment. Prodotto da Good Fortune Films e Les Films Fauves,  Grand Ciel è sceneggiato dallo stesso regista con Jérémie Dubois. Nel cast, oltre a Bonnard, Samir Guesmi (Ibrahim, L'effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me)Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina).
A supportare la distribuzione, il mondo
associativo con ARCI Roma - Associazione ricreativa e culturale italiana e AGCI Calabria - Associazione Generale Cooperative Italiane, che da sempre sottolineano e denunciano la disumanizzazione e l'indifferenza delle morti sul lavoro, argomento cruciale proprio del film.

Akihiro Hata, ispirandosi a un fatto realmente accaduto in Francia pochi anni fa, con Grand Ciel esplora il tema della sicurezza dei lavoratori, mettendo in luce come, in una società socialmente e tecnologicamente avanzata come la nostra, la vita umana venga messa troppo spesso in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici. Attraverso la storia di Vincent (Damien Bonnard) un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico e dei suoi colleghi, il film denuncia l'indifferenza degli imprenditori e delle istituzioni rispetto alle condizioni spesso disumane (turni notturni massacranti, protocolli di sicurezza non adeguati,...) della classe operaia e ai rischi che il silenzio e l'omertà creano. Nel film, quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i propri superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma presto scompare un altro operaio…

Nel 2025, in Italia, le vittime sul lavoro sono state 1093, più di tre al giorno. A fotografare l'emergenza è l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che registra anche un aumento delle denunce di infortunio. A questo drammatico bilancio si aggiungono le vittime del lavoro irregolare - gli operai e i lavoratori (spesso stranieri) senza contratto - veri e propri "schiavi del terzo millennio"  che muoiono ogni giorno nel silenzio e nell'indifferenza.

In un paese che si vuole evoluto questo non è accettabile.

"L'ispirazione per il film – racconta il regista Akihiro Hata - nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più importante di Francia) Mamadou Traoré, morto come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare traccia.

Questa idea è diventata un'allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l'alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l'invisibilità dei lavoratori più precari.

Per me il cinema ha il potere di rendere visibile l'invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e l'orrore del mondo di oggi".

 

 

Amazon Music - Top 10 chart Sanremo 2026 in attesa della serata delle cover


Amazon Music rivela la top 10 chart di Sanremo aggiornata dopo il terzo giorno del Festival
I dati raccolti mostrano quali artisti stanno scalando la classifica su Amazon Music
Fedez&Marco Masini, ditonellapiaga e Sal Da Vinci sono in testa al momento
 
In attesa della serata delle cover, il Festival di Sanremo continua a catturare l'attenzione della nazione, Amazon Music annuncia le prime classifiche delle canzoni più popolari del festival, basate sui dati del servizio di streaming.
Top 10 Canzoni – La classifica delle canzoni più ascoltate su Amazon Music al momento vede:
 
MALE NECESSARIO  – Fedez & Marco Masini
Che fastidio! – ditonellapiaga
Per sempre sì – Sal Da Vinci
Stupida Sfortuna – Fulminacci
Magica Favola – Arisa
I romantici – Tommaso Paradiso
OSSESSIONE – Samurai Jay
Labirinto – Luchè
QUI CON ME – Serena Brancale
Prima che – nayt
 
Come sarà la classifica domani? La competizione è apertissima e promette di essere agguerrita!
 
Per restare aggiornati su Amazon Music e le sue novità, visita la pagina ufficiale di Amazon Music: https://amzn.to/3bfEWQE e seguici su Instagram (@amazonmusicit) e TikTok (@amazonmusicit).
 
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Note: I dati rappresentano l'ascolto esclusivamente sul servizio di streaming Amazon Music.
 
 

AL VIA L’EDIZIONE 2026 DEL PREMIO MARCO BIAGI - IL RESTO DEL CARLINO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE


AL VIA L'EDIZIONE 2026 DEL

PREMIO MARCO BIAGI - IL RESTO DEL CARLINO PER LA SOLIDARIETÀ SOCIALE

 

Le donne e i giovani, protagonisti dell'evento promosso

dalla testata del Gruppo Monrif con il benestare e il favore della Famiglia Biagi

con gli interventi di

S. Em. Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna

S. E. Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi

 

 

La Direzione de il Resto del Carlino, con il benestare e il favore della Famiglia Biagi, annuncia la nuova edizione del Premio Marco Biagi - il Resto del Carlino per la Solidarietà Sociale. L'iniziativa, volta a onorare la memoria del giuslavorista alla vigilia dell'anniversario della sua scomparsa, mira a valorizzare le associazioni senza fine di lucro e gli enti del Terzo Settore operanti nelle province di Bologna e Modena.

 

Il Premio si focalizza su realtà che si sono distinte nell'assistenza e, in particolare, nella formazione volta a favorire l'ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro. Per il 2026 sono previsti 4 riconoscimenti totali suddivisi nelle categorie "Inclusione Donna" e "Futuro Giovani".

 

"Con questa nuova edizione del Premio Marco Biagi, vogliamo riaffermare l'impegno de il Resto del Carlino nel dare voce e sostegno a chi, ogni giorno, trasforma la solidarietà in azioni concrete. -  dichiara Agnese Pini, Direttrice QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Luce! - Quest'anno abbiamo scelto di accendere un faro su 'Inclusione Donna' e 'Futuro Giovani', convinti che il rilancio del nostro territorio passi necessariamente attraverso la formazione e il lavoro intesi come strumenti di dignità e partecipazione sociale. Onorare la memoria di Marco Biagi significa per noi valorizzare quel Terzo Settore che, a Bologna e Modena, continua a costruire ponti tra le persone e le opportunità."

 

La Cerimonia di Premiazione

L'evento si terrà a Bologna il prossimo 17 marzo 2026, a partire dalle ore 15.30, alla vigilia di una data dal profondo significato simbolico, presso l'Aula Marco Biagi, all'interno della sede de il Resto del Carlino. La cerimonia vedrà la partecipazione di alte cariche istituzionali ed ecclesiastiche, con gli interventi di:

  • S. Em. Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna;
  • S. E. Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi.

 

La Giuria

La Commissione giudicatrice è presieduta da Agnese Pini, Direttrice di QN Quotidiano Nazionale e de il Resto del Carlino. Tra i membri della giuria figurano Alessandra Servidori e i rappresentanti dei partner sostenitori. Le funzioni di Segretario organizzativo e garante della trasparenza sono affidate a Valerio Baroncini, Vicedirettore del quotidiano che dichiara: "Questa iniziativa appartiene, prima di tutto, alla nostra comunità di lettori. Invitiamo le associazioni e i cittadini a segnalarci le realtà più meritevoli: il nostro obiettivo è mappare e premiare quell'eccellenza nell'assistenza e nella formazione che spesso opera sottotraccia, ma che rappresenta il vero motore del progresso sociale nelle province di Bologna e Modena."

 

Come partecipare

Le associazioni possono candidarsi o essere segnalate dai lettori tramite posta ordinaria, posta elettronica (premiobiagi2026@monrif.net) o attraverso i moduli disponibili sui siti de il Resto del Carlino entro il 10/03/2026.

 

I Sostenitori

Il Premio Marco Biagi ringrazia per il prezioso sostegno i partner: Emil Banca, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Lavoropiù e Rekeep.

 

 

S. Em. Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna 

"Ricordare Marco Biagi attraverso il sostegno concreto a chi opera nel sociale significa trasformare la memoria in un seme di speranza per il futuro. In un tempo segnato da profonde incertezze, mettere al centro l'inclusione delle donne e il destino dei nostri giovani non è solo un atto di solidarietà, ma un investimento necessario sulla tenuta stessa della nostra comunità. La formazione e il lavoro, quando sono orientati al bene comune, diventano i pilastri su cui costruire una società più giusta, dove nessuno sia lasciato indietro e ogni talento possa trovare il suo spazio di espressione e di servizio."

 

S. E. Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo-Abate di Modena-Nonantola e Vescovo di Carpi

"È un onore e una gioia sostenere questa nuova edizione del Premio Marco Biagi per la Solidarietà Sociale. Ogni giorno, nel territorio modenese dove abito e opero da oltre dieci anni, ho modo di incontrare qualche persona impegnata nella formazione, compresa la formazione al lavoro, che è la più efficace risposta al clima di tensione, odio e violenza al quale purtroppo quotidianamente assistiamo. E nessuno, come i giovani e le donne, risultano esposti a questo clima: i giovani, perché faticano a vedere un orizzonte di futuro; le donne, perché subiscono spesso i contraccolpi delle ingiustizie e delle prevaricazioni. La risposta è, appunto, la costruzione di una fitta rete di impegno per costruire il futuro, attraverso il lavoro - valore costituzionale fondativo della nostra Repubblica - che garantisce non solo il sostentamento onesto, ma anche la dignità di donne e uomini capaci di esprimere i loro doni e metterli a servizio di tutti."

 

Gian Luca Galletti, Presidente Emil Banca

"Far parte del gruppo che sostiene questo progetto per noi ha un duplice significato. Da una parte, ci permette di ricordare Marco Biagi, il suo lavoro e il suo sacrificio. Dall'altra, di promuovere e valorizzare il mondo del Terzo Settore, che non è solo un comparto economico, ma un modo diverso di approcciare mercato e competizione. Sostenere l'economia civile significa investire in quel capitale relazionale che trasforma un semplice territorio in una comunità viva, equa e solidale".

 

Claudio Levorato, Presidente Esecutivo di Rekeep 

"Sostenere questo premio significa per noi riconoscere il ruolo fondamentale svolto dalle organizzazioni del Terzo Settore per favorire l'ingresso e la permanenza nel mercato del lavoro di chi è più esposto a fragilità occupazionali e promuovere un modello di sviluppo capace di coniugare competitività e coesione sociale, nel solco dei valori di dialogo, riforma e responsabilità che hanno caratterizzato l'opera del professor Marco Biagi, il cui impegno accademico e civile continua a rappresentare un punto di riferimento per il mondo del lavoro."

 

Giulia Selicato, Gender Equality e D&I Manager Lavoropiù

"Sostenere il Premio Marco Biagi, per Lavoropiù, significa riconoscere e dare forza a quelle realtà che scelgono la solidarietà per generare valore nelle comunità. Apprezziamo in modo particolare il focus di quest'anno dedicato alle donne e alle nuove generazioni: sono due priorità su cui lavoriamo con continuità. Come Agenzia per il Lavoro accompagniamo ogni giorno persone e imprese nell'incontro tra competenze e fabbisogni, ma sappiamo che oggi non basta 'fare da ponte': servono anche iniziative capaci di rimuovere ostacoli e ampliare le possibilità di ingresso e permanenza nel mercato del lavoro. È un onore contribuire alla valutazione di progetti che incidono in modo concreto sul tessuto sociale ed economico dei nostri territori."

 

Pierluigi Stefanini, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

"Partecipiamo con interesse a questo Premio. La figura di Marco Biagi evoca due parole chiave. La prima è riformismo: Marco Biagi è stato un vero riformista, che sui temi del lavoro studiava, ricercava, approfondiva per trovare giuste e coerenti soluzioni. C'è poi la lungimiranza, ingrediente molto spiccato nel suo operare. Sue proposte e soluzioni che riguardano il mondo del lavoro, dopo più di vent'anni mantengono intatta la loro validità.

Il sostegno, l'incoraggiamento e l'accompagnamento allo sviluppo del Terzo Settore è la strada fondamentale da percorrere, nel contesto più ampio dell'economia sociale, in un quadro che mette al centro le persone. Ce ne è sempre più bisogno, e questo Premio è coerente con questa necessità. Inoltre, investire su donne e giovani è scelta intelligente e di grande prospettiva. Siamo quindi lieti di essere parte dei sostenitori di questa iniziativa che vuole onorare la memoria di Marco Biagi".


 


giovedì 26 febbraio 2026

Cosa fa l'arte, il nuovo libro del maestro Brian Eno, in libreria dal 3 marzo e in preorder da oggi

Brian Eno

e  Bette Adriaanse


Cosa fa l'arte

Una teoria incompiuta


In libreria dal 3 marzo



L'arte non è solo nei musei. È in come ci vestiamo, in come balliamo, nei dischi che scegliamo di ascoltare.


Da questa idea semplice e potentissima nasce Cosa fa l'arte. Una teoria incompiuta, il libro di Brian Eno e Bette Adriaanse, in uscita in Italia per Mondadori.


«Ogni volta che scegliamo cosa indossare, come muoverci o che musica ascoltare, stiamo facendo arte. Anche se non la chiamiamo così.»


Breve, visivo, accessibile: Cosa fa l'arte non è un saggio teorico tradizionale, ma un libro che si legge come una conversazione intelligente. Non spiega cos'è l'arte in astratto, ma racconta cosa provoca, perché ci serve, e perché continuiamo a crearla e a cercarla, anche quando non ce ne accorgiamo.


Tra esempi quotidiani, testi essenziali e illustrazioni, il libro ci invita a guardare l'arte non come un lusso, ma come una funzione umana fondamentale, capace di accendere emozioni, immaginare mondi e orientarci in ciò che davvero ci piace. Un modo per esplorare le emozioni, immaginare mondi possibili, fare esperienza del cambiamento senza subirne le conseguenze reali. In altre parole: uno spazio sicuro in cui sentire, pensare e sperimentare.


Brian Eno, tra le figure più influenti della cultura contemporanea, è musicista, produttore, artista visivo e teorico della creatività. Pioniere della musica ambient, ha collaborato con David Bowie, Talking Heads, U2 e molti altri, portando il suo approccio visionario ben oltre i confini della musica. Al suo fianco Bette Adriaanse, artista e designer, con cui costruisce un progetto che unisce pensiero critico e divulgazione visiva.



Brian Eno, Bette Adriaanse. Cosa fa l'arte. Una teoria incompiuta. 128 pagine, 22 euro.


Rakuten TV: le novità per il mese di marzo

LE NOVITÀ DI MARZO SU RAKUTEN TV

A marzo su Rakuten TV il meglio del cinema internazionale con 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, The Smashing Machine e Norimberga insieme a nuovi canali FAST e una sezione AVOD ricca di titoli imperdibili.



Il mese di marzo su Rakuten TV si apre con una programmazione di grande spessore che, tra prime visioni attese, horror post-apocalittico, drammi storici, documentari sportivi e nuovi canali FAST, spazia dal cinema d'autore al grande intrattenimento, con titoli capaci di soddisfare ogni tipo di spettatore.

 

A guidare le novità di marzo nella sezione TVOD è 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, il capitolo conclusivo della saga horror post-apocalittica firmata da Danny Boyle con Cillian Murphy, Ralph Fiennes e Erin Kellyman. A ventotto anni dall'epidemia che ha devastato il mondo, un nuovo e ancora più minaccioso capitolo si apre, mentre i pochi sopravvissuti si trovano a fare i conti con orrori inimmaginabili. 

Ad arricchire la selezione, con il peso della storia e della memoria, Norimberga, ricostruzione drammatica del processo più celebre della storia, quello a carico dei gerarchi nazisti davanti al Tribunale Militare Internazionale nel 1945-46, con un cast stellare composto da Russell Crowe, Rami Malek e Leo Woodall.

Per gli amanti delle pellicole biografiche, The Smashing Machine, il film sulla vita del lottatore di arti marziali miste Mark Kerr, interpretato da Dwayne Johnson, che segue da vicino la vita e la carriera di un campione che si confronta con i limiti del corpo, la gloria e il costo della violenza. Un ritratto umano di grande intensità.

Cambia completamente registro Playdate commedia action diretta da Luke Greenfield con Kevin James e Alan Ritchson. Brian, contabile appena licenziato e neo-papà a tempo pieno, accetta l'invito di Jeff, uno strampalato padre casalingo del quartiere, per un pomeriggio di giochi tra bambini. Quello che si preannuncia come un tranquillo appuntamento si trasforma rapidamente in una folle corsa per la sopravvivenza quando i due padri si ritrovano braccati da un gruppo di mercenari armati. 

Per il pubblico dei più piccoli SpongeBob: Un'Avventura da Pirati che vede SpongeBob e i suoi amici di Bikini Bottom nella loro più grande avventura cinematografica di sempre, perfetta per tutta la famiglia. Un'avventura tra mostri, pirati e risate, che li trascinerà nelle profondità più oscure dell'oceano.

Si torna alla realtà con Roofman, diretto da Derek Cianfrance (Blue Valentine, Come un tuono), racconta la straordinaria storia vera di Jeffrey Manchester, interpretato da Channing Tatum, ex Army Ranger e padre in difficoltà che inizia a rapinare i McDonald's guadagnandosi il soprannome di "Roofman". Un crime dramedy leggero ma profondo che trova la sua forza nella realtà di una storia vera.


Casadei Libri - In uscita il 9 marzo Re del Castello. Scelta e responsabilità nel mondo moderno di GAI EATON

Casadei Libri

Re del Castello
Scelta e responsabilità nel mondo moderno

di GAI EATON

in uscita il 9 marzo 2026



Arriva per la prima volta in Italia edito da Casadei Libri Re del Castello. Scelta e responsabilità nel mondo moderno di Gai Eaton (Hasan Le Gai Eaton). Ex diplomatico britannico e convertito all'Islam nel 1951, Eaton è stato per oltre vent'anni figura di riferimento della Moschea Centrale e del Centro Culturale Islamico di Londra, nonché uno dei più autorevoli portavoce dell'Islam tradizionale nel mondo anglosassone. Tra gli autori che hanno raccolto l'eredità del pensiero di René Guénon, Eaton si distingue per la capacità di coniugare profondità metafisica e chiarezza espositiva.

Pubblicato originariamente con il titolo King of the Castle, questo saggio rappresenta una meditazione penetrante sulla condizione dell'uomo contemporaneo. In un'epoca dominata dal mito del progresso e del benessere materiale, Eaton pone domande radicali e attualissime:  Qual è il prezzo della sicurezza e della prosperità?  Siamo davvero liberi o semplicemente condizionati da bisogni e desideri indotti?  Che cos'è la vera conoscenza e quali sono le sue contraffazioni?

Attraverso un'analisi lucida, l'autore esplora il senso dell'identità umana in un mondo che ha smarrito i propri riferimenti trascendenti. Re del Castello invita il lettore a interrogarsi su scelta, responsabilità e libertà, offrendo strumenti per comprendere cosa significhi "essere umani" nel mondo moderno e quale spazio resti per una dimensione spirituale autentica.

AUTORE


Gai Eaton tra gli autori di prospettiva tradizionale che hanno seguito fedelmente la lezione di René Guénon è necessario conoscere l'opera di Gai Eaton (1921-2010), saggista inglese che lavorò come giornalista e insegnante in Giamaica ed Egitto, dove si convertì all'Islam nel 1951. Tornò poi nel Regno Unito per svolgere la carriera diplomatica, operando anche nel Centro Culturale Islamico di Londra, e dedicandosi alla scrittura di saggi, che in Italia non sono ancora stati tradotti.


DATI
Collana: Port Girevoli | Formato: 13,5 x 21 cm | Pagine: 274 | Prezzo: € 24,00
ISBN: 979-12-80146-25-0



TABÙ. EGON SCHIELE al cinema il 20, 21, 22 aprile




Dopo il successo di Klimt & Schiele. Eros e Psiche

che aveva portato nelle sale 65.000 spettatori

 

UN NUOVO VIAGGIO AL CINEMA 

TRA I CORPI DELL'EROS E DELLO SCANDALO 

NELLA GIOVINEZZA RIBELLE DELL'ARTISTA 

TABÙ. EGON SCHIELE 

al cinema il 20, 21, 22 aprile 


 

"Nexo Studios La Grande Arte al Cinema" torna nelle sale italiane. Si parte il 20, 21, 22 aprile con TABÙ. EGON SCHIELE, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios, diretto da Michele Mally, autore del soggetto che firma anche la sceneggiatura assieme ad Arianna Marelli. Ad accompagnare gli spettatori sulle tracce dell'artista c'è Erika Carletto, attrice esordiente capace di rievocare con il suo canto le atmosfere di Vienna e Praga di allora. A cavallo tra Otto e Novecento, queste città, mostrate attraverso filmati d'archivio, furono i centri propulsori delle rivoluzioni e delle contraddizioni che caratterizzano ancora la nostra contemporaneità. La colonna sonora, d'impatto fortemente emotivo, è caratterizzata dalle musiche originali composte ed interpretate dalla violinista Laura Masotto e sarà disponibile in digitale su etichetta Nexo Digital. L'elenco delle sale che proietteranno il film sarà presto disponibile su nexostudios.it e le prevendite apriranno a partire dal 20 marzo.

 

Nella "corsa folle" della vita di Schiele (1890-1918), costellata da centinaia di quadri e migliaia di opere su carta, c'è un eterno ritorno: quello al paese di nascita della madre dell'artista, Krumau, Český Krumlov oggi, in Repubblica Ceca. TABÙ. EGON SCHIELE si snoda a partire da qui: dall'Atelier Egon Schiele – la casa con giardino dove il pittore abitò con la compagna e modella Wally Neuzil. Proprio nella cittadina della Boemia, che ai tempi di Schiele faceva parte dell'Impero austro-ungarico, affonda la radice di un'arte capace di sovvertire le regole estetiche, morali e psicologiche del tempo e di condurci – ancora oggi – all'essenza dell'essere umano. È infatti dall'architettura di Krumau che Egon Schiele, ancora ragazzo, impara a osservare da una prospettiva inedita, destinata a diventare il marchio della sua visione e a tradursi nei suoi disegni: lo sguardo dall'alto. Una prospettiva capace di farci riflettere sulle dinamiche stesse del guardare, sulla sua "violenza" e sulla sua forza erosiva. Krumau è una città che alterna curve morbide – il fiume Moldava che abbraccia e allo stesso tempo stringe il centro storico – ed elementi angolari e spigolosi: le case medievali, le strade tortuose. Una figura per certi versi materna, come quella così presente nella produzione di Schiele, pronta a interrogarci sul desiderio inconscio di ritorno all'origine, sul tentativo di riconnettersi alla dimensione da cui dipende l'immagine che tutti abbiamo di noi stessi. Il rapporto di Schiele con la madre Marie, del resto, era segnato dalla mancanza di affetto e dal conflitto, così come solitudine e senso di estraneità segnarono la relazione con Edith Harms, sposata nel 1915 dopo l'abbandono del grande amore Wally. L'affinità elettiva più profonda restò sempre quella con la sorella Gerti, di cui solo oggi emergono nuovi dati biografici.

 

L'esplorazione di tutte queste connessioni visive e interiori è possibile grazie agli interventi di esperti e studiosi: Jane Kallir, curatrice del catalogo completo delle opere; Ralph Gleis e Elisabeth Dutz, rispettivamente Direttore e Curatrice capo dell'Albertina di Vienna; Kerstin Jesse, curatrice del Leopold Museum di Vienna; Verena Gamper, Curatrice del Belvedere di Vienna; Klára Sváčková del Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov; Elio Grazioli e Otto M. Urban, storici dell'arte; Maddalena Mazzocut-Mis, filosofa; Micaela Riboldi, psicanalista; Amelia Valtolina, germanista; gli scrittori Romina Casagrande e Alessandro Banda; la regista Gerda Leopold.

 

Snodo cruciale del film è il 1910, anno in cui si afferma lo stile unico di Schiele. È proprio nel 1910 che la Cometa di Halley attraversa il cielo, lasciando una scia luminosa che unisce le latitudini e ridisegna le cronologie. Sotto quel cielo possiamo immaginare Egon che cammina per le strade di Praga insieme a Franz Kafka (1883-1924), altra figura ricorrente nel docufilm. Non vi è prova che i due si siano mai conosciuti o incontrati, ma il loro destino e la loro arte si incrociano allora come oggi, offrendoci nuove chiavi per penetrare anche l'universo kafkiano: il suo tempo onirico, il disturbo che continua a provocare, esattamente come spesso "disturbano" i corpi contorti di Schiele. Del resto, in quella Vienna fu proprio la percezione del tempo a cambiare: un tempo non più lineare e causale, ma condensato, affettivo, "fatale", come le "ore stellari" di cui parlava Stefan Zweig, in cui nascita e morte sono legate in modo indissolubile. Tutti respiravano il senso di una fine. Nel 1918, anno in cui muoiono Schiele ma anche Gustav Klimt e molti altri protagonisti della Vienna d'oro, crolla l'Impero austro-ungarico, mentre nasce la Cecoslovacchia.

 

La storia di Egon Schiele finisce qui, mentre quella di Kafka continua. Ma è soprattutto il nostro mondo che, ormai, ha cominciato la propria storia: l'eterno ritorno, l'ossessione per la morte, l'autoanalisi istintiva e ossessiva, il sentirsi sbagliati e insieme sfacciatamente presenti al mondo rivelano uno Schiele talmente contemporaneo da dare ancora, violentemente, fastidio. Schiele ci costringe a pensare ai nostri tabù. Quelli di allora come quelli di oggi.

 

 

Per il 2026, la stagione di Nexo Studios La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l'Italia con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies, e in collaborazione con Abbonamento Musei.

 

 

 

 

 

 

 


AL VIA LE RIPRESE DELITTO AL CLUB PRIVE' DIRETTO DA STEFANO CALVAGNA CON ANDREA MISURACA, DOMENICO DIELE E SAVERIO VALLONE - Prodotto da Nicola Archilli e Poker Film 2005 LTD

Iniziate a Roma le riprese di Delitto al Club Privé, noir contemporaneo diretto da Stefano Calvagna, con Andrea Misuraca, Gianfranco Zedde, Domenico Diele, Emanuele Cerman, Claudio Vanni, Stefano D'Orazio, Cristiano Pittarello, Giada Colafrancesco, Giulia Morgani, Giulia Diamond, Niccolò Calvagna, Saverio Vallone.

Prodotto da Nicola Archilli e Poker Film 2005 LTD

 

Sono iniziate a Roma le riprese di Delitto al Club Privé, noir contemporaneo diretto da Stefano Calvagna (Bombolo – Core de' Roma; Baby Gang; Non escludo il ritorno; Il Lupo; Il peso dell'aria; L'uomo spezzato), prodotto da Nicola Archilli e dalla Poker Film 2005 LTD e interpretato, tra gli altri, da Andrea Misuraca (Rocky Giraldi), Gianfranco Zedde (Bombolino), Domenico Diele, Emanuele Cerman, Claudio Vanni, Giada Colafrancesco, Giulia Morgani, Niccolò Calvagna, Giulia Diamond, Saverio Vallone, Giulia Di Quilio, Lucia Batassa, Stefano D'Orazio, Cristiano Pittarello, Antonio Flamini, Patrizio Pellizi, Eugenio Stefanizzi e Valter Lucarelli.

 

Delitto al Club Privé racconta una città dove il confine tra legge e crimine è sottile e dove la verità non libera, ma mette in pericolo chi la possiede, perché detenuta esclusivamente dai potenti: coloro che prendono le decisioni e restano fuori da ogni intercettazione. Il film rende omaggio al genere poliziottesco italiano, in particolare a Delitto al Blue Gay (1984) di Bruno Corbucci, richiamandone lo spirito e il tono, attraverso i personaggi di Rocky Giraldi e Bombolino, idealmente figli del cinema di Tomas Milian e Bombolo.


Sul versante tecnico del film, la direzione della fotografia è affidata a Matteo De Angelis, le scenografie a Paolo Nicoletti, il sonoro a Yann Fadanelli, i costumi ad Agostina Imperi, mentre le musiche saranno firmate da Paolo Vivaldi e il montaggio da Roberto Siciliano.

Ambientato a Roma, descritta come una città stanca, attraversata da un potere silenzioso che non ha più bisogno di nascondersi, Delitto al Club Privé  si apre con il commissario Alfieri che nel suo ufficio ai piani alti del Ministero, viene convocato da due figure istituzionali. Il colloquio è teso, allusivo. Non si parla ancora di un delitto, ma di un pericolo più grande: qualcuno ha creato un archivio digitale che contiene informazioni capaci di compromettere equilibri delicatissimi tra criminalità, affari e istituzioni. Poche ore dopo, in un luogo apparentemente lontano da quei corridoi del potere, l'ingranaggio si inceppa. Al Flirt Club Privé, locale notturno esclusivo dove sesso, droga e denaro scorrono senza morale, l'avvocato Ferreri viene trovato morto in una stanza privata. Con lui c'era Elena, una donna che vive ai margini di quel mondo e che si ritrova, improvvisamente, al centro di qualcosa di più grande di lei. Elena scopre il cadavere, riesce a trattenere il panico e nasconde la chiavetta USB che Ferreri le ha lasciato poco prima di morire, avvelenato. La nasconde su di sé e attraversa il locale fingendo normalità, mentre intorno la musica continua a battere e i corpi a muoversi come se nulla fosse accaduto. Fuori dal club, Elena fugge nella notte. Alfieri affida il caso al suo uomo di fiducia, Rocky Giraldi, poliziotto sboccato, ironico, apparentemente fuori luogo, che, per quanto grezzo, è retto nell'animo e pronto a far prevalere la giustizia a costo di ogni altra cosa...

 

Sanremo 2026: Fabrizio Bosso ospite di Dargen D’Amico insieme a Pupo


Sanremo 2026: Fabrizio Bosso ospite di Dargen D'Amico insieme a Pupo

Venerdì 27 febbraio

 

 

Venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover del Festival di Sanremo, Fabrizio Bosso sarà ospite di Dargen D'Amico, insieme a Pupo, per interpretare il brano "Su di noi" sul palco del Teatro Ariston.

 

Sono particolarmente emozionato di salire sul palco dell'Ariston questa volta. La scelta di Dargen di interpretare Su di noi insieme a Pupo – dichiara Fabrizio Bosso - è stata molto coraggiosa: veniamo tutti e tre da mondi musicali diversi. Ma la sfida è proprio questa, ed è per questo che ho accettato subito. Dovremo stare concentrati, ma allo stesso tempo ci divertiremo sicuramente.

Sono sempre felice di partecipare a Sanremo. È anche un modo per portare un po' di jazz al Festival.

 

Quella del 2026 è la settima partecipazione a Sanremo per il trombettista di origini torinesi. Il debutto risale al 2003 con Sergio Cammariere con il brano Tutto quello che un uomo e poi ancora nel 2008 con L'amore non si spiega. Nel 2009 è al fianco di Simona Molinari per Egocentrica; nel 2011 accompagna Raphael Gualazzi in Follia d'Amore, brano vincitore nella categoria Giovani; nel 2012 suona con Nina Zilli in Per Sempre; nel 2013 torna accanto a Raphael Gualazzi per Senza Ritegno.

 

Dopo la partecipazione al Festival, Fabrizio Bosso sarà impegnato nei numerosi concerti in tutta Italia e all'estero con il suo quartetto, in duo con il pianista Julian Oliver Mazzariello, con lo Spiritual Trio e con diverse alte formazioni.

Tra gli appuntamenti più importanti, sabato 25 aprile inaugurerà il Torino Jazz Festival al Teatro Colosseo con "About Ten"; lunedì 25 maggio con il suo quartetto, e come ospite speciale la sassofonista Géraldine Laurent, al Teatro Comunale per il Vicenza Jazz Festival.

 

 

 

mercoledì 25 febbraio 2026

DISNEY+ | A SANREMO 2026 LA CAMPAGNA COME LE GRANDI CANZONI, LE GRANDI STORIE SONO PER SEMPRE

"COME LE GRANDI CANZONI, LE GRANDI STORIE SONO PER SEMPRE"
 
In occasione di Sanremo 2026, Disney+ torna con una nuova campagna cross-mediale, che include uno spot in onda
durante tutte le serate del Festival, una sfida all'interno 

di Fantasanremo e una speciale attività sul territorio


In occasione della settimana del Festival di Sanremo 2026, Disney+ lancia una nuova campagna cross-mediale – TV, audio, digital e social – intitolata "Come le grandi canzoni, le grandi storie sono per sempre", che celebra il potere delle storie capaci di attraversare il tempo. Protagonista della campagna è uno spot da 30'' che intreccia le immagini dei contenuti più iconici e senza tempo disponibili su Disney+ con le parole di Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano, una delle canzoni italiane più amate di sempre e capace di unire tutte le generazioni.

"La campagna Disney+ che abbiamo deciso di lanciare per questa edizione del Festival di Sanremo ci rende particolarmente orgogliosi", commenta Francesco Magini, Vice President, Disney+ Direct to Consumer, The Walt Disney Company Italia & Turchia. "Grazie allo straordinario lavoro svolto dalla Rai nel corso degli anni il Festival è un evento realmente capace di catalizzare l'attenzione di un pubblico cross-generazionale per una intera settimana se non di più. È proprio per questo che abbiamo deciso di celebrare il potere delle storie capaci di attraversare il tempo, scegliendo per il nostro spot una delle canzoni italiane più amate di sempre e in grado di unire tutte le generazioni, e individuato in Sanremo il palcoscenico perfetto per veicolare questo tipo di racconto".
 
Le immagini scorrono seguendo il ritmo e i versi del brano, in un racconto corale che unisce generi, epoche e personaggi entrati nell'immaginario collettivo. Per citare alcuni esempi: "Chi suda il salario" prende vita con Carmy in The Bear intento a lucidare il pavimento della cucina; "Chi ama l'amore" si concretizza nel bacio di Meredith e Derek in Grey's Anatomy; "Chi ruba pensioni" trova il suo simbolo nel Gatto e la Volpe in Pinocchio; "Chi ha scarsa memoria" diventa l'indimenticabile Dory in Alla ricerca di Nemo. 
 
Un mosaico di storie diverse che, proprio come le grandi canzoni italiane, continuano a essere amate, citate e rivissute nel tempo. Con questa campagna, Disney+ ribadisce il proprio posizionamento come "streaming home" delle storie che restano: perché, come le grandi canzoni, anche le grandi storie non smettono mai di far provare emozioni.
 
Durante tutta la settimana, Disney+ sarà protagonista anche all'interno di Fantasanremo con una sfida speciale: il Bonus Disney+ – "Storie che ti toccano il cuore".
Il meccanismo è semplice e immediato: i cantanti che faranno un inchino con la mano sul cuore guadagneranno 10 punti.
 
Un gesto simbolico per richiamare l'emozione che solo le storie capaci di attraversare il tempo sanno generare, che si lega in modo naturale al claim di campagna, "Come le grandi canzoni, le grandi storie sono per sempre", e alla sua declinazione speciale pensata per l'attività in loco "storie che ti restano attaccate al cuore". Un modo giocoso e partecipativo per trasformare un gesto semplice in un segno distintivo: perché come le grandi canzoni, le grandi storie si portano - letteralmente - sul cuore.
 
Sul territorio, infatti, Disney+ sarà presente nel cuore della città dei fiori con l'attività "Disney+ Stick the Hit – Sanremo Custom Lab".
 
Lo spazio esperienziale, situato in Corso Garibaldi 22 a Sanremo, sarà aperto al pubblico dal 24 al 28 febbraio, dalle ore 12:00 alle 21:00, trasformando la città in un luogo dove le emozioni si fanno tangibili e diventano simboli da portare sempre con sé.
 
All'interno del Custom Lab, i visitatori potranno creare la propria playlist di emozioni preferite e "attaccarla" all'oggetto scelto, personalizzando t-shirt o tote bag distribuite gratuitamente. Per farlo avranno a disposizione una selezione di patch in edizione limitata e ispirate ad alcuni dei titoli più amati disponibili su Disney+, con cui dare vita a creazioni uniche. Le illustrazioni delle patch sono realizzate dall'artista Francesca Presentini, in arte Fraffrog, e rappresentano le storie che più ci sono rimaste attaccate al cuore. 
 
Con "Stick the Hit", Disney+ porta a Sanremo un format innovativo e immersivo: uno spazio dedicato alla creatività e alla celebrazione delle storie più grandi.
Perché alcune storie, proprio come le canzoni più amate, rimangono attaccate al cuore per sempre.