EGEA PRESENTA
La "Sostenibilità cognitiva"
per una nuova gestione del lavoro
Come si concilia la pressione costante sui risultati con il benessere mentale di chi lavora? E come si evita che l'accelerazione digitale e l'iper-complessità organizzativa erodano lucidità, motivazione e qualità delle decisioni? Alessandro Antonini e Ilaria Buonomo propongono un nuovo paradigma lavorativo che mette al centro non solo "quante" risorse ha un'organizzazione, ma "come" le persone possono usarle senza bruciarsi.
Milano, febbraio 2026 – Viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, sollecitazioni e decisioni da prendere. La velocità del cambiamento tecnologico, la complessità dei problemi globali e la pressione costante a performare stanno mettendo a dura prova la nostra capacità di pensare, riflettere e agire con lucidità. D'altronde, nell'epoca dell'iperconnessione, delle riunioni continue, delle notifiche incessanti e della pressione decisionale permanente, la vera risorsa scarsa non è il tempo: è l'attenzione. Eppure, molte organizzazioni continuano a misurare la performance con metriche che ignorano il carico mentale, l'energia nervosa e la sostenibilità emotiva del lavoro. Nel libro "Sostenibilità cognitiva" (Egea, 2026), Alessandro Antonini e Ilaria Buonomo propongono un cambio di paradigma: gestire il lavoro non significa solo allocare attività, ma progettare condizioni che rendano la performance sostenibile nel tempo.
Docenti, rispettivamente, di formazione e sviluppo delle risorse umane e di psicologia del lavoro, Antonini e Buonomo introducono il concetto di sostenibilità cognitiva come equilibrio dinamico tra richieste organizzative e capacità delle persone di mobilitare risorse adattive. Non si tratta di un invito generico al "benessere", ma di un framework scientificamente fondato che integra contributi di psicologia del lavoro, neuroscienze e management organizzativo. L'obiettivo è chiaro: superare la falsa dicotomia tra risultati aziendali e tutela delle persone, dimostrando che le due dimensioni possono rafforzarsi reciprocamente.
Al centro del modello vi sono tre pilastri – background, bisogni (needs) e padronanza (mastery) – che permettono di leggere la relazione tra individuo e lavoro in modo sistemico. Il background comprende esperienze, competenze e reti relazionali; i bisogni includono valori, motivazioni e aspirazioni; la padronanza riguarda la percezione di efficacia e la competenza situata rispetto ai compiti. È dall'interazione dinamica di questi tre elementi che nasce – o si rompe – l'equilibrio cognitivo.
Antonini e Buonomo mostrano come il manager debba diventare un "architetto cognitivo": non un controllore ossessivo, ma un progettista di contesti sostenibili, capace di bilanciare sfida e risorse, autonomia e supporto, obiettivi ambiziosi e ritmi compatibili con i limiti umani. La sostenibilità cognitiva implica, ad esempio, ridurre l'overload informativo, prevenire la frammentazione dell'attenzione, pianificare momenti di recupero e costruire ambienti – fisici e digitali – che favoriscano concentrazione e collaborazione.
Il volume affronta in modo operativo le principali sfide del lavoro contemporaneo: smart working e ibridazione degli spazi, sovraccarico da meeting, always-on culture, burnout, difficoltà di ingaggio delle nuove generazioni. Attraverso casi aziendali, strumenti applicativi e metodologie concrete, accompagna il lettore dalla teoria alla pratica, mostrando come integrare la sostenibilità cognitiva nel ciclo della performance: dalla definizione degli obiettivi alla pianificazione del lavoro, dall'allocazione delle risorse alla valutazione e al feedback.
Particolare attenzione è dedicata al ruolo delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale. L'AI può ridurre il carico cognitivo automatizzando compiti ripetitivi, ma può anche aumentare stress e pressione se introdotta senza un design human-centered. La sostenibilità cognitiva offre criteri per governare questa transizione, evitando che l'innovazione diventi un fattore di erosione dell'energia mentale.
Un contributo originale del libro è l'integrazione della sostenibilità cognitiva nella dimensione ESG, in particolare nella "S" di social sustainability. Il benessere mentale e la qualità delle condizioni di lavoro non sono più temi collaterali, ma fattori strutturali di competitività e reputazione. Le organizzazioni che investono nella tutela delle risorse cognitive sviluppano team più resilienti, riducono turnover e assenteismo e rafforzano la propria capacità di innovazione.
A supporto del modello, il volume mette a disposizione un "Toolkit" digitale con 18 strumenti operativi, progettati per rendere misurabili e applicabili i principi della sostenibilità cognitiva. Dalla mappatura delle competenze alla gestione del carico percepito, dal design degli spazi di lavoro alle tecniche di feedback, il toolkit traduce il paradigma in pratiche quotidiane.
Antonini e Buonomo non propongono una rivoluzione organizzativa, ma un'evoluzione consapevole del management. Non chiedono di lavorare meno, ma di lavorare meglio. Non invitano a rinunciare agli obiettivi, ma a raggiungerli senza consumare le persone lungo il percorso. In un contesto segnato da complessità, volatilità e pressione continua, la sostenibilità cognitiva si propone come bussola per una leadership capace di coniugare risultati, benessere e sviluppo del capitale umano. Perché la vera competitività del futuro non dipenderà solo dalla tecnologia, ma dalla qualità dell'energia mentale che le organizzazioni sapranno preservare e valorizzare.
"Un'attenzione costante al benessere interno e alla prevenzione dello stress migliora la reputazione di datore di lavoro responsabile, cruciale per attrarre e trattenere talenti, in particolare fra le nuove generazioni", scrivono gli autori. "Di fronte a competenze in rapida evoluzione, la capacità di valorizzare e sostenere le persone diventa un fattore determinante per la competitività. La sfida non risiede in una singola soluzione tecnologica o in procedure formali, bensì in un processo culturale che metta la salvaguardia delle persone al centro della strategia di crescita".
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GLI AUTORI
Alessandro Antonini è HR Executive e Business Psychologist esperto in contesti internazionali. Specializzato in people strategy, change management e sviluppo organizzativo, è docente alla LUMSA di Roma. All'attività accademica affianca la consulenza strategica.
Ilaria Buonomo, psicologa, è professoressa associata di Psicologia del lavoro presso l'Università LUMSA di Roma. Si occupa di benessere organizzativo e lavorativo in attività di ricerca, formazione e consulenza.
DATI TECNICI:
"Sosteniiblità cognitiva – Per una gestione efficace del lavoro e del capitale umano" di Alessandro Antonini e Ilaria Buonomo
Egea, 2026 – pp. 192 – € 24,00 – Nelle librerie italiane dal 26 febbraio
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