THE SHARDS
LA SERIE FX DEBUTTERÀ IL 6 AGOSTO
IN ESCLUSIVA SU DISNEY+
Dall'executive producer Ryan Murphy,
The Shards è tratta dall'acclamato romanzo bestseller di Bret Easton Ellis
Con Igby Rigney, Kaia Gerber, Homer Gere, Hayes Warner,
Graham Campbell, Evan Rachel Wood, Wes Bentley e Jordan Roth
The Shards,
la nuova serie drama FX dall’executive producer Ryan Murphy, tratta
dall’acclamato romanzo bestseller di Bret Easton Ellis, debutterà
giovedì 6 agosto in esclusiva su Disney+ in Italia, per un’estate
all’insegna della suspense, della seduzione e dell’ossessione.
Ambientata nella vivace Los Angeles degli anni ‘80, la serie segue le
vicende di un gruppo di studenti privilegiati dell’ultimo anno di una
scuola privata d’élite, alle prese con temi quali l’identità, il sesso,
la gelosia, l’ossessione e i pericoli che si nascondono sotto la
superficie dell’adolescenza americana.
Al centro della storia c'è Bret (Igby Rigney), un aspirante scrittore e
adolescente dotato di grande intuito, la cui realtà inizia a sgretolarsi
con l'arrivo di un nuovo studente misterioso e affascinante, Robert
Mallory (Homer Gere). Trasferitosi poco prima dell'ultimo anno di liceo,
l’arrivo di Robert coincide con il crescente terrore suscitato da un
serial killer che prende di mira gli adolescenti di tutta la città, il
Pescatore.
Accanto a Bret c'è la sua cerchia di amici esclusiva, composta da Susan
Reynolds (Kaia Gerber), Debbie Schaffer (Hayes Warner) e Thom Wright
(Graham Campbell), un gruppo affascinante e profondamente intrecciato,
immerso in una vita fatta di ricchezza, bellezza, feste ed eccessi. Le
speranze della loro giovinezza si contrappongono al mondo oscuro e
cinico degli adulti che li circondano: Terry Schaffer (Wes Bentley), Liz
Schaffer (Evan Rachel Wood) e Steven Reinhardt (Jordan Roth).
Frutto della collaborazione tra due dei narratori più provocatori d’America, Ryan Murphy e Bret Easton Ellis, la serie FX The Shards vede
come executive producer Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Ellis,
Eric Kovtun, Scott Robertson, Nissa Diederich, Tanase Popa, Nick Hall,
Michael Uppendahl, Max Winkler, Kathleen McCaffrey e Brian Young. La
serie è prodotta da 20th Television.
Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga
un'esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre
al "Profilo Bambini" già presente sul servizio streaming, gli abbonati
possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più
adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima
tranquillità ai genitori.
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GABRIELE MARCELLO PRESENTA A ROMA IL SUO LIBRO
IL MAGO DI OZ
Lunedì 15 giugno alla Libreria Spazio Sette un incontro dedicato al capolavoro di Victor Fleming in occasione dell'uscita del saggio edito da Gremese
Un viaggio lungo la strada di mattoni gialli per riscoprire uno dei film più amati e influenti della storia del cinema. Lunedì 15 giugno alle ore 19.00 la Libreria Spazio Sette di Roma (Via dei Barbieri 7, zona Torre Argentina) ospiterà la presentazione del volume Il mago di Oz di Gabriele Marcello, pubblicato da Gremese nella collana I migliori film della nostra vita.
L'autore dialogherà con Paolo Penza in un incontro aperto al pubblico che celebrerà il capolavoro diretto da Victor Fleming nel 1939 attraverso curiosità, approfondimenti e aneddoti legati alla sua storia e alla sua straordinaria eredità culturale. La serata sarà inoltre arricchita da alcuni gadget dedicati ai partecipanti e da un'atmosfera pensata per tutti gli amanti del grande cinema.
L'appuntamento arriva in un momento di rinnovata attenzione internazionale verso l'universo di Oz, riportato al centro dell'immaginario contemporaneo dal successo di Wicked e dalle più recenti riletture del celebre racconto di L. Frank Baum. In questo contesto si inserisce il volume di Gabriele Marcello, che propone una lettura originale e approfondita di un'opera capace di attraversare le generazioni senza perdere la propria forza simbolica.
Pubblicato nella collana diretta da Enrico Giacovelli, il libro accompagna il lettore oltre la superficie scintillante del Technicolor per raccontare la complessità di una delle produzioni più celebri della Hollywood classica. Marcello ricostruisce infatti la travagliata lavorazione del film, segnata dall'alternarsi di registi e sceneggiatori, e ne analizza le molteplici chiavi di lettura, da quelle storiche e politiche a quelle culturali e identitarie.
Dalla figura iconica e fragile di Judy Garland alle interpretazioni queer che nel tempo hanno contribuito a fare del film un'opera di culto, fino al significato universale del viaggio di Dorothy e del suo desiderio di tornare a casa, Il mago di Oz emerge come una riflessione ancora attuale sui temi dell'identità, del desiderio e dell'appartenenza.
Arricchito da un ampio apparato iconografico, da una dettagliata scheda tecnica, da un'analisi scena per scena e da numerosi approfondimenti critici, il volume si rivolge tanto agli studiosi quanto agli appassionati, confermando la vocazione della collana a rendere accessibili i grandi classici del cinema senza rinunciare al rigore dell'analisi.
Gabriele Marcello è sceneggiatore, assistente e casting director. Insegna Storia del cinema italiano e internazionale e Analisi della sceneggiatura alla Roma Film Academy e ha insegnato all'Università degli Studi di Teramo. Collabora come editor, reader e script consultant per importanti società del settore cinematografico ed è giornalista pubblicista e contributor per GQ Italia. Tra le sue pubblicazioni figurano le monografie dedicate a Ferzan Ozpetek e a Lezioni di piano di Jane Campion.
SCHEDA DEL LIBRO
Il mago di Oz
Autore: Gabriele Marcello
Editore: Gremese
Collana: I migliori film della nostra vita
Pagine: 128
Formato: 14,2 x 20,5 cm
Prezzo: € 21,00
ISBN: 978-88-6692-248-3
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
Lunedì 15 giugno 2026 – ore 19.00
Libreria Spazio Sette
Via dei Barbieri 7, Roma
Interviene l'autore Gabriele Marcello
In dialogo con Paolo Penza
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Ebraica - Festival Internazionale di Cultura
XIX edizione
Tikvàh – Essere Speranza
Roma, Quartiere Ebraico - Palazzo della Cultura
domenica 14 giugno – mercoledì 17 giugno 2026
Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con EBRAICA - Festival Internazionale di Cultura, promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella.
Da domenica 14 a mercoledì 17 giugno 2026, il Festival, giunto alla sua diciannovesima edizione, anima il Quartiere Ebraico di Roma con incontri, talk, spettacoli, reading e presentazioni di libri.
Nell’affrontare i grandi temi contemporanei, l’edizione 2026 di EBRAICA mette al centro della sua riflessione la speranza. Come spiegano i curatori del festival, Nella visione ebraica, la speranza non indica soltanto un sentimento o un desiderio rivolto al futuro, ma una tensione interiore che spinge l’uomo a guardare oltre il presente. La parola ebraica תִּקְוָה – Tikvà, comunemente tradotta come “speranza”, occupa un posto centrale nella visione ebraica della vita e della storia. La radice קוה significa infatti sia “sperare” sia “tendere una corda”, un’ambivalenza da cui origina l’immagine suggestiva della speranza, vista come filo teso tra ciò che è e ciò che deve ancora compiersi.
La partecipazione al Festival è libera sino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://tinyurl.com/Ebraica-
Si parte domenica 14 giugno alle ore 19.00 a Palazzo della Cultura con Difendiamo le parole una conversazione tra lo scrittore Erri De Luca e Maurizio Molinari che parte della necessità di proteggere il linguaggio da veleni, aggressività e fake news che generano intolleranza, con l’idea che rispettare le parole significhi rispettare chi le pronuncia.
Alle ore 20.00 è in programma l’inaugurazione della mostra Exodus. Le navi della speranza, a cura di Marco Panella. L’esposizione propone un percorso fotografico che, attraverso circa venti immagini, racconta l’epopea dell’Aliyah Bet e il viaggio dei sopravvissuti alla Shoah verso la Palestina tra il 1945 e il 1948. Stipate all’inverosimile, circa 60 navi trasportarono oltre 70.000 ebrei sotto Mandato britannico, in una straordinaria vicenda di speranza e rinascita. La mostra è un omaggio alla memoria di donne, uomini e bambini che affrontarono il mare della speranza alla ricerca di una nuova vita.
A seguire, Disegnare il futuro. Cultura, innovazione, speranza. Il caso Roma un dibattito che vede protagonisti il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, con Maurizio Molinari ed Enrico Vanzina, moderato da Marco Panella. L’incontro riflette sul ruolo della cultura, dell’innovazione e della progettualità nella costruzione del futuro. A partire dall’esperienza della città di Roma, si analizza il rapporto tra identità storica e trasformazione contemporanea, tra sfide e opportunità del presente, offrendo lo spunto per una riflessione su come cultura e responsabilità pubblica possano diventare strumenti di crescita civile e sociale, con la speranza come motore di sviluppo e coesione
Chiude il primo giorno di Ebraica il talk Il sentiero della speranza, con la partecipazione della studiosa Yarona Pinhas e dello psicoterapeuta Raffaele Morelli. Un approfondimento sul significato della speranza nell’ebraismo, intesa non come semplice ottimismo ma come forza spirituale capace di unire passato e futuro, individuo e collettività. Il confronto si estende anche al tema del disagio psicologico, interpretato non solo come ferita del passato ma anche come segnale di trasformazione interiore e ricerca di senso.
Lunedì 15 giugno il festival si apre, alle ore 19.00, con il reading Due vite, una memoria, di e con Dina Hassan, che racconta la storia di una bambina di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967 insieme alla sua famiglia. Attraverso il suo percorso di esilio e ricostruzione identitaria, il racconto intreccia memoria personale e storia collettiva dell’esodo ebraico nordafricano.
Alle ore 21.00 si svolge l’incontro dedicato a Leggere Lolita a Teheran, celebre romanzo di Azar Nafisi, con la partecipazione del regista dell’omonimo film Eran Riklis, insieme ad Ariela Piattelli e alla giornalista Francesca Nocerino. Il dialogo affronta il rapporto tra letteratura, libertà e resistenza culturale nelle società segnate dalla repressione, e si conclude alle ore 21.30 con la proiezione del film.
Martedì 16 giugno la giornata si apre alle ore 19.00 con la presentazione del libro di Ghila Piattelli, Ovunque sia casa, edito da Giuntina. Intervengono insieme all’autrice, la giornalista Lara Crinò, l’attore e regista teatrale Luca Barbareschi e Clelia Piperno. L’incontro propone un dialogo sul significato della casa, dell’appartenenza e delle identità in movimento, attraverso una narrazione che intreccia memoria personale e storia collettiva, restituendo una riflessione intensa e profondamente umana sui confini tra verità e menzogna, condanna e perdono, e sulla possibilità di ritrovare il proprio posto nel mondo.
Alle ore 20.30 il programma prosegue con il reading Angelo e Osman, un poliziotto e un carabiniere, giusti tra le nazioni, di Elisabetta Fiorito, interpretato da Claudio Botosso e Sebastiano Somma, che racconta storie di coraggio civile e umanità durante la persecuzione nazifascista.
La serata si chiude alle ore 21.30 con lo spettacolo Giobbe di e con Roberto Anglisani, ispirato al romanzo di Joseph Roth, che narra la vicenda di Mendel Singer e della sua famiglia tra la Russia e l’America, attraversando guerre, migrazioni, fede e sofferenza. Con intensità e grande forza espressiva, lo spettacolo dà voce alle speranze, ai dolori e alle domande dei protagonisti, trasformando una storia di dolore e redenzione in un racconto profondamente umano, tragico e al tempo stesso luminoso.
La giornata conclusiva di mercoledì 17 giugno si apre alle ore 19.00 con il talk La speranza al tempo dell’intelligenza artificiale, con la partecipazione dello psicoterapeuta Ruggero Raccah, Marco Panella, Clelia Piperno e Rav. Ariel Di Porto. L’incontro propone una riflessione sulle trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale e sul ruolo dell’umano nell’era digitale, tra nuove opportunità e interrogativi etici e sociali. In questo contesto, la speranza diventa una chiave di lettura per interrogarsi su come tecnologia e responsabilità possano convivere, mantenendo al centro la dignità e la complessità della persona.
Alle ore 20.00 viene presentato il libro di Serena Di Nepi, Il ghetto di Roma. Storia di una comunità ebraica, Carocci editore con la partecipazione, insieme all’autrice, dello scrittore Fabrizio Rondolino e Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma. Un approfondimento storico e culturale dedicato alla memoria del Ghetto di Roma, di cui il volume ripercorre le vicende dal 1555 al 1870. Attraverso l’analisi dei principali eventi, delle figure più significative e delle testimonianze che hanno segnato quei secoli, prende forma il racconto della vita della comunità ebraica romana, costretta a confrontarsi con restrizioni e discriminazioni, ma capace di esprimere straordinarie forme di resilienza e di mantenere saldo il proprio patrimonio spirituale e culturale.
Conclude la diciannovesima edizione di EBRAICA lo spettacolo C’era una volta il Ghetto, alle ore 21.00, con il musicista Alberto Laurenti e Sandro Di Castro, un viaggio tra musica, poesia e memoria nella Roma ebraica, in cui le celebri canzoni romanesche interpretate da Laurenti si intrecciano ai sonetti di Di Castro, dedicati alla vita del Ghetto e alle sue atmosfere. Un percorso emozionante tra tradizioni, ironia e identità, alla riscoperta dell’anima più autentica e popolare della città.
La storia torna pop grazie ai social: creator e divulgatori riaccendono l’interesse per il passato
Fuori dall’aula, la storia trova nuovi linguaggi: reel, video e podcast trasformano il racconto del passato in contenuti accessibili, visivi e condivisibili
Nei programmi scolastici italiani, Ottocento e Novecento arrivano spesso tardi, quando l’anno è quasi concluso e il tempo per approfondire si riduce. Eppure sono proprio i secoli più vicini a noi, quelli che aiutano a leggere trasformazioni politiche e sociali, crisi economiche, conflitti e assetti internazionali ancora attuali.
Per molti studenti, così, la storia moderna e contemporanea resta una materia incontrata di corsa, più legata al manuale che alla comprensione del presente. Fuori dall’aula, però, qualcosa sta cambiando: su Instagram, YouTube, TikTok e nei podcast, il racconto dell’Ottocento e del Novecento trova forme più narrative, visive e accessibili.
Creator, accademici, ricercatori e divulgatori hanno iniziato a raccontare la storia moderna e contemporanea nei luoghi in cui oggi si costruiscono attenzione, curiosità e conversazione. Figure come Alessandro Barbero e Alberto Angela hanno contribuito a rendere evidente quanto la storia, se raccontata con il tono giusto, possa diventare contenuto popolare senza perdere rigore.
Il pubblico, soprattutto giovane, è già lì. Secondo i dati Censis, tra i 14 e i 29 anni YouTube è usato dal 77,6%, Instagram dal 78,1% e TikTok dal 64,2%: piattaforme che sono ormai diventate anche luoghi di informazione, scoperta culturale e approfondimento. Sul fronte audio, l’indagine NielsenIQ registra in Italia 18 milioni di ascoltatori di podcast, in crescita del 75% dal 2018, con la storia tra i tre generi più ascoltati, scelta dal 39% degli utenti.
Se la storia moderna e contemporanea fatica spesso a trovare spazio e attenzione sui banchi, online incontra invece pubblici nuovi e linguaggi più immediati. Perché questo passaggio funzioni, però, non basta portare un contenuto accademico su un canale digitale: serve una strategia capace di renderlo accessibile, riconoscibile e coerente con le logiche delle piattaforme, senza tradirne il rigore.
Dal sapere accademico al racconto digitale
In questo scenario, la divulgazione storica online non è solo una questione di presenza sui social, ma di metodo: scegliere i formati, costruire una linea editoriale, adattare il racconto ai linguaggi delle piattaforme e mantenere, allo stesso tempo, precisione e autorevolezza.
In questa direzione si muove Zero Contenuti, agenzia italiana specializzata in content marketing culturale, che affianca musei, gallerie, case d’asta, artisti, storici e accademici nella costruzione di strategie multicanale. Tra i progetti più recenti c’è quello dello storico, scrittore e docente Giorgio Cavallo, autore di Ottocento, nato per raccontare la storia moderna e contemporanea con un linguaggio narrativo e accessibile, senza rinunciare all’autorevolezza culturale.
“Il nostro lavoro non è semplificare la storia, ma trovare il linguaggio giusto per arrivare anche a chi a scuola non l’ha mai incontrata davvero. Chi fa divulgazione ha già il sapere e l’autorevolezza che servono; quello che spesso manca è una strategia editoriale capace di tradurre quei contenuti nel linguaggio nativo di Instagram, YouTube e TikTok, e di renderli riconoscibili tra le decine di stimoli che ogni utente riceve ogni giorno. È esattamente questo il nostro obiettivo”, spiega Flavia Scerbo Iose, fondatrice di Zero Contenuti.
Nel progetto dedicato a Giorgio Cavallo, autore di Ottocento, il formato breve è stato usato come punto di accesso a temi storici complessi, non come semplificazione del contenuto. Episodi, personaggi e snodi dell’Ottocento e del Novecento sono stati trasformati in racconti sintetici, riconoscibili e adatti alla fruizione digitale, mantenendo però un impianto rigoroso e narrativo.
I risultati mostrano come questo tipo di racconto riesca a uscire dalla nicchia degli appassionati: oltre il 92% delle visualizzazioni è arrivato da utenti che non seguivano già il profilo. Un dato che suggerisce la capacità dei contenuti storici di intercettare anche pubblici non necessariamente in cerca di approfondimenti, ma raggiunti nel flusso quotidiano dei social.
Tra i contenuti più significativi, un reel dedicato alla dinastia dei Romanov ha superato le 341.000 visualizzazioni organiche e raccolto più di 2.200 salvataggi. Proprio i salvataggi raccontano un comportamento interessante: il pubblico non si limita a guardare, ma conserva il contenuto come materiale da riprendere, condividere o approfondire.
Anche il profilo dell’audience conferma questa direzione: oltre il 60% del pubblico ha tra i 25 e i 44 anni. Una fascia giovane e adulta, spesso lontana dai percorsi scolastici, che incontra la storia in un contesto diverso da quello dell’aula e del manuale.
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Zero Contenuti
Zero Contenuti è un’agenzia di content marketing culturale fondata da Flavia Scerbo Iose, specializzata nella comunicazione digitale per il settore storico-artistico. Con sede a Milano e Parigi, l’agenzia si distingue per un approccio sartoriale alla produzione di contenuti pensato per musei, fondazioni, istituzioni culturali e realtà strutturate del mondo dell’arte. Tutto il team, composto da professioniste under 30 con formazione umanistica, combina competenze accademiche e digitali per valorizzare il patrimonio culturale attraverso strategie editoriali su misura.
PwC per la Cultura
Milano, 11 giugno 2026 – In chiusura del Milano Film Fest 2026, Claudio Santamaria ha tenuto in PwC una masterclass dedicata al ruolo dell’attore. L’appuntamento è parte del programma della seconda edizione del festival che, dal 4 al 9 giugno, ha trasformato Milano in un palcoscenico diffuso dedicato a cinema, serie TV, musica e fotografia.
PwC Italia, che ha sostenuto Milano Film Fest 2026, ha ospitato l’incontro nell’ambito di “Serate d’Autore”, l’iniziativa interna di PwC per la Cultura nata per favorire il dialogo tra cultura, creatività e innovazione e per stimolare nuove chiavi di lettura del presente. La masterclass è stata riservata alle persone di PwC, a cui vengono dedicati con continuità occasioni di stimolo intellettuale e di dialogo.
Direttore artistico della manifestazione, Santamaria ha condiviso con il pubblico riflessioni, esperienze e aneddoti sul mestiere dell’attore, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della propria carriera e offrendo uno sguardo diretto sulle sfide e le opportunità dell’industria cinematografica contemporanea. Un dialogo che ha esplorato l’evoluzione della narrazione audiovisiva e il modo in cui il cinema continua a ridefinire il proprio rapporto con il pubblico, in un contesto sempre più influenzato dall’ibridazione tra piattaforme, formati e tecnologie. Al centro, il cinema come spazio vivo, che oggi ha bisogno di rafforzare il proprio legame con le persone e con la città, trasformandosi in un’esperienza sempre più condivisa e partecipata.
“Per me il lavoro dell’attore nasce sempre dall’ascolto: di sé, del personaggio e soprattutto del pubblico. Il cinema cambia in fretta, cambiano i formati, le piattaforme, i modi di vedere le storie, ma alla fine quello che conta è la verità che riusciamo a portare in scena. Un festival come il Milano Film Fest prova proprio a tenere vivo questo dialogo, portando il cinema fuori dalle sale tradizionali, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, in spazi come questa Torre. È lì che l’incontro con le persone diventa reale e che il nostro mestiere ritrova il suo senso, come esperienza condivisa e non solo come intrattenimento” ha raccontato Claudio Santamaria, Direttore artistico del Milano Film Fest.
“Per noi la cultura è parte integrante del nostro DNA. Iniziative come le Serate d’Autore nascono come momenti dedicati alle nostre persone e aiutano a generare una crescita umana ancor prima che professionale. L’incontro con Claudio Santamaria è stato occasione di condivisione di un’esperienza emozionante e intellettualmente stimolante, che diventa terreno fertile per nuovi rapporti, curiosità e apertura mentale” ha dichiarato Chiara Carotenuto, partner di PwC Italia, responsabile della comunicazione e del progetto PwC per la cultura.
La masterclass in Torre PwC ha rappresentato uno degli appuntamenti conclusivi del Milano Film Fest 2026, manifestazione che ha portato a Milano oltre 120 film, ospiti nazionali e internazionali, anteprime, incontri e momenti di approfondimento dedicati al mondo del cinema e dell’audiovisivo.
Con questa iniziativa, PwC conferma il proprio impegno nel sostenere progetti culturali e occasioni di dialogo sui temi dell’innovazione, della creatività e della trasformazione dei linguaggi contemporanei, mettendo al centro la crescita delle persone e la qualità delle relazioni.
Il Milano Film Fest è un progetto di Fondazione MFF e Comune di Milano.
Si conclude la XVI edizione de Il Maggio dei Libri:
10 giugno 2026. Si conclude la sedicesima edizione de Il Maggio dei Libri, lasciando in tutta Italia e oltre i confini nazionali una straordinaria scia di storie, incontri e comunità unite dalla passione per la lettura. Un grande successo in termini di partecipazione: oltre un milione di persone hanno ideato, organizzato, promosso e preso parte alle 16.382 attività ispirate dal tema Ogni libro è una creatura viva, dove la lettura diventa vero strumento di relazione e di armonia. Un impegno corale e condiviso che ha visto in prima linea anche 44 partner, che ancora una volta hanno messo impegno, dedizione e amore per i libri al servizio della campagna del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura.
Dal 23 aprile al 31 maggio Il Maggio dei Libri ha percorso l’intera penisola partendo da Roma, dove il convegno inaugurale “Leggere genera futuro” — curato dall’Accademia Mondiale della Poesia in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura — ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni. Da quel momento, la passione per la lettura ha preso vita in una moltitudine di forme: dalle mostre ai festival e alle maratone collettive, dai fitti programmi nelle scuole fino alle presentazioni in librerie, biblioteche e parchi. La bellezza delle storie ha superato i confini tradizionali per raggiungere anche case circondariali, strutture sanitarie e centri di aggregazione giovanile, confermando il libro come strumento di inclusione e crescita. A testimoniare il grande dinamismo della campagna è stata la banca dati del sito ufficiale, vero cuore digitale della manifestazione, che ha permesso di mappare in tempo reale le migliaia di attività. A confermare la straordinaria diffusione della campagna è stata anche l’attenzione dei media. Il Maggio dei Libri 2026 ha generato oltre 2.500 riscontri stampa, raccontando le migliaia di iniziative che hanno animato il Paese. Una presenza capillare sui mezzi di informazione che restituisce l'immagine di una campagna realmente diffusa, in cui grandi città e piccoli centri, festival consolidati e iniziative di comunità hanno contribuito insieme a costruire una delle più ampie mobilitazioni nazionali dedicate alla lettura.
“Il Maggio dei Libri si conferma una delle più grandi esperienze di partecipazione culturale del nostro Paese. La straordinaria adesione registrata nel 2026 dimostra che esiste in Italia una rete viva e diffusa di persone, istituzioni e associazioni che considerano la lettura un bene comune. La forza della campagna risiede proprio nella sua capacità di raggiungere ogni territorio, valorizzando tanto le grandi manifestazioni quanto le iniziative nate nelle comunità locali. Mi fa particolarmente piacere, inoltre, constatare il dinamismo e la qualità della partecipazione espressa dalle regioni del Mezzogiorno, protagoniste di numerose esperienze di promozione della lettura, che hanno saputo coniugare identità dei luoghi e coinvolgimento delle comunità. È in questa pluralità di voci e di esperienze che il Centro per il libro e la lettura riconosce il risultato più significativo di questa edizione” commenta Giuseppe Iannaccone, Presidente del Centro per il libro e la lettura.
Dall'Italia al mondo: un viaggio tra territori,
comunità e lettori
La geografia della partecipazione a Il Maggio dei Libri racconta
soprattutto l’incredibile capillarità di una campagna capace di far
fiorire la lettura in ogni angolo del Paese, dalle grandi metropoli ai borghi
più piccoli e remoti, con qualche incursione all’estero. Questa diffusione
testimonia la profonda affezione di una comunità che, con passione e
amore per i libri, ha trasformato piazze, biblioteche e centri di aggregazione
in presidi vivi di cultura.
Da Marsala con il festival 38° Parallelo a Lamezia Terme con Ormeggi – Festival Letterario, da Prato con il Démadé Festival Liberi di Libri fino alla Liguria di #AonzoChallenge2026 e a Campobasso con Molise che scrive, Il Maggio dei Libri ha attraversato l'Italia trasformando la lettura in un'esperienza capace di abitare luoghi, comunità e paesaggi molto diversi tra loro. In Sicilia, i libri hanno dialogato con l'identità e la memoria dei territori attraverso iniziative come Sicilia Mater e Giufà nella Valle del Belice; ad Asolo in Veneto AsoloLibri ha animato il centro storico con incontri e percorsi culturali, mentre in Abruzzo Vasto d’Autore Festival, ha coinvolto gli studenti in un percorso dedicato al giornalismo e alla lettura critica dell'informazione.
Accanto agli incontri con autori e alle grandi rassegne letterarie, non sono mancate iniziative originali e innovative che hanno portato i libri ben oltre i luoghi tradizionalmente dedicati alla lettura. A Cagliari, #BiblioSfida e la Bibliobike hanno trasformato la biblioteca in un presidio culturale diffuso, capace di raggiungere quartieri e cittadini nei loro spostamenti quotidiani. Tra Pontremoli, Lucca e altri centri attraversati dalla Via Francigena, il trekking letterario The Right Way ha intrecciato lettura e cammino lungo antichi itinerari di pellegrinaggio, mentre in Emilia-Romagna a Bagnacavallo la Camminata Costituzionale ha unito libri, partecipazione civica e scoperta del territorio. A Cosenza, Parole tra le Radici – Il Bosco che Legge e Storie in movimento: fiabe, natura e inclusione tra due mari hanno portato le storie nei paesaggi naturali; a Cepagatti, in provincia di Pescara, Incontriamoci a bassa voce in natura ha riscoperto il valore dell'ascolto e della lettura all'aria aperta; a Trapani iniziative come In Fardelliana con BibliOrso... Sbocciano le storie hanno trasformato la biblioteca in un luogo di scoperta e partecipazione per lettori di tutte le età.
Il Maggio dei Libri ha confermato la propria vocazione internazionale, raggiungendo comunità di lettori in Europa, Africa e Sud America. Tra le molte iniziative: a San Paolo del Brasile, gli studenti si sono riuniti in uno spazio di ascolto e confronto per condividere letture, emozioni e riflessioni personali, sperimentando il libro come strumento di dialogo e crescita. A Smirne, in Turchia, il progetto Istanbul Pelosa ha coinvolto bambini e famiglie in un viaggio narrativo tra letture animate, teatralizzazioni e laboratori creativi ispirati alla città e ai suoi celebri gatti. A Casablanca, in Marocco, la lettura di racconti e la visione di un film hanno dato vita a un originale progetto editoriale bilingue franco-italiano, con gli alunni impegnati nella realizzazione di un libro illustrato ideato, scritto e pubblicato da loro stessi. A Monaco di Baviera, infine, l’ILfest – Italienisches Literaturfestival München ha portato al centro del dibattito la letteratura italiana contemporanea, interrogandosi sui suoi linguaggi, sulle sue trasformazioni e sul suo ruolo nel raccontare il presente. Esperienze diverse per destinatari e linguaggi, ma accomunate dalla capacità dei libri di creare ponti tra culture, generazioni e sensibilità, rafforzando il dialogo internazionale attorno alla lingua e alla cultura italiana.
La rete di partner e collaborazioni
A contribuire all’ampio successo della campagna la rete dei 44 partner
che ha animato l’edizione 2026 con un palinsesto di iniziative varie e diffuse
su tutto il territorio nazionale confermando il valore della collaborazione tra
istituzioni, associazioni di categoria e realtà culturali. Tra questi, il Ministero
degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, partner
istituzionale, che ha garantito il respiro internazionale della campagna
portandola oltre i confini italiani insieme al contributo della Società
Dante Alighieri che ha partecipato attivamente a questa edizione coinvolgendo
la propria vasta rete mondiale composta da comitati, scuole e, in particolare,
i suoi 120 presidi letterari.
Tra le associazioni, fondamentali nel coinvolgere le case editrici sono stati l’AIE – Associazione Italiana Editori e l’ADEI – Associazione degli Editori Indipendenti, così come ALI – Associazione Librai Italiani ha fatto con librai e libraie. E, a proposito di librerie, quelle partner nel mese di maggio hanno intensificato ancor di più i già fitti calendari delle rispettive reti, con un totale di oltre 1.300 iniziative in tutta Italia: gli incontri delle Librerie Feltrinelli (500) e le proposte bibliografiche degli store online feltrinelli.it, ibs.it e libraccio.it, gli eventi dei Mondadori BookStore (435), delle Librerie Ubik (260) e delle Librerie.coop (145). Librerie che hanno potuto ricevere le locandine ufficiali e i segnalibri di questa sedicesima edizione grazie al supporto tecnico dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha stampato i materiali grafici promozionali e da messaggerie libri, che li ha portati in 1.000 librerie, tra indipendenti e di catena, abbellendo con la colorata illustrazione di Flavia Polzella – vincitrice del contest Disegniamo il Maggio 2026, in collaborazione con Romics – le vetrine e le pagine dei libri. Oltre al segnalibro della campagna, AIB – Associazione Italiana Biblioteche, con la rassegna “Libri salvati”, e la rete nazionale di Nati per leggere, con l’iniziativa “Una rosa per un libro“, hanno creato ciascuna un segnalibro speciale da condividere e inserire in ogni libro acquistato, donato o preso in prestito in occasione de Il Maggio dei Libri.
Le fondazioni hanno offerto programmi di rilievo: dalle celebrazioni per il centenario di Carlo Fruttero curate dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, agli oltre cento incontri della Fondazione Circolo dei lettori organizzati nel periodo della campagna al Circolo dei lettori delle sedi di Torino e Novara, dal tour della dozzina del Premio Strega della Fondazione Maria e Goffedo Bellonci, fino al Festival della lingua italiana della Fondazione Treccani Cultura e al contest per giovani critici “Caro autore ti scrivo…” di Fondazione Pordenonelegge.it.
Hanno svolto un ruolo di primo piano nella campagna mettendo a disposizione la propria rete territoriale per la diffusione della lettura anche l’Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, le cui biblioteche hanno ospitato numerosi appuntamenti rendendo la promozione della lettura un'esperienza condivisa anche a livello locale. L’impegno territoriale si riscontra inoltre nelle iniziative di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, nel ricco programma regionale di LeggiAMO 0-18 FVG, negli incontri organizzati in Toscana e Lazio da Unicoop Etruria e nel progetto BiblioFeel della Delegazione FAI Caltanissetta.
Hanno arricchito la campagna anche le “Storie di dati” di Istat, cento anni di statistiche per raccontare l’Italia, il percorso diffuso “Le Stagioni della Poesia” del primo Festival Nazionale del Teatro di Poesia, la proclamazione dei tre finalisti del Premio Intersezioni Italia-Grecia, la divulgazione scientifica dell'Ateneo di Salò, le voci interculturali del Concorso Lingua Madre, il progetto “Passaparola” dell’Associazione Forum del Libro e i gruppi di lettura per dipendenti di BPER Banca, il tutto integrato dal vasto programma del Salone Internazionale del Libro di Torino. La campagna ha goduto inoltre del patrocinio di ANCI e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
Il premio
Riconoscimento ambito da tutti i partecipanti, anche per questa edizione
torna il Premio Il Maggio dei Libri, a cui concorrono tutte le
iniziative inserite nella banca dati de Il Maggio dei Libri. Conferito
ai cinque migliori progetti di promozione della lettura realizzati
nell’ambito di altrettante categorie – Biblioteche, Associazioni
culturali, Istituti scolastici, Carceri, strutture sanitarie e di
accoglienza per anziani, Librerie –, sarà assegnato a quelle non
solo più capaci di distinguersi per originalità e innovazione, ma i cui
organizzatori abbiano anche saputo fare rete con le altre realtà territoriali
(in particolare attraverso i Patti locali per la lettura). Inoltre, per le
scuole, sarà valutata positivamente la presentazione di un progetto di carattere
continuativo da Libriamoci a Il Maggio dei Libri.
Il Maggio dei Libri è un’iniziativa del Centro per il libro e la lettura (Ministero della Cultura) in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Partner istituzionale il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Partner sono messaggerie libri, Romics, EMME Promozione, AIE – Associazione Italiana Editori, ADEI - Associazione Degli Editori Indipendenti, ADI – Associazione degli Italianisti, AIB – Associazione Italiana Biblioteche, AICI - Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane, ALI – Associazione Librai Italiani, Istat – Istituto Nazionale di Statistica, Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, Feltrinelli Librerie, Mondadori BookStore, Librerie.coop, Librerie Ubik, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Circolo dei Lettori, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Fondazione Treccani Cultura, Fondazione Pordenonelegge.it, Salone Internazionale del Libro di Torino, Premio Intersezioni Italia-Grecia, Società Dante Alighieri, Nati per leggere – Centro per la Salute delle bambine e dei bambini, Unicoop Etruria, Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, Fondazione LIA, Concorso letterario nazionale Lingua Madre, LeggiAMO 0-18 FVG, Associazione Forum del libro, Delegazione FAI Caltanissetta, BPER Banca, Ateneo di Salò ETS, Festival Nazionale del Teatro di Poesia, Fondazione CON IL SUD, Centro Nazionale degli Studi Dannunziani, Fiera della Microeditoria. Con il patrocinio di ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
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