venerdì 15 maggio 2026

La storia del cinema in 100 sequenze

 

La storia del cinema in cento sequenze


Cristian Micheletti debutta in libreria

con un viaggio tra le scene che hanno segnato lo schermo.

 


 

Spesso il legame profondo con il grande schermo non nasce dall'intera durata di una pellicola, ma dalla forza di un singolo frammento capace di imprimersi nella memoria. Partendo dal desiderio di decifrare cosa renda un'immagine persistente nel tempo, Cristian Micheletti – già punto di riferimento per il racconto cinematografico sui canali social con il suo "The next line" – approda nelle librerie dal 15 maggio con il volume "100 scene cult che ti faranno amare il cinema", edito da Burno.


L'opera non si presenta come una mera graduatoria di eccellenze, bensì come un itinerario ragionato attraverso un secolo di evoluzione visiva. Micheletti accompagna il lettore in un'esplorazione che intreccia generi e linguaggi diversi, spaziando dai passaggi più celebrati a piccoli frammenti meno noti che hanno comunque saputo deviare il corso della percezione spettatoriale. È un viaggio nel cuore pulsante della settima arte, dove l'analisi tecnica si fonde con la riflessione culturale e l'emozione personale, offrendo nuovi strumenti per guardare ciò che scorre sullo schermo.


Attraverso una narrazione fluida e attenta, l'autore indaga quell'esatta intuizione o quel guizzo creativo in grado di trasmutare una semplice sequenza in un riferimento universale. Fotogramma dopo fotogramma, il libro invita a riscoprire le radici del nostro immaginario, spingendo chi legge a farsi sorprendere nuovamente da quella capacità propria del cinema di parlare di noi e del nostro mondo. Queste pagine rappresentano un invito aperto a osservare la realtà attraverso la lente della bellezza e dell'idea, celebrando il potere eterno della narrazione per immagini.

SMART WORKING | La commedia di Svevo Moltrasio, con Maccio Capatonda, Sara Lazzaro e Maurizio Nichetti dal 4 giugno al cinema

 

IDEACINEMA, ITALIAN INTERNATIONAL FILM e VISION DISTRIBUTION
presentano

LA NUOVA COMMEDIA DI SVEVO MOLTRASIO CON MACCIO CAPATONDA, SARA LAZZARO E MAURIZIO NICHETTI AL CINEMA DAL 4 GIUGNO CON VISION DISTRIBUTION

Il cast sarà protagonista di una serata speciale al Milano Film Fest dedicata al film, giovedì 4 giugno alle 21.30 al Cinema Anteo

Guarda il trailer: QUI
 

 Arriva il 4 giugno al cinema Smart Working, il nuovo film scritto e diretto da Svevo Moltrasio, distribuito da Vision Distribution. Una commedia contemporanea e surreale che racconta, con ironia e spirito il caos nascosto dietro il lavoro da remoto, trasformando una tranquilla casa borghese nel teatro di un’invasione tragicomica fatta di colleghi ingestibili e disastri quotidiani. Nel cast del film Maccio Capatonda e Sara Lazzaro, affiancati da Alessandro Tiberi, Giulia Bolatti e Svevo Moltrasio, con la partecipazione straordinaria di Maurizio Nichetti.

Smart Working è una produzione Ideacinema, Italian International Film e Vision Distribution, in collaborazione con Rai Cinema e in collaborazione con SKY ed è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni.
Giovedì 4 giugno alle 21.30 presso il Cinema Anteo, il cast sarà protagonista di una serata speciale al Milano Film Fest.

Al centro della storia c’è Giuliano, convinto che lo smart working abbia finalmente migliorato la sua vita: meno stress, più tempo libero, una famiglia serena e la possibilità di costruire un futuro migliore insieme alla moglie Laura, aspirante scrittrice in attesa del loro secondo figlio. Ma quando l’azienda minaccia di eliminare il lavoro da remoto a causa della scarsa produttività dei dipendenti, Giuliano decide di intervenire personalmente per aiutare i colleghi a “lavorare meglio”. Una scelta che porterà però tutti loro — uno dopo l’altro — a trasferirsi direttamente a casa sua, trascinando la famiglia in una spirale di situazioni assurde, convivenze impossibili e follia crescente.

Con Smart Working, Svevo Moltrasio firma una commedia che osserva da vicino le trasformazioni sociali e culturali degli ultimi anni, raccontando il conflitto tra mondi incapaci di comunicare davvero: quello della borghesia intellettuale e quello più istintivo e popolare dei colleghi protagonisti del film. Girato a Torino, il film alterna una prima parte sofisticata e quasi alleniana a una progressiva deriva corale e caotica, dove gli spazi si restringono e la comicità si fa sempre più fisica e imprevedibile.

Ministero della cultura - Opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo; realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 - "bando Piemonte Film TV Fund" unitamente al supporto di Film Commission Torino Piemonte; e con il patrocinio del Comune di Torino. Smart working è un Green Film.

BAARIA FILM FESTIVAL - SECONDA EDIZIONE DAL 22 AL 27 GIUGNO 2026 - Il primo festival italiano interamente dedicato al cinema insulare con lungometraggi e corti

 

Baarìa Film Festival

II edizione | Bagheria | 22-27 giugno 2026

 

Dal 22 al 27 giugno 2026, torna il Baarìa Film Festival (BAAFF). Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione. Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi Maree e a cortometraggi Approdi, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Al BAAFF le isole diventano – attraverso il cinema - un avamposto narrativo di osservazione sul contemporaneo. Micro universi culturali, luoghi di partenza da cui costruire nuovi inizi, spazio di possibilità, utopie, racconti e trasformazioni. È in questa prospettiva che il Baarìa Film Festival costruisce la propria identità, proponendosi come luogo di incontro tra storie, linguaggi e visioni provenienti da differenti contesti insulari.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare. Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità. La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.

 

LE GIURIE | BAAFF 2026

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana, a testimonianza dell’attenzione del festival verso una varietà di linguaggi e sguardi, e da una giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori bagheresi, a sottolineare il dialogo tra professionisti e nuove generazioni. A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà CLAUDIA GERINI, attrice e regista, protagonista di una carriera ricca e trasversale tra autorialità e grande pubblico.  Con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: MIMMO CALOPRESTI, regista e sceneggiatore, maestro del cinema verità, DINO ABBRESCIA, attore tra i più amati del cinema e della televisione e MARIA VERA RATTI, tra le interpreti più interessanti ed eleganti delle nuove generazioni. Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di SUSY LAUDE, attrice, regista e autrice creativa e versatile, il PROF. FRANCESCO LO PIPARO, raffinato linguista e filosofo, l'attore bagherese ORIO SCADUTO, protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival, e FRANCESCA LA MANTIA, autrice e documentarista impegnata nei temi civili e nella trasmissione della memoria.

 

ANTEPRIME ITALIANE BAAFF | anticipazioni

In MAREE - Concorso Internazionale Lungometraggi due le anteprime nazionali:

 

BLUE HERON di Sophy Romvari

Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno. Acclamato dalla critica e dai festival, il debutto della regista canadese-ungherese Sophy Romvari ha beneficiato di un forte passaparola, che lo ha reso uno dei titoli più apprezzati da critica e pubblico. Blue Heron è un dramma semi-autobiografico che esplora le difficoltà di una famiglia ungherese-canadese alla fine degli anni ’90, dopo il trasferimento sull’isola di Vancouver. Raccontato dal punto di vista della figlia più giovane, Sasha, il film cattura una crisi familiare silenziosa e carica di tensione, incentrata sul comportamento pericoloso e sulle difficoltà legate alla salute mentale del fratello maggiore, Jeremy. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari Romvari fa ricorso al potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria".

Sinossi | Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è però interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.

KIDNAPPING INC. di Bruno Mourral

L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti. La storia segue due criminali maldestri che, alle prese con quello che sembra un semplice rapimento, finiscono loro malgrado al centro di un complotto politico. Mourral ha dichiarato che “Kidnapping Inc.” è un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da rapimenti, violenza delle gang e corruzione. «È un processo di resilienza», ha affermato. «Quando c’è così tanta oscurità, è un modo per riuscire a intravedere un po’ di luce».

Sinossi | l figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena stato rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati — e fanatici di calcio — che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente il loro ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.

 

BAAFF | IL MANIFESTO ovvero il Senso dell’insularità

Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.

 

BAAFF | I LUOGHI

La rassegna prevede proiezioni pomeridiane in sala e suggestive serate all’aperto, ospitate in una delle spettacolari ville nobiliari della città. Attorno al nucleo centrale delle proiezioni, il festival animerà diversi luoghi di Bagheria con un ricco programma di eventi collaterali: incontri con gli autori, masterclass, dibattiti e momenti di approfondimento.

VILLA CATTOLICA  - proiezioni serali all'aperto | La villa settecentesca, gioiello del barocco, ospita il Museo Renato Guttuso, dedicato al celebre pittore siciliano, che nel 1973 donò i suoi capolavori alla sua città natale.

PALAZZO BUTERA - masterclass e incontri mattutini | Capolavoro del barocco siciliano, simbolo della nobiltà isolana, è uno degli edifici più antichi della città ed oggi è sede del Comune di Bagheria.

VILLA RAMACCA - Gala inaugurale | Ai piedi di Monte Catalfano e rivolta verso il mare, una magnifica residenza settecentesca nota anche per il suo giardino ricco di piante esotiche.

CINEMA CAPITOL - proiezioni pomeridiane | Storica sala bagherese, nata negli anni ’50, completamente rinnovata, è un punto di incontro per gli amanti del cinema.

 

BAAFF | FORMAZIONE E COLLABORAZIONI

Anche quest'anno il Centro Sperimentale di Cinematografia sarà al fianco del Festival. La sezione siciliana del CSC, sotto la direzione artistica di COSTANZA QUATRIGLIO, presenterà una selezione fuori concorso di cortometraggi realizzati dai suoi studenti;

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall'Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria.

 

Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi.


Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Villa Ramacca

CHIESI ITALIA AL FIANCO DI CIAK SI CREA – TRAME DI PERIFERIA: PREMIATA LA CREATIVITÀ CINEMATOGRAFICA DI OLTRE 1.500 STUDENTI SUL TEMA "ARIA PULITA

 

CHIESI ITALIA AL FIANCO DI "CIAK SI CREA – TRAME DI PERIFERIA": PREMIATA LA CREATIVITÀ CINEMATOGRAFICA DI OLTRE 1.500 STUDENTI SUL TEMA "ARIA PULITA"

Appuntamento il 15 maggio presso l'Auditorium della Scuola Regina Mundi di Milano, nel quartiere Corvetto, con la manifestazione "Che aria tira… Trame di periferia ".

In programma la proiezione dei cortometraggi realizzati dagli studenti di tre Istituti Comprensivi di Milano, Martina Franca e Modica e la premiazione dei vincitori.


Milano, 15 maggio 2026. Chiesi Italia sostiene il progetto Ciak Si Crea – Trame di Periferia, seconda edizione dell’iniziativa dedicata alle scuole, che valorizza l’uso consapevole del linguaggio audiovisivo come strumento di partecipazione, inclusione e valorizzazione dei contesti territoriali - promossa e ideata da 3 Elle ETS, fondata dall’attrice Sarah Maestri e attiva da anni in progetti educativi e culturali a impatto sociale.

Il progetto coinvolge oltre 1.500 studenti tra Milano, Modica e Martina Franca e si chiude oggi con la manifestazione "Che aria tira…Trame di periferia" presso l'Auditorium della Scuola Regina Mundi di Milano, nel quartiere Corvetto, alla presenza di Susanna Mantovani, Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza del Comune di Milano e Alessandro Verri, consigliere del Comune di Milano.

Durante l’evento, culmine di un percorso educativo e culturale che ha dato voce a migliaia di giovani attraverso il linguaggio cinematografico, sono stati presentati i tre cortometraggi realizzati dagli studenti ed è stata annunciata l’opera vincitrice. I corti sono stati prodotti dagli studenti della Scuola Regina Mundi del quartiere Corvetto di Milano (Lombardia), dell’Istituto Comprensivo Statale Raffaele Poidomani di Modica (Sicilia) e dell’Istituto Comprensivo Statale Aosta Marconi di Martina Franca (Puglia). Spazio anche alla scoperta del Sentiero del Respiro, il percorso naturalistico-educazionale nel cuore delle Dolomiti bellunesi promosso da Chiesi Italia, con la proiezione di un suggestivo video dedicato al progetto.

Ciak Si Crea – Trame di Periferia, iniziativa realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM, con il contributo incondizionante di Chiesi Italia S.p.A., ha coinvolto 3 istituti comprensivi sviluppati complessivamente in 10 plessi scolastici, in tre territori simbolo delle periferie italiane. A guidare l'iniziativa, un team composto da formatori e docenti, che ha affiancato gli studenti (dai 5 ai 13 anni) in un viaggio formativo e creativo attraverso il potere espressivo del cinema.

Il progetto pone al centro l'importanza dell'aria pulita, la sostenibilità ambientale e la salute respiratoria, raccontati direttamente dai ragazzi attraverso la creazione di tre cortometraggi originali. Un viaggio da Nord a Sud alla scoperta delle diverse interpretazioni delle giovani generazioni sul tema della qualità dell'aria e sul suo collegamento con il benessere del proprio territorio e della società. Il cinema diventa così strumento per dare voce, creare legami e rendere visibile il futuro: ogni cortometraggio è l'espressione autentica delle emozioni dei ragazzi, nata dall'unicità dell'esperienza collettiva del lavoro di gruppo.

L’obiettivo è sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza della qualità dell’aria e, più in generale, del rapporto tra ambiente e salute. Un messaggio tanto più urgente se si considerano i dati: le malattie respiratorie croniche rappresentano la terza causa di morte in Italia, con una stima di oltre 50.000 decessi l'anno e costi diretti e indiretti pari a 45,7 miliardi di euro. Numeri in crescita, non solo per l'invecchiamento della popolazione, ma anche per gli effetti della pandemia da Covid-19. Il progetto offre opportunità soprattutto ai ragazzi che vivono in situazioni economiche o sociali svantaggiate, rendendoli parte attiva e non semplici spettatori, e dando vita a uno spirito critico per formare nuovi cittadini protagonisti del proprio destino e del proprio territorio.

Il percorso formativo, sviluppato nell’anno scolastico 2025/2026 con oltre 200 ore di attività, ha coinvolto tutte le fasce scolastiche nei tre territori. Dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di primo grado, il lavoro ha spaziato dal linguaggio visivo ai mestieri del cinema. Le proiezioni guidate hanno accompagnato i ragazzi verso una lettura più consapevole delle immagini, fino ai laboratori di filmmaking. Da qui sono nati i cortometraggi finali, dedicati alla qualità dell’aria, all’ambiente, alla comunità e al territorio, con attenzione anche alle disuguaglianze.

Ciak Si Crea – Trame di Periferia è in linea con gli obiettivi di Chiesi Italia, azienda biofarmaceutica con lo status giuridico di Società Benefit e certificata B CorpTM, che si impegna a esercitare un impatto positivo sull'ambiente e sulla società, sostenendo iniziative che generano valore condiviso nelle comunità in cui opera.

«Siamo orgogliosi di supportare anche questa seconda edizione di Trame di Periferia, che affronta con approccio creativo e coinvolgente temi a noi molto cari come la qualità dell'aria, la salute respiratoria e la sostenibilità ambientale - dichiara Raffaello Innocenti, CEO & Managing Director di Chiesi Italia –. In qualità di Società Benefit e azienda certificata B Corp, crediamo fortemente nel valore della sensibilizzazione e della formazione delle giovani generazioni, affinché diventino cittadini consapevoli e protagonisti del cambiamento futuro. Questo progetto è perfettamente in linea con il nostro impegno, che si traduce in iniziative concrete sui temi di salute, ambiente ed educazione».

«"Che Aria Tira… Trame di periferia" è il momento celebrativo di Ciak si Crea, un progetto che ho ideato per ascoltare davvero i ragazzi e offrire loro uno spazio autentico di espressione. Per noi di 3 Elle l'educazione è il cuore: crediamo nel cinema come strumento capace di generare consapevolezza, senso critico e partecipazione. I cortometraggi realizzati nei territori raccontano storie vere che, attraverso il tema dell'aria pulita – intesa come benessere per tutti – restituiscono uno sguardo vivo e contemporaneo», commenta Sarah Maestri, Presidente e Fondatrice di 3 Elle ETS.

“Gli scambi e i linguaggi espressivi sono grandi opportunità per sollecitare ragazzi e ragazze a osservare il mondo che li circonda, a formare le proprie opinioni e ad agire in modo costruttivo e a lavorare insieme per migliorare il futuro di tutti", sottolinea Susanna Mantovani, Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Milano.

“Coinvolgere i giovani attraverso strumenti creativi e linguaggi vicini alla loro sensibilità significa renderli protagonisti attivi del futuro delle nostre comunità specie per chi cresce nelle periferie e che spesso viene dimenticato dalle istituzioni - dichiara Alessandro Verri, Consigliere comunale del Comune di Milano -. La creatività e il lavoro di gruppo rappresentano strumenti straordinari per trasmettere valori importanti come il rispetto dell’ambiente, la prevenzione e la tutela della salute. Progetti come questo hanno il merito di avvicinare ragazzi e territorio, stimolando partecipazione, consapevolezza e senso di appartenenza. Educare le nuove generazioni alla cura del bene comune significa investire concretamente nel futuro della nostra città e del nostro Paese”.

Mostra DALLA TESTA AI PIEDI Il corpo nella Collezione Würth dal 18 maggio 2026 all'11 settembre 2027 Art Forum Würth Capena

 

Art Forum Würth Capena

Dalla testa ai piedi

Il corpo nella Collezione Würth

 

18.05.2026 – 11.09.2027

In occasione del suo ventesimo anniversario, l’Art Forum Würth Capena presenta, dal 18 maggio 2026 all’11 settembre 2027, “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario. A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.

Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.

Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.

L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio.

 

Art Forum Würth Capena

Viale della Buona Fortuna, 2

00060 Capena (Rm)

www.artforumwuerth.it

 

Tutte le attività dell'Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl.

 

Artisti in mostra:

Magdalena Abakanowicz, Horst Antes, Hans (Jean) Arp, Georg Baselitz, Walter Becker, Fernando Botero, Louise Bourgeois, Günter Brus, Sandro Chia, Francesco Clemente, Giorgio De Chirico, Ugo Dossi, Jan Fabre, Rainer Fetting, Katsura Funakoshi, Antony Gormley, Sabine Hoffmann, Alfred Hrdlicka, Edita Kadirić, Alex Katz, Jürgen Klauke, Andreas Lau, Alberto Magnelli, Harding Meyer, Albert Oehlen, A. R. Penck, Peter Pongratz, Marc Quinn, Arnulf Rainer, Antonio Saura, Kazuo Shiraga, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Lun Tuchnowski, Antoni Tàpies, Andy Warhol, Lambert Maria Wintersberger, Walter Wörn, Klaus Zylla.

 

Ingresso gratuito

 

Orario di apertura al pubblico:

lunedì - venerdì: 10.00 - 17.00

sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi

festivi chiuso

 

Informazioni

Tel. 06/90103800
www.artforumwuerth.it

 

giovedì 14 maggio 2026

La strada, il palazzo, la piazza - L'architettura degli spazi democratici di Jan-Werner Müller


 

EGEA PRESENTA
 
“La strada, il palazzo, la piazza”: come cambiano
i luoghi simbolo della democrazia?
 
Le democrazie si difendono con le leggi, le istituzioni, i diritti. Ma anche con gli spazi. Con la forma di una piazza in cui ci si può riunire, di una strada che permette di sfilare, di un palazzo che rende visibile il potere senza trasformarlo in spettacolo. Il nuovo libro di Jan-Werner Müller.

Milano, maggio 2026 – Un edificio può “portare” la democrazia? La domanda, a prima vista, sembra eccessiva. Eppure è proprio da qui che prende le mosse il nuovo libro di Jan-Werner Müller, politologo di Princeton tra i più autorevoli studiosi della democrazia contemporanea. L’immagine iniziale è quella del Parlamento di Dhaka progettato da Louis Kahn, un edificio che in Bangladesh molti hanno finito per considerare quasi una coscienza collettiva, un simbolo capace di rappresentare la promessa democratica anche nei momenti in cui la politica reale la tradiva. Ma Müller mette subito in guardia da ogni scorciatoia: i problemi politici non hanno soluzioni architettoniche. Gli edifici non garantiscono la democrazia. Possono però rappresentarla, facilitarla, ostacolarla, perfino mentire su di essa. È questa l’idea forte che attraversa “La strada, il palazzo, la piazza – L’architettura degli spazi democratici(Egea, 2026): l’ambiente costruito non è mai neutrale. Riflette rapporti di potere, indirizza i comportamenti, rende alcune persone visibili e altre invisibili, include o esclude, permette certe forme di partecipazione e ne scoraggia altre. Per questo, sostiene Müller, interrogarsi su piazze, palazzi, parlamenti, strade, monumenti e capitali nuove di zecca non significa uscire dalla teoria democratica, ma entrarci da una porta diversa. Forse, oggi, ancora più necessaria.
Il libro si muove tra Washington, Berlino, Il Cairo, Dhaka, Brasilia, Roma, Napoli, senza trascurare gli edifici del ventennio fascista e i grandi progetti urbanistici autoritari del presente. Una delle particolarità del volume è proprio questo sguardo comparato, che mette in relazione democrazie e autocrazie senza limitarsi a contrapporle in astratto. Le autocrazie, osserva Müller, tendono a rendere visibile un ordine politico compatto e definitivo, attraverso spettacoli coreografati intorno al leader, mentre le procedure restano nell’ombra. Le democrazie, al contrario, non possono mai mostrare un “tutto” concluso: nessun simbolo riesce a catturare una volta per tutte il popolo. Possono però rendere visibili le proprie procedure, i propri conflitti, la propria incompiutezza.
Da qui nasce la struttura stessa del libro, costruita attorno a tre spazi fondamentali: la piazza, il palazzo, la strada. La piazza è il luogo dell’assemblea, della prossimità, della compresenza fisica, ma anche delle occupazioni e delle manifestazioni. Müller torna all’agorà greca e al foro romano non per nostalgia antiquaria, ma per mostrare che la democrazia ha sempre avuto bisogno di luoghi in cui i cittadini possano vedersi, ascoltarsi, maturare opinioni, fare esperienza concreta della propria presenza reciproca. Non a caso una delle intuizioni più forti del libro è che non esiste democrazia senza una qualche forma di spazio condiviso in cui la politica possa apparire.
Il palazzo è invece il luogo dell’autorità democratica. Non quello della glorificazione del potere, ma quello in cui il potere deve rendersi riconoscibile, dignitoso, accessibile senza diventare monumento a sé stesso. Qui Müller attraversa il Reichstag con la sua cupola di vetro, il Parlamento scozzese progettato come un campus più che come un edificio monolitico, le “case del popolo” del Novecento e le ambiguità dei grandi edifici governativi che cercano di “sembrare democratici” senza esserlo davvero. La domanda di fondo è sempre la stessa: come costruire luoghi che esprimano la solidità delle procedure democratiche senza irrigidirle in una scenografia autoritaria?
La strada, infine, è il luogo del movimento, dell’incontro casuale, del fluire ma anche del blocco. È forse lo spazio più instabile e più contemporaneo del libro, quello in cui si misura il rapporto tra diritto di riunione, sorveglianza, sicurezza e protesta. Müller insiste sul fatto che le strade e le piazze non siano semplicemente “sfondi” della politica, ma luoghi in cui si avanzano pretese di rappresentanza. Chi scende in strada, chi occupa uno spazio, chi marcia o blocca una via non esercita un potere formale, ma rende visibile una domanda democratica, e lo fa proprio attraverso il corpo, la presenza, il numero, l’ostinazione. Per questo l’erosione del diritto di riunione e la trasformazione degli spazi urbani in ambienti ostili o ipercontrollati non sono temi secondari: toccano il cuore stesso della cittadinanza democratica.
Attenzione, però: Müller non si lascia sedurre né dal determinismo architettonico né da una retorica generica dello “spazio pubblico”. Una piazza aperta, da sola, non crea automaticamente una sfera pubblica; una capitale progettata da zero non diventa democratica solo perché usa vetro, trasparenze o grandi assi simbolici. Gli edifici e gli spazi, suggerisce il libro, possono inviare segnali, suggerire comportamenti, mettere in forma certe idee politiche; ma il loro significato dipende sempre da pratiche, istituzioni, norme, conflitti. È anche per questo che le architetture del potere possono mentire: promettere apertura mentre organizzano distanza, evocare partecipazione mentre limitano l’accesso, parlare il linguaggio della democrazia dentro assetti sostanzialmente autoritari.
In filigrana emerge così una definizione esigente di democrazia. Non semplicemente un regime che si limita a distribuire diritti, ma una forma politica che ha bisogno di spazi in cui il popolo possa comparire senza essere fuso in una massa indistinta, in cui il conflitto sia visibile senza trasformarsi in spettacolo plebiscitario, in cui l’autorità si lasci vedere senza sacralizzarsi. È una riflessione che arriva al presente con forza particolare, in un tempo in cui molte città sembrano scoraggiare la permanenza, molte piazze vengono neutralizzate, e molti palazzi pubblici oscillano tra chiusura securitaria e branding istituzionale.
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L’AUTORE
Jan-Werner Müller è professore di Social Sciences e Politics alla Princeton University, dove ha fondato e dirige il Project in the History of Political Thought. È autore di diversi libri, tra cui Contesting Democracy: Political Ideas in Twentieth Century Europe (2011), Furcht und Freiheit: Für einen anderen Liberalismus (2019) e Democracy Rules (2021). Suoi interventi sono apparsi su London Review of Books, la New York Review of Books, Foreign Affairs, The Guardian, New York Times e Project Syndicate.
DATI TECNICI:
“La strada, il palazzo, la piazza” di Jan-Werner Müller
Egea, 2026  – pp. 204 – € 22,00 – Nelle librerie italiane dall’8 maggio
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ORA IN LIBRERIA // L'amore tra le righe. Educazione sentimentale e letteraria per chi va di fretta, di Rebecca Fierro


 

L’amore tra le righe
Educazione sentimentale e letteraria per chi va di fretta

Il libro di Rebecca Fierro, dal 12 Maggio in libreria

Il libro
Da Platone a Pirandello, da Kafka a Ippolito Nievo, la booktoker Rebecca Fierro scrive un’originale educazione “sentimental-letteraria” attraverso i più bei classici della letteratura. Con voce limpida, ironica e tagliente, L’amore tra le righe ci accompagna in un viaggio sorprendente nei meccanismi nascosti dell’amore, del desiderio e dell’immaginazione. Dai romance del nuovo millennio alla letteratura galante, da Platone a Dostoevskij, Kafka ed Eco, passando per McEwan, Ginzburg, Nabokov e Calvino, l’autrice svela come i modelli culturali che consumiamo oggi – e abbiamo consumato per secoli – giochino un ruolo fondamentale nel farci stabilire cosa è amore e cosa, invece, non lo è. Per farlo, ci invita a tornare alle parole, interrogarle e risalire alle origini dei nostri sentimenti, riconoscere le storie che ci abitano e comprendere, finalmente, che ogni amore nasce anche dalla sua narrazione. Un libro per capire lo sguardo della Generazione Z sull’amore.


Rebecca Fierro sarà presente al SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO
Lunedì 18 maggio, alle ore 15:30 presso il Lingotto - Pad. 4 - Arena Bookstock
Con la Direzione Futura di Mi Prendo il Mondo


L'autrice
Rebecca Fierro, conosciuta sui social come @fiorebecca, è una voce della Generazione Z nata nel 2001 e vive a Gorizia. Dopo la laurea triennale in Lettere presso l’Università di Udine, ha proseguito i suoi studi magistrali in Italianistica nella stessa università. Nel 2023 ha aperto un profilo su TikTok, dove ha iniziato a parlare di relazioni e sentimenti attraverso le grandi opere della letteratura. Da questa idea è nato anche il podcast BSMT Le forme dell’amore. Questo è il suo primo libro.

Pagine: 288
Prezzo: 16,00 €
Editore: Longanesi

NASTRI d'ARGENTO GRANDI SERIE 2026 | TUTTE LE CANDIDATURE

 

Portobello di Marco Bellocchio

è la ‘Serie dell’anno’ 2026

 

Con l’annuncio delle ‘cinquine’ finaliste

domani al via il voto dei Giornalisti Cinematografici per le categorie

Commedia, Crime, Drama, Dramedy e Film Tv

 

La premiazione a Napoli sabato 6 giugno

 

Un evento dei Giornalisti Cinematografici

in collaborazione con la Film Commission Regione Campania

 

 

Roma, 14 maggio 2026Portobello di Marco Bellocchio, protagonista uno straordinario Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, è la ‘Serie dell’anno’ 2026. Lo annunciano i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) insieme alle ‘cinquine’ finaliste nelle tradizionali categorie Commedia, Crime, Drama, Dramedy e Film Tv che saranno votate nei prossimi giorni in vista della serata conclusiva del Premio, il 6 giugno prossimo a Napoli, ancora una volta realizzato in collaborazione con la Film Commission Regione Campania  e con il sostegno del MiC Direzione Generale Cinema e audiovisivo e di partner istituzionali e sponsor privati.

 

Portobello

Presentato fuori concorso alla 82.ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Portobello racconta il clamoroso errore giudiziario di cui fu vittima Enzo Tortora, il giornalista tra i più popolari protagonisti della televisione Rai. Accanto a Fabrizio Gifuni, un cast di eccellenza tra i quali spiccano interpreti come Lino Musella, Barbora Bobulova, Romana Maggiora Vergano e, ancora, tra gli altri, Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Irene Maiorino, Alessandro Preziosi, Gianfranco Gallo, Pier Giorgio Bellocchio e Davide Mancini. La serie, scritta da Marco Bellocchio con Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, ha la fotografia di Francesco Di Giacomo, la scenografia di Andrea Castorina, i costumi di Daria Calvelli, il montaggio di Francesca Calvelli, le musiche di Teho Teardo. Portobello è la prima serie italiana HBO Original prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films e da Simone Gattoni per Kavac Film, con Rai Fiction e The Apartment (società del gruppo Fremantle), disponibile su HBO Max. Portobello sarà premiata a Napoli nella serata conclusiva dei Nastri d’Argento Grandi Serie 2026.

 

Tutte le candidature in attesa dei Premi speciali

Nei prossimi giorni saranno svelati i Premi speciali che si aggiungeranno ai vincitori votati dalla Giuria dei Giornalisti e saranno anche annunciati i nomi delle protagoniste e dei protagonisti più ‘iconici’ dell’anno. Sono intanto venticinque le Serie candidate quest’anno, come sempre selezionate tra i titoli proposti su reti e piattaforme – Hbo Max, Mediaset, Netflix, Paramount+, Prime Video, Rai, Sky, che compongono un panorama sempre più centrale nell’industria audiovisiva italiana in molti casi con un richiamo anche internazionale.

Le Serie finaliste sono, in ordine alfabetico, per la ‘Commedia’ Balene – Amiche per sempre, Call My Agent – Italia (Terza stagione), Il Baracchino, Pesci Piccoli 2 e Sicilia Express. Per il ‘Crime’ concorrono Gomorra – Le origini, Guerrieri – La regola dell’equilibrio, Il Mostro, L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro e Petra (Terza stagione). Nella categoria ‘Drama’ sono in cinquina A testa alta – Il coraggio di una donna, Il Commissario Ricciardi (Terza stagione), Le libere donne, Noi del Rione Sanità e Prima di noi. Tra i titoli ‘Dramedy’, sono in competizione Avvocato Ligas, Cuori (Terza stagione), La Preside, Mrs Playmen e Un Professore (Terza stagione). Infine, per il miglior ‘Film Tv’, si contendono il Nastro d’Argento Franco Battiato. Il lungo viaggio, Il falsario, Qualcosa di Lilla, Scuola di seduzione e Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli.

 

Le attrici e gli attori finalisti

Per il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista sono in ‘cinquina’ Linda Caridi (Prima di noi), Carolina Crescentini (Mrs Playmen), Sabrina Ferilli (A testa alta), Maria Chiara Giannetta (Blanca – Terza stagione) e Maria Vera Ratti (Il Commissario Ricciardi – Terza stagione). Tra gli attori protagonisti concorrono Dario Aita (Franco Battiato. Il lungo viaggio), Luca Argentero (Avvocato Ligas), Alessandro Gassmann (Guerrieri – La regola dell’equilibrio), Matteo Martari (Cuori – Terza stagione) e Carmine Recano (Noi del Rione Sanità).

Sono candidate per la migliore attrice non protagonista Sara Drago (Call My Agent – Italia – Terza stagione), Emanuela Grimalda (Gloria – Il ritorno), Gaia Messerklinger (Le libere donne), Marina Occhionero (Avvocato Ligas) e Benedetta Porcaroli (Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli). Infine, per il migliore attore non protagonista concorrono Andrea Arcangeli (Prima di noi), Fabrizio Biggio (Le libere donne), Corrado Guzzanti (I delitti del BarLume), Valerio Lundini (Gigolò per caso – La sex guru) e Giulio Scarpati (Cuori – Terza stagione).

 

Un Premio che sottolinea la forza produttiva e creativa della serialità italiana

“I Nastri d’Argento Grandi Serie – sottolinea a nome dei Giornalisti Cinematografici Laura Delli Colli, Presidente – consolidano un percorso che ha saputo dare alla serialità italiana una casa riconoscibile, autorevole, capace di guardare ai linguaggi contemporanei senza rinunciare alla qualità. Anche quest’anno i Nastri d’Argento segnalano produzioni dalle ambizioni internazionali ma anche racconti più vicini alla rappresentazione di realtà profondamente radicate sui diversi territori in cui sono ambientate, titoli popolari e talenti molto amati dal pubblico che confermano il valore non solo spettacolare di una produzione eterogenea e senza dubbio anche in grado di contrastare più del cinema le difficoltà in questo momento fortemente critico per i lavoratori del settore”.

 

“Ancora una volta siamo lieti di collaborare con il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici alla realizzazione di questo prestigioso evento che conferma la centralità di Napoli e della Campania nella produzione dell'immaginario italiano” – dichiara Titta Fiore, Presidente della Film Commission Regione Campania. "In questi anni di attività la Film Commission ha affiancato e sostenuto un numero crescente di produzioni che hanno contribuito a fare del nostro territorio una delle capitali dell'audiovisivo, grazie ai tanti talenti creativi, alla bellezza dei luoghi e alle efficaci politiche regionali sull’audiovisivo e l’innovazione digitale messe al centro dei progetti di sviluppo, promozione culturale, turistica e occupazionale”.

 

La selezione

I titoli candidati sono stati scelti tra le serie e i film tv andati in onda dal 1° maggio 2025 al 30 aprile 2026, a cura del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani:

Laura Delli Colli (Presidente), Paolo Sommaruga (Vicepresidente), Fulvia Caprara, Nicole Bianchi e Damiano Panattoni affiancati nel Consiglio Nazionale da Maurizio di Rienzo, Fabio Falzone e Stefania Ulivi, con Susanna Rotunno alla Segreteria organizzativa SNGCI.


 

DI SEGUITO E NELLA SCHEDA IN ALLEGATO AUTORI, REGISTI, PRODUZIONI

E CREDITI DEI TITOLI CANDIDATI



LA ‘SERIE DELL’ANNO’

 

PORTOBELLO (HBO MAX)

Una serie di Marco BELLOCCHIO

 Protagonista Fabrizio GIFUNI

 Scritta da Marco BELLOCCHIO, Stefano BISES, Giordana MARI, Peppe FIORE

Una produzione OUR FILMS (Società del gruppo MEDIAWAN) e KAVAC FILM

in collaborazione con ARTE FRANCE

in collaborazione con RAI FICTION e THE APARTMENT PICTURES (una società del gruppo FREMANTLE)

 

 

LE CANDIDATURE 2026

  

MIGLIOR SERIE ‘COMMEDIA’

 

BALENE – AMICHE PER SEMPRE (RAI)

Regia Alessandro CASALE

Scritta da Fabrizia MIDULLA (head writer), Barbara CAPPI, Grazia GIARDIELLO, Giorgio NERONE

Una coproduzione RAI FICTION – FAST FILM

 

CALL MY AGENT – ITALIA | TERZA STAGIONE (SKY)

Regia Simone SPADA

Scritta da Federico BACCOMO

Sceneggiatura Federico BACCOMO, con Camilla BUIZZA (ep. 2, 5), con Tommaso RENZONI (ep. 4)

Una produzione SKY STUDIOS, PALOMAR (a Mediawan Company)

 

IL BARACCHINO (PRIME VIDEO)

Creata e diretta da Nicolò Cuccì e Salvo Di Paola

Scritta da Matteo Calzolaio, Nicolò Cuccì, Salvo Di Paola, Tommaso Renzoni

e animata da Megadrago

Prodotta da Lucky Red, in collaborazione con Prime Video

e realizzata dallo studio di animazione Megadrago

 

PESCI PICCOLI 2 (PRIME VIDEO)

Ideata da Francesco Ebbasta e Alessandro Grespan

Regia Francesco Ebbasta, Alessandro Grespan, Danilo Carlani, Alessio Dogana

Sceneggiatura Francesco Ebbasta, Alessandro Grespan, Alessandro Bosi, Mary Brugiati

Prodotta da The Jackal e Mad Entertainment in collaborazione con Prime Video

 

SICILIA EXPRESS (NETFLIX)

 Diretta e interpretata da Ficarra & Picone

Scritta da Ficarra & Picone, Fabrizio Cestaro, Nicola Guaglianone, Fabrizio Testini

Prodotta da Tramp Limited

 

 

MIGLIOR SERIE ‘CRIME’

 

GOMORRA – LE ORIGINI (SKY)

Creata da Leonardo FASOLI, Maddalena RAVAGLI e Roberto SAVIANO

Regia Marco D’AMORE (ep. 1-4), Francesco GHIACCIO (ep. 5, 6)

Scritta da Leonardo FASOLI, Maddalena RAVAGLI, Marco D’AMORE

Prodotta da Sky Studios e Cattleya - parte di ITV Studios in collaborazione con BETA FILM

 

GUERRIERI – LA REGOLA DELL’EQUILIBRIO (RAI)

Regia Gianluca Maria TAVARELLI

Sceneggiatura Gianrico CAROFIGLIO, Doriana LEONDEFF, Antonio LEOTTI, Oliviero DEL PAPA

Una coproduzione RAI FICTION – RAI COM – COMBO INTERNATIONAL – BARTLEBYFILM

 

Il MOSTRO (NETFLIX)

Creata da Leonardo Fasoli e Stefano Sollima

Diretta da Stefano Sollima

Una produzione The Apartment (una società del gruppo Fremantle) e AlterEgo

 

L’INVISIBILE – LA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO (RAI)

Una serie di Pietro VALSECCHI

Regia Michele SOAVI

Scritta da Pietro Valsecchi con Salvatore DE MOLA e Luca VENDRUSCOLO

Una produzione Camfilm in collaborazione con Rai Fiction

 

PETRA | TERZA STAGIONE (SKY)

Regia Maria Sole TOGNAZZI

Sceneggiature Giulia CALENDA, Furio ANDREOTTI, Ilaria MACCHIA,

con la collaborazione di Paola CORTELLESI

Una produzione Sky Studios e Cattleya - parte di ITV Studios in collaborazione con BETA FILM


 

MIGLIOR SERIE ‘DRAMA’

 

A TESTA ALTA – IL CORAGGIO DI UNA DONNA (MEDIASET)

Regia Giacomo MARTELLI

Sceneggiature Mizio Curcio, Andrea Nobile, Nicoletta Senzacqua, Paolo MARCHESINI

Una coproduzione RTI – BANIJAY STUDIOS ITALY

 

IL COMMISSARIO RICCIARDI | TERZA STAGIONE (RAI)

Regia Gianpaolo Tescari e con Alessandro SCUDERI (per la terza serata)

Scritta da Maurizio DE GIOVANNI, Salvatore BASILE, Viola RISPOLI, Angelo PETRELLA

 Una coproduzione Rai FictionClemart                    

 

LE LIBERE DONNE (RAI)

Regia Michele SOAVI

Sceneggiatura Peter EXACOUSTOS, Laura NUTI

Una coproduzione Rai FictionEndemol Shine Italy

 

NOI DEL RIONE SANITà (RAI)

Regia Luca MINIERO

Sceneggiature Salvatore BASILE (head writer), Angelo PETRELLA, Benedetta GARGANO

Una coproduzione Rai Fictionmad ENTERTAINMENT – rai com

 

PRIMA DI NOI (RAI)

Una serie di Giulia CALENDA, Daniele LUCHETTI, Valia SANTELLA

Regia Daniele Luchetti

Scritta da Giulia CALENDA, Valia SANTELLA

Una produzione WIldside (società del gruppo Fremantle)

in collaborazione con RAI Fiction e in associazione con Rai Com

 


MIGLIOR SERIE ‘DRAMEDY’

 

AVVOCATO LIGAS (SKY)

Regia Fabio PALADINI

Scritto da Federico Baccomo, Jean Ludwigg, Leonardo Valenti, Matteo Bozzi,

Camilla Buizza, Francesco Tosco

Una produzione Sky Studios e Fabula Pictures

 

 CUORI | TERZA STAGIONE (RAI)

Regia Riccardo DONNA

Sceneggiature Ilaria CARLINO, Simona COPPINI (head writer), Simona GIORDANO, Anna MITTONE,

Pierpaolo PIRONE, Francesca PRIMAVERA

Una coproduzione RAI FICTION – AURORA TV – RAI COM

 

LA PRESIDE (RAI)

Da un’idea di Luca ZINGARETTI

Regia Luca MINIERO

Sceneggiature Cristiana FARINA, Maurizio CAREDDU

Una produzione BIBI FILM TV – ZOCOTOCO in collaborazione con RAI Fiction

 

MRS PLAYMEN (NETFLIX)

                  Regia Riccardo DONNA  

Sceneggiatura Eleonora CIMPANELLI, Chiara LAUDANI, Sergio LESZCZYNSKI,

Mario RUGGERI (head writer), Alessandro SERMONETA

Una produzione AURORA TV

 

UN PROFESSORE | TERZA STAGIONE (RAI)

Regia Andrea REBUZZI

Sceneggiature Valentina GADDI, Sebastiano MELLONI, Fidel SIGNORILE

Una coproduzione RAI FICTION – BANIJAY STUDIOS ITALY

 

 

MIGLIOR ‘FILM TV’

 

FRANCO BATTIATO. IL LUNGO VIAGGIO (RAI)

Regia Renato DE MARIA

Sceneggiatura Monica RAMETTA

Una coproduzione rai fiction – Casta Diva Pictures

 

IL FALSARIO (NETFLIX)

Regia Stefano LODOVICHI

Sceneggiatura Sandro PETRAGLIA con la collaborazione di Lorenzo BAGNATORI

Una produzione CATTLEYA - parte di ITV Studios

 

QUALCOSA DI LILLA (RAI)

Regia Isabella LEONI

Sceneggiatura Maruska ALBERTAZZI, Fabrizio BETTELLI, Christian BISCEGLIA

Una coproduzione RAI FICTION – MASTER FIVE CINEMATOGRAFICA in associazione con ARMOSIA ITALIA

 

SCUOLA DI SEDUZIONE (PARAMOUNT+)

Regia Carlo VERDONE

Sceneggiatura Carlo VERDONE, Pasquale PLASTINO, Luca MASTROGIOVANNI

Una produzione Luigi e Aurelio DE LAURENTIIS

 

Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli (RAI)

Regia Giuseppe PICCIONI

Sceneggiatura Sandro PETRAGLIA con la collaborazione di Lorenzo BAGNATORI, Eleonora BORDI

Una coproduzione rai fiction – MEMO FILMS



ATTRICE PROTAGONISTA


Linda CARIDI  Prima di noi

Carolina CRESCENTINI  Mrs Playmen

Sabrina FERILLI  A testa alta

Maria Chiara GIANNETTA  Blanca – Terza stagione

Maria Vera RATTI  Il Commissario Ricciardi – Terza stagione

 

ATTORE PROTAGONISTA


Dario AITA  Franco Battiato. Il lungo viaggio

Luca ARGENTERO  Avvocato Ligas

Alessandro GASSMANN  Guerrieri – La regola dell’equilibrio

Matteo MARTARI  Cuori – Terza stagione 

Carmine RECANO  Noi del rione sanità

 

ATTRICE NON PROTAGONISTA 


Sara DRAGO  Call My Agent – Italia –Terza stagione

Emanuela GRIMALDA  Gloria – Il ritorno

Gaia Messerklinger  Le libere donne   

Marina OCCHIONERO  Avvocato Ligas

Benedetta PORCAROLI  Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli

 

 

ATTORE NON PROTAGONISTA

 

Andrea ARCANGELI  Prima di noi

Fabrizio BIGGIO  Le libere donne

Corrado GUZZANTI  I delitti del BarLume  

Valerio LUNDINI  Gigolò per caso – La sex guru

Giulio SCARPATI  Cuori – Terza stagione

 

 


I NASTRI d’ARGENTO GRANDI SERIE

sono un progetto speciale dei Nastri d’Argento

in collaborazione con Film Commission Regione Campania

 

 

Premio di interesse culturale nazionale, i NASTRI d’ARGENTO celebrano nel 2026 l’80ª edizione per il cinema

e la sesta dedicata alle Grandi Serie, riconoscimento che ne ha ulteriormente consolidato il valore.

I Nastri d’Argento sono realizzati dal SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani

con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura, Direzione Generale Cinema e audiovisivo

e con il supporto di partner istituzionali e sponsor privati