lunedì 22 giugno 2026

Vois e Storielibere insieme per la distribuzione dei podcast

 

VOIS E STORIELIBERE INSIEME PER LA DISTRIBUZIONE DEI PODCAST 

Milano, 22 giugno 2026 – Storielibere sigla un accordo con Vois affidandole la distribuzione dei propri contenuti audio.

Vois, media-tech company che crea, distribuisce e valorizza podcast e video podcast, e Storielibere, casa editrice di podcast del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, uniscono le forze per continuare a investire sul panorama del digital audio italiano. Storielibere affida a Vois la distribuzione dei propri contenuti, con l'obiettivo di offrire agli ascoltatori italiani una produzione audio profonda e di valore.

«Siamo stati precursori insieme in questo percorso e consideriamo Storielibere una delle gemme del mercato podcast, che ha sempre continuato a creare contenuti di valore e di grande impatto» dichiara Francesco Tassi, CEO di Vois.

«Ammiriamo da sempre la capacità e l’iniziativa di Vois nel mercato del podcast italiano. Ci incontriamo avendo avuto percorsi differenti. Storielibere opera da sempre con un approccio editoriale tradizionale applicato al nuovo media; Vois come media digital company nativa con competenze distintive in area digitale. Mettere insieme queste esperienze, questi saperi sono sicuro darà ottimi frutti nel futuro» commenta Gianluca Mazzitelli, Amministratore Delegato di Storielibere.

Con questo accordo i contenuti di Storielibere entrano nella rete di distribuzione e monetizzazione di Vois, che garantisce a podcast e creator una importante capacità di diffusione multipiattaforma, vendita pubblicitaria e accelerazione editoriale. Questa collaborazione ha come obiettivo quello di mettere a fattor comune la qualità narrativa di Storielibere, rafforzata dall’appartenenza al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, e la struttura media-tech di Vois, con lo scopo comune di far crescere il valore dei podcast nel mercato italiano.

«Crediamo che il racconto audio sia uno dei linguaggi più potenti per costruire un legame autentico con il pubblico, ed è esattamente la missione di Vois: trasformare grandi storie in media brand capaci di crescere e durare nel tempo. Sono quindi molto felice di annunciare questa collaborazione e sono certo che continueremo insieme a elevare il podcast per il mercato italiano», conclude Francesco Tassi, CEO di Vois.


Storielibere è un editore di podcast di narrazione, divulgazione e intrattenimento, fondato nel 2018 e oggi parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS). Sviluppa l'intera filiera del podcast, dallo scouting delle storie alla scrittura, dal sound design alla produzione, fino alla distribuzione e alla promozione, con una library di oltre 100 serie originali, 3400 episodi e 30 milioni di download raggiunti. Tra i titoli più noti: Morgana di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri, Love bombing di Roberta Lippi, Copertina di Matteo B. Bianchi, Tg Luna di Alessandro Luna e Bestiario politico di Gianluca Briguglia.

Vois è un gruppo media-tech italiano che trasforma i podcast in media brand scalabili. Fondato nel 2019, opera con un modello proprietario di scouting, accelerazione e venture building applicato ai contenuti audio e video. Del gruppo fa parte Storie di Brand, uno dei podcast di business più ascoltati e visti in Italia. Il network conta 120 podcast attivi, oltre 8 milioni di ascolti e visualizzazioni al mese e 1,5 milioni di subscriber complessivi, distribuiti su cinque verticali editoriali. Tra i titoli più noti figurano Il Banchiere di Dio, Tresessanta di Virginia Gambardella, Vita Futura con Giorgia Surina, Pelle a Pelle con Alessia Montalboddi e Chiacchiere da Box con Marco Melandri e Davide Valsecchi.

Galleria d’Arte Moderna, venticinque nuove opere arricchiscono la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025 | Dal 24 giugno 2026

 

Galleria d’Arte Moderna,
venticinque nuove opere arricchiscono la mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025

Dal 24 giugno si rinnova l’allestimento dell’esposizione

che celebra il centenario del museo

Roma, 22 giugno 2026 – A partire dal 24 giugno si rinnova il percorso espositivo della mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025, in corso fino all’11 ottobre 2026 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’allestimento si arricchisce di una nuova selezione di venticinque dipinti e sculture, che in parte vanno a sostituire i lavori già esposti e in parte costituiscono vere e proprie aggiunte, nell’ottica di far scoprire la ricchezza dei depositi del museo aprendo nuove prospettive su una storia complessa e affascinante. Alle opere già esposte – di artisti come Balla, Casorati e Sironi – si affiancano così altri grandi nomi della storia dell’arte, quali De Nittis, Mafai e Severini, e figure meno note ma centrali per l’evoluzione della collezione.

 

Attraverso oltre 120 opere, la mostra ripercorre le tappe principali che hanno scandito la storia della Galleria capitolina e della sua collezione, profondamente legata alle politiche culturali dell’amministrazione comunale grazie a una lungimirante attività di acquisizioni che dalla fine del XIX secolo continua fino ai giorni nostri. Curata da Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli con Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti, l’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

 

La prima sezione, dedicata alle prime acquisizioni, alla nascita delle avanguardie e al ruolo delle Quadriennali, si arricchisce di alcuni dipinti entrati nelle collezioni comunali tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, come quelli di Giuseppe De Nittis (Paesaggio invernale, 1867-74), Alessandro Pigna (Frigidarium, 1882) e Augusto Bompiani (Figura pompeiana, 1901). Trovano spazio anche lavori acquisiti in occasione delle Biennali romane – come L’angelo dei crisantemi di Giuseppe Carosi (1921) – e delle Quadriennali, tra cui la scultura Ragazzo che si tuffa di Lorenzo Lorenzetti (1930-31) proveniente dalla prima Quadriennale, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini (1934) e L’angelo rapitore di Gino Severini (1933-35), entrambe esposte nell’edizione del 1935. Nella stessa sezione si potranno inoltre scoprire opere poco note, come quattro ceramiche dipinte di Nandù, in dialogo con i capolavori del Secondo Futurismo.

 

La seconda sezione racconta il periodo che va dalla soppressione della Galleria nel 1938 fino alla sua riapertura all’interno della nuova sede del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Qui il pubblico troverà alcune opere degli anni Trenta che mostrano orientamenti artistici differenti, dalla Demolizione di via Giulia di Mario Mafai (1936) ai dipinti di Umberto Bottazzi (Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930) e Nino Caffè (Famiglia del circo, 1938-39). Oltre alla scultura Madonna di Ada Salvadori (1955), il nuovo allestimento darà l’opportunità di vedere due opere mai esposte alla Galleria d’Arte Moderna: il paesaggio Agitazione (1916) di Onorato Carlandi e l’encausto Cantiere con figure (1925-1940) di Maria Immacolata Zaffuto.

 

Incentrata sul periodo che va dalla riapertura della Galleria nel 1963 a Palazzo delle Esposizioni fino ai nostri giorni, la terza sezione accoglierà testimonianze di diversi momenti del Novecento: dai paesaggi di Pompeo Fabri (Villa Borghese, 1915, e Sul Monte Parioli, 1919), tra i fondatori a inizio secolo dei XXV della Campagna Romana, a Marina di Pippo Rizzo (1930-34), fino a superare la metà del secolo con la scultura Acrobate di Nicola Rubino (1950-57) e i dipinti astratti di Luigi Montanarini (Pittura astratta, 1955-57) e Primo Conti (La donna del mare, 1969). In questo spazio sarà inoltre possibile scoprire il poco noto movimento dei “tavolettisti”, rappresentato dai dipinti di Maria Cortini Viviani (Domenica, 1960-63) e Arrigo Taggi (Villa Borghese, 1955-60).

 

Tornano invece a essere conservate nei depositi le opere di Giulio Aristide Sartorio (Veduta di ninfa, 1890), Onorato Carlandi (Monte Mario, 1900-02), Adolfo De Carolis (Donna con fiori, 1910), Pompeo Fabri (Terme di Caracalla, 1916), Ferruccio Ferrazzi (Frammento di composizione, 1920), Carlo Socrate (Il tacchino, 1923), Gino Severini (Composizione, 1933), Emanuele Cavalli (Bagnante, 1933-34), Giorgio de Chirico (Combattimento di gladiatori, 1933-34), Carlo Carrà (Partita di calcio, 1934), Luigi Trifoglio (Natura morta, 1934-35), Manzù (Ritratto di Ada De Micheli, 1940), Nicola Rubino (Nudo di donna, 1950-58), Marcello Avenali (Periferia, 1951) e Emilio Greco (Sibilla, 1951).

 

Esce per la Cam Jazz Freedom Trail con la Luxembourg Philharmonic diretta da Vince Mendoza - special guest Joshua Redman

 

Michel Reis, Marc Demuth e Paul Wiltgen
Freedom Trail

 

con la Luxembourg Philharmonic
diretta da Vince Mendoza
special guest Joshua Redman

 

in uscita il 19 giugno 2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz 

 

 

Si chiama Freedom Trail l'album del trio lussemburghese Reis, Demuth e Wiltgen, in uscita il 19 giugno2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz, e realizzato insieme alla Luxembourg Philharmonic, diretta da Vince Mendoza, con ospite Joshua Redman.

 

Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen, insieme come trio sin dagli anni del liceo, sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Con quattro album alle spalle, il gruppo ha intrapreso negli anni numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali. L'incontro con Joshua Redman nel 2014 ha dato poi il via a una lunga collaborazione che ha trovato in questo quinto album la sua realizzazione più compiuta.

 

Al centro di Freedom Trail vi è una rilettura su larga scala del repertorio originale del trio, reinventato per orchestra sinfonica. La musica originale del trio, caratterizzata da profondità lirica, complessa ritmica e forte tensione narrativa, viene ampliata in una ricca dimensione orchestrale, attraverso nuovi arrangiamenti firmati dal pianista Michel Reis e dal compositore e direttore d'orchestra Vince Mendoza, vincitore di setteGrammy Awards.

 

"A tratti riflessivo e sensuale. Un ascolto essenziale della modernità" Così il celebre scrittore e critico musicale Brian Morton descrive l'album nelle note di copertina.

 

Con il trio come nucleo centrale, affiancato dalla Luxembourg Philharmonic, questa registrazione rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di Reis, Demuth e Wiltgen, unendo il suono intimo del trio alla vasta tavolozza sonora dell'orchestra sinfonica. Il risultato è un lavoro che si muove con naturalezza,tra intimità respiro sinfonico, pur rimanendo profondamente radicato nell'identità musicale distintiva del gruppo.

 

In tre brani compare come ospite il sassofonista di fama internazionale Joshua Redman, che aggiunge un ulteriore e affascinante livello al progetto. Redman incontrò per la prima volta il trio Reis, Demuth e Wiltgen nel 2014 al Festival Charlie Free in Francia, entrando immediatamente in sintonia con la loro musica. Nel corso degli anni ha eseguito diverse loro composizioni con i propri gruppi; inoltre, con Reis, Demuth e Wiltgen ha collaborato più volte dal vivo, inclusa una tournée europea in quartetto nel 2018.

 

La registrazione di Freedom Trail nasce da una performance dal vivo in Lussemburgo che ha riunito il trio, Vince Mendoza, Joshua Redman e la Luxembourg Philharmonic nell'esecuzione orchestrale della musica del trio. Più volte rimandato a causa della pandemia, il progetto è stato infine registrato nel luglio 2022.

 

 

A fine musical trio is always more than the sum of its individual parts, and over two decades the grouping of pianist Michel Reis, bassist Paul Wiltgen and drummer Marc Demuth has developed a distinctive character that hasn't simply yielded a number of fine recordings but has helped to set Luxembourgish jazz on the international map. Now, working with an orchestra conducted by Vince Mendoza - who also penned some of the arrangements - and with guest saxophonist Joshua Redman, they have delivered Freedom Trail, a powerful new musical statement that raises the group to a new level of creative ambition. Thoughtful and sensuous by turns, it shows how a group that plays as a whole can address the listener as a whole. Essential modern listening
 - Brian Morton
 
 
Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Hanno fondato il trio Reis Demuth Wiltgen nel 1998, quando erano ancora al liceo, esibendosi regolarmente in Lussemburgo e nelle aree circostanti per alcuni anni.
Il trio si è riunito nel 2011 con l'intento di mettere a frutto le esperienze maturate dei singoli musicisti e dare vita a un nuovo repertorio originale. Il loro primo album omonimo è stato pubblicato dall'etichetta Laborie Jazz ottenendo un ampio consenso dalla critica. Da allora, il gruppo ha intrapreso numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali in Europa, Asia, Nord America e Sud America e Africa occidentale.
Il secondo album della band, Places In Between, è stato registrato a New York ed è stato pubblicato nel 2016 da Double Moon Records. Il trio è attualmente sotto contratto con l'etichetta italiana Cam Jazz, per la quale ha inciso due album: Once In A Blue Moon (2018) e SLY.

 

FORMAZIONE
Luxembourg Philharmonic
Vince Mendoza, direttore d'orchestra
Michel Reis, piano
Marc Demuth, basso
Paul Wiltgen, batteria
feat. Joshua Redman, sassofono

 

TRACKLIST
Freedom Trail                         9:30 - feat. Joshua Redman - (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
Never seen again                  5:09 - (comp. M. Rrei/arr. V. Mendoza)
Cross Country                         9:49 - feat. Joshua Redman - (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
Catherine's Song                   5:00 - feat. Joshua Redman - (comp./arr. M. Reis)
Viral                                            5:52 - (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
Home is Nearby                     3:54 - (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
Dante                                         6:07 - (comp. M. Demuth/arr. V. Mendoza)
Where the Heart Beats       6:17 - (comp./arr. M. Reis)

 

[Tempo di riproduzione, circa: 51:00]
Tutte le tracce © KEPACH Music S.r.l. eccetto la traccia #3, 8 Edition Double Moon |  2026 KEPACH Music S.r.l. Under License by CAM CINE TV MUSIC, Inc. | Prodotto da Reis Demuth Wiltgen; Direttore esecutivo: Ermanno Basso 
Co-Produttore: Brian Seeger; Registrato a luglio 2022 alla Philharmonie Luxembourg da Tijmen Zinkhaan & Werner Pensaert Assistente Ingegnere: Marko Schneider; Mixato in Huizen, Netherlands a Luglio 2025 da Tijmen Zinkhaan
Masterizzato da Nathan James al Vault Mastering Studios, Phoenix, Arizona, USAFoto di copertina © Marlene Soares

Ischia Film Festival 2026 | I cortometraggi in gara

 

LONTANO DA CASA, VICINO A NOI:

I CORTOMETRAGGI IN GARA ALL’ISCHIA FILM FESTIVAL 2026

Dal Canada allo Zimbabwe: la rosa dei corti che concorrono alla 24ª edizione diretta da Michelangelo Messina

Napoli, 19 giugno 2026Hanno passaporti diversi e durano pochi minuti, eppure dicono molto più di quanto la loro misura lasci supporre. Sono i dodici cortometraggi ammessi al concorso della 24ª edizione dell’Ischia Film Festival, ospitata al Castello Aragonese dal 27 giugno al 4 luglio 2026 con Michelangelo Messina alla direzione. Le bandiere in campo sono nove — Canada, Cina, Croazia, Cuba, Francia, Iran, Italia, Turchia, Zimbabwe — e ciascuna porta sull’isola un modo proprio di mettere a fuoco le cose, che il pubblico potrà percorrere come si percorre un itinerario fatto di soste molto diverse tra loro.

Ad aprire idealmente questo percorso è Rise di Jessica J. Rowlands, dopo il passaggio al Tribeca: il film segue un bambino cresciuto in una discarica dello Zimbabwe e deciso a non scomparire agli occhi del mondo. Il suo incontro con un appartato maestro di pugilato trasforma l’allenamento in una possibilità di presenza, riscatto e riconoscimento: imparare a tirare di boxe diventa, per lui, l’unico modo di farsi vedere da una realtà che lo ha scartato.

La delegazione italiana attraversa invece territori più intimi, lavorando sui dettagli, sulle soglie e su ciò che resta inespresso. ’ENNA di Emanuele Prestileo prende forma in un ecovillaggio sardo sospeso sopra il mare, dove un giovane e suo nonno — depositario di un’arte antica, la tessitura del bisso, la seta che viene dall’acqua — si scontrano in una notte che segnerà per entrambi un punto di non ritorno. Tutt’altro ritmo in Mambo Kids di Emanuele Tresca, che segue due amici a caccia degli ultimi misteri della propria città in una sera che lentamente si spegne. C’è infine Comet in Coma, unica opera animata in concorso, diretta da Carlo Puoti, Camillo Sancisi e Margherita Piazza: tra le rovine lasciate dalla guerra fra Russia e Ucraina, un soldato che ha messo giù il fucile solleva lo sguardo e si riprende il cielo stellato.

La stessa linea di confine riaffiora, vista di sbieco, in The Something di Silvio Cuomo, in anteprima assoluta: un giovane scappato dall’Ucraina muove dalla Romania per recapitare oltre frontiera un pacco di cui non conosce il contenuto. Se lì è il buio del confine a far vacillare ogni certezza, in Sueña Ahora — firmato da Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini tra Italia e Cuba — è il buio del blackout a fare da varco: quando un’interruzione di corrente sprofonda l’isola nel nero, salgono in superficie desideri e visioni che si impastano con i suoni della notte.

Il bisogno scardina le leggi del reale anche in L’algorithme du lait caillé / The Algorithm of Curdled Milk della francese Emilie Janin, dove un allevatore sommerso dai debiti trancia per sbaglio la rete dell’intero paese, mandando in fumo l’occasione agonistica della figlia: una commedia di campagna che vira verso la favola crudele.

Due film agli antipodi per provenienza si ritrovano uniti dalla fatica di accettare una mancanza. In Remember del turco Huseyin Kupeli, un uomo che ha perso i suoi in un incidente si chiude in un mondo immaginato dove i cari devono ancora rientrare, e proprio lì si perde. Rahlo / Shallow Ground del croato Jozo Schmuch, in anteprima italiana, scende a Vukovar, dove una madre riavvolge il tempo e riabbraccia il figlio sparito nella guerra, uguale a com’era partito: una tenerezza che fa male quanto consola.

Altre due opere spingono il piede oltre la soglia del verosimile. Apes del cinese Benny Wang, anch’esso in anteprima assoluta, inchioda un viaggiatore in un borgo remoto del sud-ovest della Cina e da quel disorientamento dischiude un’indagine spiazzante sull’esserci. Zhen dell’iraniana Azam Hasanpour rimane in un villaggio piegato dal fronte, dove le lettere che una donna invia ai soldati si fanno una fiamma capace di ardere anche dopo di lei.

Completa la selezione il canadese Ambush di Yassmina Karajah, in anteprima italiana, che addensa in un’unica notte lo strappo di una città intera: un rave techno irrompe in un rione di Amman e, mentre Jana — sobria da poco — si getta nella calca, dall’alto dei tetti Hasan aspetta un incontro rimandato troppe volte.

Dodici racconti, nove bandiere, una stessa ostinazione: restare accanto alle persone nei luoghi in cui la vita le mette alla prova. Non una mappa in bell’ordine, ma un vociare che, sovrapponendosi, finisce per assomigliare al nostro adesso — ed è in questo stare in ascolto, più che in qualunque morale, che l’Ischia Film Festival ritrova la propria ragione d’essere.

Ischia Film Festival è sostenuto da: MiC Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo, Regione Campania – Film Commission Regione Campania, BONACINA, BPER Banca e si svolge sotto il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio.


 


INFO

www.ischiafilmfestival.it/

www.instagram.com/ischiafilmfestival/

www.facebook.com/IschiaFilmFestival

www.tiktok.com/@ischiafilmfestival

DA LUNEDI' 22 GIUGNO BAARÌA FILM FESTIVAL - DEDICATO AL CINEMA INSULARE - BAGHERIA (PA) - TRA GLI OSPITI FORTUNATO CERLINO, MASSIMO GHINI, CLAUDIA GERINI, EDOARDO DE ANGELIS e MOLTI ALTRI...SECONDA EDIZIONE

 

Baarìa Film Festival

II edizione | Bagheria | 22-27 giugno 2026

 

OSPITI BAAFF 2026 | DINO ABBRESCIA | MIMMO CALOPRESTI | FORTUNATO CERLINO | EDOARDO DE ANGELIS | FRANCESCO DEL GROSSO | VLADIMIR DE FONTENAY | CLAUDIA GERINI | MASSIMO GHINI | FRANCESCA LA MANTIA | SUSY LAUDE | FRANCESCO LO PIPARO | LORENZA INDOVINA | MARIA VERA RATTI | ORIO SCADUTO | ASIER URBIETA

 

Dal 22 al 27 giugno 2026, torna il Baarìa Film Festival (BAAFF).

Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione.

Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi Maree e a cortometraggi Approdi, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Al BAAFF le isole diventano – attraverso il cinema - un avamposto narrativo di osservazione sul contemporaneo. Micro universi culturali, luoghi di partenza da cui costruire nuovi inizi, spazio di possibilità, utopie, racconti e trasformazioni. È in questa prospettiva che il Baarìa Film Festival costruisce la propria identità, proponendosi come luogo di incontro tra storie, linguaggi e visioni provenienti da differenti contesti insulari.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare.

Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità.

La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.

 

BAAFF 2026 SERATE SPECIALI

Il filo rosso delle Serate Speciali è segnato dal tema dei legami e delle origini. I film in programma, firmati da autori affermati ed esordienti, raccontano personaggi chiamati a confrontarsi con la famiglia, il luogo da cui provengono e il peso delle radici, in un dialogo costante tra appartenenza e desiderio di cambiamento. In questa prospettiva, il tema dell'insularità si traduce nell'idea della famiglia come approdo e primo confine, spazio da cui si parte e con cui si continua a confrontarsi.

FILM DI APERTURA | AVEMMARIA di FORTUNATO CERLINO

A inaugurare il festival sarà AVEMMARIA di FORTUNATO CERLINO - FILM DI APERTURA della II edizione del Baarìa Film Festival, il 22 GIUGNO al Cinema Capitol di Bagheria.

La serata inaugurale vedrà la presenza del regista, che accompagnerà la proiezione del film e incontrerà il pubblico in occasione della Cerimonia di apertura della manifestazione.

L’opera prima del celebre attore napoletano, selezionato al 43° Torino Film Festival | Zibaldone, dopo la presentazione al BAAFF, uscirà in sala il 25 giugno con Europictures.

Attraverso lo sguardo del protagonista, il piccolo Felice, interpretato con grande intensità dal giovane Mario Di Leva, il film racconta la possibilità di immaginare un futuro diverso da quello che sembra già scritto, trasformando il distacco dalle proprie condizioni di partenza in un atto di crescita e libertà.

L’esordio alla regia di Fortunato Cerlino, tratto dal suo romanzo Se vuoi vivere felice - Einaudi Editore, sostenuto da un magnifico cast - Salvatore Esposito, Marianna Fontana, Carmine Borrino - è un gioiello di poesia e speranza. Come afferma lo stesso regista: «Esiste un’uscita dall’inferno, ma quella porta la si può vedere solo ad occhi chiusi». Realistico e poetico, lontano da Gomorra, il film ci dice che il passato può essere illuminato e che il destino non è mai già scritto.

AVEMMARIA | Sinossi | Periferia di Napoli, anni Ottanta. Felice, dieci anni, vive con la famiglia in una palazzina fatiscente, in un quartiere dove povertà e violenza soffocano l’infanzia e il futuro sembra già scritto. Solo i sogni rappresentano una via di fuga. A incoraggiarlo c’è la maestra Giulia, mentre le imprese di Neil Armstrong, dalle pagine del suo sussidiario, alimentano l’immaginazione: forse anche lui potrà lasciare Pianura e arrivare sulla Luna. Per riuscirci, però, dovrà affrontare l’angoscia più profonda e dolorosa: quella del distacco. Si può cambiare il passato? Ed è vero che chi è nato tondo nun pò murí quadrato?

 

NEL TEPORE DEL BALLO di PUPI AVATI | Origini, famiglia e destino, sono i temi che attraversano anche NEL TEPORE DEL BALLO di PUPI AVATI, che sarà presentato dal protagonista MASSIMO GHINI, il 23 GIUGNO a Villa Cattolica.

Il film racconta la vicenda di un celebre volto della televisione che, dopo una rovinosa caduta professionale e personale, è costretto a confrontarsi con il proprio passato e con le proprie radici. A due anni da L'orto americano, Avati torna a riflettere sul rimpianto, sugli amori perduti e sulla possibilità di ricominciare, affiancando a questa dimensione intima una lucida critica della televisione e della sua capacità di trasformare tragedie e sentimenti in spettacolo. A sostenere questo intenso melodramma sul fallimento e sul riscatto, un cast di grande livello guidato da Massimo Ghini insieme a Giuliana De Sio, Isabella Ferrari e Lina Sastri.

NEL TEPORE DEL BALLO | Sinossi | Gianni Riccio è un celebre conduttore televisivo, quando è pronto a firmare un contratto da capogiro, viene travolto da uno scandalo finanziario e perde tutto: lavoro, amici e famiglia. Solo una lettera di Clara, il suo antico amore, gli offre uno spiraglio nella disperazione. Nel tepore del ballo è un dramma intimista, una storia di caduta e rinascita, dove il ritorno alle origini e l'incontro con un amore passato si intrecciano con la riscoperta di sé.

 

INDIVISIBILI di EDOARDO DE ANGELIS | Il 24 GIUGNO a Villa Cattolica EDOARDO DE ANGELIS presenterà INDIVISIBILI, nel decennale della sua uscita. Il BAAFF è lieto di celebrare, insieme al regista, uno dei film più significativi e premiati del cinema italiano contemporaneo, un'opera che, a dieci anni dal debutto, conserva intatta la sua forza narrativa e la sua capacità di interrogare il pubblico sui temi dell'identità, dell'appartenenza e della libertà.

In questo film il rapporto tra identità e appartenenza assume una forma ancora più radicale. La storia delle gemelle Viola e Dasy diventa una riflessione intensa sulla necessità di emanciparsi dai legami che ci definiscono senza perdere il rapporto con le proprie radici.

Presentato alle Giornate degli Autori della 73ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e pluripremiato, tra i riconoscimenti: il Premio Pasinetti, 6 David di Donatello, 5 Nastri d'Argento e 8 Ciak d'Oro — Indivisibili è una favola universale sulla libertà e sull'identità. Il film segna la consacrazione di Edoardo De Angelis e del suo cinema coraggiosamente radicato nel reale, e insieme poetico e intenso.

INDIVISIBILI | Sinossi | Viola e Dasy sono due gemelle siamesi che cantano a matrimoni e feste e, grazie alle loro esibizioni, mantengono l'intera famiglia. Il loro equilibrio si incrina quando scoprono di potersi separare, perché il loro sogno è una vita normale...

Il 25 GIUGNO a Villa Cattolica l’attrice LORENZA INDOVINA presenterà la sua opera prima, il documentario LA VERITA’ MIGLIORE. La regista prende le mosse dal racconto del disastro aereo di Montagna Longa del 1972, nel quale perse la vita, tra gli altri, suo padre, il regista Franco Indovina. Da questo tragico evento inizia un viaggio intimo e intenso nella memoria e nella ricerca della propria identità, attraverso un profondo lavoro di ricostruzione del passato. Racconta Indovina: “Questo è il mio percorso verso una verità che, dopo tanti anni, continua a sfuggire, ma che coinvolge il senso della morte, della mancanza, della perdita e della memoria”.

 

LA VERITA’ MIGLIORE | Sinossi | La sera del 5 maggio 1972 un DC-8 dell’Alitalia in volo da Roma a Palermo, impatta contro la Montagna Longa, nei pressi dell’aeroporto. Non resta nessun superstite. Il caso viene archiviato come un incidente. Tra i passeggeri c’è anche Franco Indovina, famoso regista. Sua figlia Lorenza, attrice e regista del documentario, all’epoca aveva appena sei anni. Quasi cinquant’anni dopo, Lorenza è avvicinata da un gruppo di parenti delle vittime: suo padre non è morto per un incidente ma per un attentato. L’ossessiva ricerca di una verità migliore in cui credere coinvolge anche lei, ma più che le vicende giudiziarie a travolgerla saranno i ricordi che riemergeranno dall’oblio in cui li aveva relegati.

 

Il 26 GIUGNO a Villa Cattolica si svolge la SERATA SPECIALE dedicata a CLAUDIA GERINI, Presidente della Giuria del Concorso Internazionale, in questa occasione rivedremo MANCINO NATURALE (2021) di SALVATORE ALLOCCA. Si tratta di una commedia romantica che racconta il complesso rapporto tra una madre vedova e un figlio dotato di un sinistro formidabile, una storia tenera e coinvolgente sostenuta dalla convincente interpretazione di Claudia Gerini, capace di dare al personaggio una miscela di temperamento, fragilità e malinconia. Una donna pronta a tutto pur di garantire al figlio il sogno di un futuro migliore.

 

Sinossi | Isabella vive in un quartiere popolare di Latina con il figlio dodicenne Paolo. È stato il padre a scegliere quel nome, in omaggio al suo idolo Paolo Rossi, e il ragazzo sembra averne ereditato il talento: il suo piede sinistro è straordinario. Dopo la morte del marito, Isabella si aggrappa all'idea di trasformare il figlio in un campione. Quando scopre l'esistenza di un torneo che potrebbe offrirgli l'opportunità di giocare davanti ai più importanti talent scout italiani, è disposta a tutto pur di garantirgli un posto. Distribuito da Adler Entertainment.

 

MAREE - CONCORSO INTERNAZIONALE LUNGOMETRAGGI

Il Concorso Internazionale MAREE riunisce opere provenienti dai quattro angoli del mondo, accomunate da un legame con il tema dell'insularità. Sono film realizzati su isole oppure firmati da autori che da un'isola provengono e che ne portano, in forme diverse, l'immaginario, la memoria e lo sguardo. Attraverso queste opere, il festival intende spalancare una finestra sul mondo, mettendo in dialogo culture, esperienze e sensibilità lontane, ma unite da una comune riflessione sul rapporto tra identità, appartenenza e apertura verso l'altro.

Il 24 GIUGNO al Cinema Capitol il regista FRANCESCO DEL GROSSO presenterà NYUMBA che in Swahili significa “casa”, è la storia della casa da cui cinque persone sono scappate e quella della casa che hanno ritrovato in Calabria, scelta come luogo dove vivere e lavorare.  Un viaggio poetico nella memoria, nella resilienza e nel senso di sentirsi a casa e al sicuro. Un’esperienza immersiva, fisica ed emotiva. Evitando i cliché sulla migrazione, Nyumba, unico film italiano in concorso, sceglie di raccontare il percorso umano. Immagini evocative, accompagnate dalla potenza visiva della sand art, suoni avvolgenti e luoghi non strutturati, svolgono un ruolo attivo e coinvolgente nella narrazione, tra paure, memorie e speranze.

NYUMBA | Sinossi | Cinque migranti africani, Abdulaye, Alex, Hafsa, Moussa e Sisì. L'immenso cimitero del Mediterraneo e la ricerca di un nuovo inizio…, dalla spiaggia di Cutro al cuore della Calabria: Caulonia, Lamezia, Reggio Calabria e Soveria Mannelli.  Il film mescola il racconto corale del viaggio della speranza e quello individuale, che scava nelle vite precedenti in Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia dei cinque migranti. È un diario di viaggio totale nella vita di cinque persone che, costrette a fuggire dalle proprie terre, lasciano il passato alle spalle per rinascere altrove, immersi in una quotidianità che prende forma tra nuovi legami, lavoro e senso di appartenenza.

Il 25 GIUGNO al Cinema Capitol, il regista ASIER URBIETA presenterà PHEASANT ISLAND | Isola Pheasant. L’opera prima del regista basco è un thriller inquietante, che denuncia la violenza disumana inflitta ai migranti irregolari. Racconta il regista: «Ho voluto creare un’atmosfera opprimente e uno sguardo profondo che si nutre della realtà per dare vita a un film capace di suscitare il desiderio di agire e di ripensare i nostri modelli di convivenza».

PHEASANT ISLAND | Sinossi | Nell’Europa senza confini del XXI secolo, un confine continua ancora a separare la Spagna dalla Francia, segnato dal fiume Bidasoa. Su questo fiume si trova l’Isola dei Fagiani, un piccolo lembo di terra che passa alternativamente sotto il controllo spagnolo e francese ogni sei mesi. Quando il corpo di un migrante irregolare viene ritrovato proprio il giorno del cambio di sovranità, Nassim, uno dei sopravvissuti, diventa il bersaglio di una violenta caccia all’uomo mentre tenta di attraversare il confine. Un evento inquietante che cambierà per sempre la vita di Laida e Sambou, una giovane coppia interrazziale.

Il 27 GIUGNO al Cinema Capitol, il regista VLADIMIR DE FONTENAY presenterà SUKKWAN ISLAND | Isola di Sukkwan. A partire dall’omonimo libro di David Vann, il giovane regista francese dirige un intenso thriller psicologico, costruendo un rapporto padre-figlio immerso nella maestosità di una natura grandiosa e paurosa. Sotto la superficie di un’opera fortemente fisica — tra legna da tagliare per non morire di freddo, pesca, fucili, marce nella neve, ferite e la paura degli orsi — emerge un racconto che richiama i western moderni, dove il vero fulcro è il legame tra padre e figlio, sospeso tra amore e martirio.

Il film uscirà in sala con I Wonder Pictures.

SUKKWAN ISLAND | Sinossi | Nel tentativo di riallacciare i rapporti con il padre da cui si è allontanato, il tredicenne Roy accetta di trascorrere un anno formativo all’avventura sulla remota isola di Sukkwan, nel cuore dei fiordi norvegesi. Quella che inizialmente sembra un’occasione per il ragazzo di ricostruire il legame con il padre si trasforma rapidamente in una prova di sopravvivenza: i due non devono affrontare soltanto la durezza dell’ambiente che li circonda, ma anche antichi conflitti irrisolti.

Anteprima italiana | KIDNAPPING INC. di Bruno Mourral | Haiti | Martedì 23 giugno Cinema Capitol | L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti. La storia segue due criminali maldestri che, alle prese con quello che sembra un semplice rapimento, finiscono loro malgrado al centro di un complotto politico. Mourral ha dichiarato che “Kidnapping Inc.” è un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da rapimenti, violenza delle gang e corruzione. «È un processo di resilienza», ha affermato. «Quando c’è così tanta oscurità, è un modo per riuscire a intravedere un po’ di luce». Kidnapping Inc. ha rappresentato Haiti agli Oscar.

KIDNAPPING INC. | Sinossi | l figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena stato rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati — e fanatici di calcio — che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente il loro ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.

ISLANDS di Jan-Ole Gerster | Canarie | Un raffinato dramma esistenziale dalle sfumature noir, incarnato con grande intensità da Sam Riley e Stacy Martin che tessono un fragile equilibrio emotivo, sospeso tra attrazione e diffidenza sullo sfondo di un resort alle Canarie. Con il suo stile elegante e il ritmo volutamente rarefatto, Jan-Ole Gerster firma un thriller psicologico ipnotico e inquieto, presentato al 75th Berlin International Film Festival nella sezione Berlinale Special.

ISLANDS | Sinossi | Tom è un istruttore di tennis disilluso che lavora in un lussuoso resort di Fuerteventura, trascinando le sue giornate tra lezioni, alcol e avventure di una notte. L’arrivo della famiglia Maguire spezza la monotonia della sua routine: Tom instaura un legame ambiguo con Anne, suo marito Dave e il loro figlio Anton. Ma non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione di aver già incontrato Anne in passato, e tra i due cresce lentamente una forte sensualità. Quando Dave scompare misteriosamente nel nulla, l’indagine della polizia finisce per puntare proprio su Tom e Anne, ormai uniti forse da oscuri segreti.

BLUE HERON di Sophy Romvari | Isola di Vancouver | Mercoledì 24 giugno Cinema Capitol | Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno. Acclamato dalla critica e dai festival, il debutto della regista canadese-ungherese Sophy Romvari ha beneficiato di un forte passaparola, che lo ha reso uno dei titoli più apprezzati da critica e pubblico. Blue Heron è un dramma semi-autobiografico che esplora le difficoltà di una famiglia ungherese-canadese alla fine degli anni ’90, dopo il trasferimento sull’isola di Vancouver. Raccontato dal punto di vista della figlia più giovane, Sasha, il film cattura una crisi familiare silenziosa e carica di tensione, incentrata sul comportamento pericoloso e sulle difficoltà legate alla salute mentale del fratello maggiore, Jeremy. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari Romvari fa ricorso al potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria."

BLUE HERON | Sinossi | Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è però interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.

ESTA ISLA di Cristian Carretero, Lorraine Jones | Porto Rico | Il duo di registi portoricani firma, attraverso la storia d’amore dei due protagonisti, un intenso racconto sulla giovinezza e sulla ricerca di identità. Il delicato e struggente racconto di formazione è l’occasione per raccontare la crisi identitaria e sociale del loro paese.

ESTA ISLA | Sinossi | Bebo, un adolescente di una cittadina costiera di Puerto Rico, vive con il fratello in un complesso di edilizia popolare. I due si mantengono pescando, ma una crescente disperazione li spinge verso traffici illegali che promettono facili guadagni. Quando un incarico va storto e viene versato del sangue, Bebo scappa insieme a Lola, una ragazza benestante in cerca di una via di fuga dalla propria realtà tormentata. Attraversando le montagne come in un labirinto, i due si imbattono nei resti di un mondo in dissolvenza, in contrasto con la violenza che continua a inseguirli. Mentre i sicari si avvicinano, Bebo dovrà fare i conti con le proprie scelte e decidere se la redenzione sia ancora possibile, o se il mare rappresenterà la loro ultima via di fuga.

TRISTAN FOREVER di Tobias Nölle, Loran Bonnardot | Isola di Tristan | Tristan Forever è un viaggio verso un’utopia oltre l’orizzonte, un film poetico e originale che indaga il senso di appartenenza, il luogo scelto dall’anima, oscillando tra documentario, finzione e i sogni del suo protagonista.

TRISTAN FOREVER | Sinossi | Da trent’anni, Loran Bonnardot, medico parigino e testimone di sofferenza e ingiustizie nel suo lavoro con Médecins sans Frontières, si rifugia a Tristan da Cunha, l’isola abitata più remota del mondo, nel cuore dell’Atlantico meridionale. L’isola vulcanica è diventata per lui un rifugio spirituale, i suoi abitanti la famiglia che si è scelto e il pescatore Martin il suo migliore amico. Ora, a cinquant’anni, Loran prende di nuovo la nave, ma questa volta non ha intenzione di tornare: vuole diventare uno dei 230 residenti permanenti — un’impresa tutt’altro che semplice, dato che sarà il consiglio dell’isola a decidere se accettarlo o meno. Nel frattempo, il suo amico Martin ha una propria visione della situazione e lo stesso Loran si trova a confrontarsi con la ricerca di solitudine che ha segnato tutta la sua vita.

NÜHAI (GIRL) di SHU QI | TAIWAN | Presentato in Concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, il film segna il debutto alla regia di Shu Qi, icona del cinema asiatico e musa di Hou Hsiao-hsien. L’attrice sceglie di raccontarsi attraverso una storia di formazione profondamente intima e personale, poetica e sensibile, ponendo al centro della narrazione il corpo femminile e l’identità di una giovane che resiste alla violenza dei modelli imposti. Il film uscirà in sala con I Wonder Pictures.

NÜHAI (GIRL) | Sinossi | Taiwan, 1988. Hsiao-lee, una timida adolescente, fatica a trovare il proprio posto all’interno di una famiglia difficile, vittima di un padre violento e di una madre succube. La sua vita viene sconvolta dall’incontro con Li-li, una ragazza vivace e spensierata che le permette di evadere dalla quotidianità. Ma quando il doloroso passato di sua madre riaffiora, vecchie ferite tornano ad aprirsi. Divisa tra il peso di un’eredità familiare soffocante e il suo ardente desiderio di libertà, Hsiao-lee dovrà trovare la propria strada.

 

 

PALAZZO BUTERA | MASTERCLASS E INCONTRI

Accanto alle proiezioni, il festival propone quattro appuntamenti dedicati al racconto dell’esperienza artistica e umana di protagonisti del cinema, della televisione e del teatro italiani. Un ciclo di incontri che attraversa percorsi, scelte e trasformazioni, mettendo al centro il tema della vocazione e della costruzione della propria identità professionale.

Dino Abbrescia, Susy Laude e Maria Vera Ratti dialogheranno sulle origini del loro percorso artistico, tra formazione, occasioni decisive e cambi di rotta. Fortunato Cerlino ripercorrerà invece la sua storia personale e professionale, dagli anni nel quartiere napoletano di Pianura fino alla conquista di una carriera internazionale. Massimo Ghini offrirà uno sguardo su oltre quarant’anni di attività tra teatro, cinema e televisione, raccontando gli incontri e le esperienze che hanno segnato il suo cammino. Completa il programma la masterclass di Mimmo Calopresti, un’occasione per approfondire la filmografia di un autore da sempre impegnato nell’esplorare il rapporto tra memoria, identità e realtà.

Sabato 27 alle ore 11 ci sarà un PANEL INDUSTRY dal titolo: SERIALITÀ, TERRITORI E COMUNITÀ | Il potere della narrazione come motore di sviluppo economico e culturale del territorio.

APPRODI BAAFF 2026 | CONCORSO CORTOMETRAGGI

La selezione del Concorso Cortometraggi APPRODI BAAFF 2026 riunisce opere provenienti da Europa, Asia e Oceania, in un viaggio che ci porta dalle Canarie alle grotte di Taiwan, passando per il Giappone, la Sicilia, lo Yorkshire, e i paesaggi desolati di un futuro distopico.

I film in concorso attraversano paesaggi geografici e interiori molto diversi: dalle terre vulcaniche di Felicidad ai ricordi che riaffiorano in Lost Love, dalle riflessioni sul tema della maternità di Bodies of Water e delle tensioni dell’adolescenza di When the Tiger Roar alle riflessioni sulla comunità e sul futuro di Song of Silence. Accanto alle storie di trasformazione e rinascita raccontate in Children at the Rooftop, Jusqu’au prochain souffle e Somewhere in Time, River & Stone, trovano spazio narrazioni dedicate al valore dell’incontro e della creatività, come Something Pointless e Lontano dal centro – Cantico errante di un DJ senza tempo. Completano il programma opere più politiche che riflettono sui meccanismi della comunicazione e del potere, come Primera Enseñanza, o che intrecciano territorio e cinema sociale, come Rhubarb Rhubarb.

Sono storie dai temi universali, i cui protagonisti sono spesso figure in cammino: cercano un amore perduto, un dialogo interrotto, una riconciliazione, una voce da ritrovare o semplicemente un posto nel mondo. Alcuni racconti si muovono nel territorio del realismo, altri sfiorano il mito, la fantascienza o la dimensione simbolica, ma tutti condividono la capacità di interrogare la nostra esperienza umana. Una selezione che testimonia la vitalità del cortometraggio come spazio di sperimentazione narrativa e formale, capace di raccontare, in pochi minuti, la complessità delle relazioni umane e delle trasformazioni del nostro tempo.

 

BAAFF | FORMAZIONE E COLLABORAZIONI | CSC PALERMO

 

Anche quest'anno il CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA di PALERMO sarà al fianco del Festival. La sezione siciliana del CSC, sotto la direzione artistica di COSTANZA QUATRIGLIO, presenterà una selezione fuori concorso di cortometraggi realizzati dai suoi studenti.

Sabato 27 GIUGNO alle ore 15 al Cinema Capitol | Solo dance di Anna Vagniluca, Appunti sugli uomini di Chiara Guastella, Più denso dell’acqua di Daniele Pulcini Ambrosini. 

 

OSPITI BAAFF 2026 | DINO ABBRESCIA | MIMMO CALOPRESTI | FORTUNATO CERLINO | EDOARDO DE ANGELIS | FRANCESCO DEL GROSSO | VLADIMIR DE FONTENAY | CLAUDIA GERINI | MASSIMO GHINI | FRANCESCA LA MANTIA | SUSY LAUDE | FRANCESCO LO PIPARO | LORENZA INDOVINA | MARIA VERA RATTI | ORIO SCADUTO | ASIER URBIETA.

 

LE GIURIE | BAAFF 2026

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana, a testimonianza dell’attenzione del festival verso una varietà di linguaggi e sguardi, e da una giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori bagheresi, a sottolineare il dialogo tra professionisti e nuove generazioni.

A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà CLAUDIA GERINI, attrice e regista, protagonista di una carriera ricca e trasversale tra autorialità e grande pubblico.

Con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: MIMMO CALOPRESTI, regista e sceneggiatore, maestro del cinema verità, DINO ABBRESCIA, attore tra i più amati del cinema e della televisione e MARIA VERA RATTI, tra le interpreti più interessanti ed eleganti delle nuove generazioni.

Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di SUSY LAUDE, attrice, regista e autrice creativa e versatile, il PROF. FRANCESCO LO PIPARO, raffinato linguista e filosofo, l'attore bagherese ORIO SCADUTO, protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival, e FRANCESCA LA MANTIA, autrice e documentarista impegnata nei temi civili e nella trasmissione della memoria.

In allegato bio giurie.

 

 

BAAFF | IL MANIFESTO ovvero il Senso dell’insularità

 

Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.

 

BAAFF | I LUOGHI

La rassegna prevede proiezioni pomeridiane in sala e suggestive serate all’aperto, ospitate in una delle spettacolari ville nobiliari della città. Attorno al nucleo centrale delle proiezioni, il festival animerà diversi luoghi di Bagheria con un ricco programma di eventi collaterali: incontri con gli autori, masterclass, dibattiti e momenti di approfondimento.

VILLA CATTOLICA  - proiezioni serali all'aperto | La villa settecentesca, gioiello del barocco, ospita il Museo Renato Guttuso, dedicato al celebre pittore siciliano, che nel 1973 donò i suoi capolavori alla sua città natale.

PALAZZO BUTERA - masterclass e incontri mattutini | Capolavoro del barocco siciliano, simbolo della nobiltà isolana, è uno degli edifici più antichi della città ed oggi è sede del Comune di Bagheria.

VILLA RAMACCA - Gala inaugurale | Ai piedi di Monte Catalfano e rivolta verso il mare, una magnifica residenza settecentesca nota anche per il suo giardino ricco di piante esotiche.

CINEMA CAPITOL - proiezioni pomeridiane | Storica sala bagherese, nata negli anni ’50, completamente rinnovata, è un punto di incontro per gli amanti del cinema.

La delegazione degli artisti e dei professionisti presenti sarà ospite del Domina Zagarella Sicily dove si svolgerà anche l’attività stampa.

 

I film sono in versione originale sottotitolati in italiano.

 

 

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall'Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria.

 

Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi.

 

Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Domina Zagarella Sicily, Villa Ramacca