giovedì 28 maggio 2026

Libri - Scienza è cultura di Fiorenzo Galli e Paola Dubini


 

EGEA PRESENTA
 
“Scienza è cultura”: perché la democrazia
ha bisogno di cittadinanza scientifica
 
La scienza incide sempre più profondamente sulla vita collettiva, ma gli strumenti culturali per comprenderla e discuterla restano fragili. Nel dialogo tra Paola Dubini e Fiorenzo Galli, la scienza smette di essere “cosa per specialisti” e diventa una questione civile: un bene pubblico essenziale per orientarsi nel presente e partecipare al futuro.

Milano, maggio 2026 – La scienza è dappertutto: nella salute, nella mobilità, nell’intrattenimento, nei trasporti, nelle politiche ambientali, nelle decisioni pubbliche che orientano il presente e ridisegnano il futuro. Eppure, proprio mentre il suo peso cresce, restano fragili e disomogenei gli strumenti culturali con cui i cittadini possono comprenderla, discuterla e valutarne le implicazioni. È da questo scarto che prende le mosse “Scienza è cultura”, il dialogo tra Paola Dubini e Fiorenzo Galli, edito da Egea.
Rispettivamente vicepresidente e direttore generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Dubini e Galli iniziano le loro riflessioni da un punto di partenza condiviso: la scienza non è un sapere separato dalla società, né un linguaggio da consultare soltanto nei momenti di emergenza. È una componente strutturale dello sviluppo, per rilevanza, pervasività ed effetti. Non interpretarne l’evoluzione, osservano gli autori, significa tagliarsi fuori da una parte crescente dei processi che condizionano la vita di ciascuno di noi. A maggior ragione oggi, quando la scienza non si fa più solo nelle università o nelle istituzioni pubbliche, ma sempre più spesso si sviluppa in grandi imprese private globali, sostenute da capitali enormi e capaci di orientare le traiettorie di crescita in campi cruciali come l’intelligenza artificiale, la genetica, le neuroscienze, le tecnologie spaziali. In questo scenario crescono le asimmetrie informative, si complicano i rapporti tra ricerca, industria, politica e cittadini, e aumenta il rischio di una deriva tecnocratica, in cui decisioni politiche e valoriali vengono presentate come necessità puramente tecniche. Ma il rischio opposto è altrettanto forte: il rigetto della scienza come imposizione esterna, con il conseguente aumento di sfiducia, polarizzazione e conflitto irrazionale.
La questione, allora, non è se la scienza debba entrare nella sfera pubblica: che lo vogliamo o no, ci è già entrata. La vera domanda è come farlo in modo democratico, senza delegare tutto agli esperti e senza ridurre la decisione pubblica a tecnocrazia.
La proposta del libro per uscire da questa alternativa è la cittadinanza scientifica. Non significa trasformare i cittadini in scienziati né chiedere loro un’adesione acritica alle evidenze. Significa metterli nelle condizioni di comprendere, valutare e usare la conoscenza scientifica nei processi di decisione collettiva, riconoscendone il valore senza rinunciare al giudizio critico. In questo senso, essere “un po’ scienziati” non è un lusso intellettuale, ma una necessità democratica, al pari del leggere, scrivere e fare di conto. La cittadinanza scientifica non elimina il conflitto politico, ma può renderlo più informato, più consapevole e più costruttivo.
Qui entra in gioco un altro snodo importante del dialogo: il ruolo delle istituzioni culturali. Scuole, università e soprattutto musei scientifici vengono riletti non come semplici luoghi di  diffusione della conoscenza, ma come vere e proprie infrastrutture civiche. Luoghi capaci di ridurre le asimmetrie informative, alimentare curiosità, costruire competenze interpretative lungo tutto l’arco della vita e offrire spazi di confronto pubblico. Non è un caso che il libro nasca anche dall’esperienza condivisa degli autori nel Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano: un osservatorio privilegiato da cui leggere il rapporto tra sapere scientifico, mediazione culturale e vita democratica.
La scienza, con i suoi metodi e i suoi limiti, non offre soluzioni definitive, ma strumenti indispensabili per orientarsi in un mondo caratterizzato da incertezza strutturale”, riflettono gli autori. “La cittadinanza scientifica rappresenta il modo in cui questi strumenti possono diventare patrimonio comune. Condividiamo il pensiero di Guido Ucelli, fondatore del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, secondo cui la scienza e la tecnologia raccontano «il divenire del mondo» e sono in stretto dialogo con la cultura”.
La scienza è cultura perché ci aiuta a comprendere il tempo in cui viviamo, a stare nel presente con maggiore dignità, a immaginare il futuro con più consapevolezza. E perché democrazia e scienza, quando funzionano bene, condividono alcuni principi fondamentali: fedeltà alla ragione, trasparenza, apertura alla critica, riconoscimento dell’incertezza, attenzione alla giustizia. In un tempo in cui la tentazione di semplificare tutto è fortissima, Dubini e Galli ci invitano a fare il contrario: abitare la complessità, senza subirla. E trasformare la scienza da “cosa per specialisti” a bene pubblico essenziale, non solo per il progresso, ma per la tenuta democratica della nostra società.
 
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GLI AUTORI
Paola Dubini, professoressa di Management all’Università Bocconi di Milano, è presidente della Fondazione Alessandro Volta di Como, vicepresidente del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, consigliera della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, di Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea), di Fondazione Culturale San Fedele e di Palazzo Ducale di Mantova, e coordinatrice del gruppo trasversale ASviS «Cultura per lo sviluppo sostenibile».
Fiorenzo Galli è direttore generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, componente del Kuratorium del Deutsches Museum di Monaco di Baviera, componente del Consiglio di Reggenza della sede di Milano della Banca d’Italia, professore di Museologia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano.
DATI TECNICI:
“Scienza è cultura” di Paola Dubini e Fiorenzo Galli
Egea, 2026 – pp. 144 – € 16,50 – Nelle librerie italiane dal 15 maggio
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Nuovi Libri a Valeggio Legge , 3-6 e 7 giugno con Paolo Crepet, Francesco Carofiglio e altri scrittori emergenti


 

UCI Cinemas lancia myUCI, il nuovo programma fedeltà che accende i riflettori sul pubblico


 

“PRONTI A ENTRARE IN SCENA?”  

UCI Cinemas lancia myUCI, il nuovo programma fedeltà che accende i riflettori sul pubblico

Gratuito, digitale e pensato per chi ama vivere il cinema da protagonista: con myUCI ogni film diventa un’esperienza che premia.

UCI Cinemas ha presentato oggi presso l’UCI Cinemas Porta di Roma myUCI, il nuovo programma fedeltà unico nel suo genere: completamente gratuito, 100% digitale, creato per rendere ogni esperienza al cinema ancora più coinvolgente e ricca di vantaggi. Con myUCI, già disponibile per i clienti, ogni spettatore può vivere il cinema da protagonista, accedendo a una serie di benefit esclusivi: sconti su biglietti e food & beverage, prodotti omaggio, biglietti gratuiti, regali di compleanno e tante altre sorprese in base ai gusti di ogni utente. Pensato per premiare la passione per il grande schermo, myUCI mette il cliente al centro, trasformando ogni visita in sala in un’esperienza personalizzata, semplice e sempre più conveniente.

Semplice e immediata, proprio come andare al cinema, myUCI è completamente gratuita, senza vincoli né costi di iscrizione. Il programma è aperto a tutti e accessibile attraverso ogni canale UCI Cinemas: alle cassa, online, tramite app, ATM e bar. Nessuna tessera fisica: tutto è digitale e sempre disponibile direttamente sull’app e sul sito UCI Cinemas. Anche il sistema di raccolta punti è semplice e intuitivo: per ogni euro speso si accumulano 10 punti, sia con l’acquisto di biglietti sia di prodotti food & beverage, su tutti i canali disponibili. I punti potranno poi essere convertiti in biglietti gratuiti o scontati e in prodotti omaggio al bar.

Con myUCI compiamo un ulteriore passo per fornire al nostro pubblico un’esperienza unica, personalizzata in base alle preferenze di ciascuno e che premia la fedeltà di chi continua a sceglierci come punto di riferimento per l’intrattenimento in sala” dichiara Ramon Biarnes,  Managing Director Southern Europe & Northern Europe di Odeon Cinemas Group. “Vogliamo offrire un programma fedeltà semplice, accessibile e pensato per accompagnare il pubblico in ogni momento dell’esperienza al cinema; la digitalizzazione completa del servizio e i vantaggi dedicati ci permettono di rafforzare il rapporto con i nostri clienti”.

Gli iscritti a myUCI possono accedere ad un’ampia gamma di vantaggi esclusivi pensati per rendere ogni esperienza al cinema ancora più speciale: sconti dedicati sui biglietti e sul food & beverage, regali di benvenuto, biglietti omaggio di compleanno, offerte per le famiglie e anteprime esclusive gratuite dedicate agli iscritti.

Per registrarsi e scoprire tutti i vantaggi visita il sito www.ucicinemas.it

UCI Cinemas

Il gruppo ODEON Cinemas Group è il più importante circuito cinematografico europeo e fa capo alla società AMC Entertainment Holdings. In Italia è presente con il Circuito UCI CINEMAS, leader sul territorio nazionale con 34 strutture multiplex e un totale di 345 schermi.

Per assistere agli spettacoli è possibile acquistare i biglietti presso le biglietterie automatiche UCI Cinemas, tramite App gratuita di UCI Cinemas per dispositivi Apple e Android e sul sito www.ucicinemas.it

 

¡Gracia! in uscita oggi l'album di Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi

 

¡Gracia!

di Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi

in uscita giovedì 28 maggio 2026 per Artesuono

 

Si chiama “¡Gracia!” il primo album del trio composto dal chitarrista Luca Falomi, dalla violinista Anaïs Drago e dal fisarmonicista Fausto Beccalossi, in uscita giovedì 28 Maggio 2026 su cd e digitale per l’etichetta Artesuono. Dopo un tour ad aprile in Sudafrica, il trio presenterà “¡Gracia!”  il 16 luglio al Trentino Jazz Festival.

 

Sul piano poetico, il progetto trae ispirazione dalla figura di Federico García Lorca, che visse nel fervore culturale delle avanguardie del primo Novecento, un’epoca in cui musica, poesia e arti visive dialogavano in modo visionario e rivoluzionario. Il repertorio del trio comprende brani originali e improvvisazioni ispirate a tematiche surrealiste e oniriche, evocando paesaggi sonori sospesi tra realtà e immaginazione.

 

Pur provenendo da percorsi musicali diversi, che spaziano dalla classica al jazz, fino alle diverse tradizioni popolari, Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi danno vita a un suono originale, radicato e contemporaneo. La chitarra si apre a linguaggi moderni e si fonde con le ricerche timbriche di violino e fisarmonica. Il risultato è un linguaggio musicale personale, in cui melodia e improvvisazione si fondono in un equilibrio di intensità e spontaneità.

 

Registrato e prodotto da Stefano Amerio, che ne ha curato magistralmente anche il missaggio, “¡Gracia!”  è un album composto di nove tracce originali più due tributi a Federico García Lorca: La Tarara, composizione di Lorca ispirata alla tradizione andalusa a cui era profondamente legato, e una citazione di Manuel de Falla, compositore e grande amico del poeta. Le due tracce non costituiscono un tributo filologico, ma una risonanza ideale che attraversa la scrittura musicale del gruppo.

 

In ogni brano emergono diversi idiomi musicali, dal contrappunto tipico Barocco all’uso di battimenti melodici novecenteschi, che generano tensioni spesso risolte in ampi spazi armonici e intrecci melodici. “¡Gracia!” è un mosaico di melodie che si intrecciano, scambiano e solidificano come una catena perpetua.

La copertina del disco è un’opera di Emilio Tadini del 1958, dal titolo “Composizione”, gentilmente concessa dall’Archivio Emilio Tadini, presso Casa Museo Spazio Tadini di Milano. Emilio Tadini è stato un pittore, scrittore e intellettuale legato all’arte contemporanea e alla riflessione del linguaggio. La sua opera unisce immagine e narrazione, esplorando il rapporto tra realtà, memoria e rappresentazione.

 

Il progetto nasce nel gennaio 2025 e debutta al Teatro Modena di Genova in occasione della rassegna “Jazz&Breakfast” curata da Associazione Esperanto e Teatro Nazionale di Genova. Il trio si esibisce in anteprima al Nuoro Jazz Festival 2025 e nell’ottobre dello stesso anno entra in studio di registrazione. Ad aprile 2026 intraprende un tour di sette date in Sudafrica per presentare in anteprima l’album di prossima pubblicazione.

 

FORMAZIONE

Anaïs Drago, violino

Luca Falomi, chitarra

Fausto Beccalossi, fisarmonica

 

TRACKLIST

01. Comenzar                                      L. Falomi              

02. Duende                                          L. Falomi              

03. Olvidar                                           A. Drago               

04. Serenata Sentimentale                M. De Falla          

05. Stefany                                           F. Beccalossi        

06. Juguete Prohibido                        A. Drago / F. Beccalossi

07. Cutting Wind                                 L. Falomi

08. La tredicesima ora                       L. Falomi

09. Il reale è il riflesso                        A. Drago

10. Sogno                                             F. Beccalossi

11. La Tarara                                        Trad. F. G. Lorca

 

CREDITS

Artesuono ART255

Prodotto da Stefano Amerio

Registrato, mixato e masterizzato da Stefano Amerio.

Artesuono recording studios  - Cavalicco (Udine) - Italy

Grafica di Elisa Caldana

Foto di Luca D’Agostino

Immagine di copertina di Emilio Tandini

Con il contributo di NuovoImaie

 

SONO 11 I FINALISTI DELLA 9° ED. DEL PREMIO SOLINAS EXPERIMENTA SERIE

 

SONO 11 I FINALISTI DELLA NONA EDIZIONE DEL

“PREMIO SOLINAS EXPERIMENTA SERIE”

REALIZZATO CON LA MAIN SPONSORSHIP DI RAI FICTION

 

Roma, 28 maggio 2026

Si è conclusa la prima fase della nona edizione del PREMIO SOLINAS EXPERIMENTA SERIE realizzato con la main sponsorship di RAI FICTION. Il concorso, con percorso di Alta Formazione, seleziona e sviluppa progetti innovativi di racconto seriale della durata minima di 20’ e massima di 25’ - destinati a un prioritario sfruttamento su RaiPlay - per realizzarne il pilota di serie con un budget massimo di euro 120.000.

 

La GIURIA - composta da ISABELLA AGUILAR, SOFIA ASSIRELLI, FEDERICO BACCOMO, ALESSANDRO CORSETTI, EMANUELE COTUMACCIO, LEONARDO FERRARA, GUIDO IUCULANO, DAVIDE ORSINI, GABRIELLA RICCIARDI, VIOLA RISPOLI, GIANNI TETTI, ALICE URCIUOLO dopo aver esaminato i 104 progetti, presentati in forma anonima, ha selezionato una rosa di 11 PROGETTI FINALISTI che accedono alla seconda fase del concorso e concorrono all’assegnazione dei seguenti Premi:

           

«  3 borse di sviluppo di 2.000 euro ciascuna finanziate da Rai Fiction con un percorso di Alta Formazione e Sviluppo a cura del Premio Solinas

 

Gli 11 PROGETTI FINALISTI che accedono alla Seconda Fase sono:

 

·      AU PAIR (tit. orig. Pari e dispari) di Margherita ARIOLI, Anita DELLA CIOPPA e Valentina MORRICONE

·      FUORI ROTTA (tit. orig. Ali di carta) di Alessandro MONTALI e Sofia SPOTTI

·      LA TERZA (tit. orig. Non c’è due senza tre) di Thomas HUNT e Petra Liberty HUNT

·      LUNATICA (tit. orig. Luna rossa) di Chiara AVERSA, Dorotea CIANI e Vera MINIERO

·      MÈSA (tit. orig. Fuori dalla mia testa) di Federica CORTI e Michela NUTI

·      PIOVONO! (tit. orig. Piovono uomini) di Alberto VANNACCI

·      QUI È ORA (tit. orig. Respiro corto) di Gianluca TRIA

·      RAGAZZINE (tit. orig. Brenda) di Andrea AGLIERI e Claudia VILLANI

·      SIGNORÌ (tit. orig. Effetti collaterali) di Cristina CECCARELLI

·      SOCIAL MAFIA MANAGER (tit. orig. Professione SMM) di Lorenzo FONTANA e Tommaso FOSSELLA

·      Z&M (tit. orig. Zoe & Morte) di Matteo CARTA e Roberto DAMIANO

 

Durante la Seconda Fase del concorso gli Autori finalisti presenteranno alla Giuria il progetto tramite Pitching. 

La Giuria selezionerà quindi i tre Vincitori delle Borse di Sviluppo e del Laboratorio di Alta Formazione e il Progetto di Riserva (con esclusione del contributo in denaro e della partecipazione al laboratorio di sviluppo del Premio Solinas). Il Progetto di Riserva potrebbe rientrare in gara nel momento in cui l’Autore/i di uno dei tre progetti vincitori della Borsa di sviluppo dovesse rinunciare.

Al termine del Percorso di Sviluppo (obbligatorio), uno dei tre progetti vincitori delle Borse di Sviluppo sarà dichiarato vincitore del PREMIO SOLINAS EXPERIMENTA SERIE. A RAI FICTION, main sponsor del Premio, sarà riservato un diritto di prima negoziazione e ultimo rifiuto sul progetto vincitore per l’acquisizione dei diritti del pilota e/o della serie, ai fini dell’eventuale realizzazione degli stessi.

mercoledì 27 maggio 2026

DISNEY+ | THE TESTAMENTS | RINNOVATA PER UNA SECONDA STAGIONE LA SERIE ORIGINALE DI SUCCESSO

 THE TESTAMENTS
LA SERIE DRAMA DI SUCCESSO
DAL CREATORE BRUCE MILLER E CON CHASE INFINITI
È STATA RINNOVATA PER UNA SECONDA STAGIONE SU DISNEY+

 

Disney+ ha annunciato che The Testaments, la serie drama originale Hulu di successo, nuovo capitolo della serie vincitrice di un Emmy® The Handmaid’s Tale, è stata rinnovata per una seconda stagione. La prima stagione è ora disponibile in streaming su Disney+ in Italia e a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti; l’episodio finale arriverà mercoledì 27 maggio.
 
The Testaments è “Certified Fresh” su Rotten Tomatoes con un punteggio dell’88% e, ad oggi, ha totalizzato oltre 45 milioni di ore di streaming a livello globale su Hulu e Disney+. La serie sta riscontrando sempre più successo, con un numero di spettatori in crescita di settimana in settimana. Le visualizzazioni dell’ottavo episodio sono aumentate del 76% rispetto al primo (dati relativi alle visualizzazioni nel primo giorno).
 
Evoluzione di The Handmaid’s Tale, The Testaments è una drammatica storia di formazione ambientata a Gilead. La serie segue le vicende delle giovani adolescenti Agnes, obbediente e devota, e Daisy, una nuova arrivata, convertita, proveniente da oltre i confini di Gilead. Mentre si muovono tra le sale dorate della scuola preparatoria d’élite per future mogli di Zia Lydia, un luogo in cui l’obbedienza viene instillata brutalmente e sempre con motivazioni religiose, il legame che le unisce diventa il catalizzatore che stravolgerà il loro passato, il loro presente e il loro futuro.
 
La serie, tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood, vincitore del Booker Prize, è creata dallo showrunner ed executive producer Bruce Miller e vede come executive producer anche Warren Littlefield, Elisabeth Moss, Steve Stark, Shana Stein, Maya Goldsmith, John Weber, Sheila Hockin, Daniel Wilson, Fran Sears, oltre a Mike Barker, che ha diretto i primi tre episodi e l’episodio finale. The Testaments è prodotta da MGM Television e 20th Television.
 
La prima stagione è interpretata da Ann Dowd, Chase Infiniti, Lucy Halliday, Mabel Li, Amy Seimetz, Brad Alexander, Rowan Blanchard, Mattea Conforti, Zarrin Darnell-Martin, Eva Foote, Isolde Ardies, Shechinah Mpumlwana, Birva Pandya e Kira Guloien. Elisabeth Moss è tornata a sorpresa, riprendendo il ruolo di “June Osborn”. 
 
Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla “Modalità Junior” già presente sul servizio streaming, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.
 

Mille giorni in cammino: la straordinaria storia del Monaco Ryojun Shionuma - dal 22/05 in libreria


 

Ryōjun Shionuma, monaco buddhista
e unico uomo dell’era moderna
a completare il Sennichi Kaihōgyō,
racconta il suo straordinario pellegrinaggio

di nove anni sul Monte Ōmine indicando la via giapponese
per trasformare
ogni caduta in una conquista dell'anima.

Camminare fino al limite, dove paura e fatica si dissolvono:

un viaggio spirituale lungo mille giorni che insegna
a lasciare andare l’ego
e a ritrovare la gioia nelle cose più semplici riflettendo sul significato della vita,

della sofferenza e della crescita interiore.


AUTORE IN ITALIA


25 Maggio ore 18.00, Fondazione Matalon,
Foro Buonaparte 67, Milano
in dialogo con Costanza Rizzacasa d'Orsogna


Ryojun Shionuma
A cura di Costanza Rizzacasa d'Orsogna
L'ARTE DI SORRIDERE IN SALITA
 
In libreria dal 22 maggio
Pagine: 256 | Prezzo: 18,00 euro

IL LIBRO

Fin da bambino, Ryōjun Shionuma sogna di intraprendere uno dei leggendari pellegrinaggi dell'ascetismo Shugendō. Una volta ordinato monaco buddhista, per nove anni, a ogni primavera, si metterà in cammino lungo la durissima salita alle sacre vette del Monte Ōmine, sfidando gelo, tempeste e pericoli mortali. Diventerà così l'unico uomo dell'era moderna a completare l'epico Sennichi Kaihōgyō, guadagnandosi l'appellativo di «Buddha vivente». Perché non si tratta di una mera prova di forza, ma di un percorso spirituale in cui si affronta l'ignoto, accettando anche la possibilità di morire. Si sfidano paura, sofferenza, tentazione di arrendersi, con lo scopo ultimo di liberarsi dalla tirannia dell'ego per «mettersi al servizio degli altri». In una società sempre più frenetica e individualista, questo libro è un invito a prenderci cura delle cose più semplici – l'acqua che beviamo, il sole che sorge, un fiore che ci ferma il passo – per godere appieno della vita e imparare a sorridere davanti a ogni salita.

 

 

L’AUTORE

RYŌJUN SHIONUMA nato nel 1968 ad Akiu, Sendai, nel nordest del Giappone, Ryōjun Shionuma ha preso i voti nel 1987, un anno dopo il liceo, presso il Tempio Kinpusenji, sul Monte Yoshino, nella prefettura di Nara, centro dell’ascetismo Shugendō. Nel 1999 è diventato il secondo uomo in 1300 anni a completare l’Ōmine Sennichi Kaihōgyō («prova della circumambulazione dei mille giorni»), percorrendo 48 chilometri al giorno per nove anni dal Monte Yoshino al Monte Ōmine e ritorno, un percorso pieno di asperità. Nel 2000 ha completato la pratica dello Shimugyō, o «delle quattro privazioni»: nove giorni senza bere, mangiare, dormire o distendersi, recitando senza sosta 200mila mantra. Per le sue imprese, ha ricevuto il titolo di Dai Ajari, cioè Grande Maestro. Nel 2003 ha fondato, nel suo villaggio natale, il Tempio Jigenji, che tuttora dirige, diffondendo gli insegnamenti della «fede del cuore» in Giappone e all’estero.

 

 

LA CURATRICE

COSTANZA RIZZACASA D’ORSOGNA giornalista e scrittrice, scrive per il Corriere della Sera e tiene una serie di interviste esclusive sulla filosofia e la spiritualità giapponese sul settimanale «7». È autrice, tra le altre cose, della trilogia di favole per tutte le età Storia di Milo (Guanda), tradotte dall’Europa all’Asia. Nel 2026 ha pubblicato Yuzuru. Il volo del samurai (Giunti), ispirato alla leggenda del pattinaggio di figura Yuzuru Hanyū, amico di Ryōjun Shionuma, in arrivo anche Quando le cose si rompono (Solferino), sul senso della vita nella filosofia giapponese.

 

A 80 anni dal referendum del 2 giugno arriva in libreria Viva Il Re! Viva la Repubblica!


 

Alfonso Celotto, Giulia Guerrini


VIVA IL RE! VIVA LA REPUBBLICA!


In libreria dal 26 maggio

A 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana, un libro corale capace di riportare in vita il giorno che cambiò il destino del nostro Paese: il 2 giugno 1946. Attraverso 150 testimonianze di donne e uomini comuni che quel giorno si recarono alle urne, prende forma il racconto emozionante di una scelta collettiva

«I centenari – veri protagonisti di questo libro – ci hanno emozionato, commosso, ispirato. Ci hanno fatto entrare un po’ nella storia, ci hanno fatto sentire il sibilo delle bombe, i morsi della fame e la speranza in un futuro diverso e migliore.»






Un racconto che restituisce alle nuove generazioni la memoria e la dignità di chi ha scritto la nostra storia nelle cabine elettorali. Un libro prezioso per conoscere il nostro passato e comprendere fino in fondo il senso della nostra Repubblica, un progetto ancora vivo, costruito voto dopo voto in un’Italia ferita, ma determinata a rinascere.


In un’Italia ancora segnata da vent’anni di dittatura e dalle macerie di un conflitto mondiale, il 2 giugno 1946 milioni di cittadini e cittadine si recarono alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica. Per la prima volta la decisione della forma di Stato non era imposta dall’alto, da una dinastia o da una volontà politica esterna, ma proveniva dal basso, da un voto diretto e democratico a suffragio universale. Il popolo, inconsapevole e smarrito, veniva chiamato a pronunciarsi non solo sul futuro, ma sul senso stesso del proprio passato. A ottant’anni di distanza, Alfonso Celotto e Giulia Guerrini ripercorrono in queste pagine quel voto così decisivo attraverso le testimonianze dirette e appassionate di chi lo visse in prima persona.

Le voci dei protagonisti – giovani, reduci, donne al loro primo voto -, oggi ormai centenari, rievocano le emozioni, le incertezze e le speranze che accompagnarono quei giorni fondamentali per la nostra Italia. Un coro al quale si accompagnano le ricostruzioni storiche, i pensieri e i dubbi anche intimi dei leader politici e le zone d’ombra legate alla votazione: dalle incertezze dei conteggi alle contestazioni giuridiche, dalle polemiche sui brogli al mistero tuttora irrisolto delle schede distrutte. Ne emerge il ritratto di un’Italia divisa, sospesa tra la spinta al cambiamento e il desiderio di stabilità, ma che racchiudeva in sé il germe della speranza.  



Alfonso Celotto, napoletano, è avvocato e insegna Diritto costituzionale nell’Università Roma tre. Ha lavorato come Capo di gabinetto e Capo Ufficio legislativo di vari ministri. Viene spesso chiamato da giornali, radio e televisioni come esperto di burocrazia e di istituzioni, anche per avvicinare i giovani alla comprensione e al rispetto della nostra Costituzione. Tra i suoi libri ricordiamo: L’enigma della successione (Feltrinelli, 2021), Fondata sul lavoro (Mondadori, 2022), Indissolubile (Mondadori, 2024) e Oligocrazia (Bompiani, 2026).


Giulia Guerrini, viterbese, è avvocato giuslavorista, specializzata in relazioni industriali e in situazioni aziendali complesse. Per Mondadori ha pubblicato un giallo ambientato a Napoli, Il rosso e Viola (2025).


Alfonso Celotto, Giulia Guerrini, Viva il Re! Viva la Repubblica!, pp. 288, 20