lunedì 18 maggio 2026

CINEMA E LIBRI | A Roma la prima presentazione de L’amore cremisi: gli amori impossibili di uno sceneggiatore che scambia la vita per un film nel romanzo di Claudio Sestieri


 

A Roma la prima presentazione de “L’amore cremisi”:
gli amori impossibili di uno sceneggiatore che scambia la vita per un film nel romanzo di Claudio Sestieri

Saranno presenti la regista Wilma Labate, l’editor Claudio Ceciarelli e l’attore Massimo Wertmüller

Appuntamento venerdì 22 maggio alle ore 18.30 presso la Libreria Eli di Viale Somalia. Il libro è edito da Marlin Editore

 

A Roma venerdì 22 maggio 2026 alle ore 18.30 si terrà presso la Libreria Eli (Viale Somalia 50/a), la presentazione del romanzo L’amore cremisi dell’autore Claudio Sestieri, edito da Marlin Editore (Collana Il portico, € 16,00). 


All’appuntamento romano - ingresso libero fino ad esaurimento posti - parteciperanno la regista e sceneggiatrice Wilma Labate, l’editor Claudio Ceciarelli, l’attore e doppiatore Massimo Wertmüller.


Il romanzo di Claudio Sestieri, con protagonista uno sceneggiatore romano che scambia la vita per un film, ripercorrendo un’estate decisiva, sospeso tra due amori impossibili e l'incapacità di lasciarsi davvero il passato alle spalle, sarà nelle librerie dal 12 giugno.

Sinossi
Giunto sulla soglia di un imbarazzante turning point, tra una giovinezza protratta fin troppo a lungo e l’ombra della vecchiaia, Luca Volpati, sceneggiatore di apparente successo, osserva dalla sua terrazza arrampicata su una collina di Roma Nord il plastico della città e riannoda le fila di una stagione della sua vita. Cosa è accaduto in quell’intensa estate del 2012 capace di cambiare per sempre la routine della sua esistenza? Come possono essersi incrociati i passi sconnessi di due amori altrettanto impossibili? Quello per una ragazza tanto fascinosa quanto spiazzante e quello legato a un matrimonio fallito che Luca non riesce però ad archiviare del tutto. Ed ecco così che Marcella, l’ex moglie che resiste alla logica del tempo e della ragionevolezza, Ottilia, la commessa di un video store capace di concedersi e negarsi apparentemente senza senso, e gli altri personaggi della sua vita finiscono per trasformarsi in colori del quaderno a cui Luca affida da chissà quando emozioni e ritratti e in cui il Cremisi è diventato l’espressione di un intenso piacere o di una gratificante passione. Il quaderno su cui accumulare e poi risfogliare punti di vista, bizzarrie, confessioni, memorie e rimpianti di uno sconfitto di successo. Tra desiderio e disincanto, attraversando il mondo del cinema romano, L’amore cremisi è una sorta di giallo dell'anima nel quale, pagina dopo pagina, domandarsi cosa resterà al nostro io narrante della sua estate epocale.

Claudio Sestieri
Vive e lavora Roma come regista e autore per la tv e il cinema. Negli anni ’80 realizza programmi di successo come Un sacco Verdone e la serie Indagine sui sentimenti, ultima apparizione di Ubaldo Lay nel ruolo di Sheridan. Dal 1989 al 1994 lavora come autore, produttore e regista per il Settore Sperimentale della Rai, realizzando numerosi special, cortometraggi, docu-film come la serie Notti d’Europa e la serie Collezione Privata, per la quale firma le regie con Mario Martone e Cristina Comencini. Ha scritto e diretto sei lungometraggi: per la televisione, Infiltrato (1996, RaiUno) con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova, e La strada segreta (1999, RaiDue) con Irene Ferri e Toni Bertorelli; per il cinema, Dolce Assenza (1986), scritto con Sandro Petraglia, con Sergio Castellitto e Jo Champa, Barocco (1991) con Cristina Marsillach e Ottavia Piccolo, Chiamami Salomè (2008) con Ernesto Mahieux ed Elio Germano, Seguimi (2018) e La fabbrica di Salomé (2026). Ha pubblicato Segreto di Stato, la verità da Gladio al caso Moro (Einaudi, 2000 - Sperling & Kupfer, 2008), best seller scritto con Giovanni Fasanella e Giovanni Pellegrino, Premio Capalbio 2001, e i romanzi Le seduzioni del destino (Editori Riuniti, 2010), L’aria di nuotare (Raffaelli Editore, 2020) e L'amore cremisi (Marlin, 2026).

Marlin Editore. Fondata da Tommaso e Sante Avagliano a Cava de’ Tirreni (SA), è una casa editrice indipendente con un progetto editoriale che ruota attorno alla Storia e alla Memoria, privilegiando una narrazione del reale che investe sia il passato che il presente. Le pubblicazioni spaziano tra narrativa moderna e contemporanea, saggistica storica, attualità sociale e politica, memorialistica. ll lavoro iniziato nei primi anni Ottanta con la Avagliano editore, continua quasi cinquant’anni dopo con una passione e un impegno rinnovati sul fronte della valorizzazione dei talenti e della diffusione della lettura. Confortati dal pescespada Marlin mutuato dal nume tutelare della casa editrice, Ernest Hemingway. 

 

DA GIOVEDI' 21 MAGGIO LA BOLLA DELLE ACQUE MATTE DI ANNA DI FRANCISCA ALL'AZZURRO SCIPIONI DI ROMA

 

Da giovedì 21 maggio

al Cinema Azzurro Scipioni di Roma

 

La bolla delle acque matte
di Anna Di Francisca

 

 

Giovedì 21 maggio alle 21.00 incontro in sala con la regista, il cast e l’autore delle musiche Paolo Perna.

Modera Massimo Righetti.

 

Sabato 23 maggio alle 19.00 incontro in sala con la regista e il giornalista pakistano Ejaz Ahmad sul tema UN MONDO SENZA FRONTIERE.

 

In sala dall'11 maggio 2026

distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film

 

Il film sarà in programmazione all’Azzurro Scipioni fino al 27 maggio

 

Come può un sindaco di un piccolo borgo terremotato ripopolare il proprio paese?

 

Dopo la presentazione in anteprima assoluta come Evento Speciale alla 44esima edizione del Bellaria Film Festival e il Premio Zefiro come Miglior Attore a Fausto Russo Alesi, arriva al Cinema Azzurro Scipioni di Roma,  “La bolla delle acque matte”, lungometraggio dramedy diretto da Anna Di Francisca (La bruttina stagionata; Due uomini, quattro donne e una mucca depressa; Evelyne tra le nuvole) e interpretato da Fausto Russo Alesi, Jaele Fo, Lucia Vasini, Sidy Diop, Ida Sansone, Igor Štamulak, Kel Giordano, Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen e Suleman Ahmed. 

Il film, distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film, sarà accompagnato da regista e cast in un tour che toccherà diverse città italiane. Giovedì 21 maggio al Cinema Azzurro Scipioni alle 21.00, la regista, il cast e l’autore delle musiche Paolo Perna introdurranno il film con Massimo Righetti. Il film resterà in programmazione all’Azzurro Scipioni fino al 27 maggio.

 

La programmazione completa al link: https://www.kiofilm.com/la-bolla-delle-acque-matte/ 

Il film, che ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di film d’essai, è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli-Venezia Giulia, MIC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027– Umbria Film Fund 2022. Prodotto da Marta Zaccaron e Fabiana Balsamo per Incipit Film, una co-produzione con la Slovenia con Igor Pediček per Casablanca (Premio Oscar nel 2002 per No man's land di Danis Tanović), Tanja Prinčič e Jure Teržan per Korektif, e Rtv Slovenia. Sceneggiato dalla regista con Laura Fischetto, il film si avvale della direzione della fotografia di Sara Purgatorio CCS, AMC, del suono di Francesco Cavalieri, del montaggio di Davide Miele, delle musiche di Paolo Perna, del casting di Sonia Broccatelli e delle scenografie di Luciano Cammerieri e Helena Calvarese e dei costumi di Susanna Ferrando.

 

La bolla delle acque matte” è ambientato in un piccolo isolato borgo di montagna dell’Umbria, ferito da un terribile terremoto. Le paludi della burocrazia ne impediscono la rinascita. Se la realtà è troppo dura non resta che affidarsi al sogno: un ristorante multietnico i cui sapori inebrianti, misteriosi ed evocativi possano trasformare un grigio presente in un domani colorato come i fiori della piana di Castelluccio. Dopo aver superato conflitti, aggressioni, pregiudizi, smantellato piantagioni d’oppio e sfiorato una storia d’amore con Jaele Fo, una psicologa truffatrice, il Sindaco (Fausto Russo Alesi) trova la soluzione in una cucina umbro-senegalese-pakistana. Una piccola rivoluzione che segnerà l’inizio di una nuova era. 

Il film  sottolinea la regista - vuole essere un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato”. 

Il film ha ottenuto il patrocinio dell'AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, la principale rete italiana delle organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione internazionale che ha scelto il film perché “…è un racconto di comunità che non si arrendono, che scelgono di restare e di ricostruire aprendosi all’incontro tra persone provenienti da esperienze e culture diverse. Proprio in questo intreccio tra radici e nuove presenze si intravede la possibilità di una rinascita autentica, capace di generare convivenza, solidarietà e futuro”.

Premio Ciampi: pubblicato il bando di concorso per l'edizione 2026 ::: La finale il 13 novembre al Goldoni di Livorno

 

PREMIO CIAMPI 2026

 

pubblicato il bando di concorso 2026 del Premio Ciampi Città di Livorno

scade il 31 luglio la domanda per le iscrizioni

La serata finale il 13 novembre al Teatro Goldoni di Livorno

 

Si aprono ufficialmente le iscrizioni per la ventinovesima edizione del Premio Ciampi. È infatti online il nuovo bando di concorso – scaricabile dal sito ufficiale www.premiociampi.it – aperto ad artisti singoli o costituiti in gruppo. I partecipanti dovranno presentare, entro il 31 luglio, due canzoni di cui siano autori e, facoltativamente, una propria interpretazione di un brano di Piero Ciampi, che verrà valutata separatamente dalla Giuria.

 

Durante la serata finale di questa edizione, prevista per il 13 novembre presso il Teatro Goldoni di Livorno, verranno consegnati i vari riconoscimenti che da molti anni a questa parte contraddistinguono la manifestazione dedicata al poeta e musicista scomparso prematuramente nel 1980.

Al tradizionale premio per il vincitore del Concorso Nazionale e a quello per la migliore interpretazione di un brano di Piero Ciampi, si aggiungono anche i Premi Speciali e quelli alla Carriera. Inoltre, in sintonia con le passioni del grande artista livornese, gli organizzatori hanno allargato gli orizzonti e gli interessi, attivando delle sezioni legate ad altre forme espressive: il Premio Valigie Rosse per la poesia, il Premio L'Altrarte per le arti visive e performative ed il Premio Ciampi a Fumetti.

 

Si rinnova, inoltre, la collaborazione fra il Premio Ciampi e l'Arci, associazione che negli anni ha saputo creare una rete di circoli che, in tutta Italia, propongono musica legata alla ricerca ed all’innovazione. A conferma di questo nuovo ed importante legame l’Arci assegnerà, anche quest’anno, un suo Premio Speciale che verrà consegnato durante la serata finale.

 

Il Premio Ciampi prosegue il percorso intrapreso trent’anni fa, che ha portato la città di Livorno ad essere un punto di riferimento importante per quanto riguarda non solo la scena musicale nazionale, ma anche quella artistica in generale.

 

Ricordiamo che il Premio Ciampi è promosso dall’Associazione culturale Premio Ciampi in collaborazione con Arci, Comune di Livorno, Regione Toscana, Fondazione Livorno e Fondazione Teatro Goldoni.

 

Per informazioni:

Associazione Culturale Premio Ciampi

www.premiociampi.it

Torna MilleLibri, la rivista italiana sui libri | Dal 20 maggio in edicola


 

TORNA «MILLELIBRI», LA RIVISTA ITALIANA SUI LIBRI

 

La storica testata torna in una veste tutta nuova mantenendo lo spirito originale,

con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per lettori e operatori del settore di tutta Italia.

Nel primo numero il “Concorso MilleLibri” mette in palio un contratto di pubblicazione per autori esordienti.

La presentazione si è tenuta al Salone del Libro di Torino

Torna «MilleLibri», la storica rivista italiana dedicata ai libri e alla letteratura, in una veste completamente rinnovata che ne conserva lo spirito originario e ambisce a diventare un punto di riferimento per lettori e professionisti del settore in Italia.

 

Il lancio ufficiale si è tenuto al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso ristorante/lounge La Terrazza all'interno del Salone del Libro al primo piano dell'Oval.

 

Edita dalla casa editrice milanese Sprea, con cadenza mensile (in uscita ogni 20 del mese), «MilleLibri» si avvale della collaborazione di firme autorevoli del giornalismo culturale e letterario, tra cui Tommaso Gurrieri (a cui è affidato anche il ruolo di coordinamento della redazione), Leonetta Bentivoglio, Susanna Nirenstein, Laura Montanari, Simone Innocenti, Luca Scarlini e Gabriele Ametrano.

 

“«MilleLibri» non è una rivista qualsiasi. È un modo di orientarsi tra i libri che oggi torna a essere necessario, soprattutto all’interno di una sovraproduzione come quella a cui assistiamo oggi: ogni anno in Italia vengono pubblicati più di 70.000 volumi”, ha dichiarato l’AD di Sprea Alessandro Agnoli, sottolineando il ruolo che la testata intende assumere nel panorama editoriale contemporaneo.

 

I CONTENUTI

 

«MilleLibri» torna per colmare uno spazio editoriale oggi poco presidiato: una rivista dedicata ai libri e al piacere della lettura, capace di parlare sia ai lettori abituali sia a chi vuole avvicinarsi a questo mondo. Il tono sarà accessibile ma autorevole, con contenuti ricchi e coinvolgenti.

 

Ogni numero offrirà recensioni, rubriche, interviste, approfondimenti, giochi e percorsi tematici, raccontando il mondo attraverso i libri con uno sguardo ampio e contemporaneo.

 

La cover story del primo numero è dedicata al Premio Strega: la redazione ha analizzato i dodici finalisti e individuato il proprio vincitore dell’80ª edizione. Il numero d’esordio ospita inoltre interviste ad Aurelio Picca, alla traduttrice Ilide Carmignani e all’illustratore Sergio Olivotti.

 

La rivista proporrà anche un concorso rivolto ai nuovi autori. Ogni mese sarà messo in palio un contratto di pubblicazione con una prestigiosa casa editrice, diversa per ogni numero. Un’iniziativa che rappresenta una grande opportunità per autori, scrittori ed illustratori offrendo loro la possibilità concreta di vedere il proprio talento riconosciuto e valorizzato nel mondo editoriale.

 

LA CASA EDITRICE

 

Sprea Editori, con circa 80 testate pubblicate in edicola, un portfolio di 50 calendari e 14 portali web, è uno dei principali editori italiani.

 

Oltre che in Italia, pubblica anche in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia. Tra le testate note al grande pubblico vi sono quelle nel settore dell’arredo casa (CasAntica, Casa Chic, Vivere Country – e le rispettive edizioni francesi “Maison chic” e “Vie à la Campagne”), giardinaggio (“Il Mio Giardino” e “Pollice Verde”), food (“Ricette per la mia friggitrice ad aria”, “La mia cucina Vegetariana” e “We Veg”), fotografia (“Il Fotografo”), informatica (“Computer Idea” e “Win Magazine”), creatività (“Mani di Fata”, “La mia Boutique”, “Profilo”), motori (“BBC Top Gear”, “Youngtimer & Retrò”, “Motorrad”).

 

Inoltre Sprea è partner per l’Itali di BBC, pubblicando le testate “BBC Top Gear”, “BBC History”, “BBC Scienze”, “BBC Sky at night”). Azienda fondata nel 1993 dall’attuale Presidente Luca Sprea, e con un board giovanissimo, capitanato dall’Amministratore Delegato Alessandro Agnoli, e i Consiglieri Giulia Spreafico e Stefano Pernarella, è uno degli editori più frizzanti, vivaci e di successo del panorama italiano.

 

 

venerdì 15 maggio 2026

La storia del cinema in 100 sequenze

 

La storia del cinema in cento sequenze


Cristian Micheletti debutta in libreria

con un viaggio tra le scene che hanno segnato lo schermo.

 


 

Spesso il legame profondo con il grande schermo non nasce dall'intera durata di una pellicola, ma dalla forza di un singolo frammento capace di imprimersi nella memoria. Partendo dal desiderio di decifrare cosa renda un'immagine persistente nel tempo, Cristian Micheletti – già punto di riferimento per il racconto cinematografico sui canali social con il suo "The next line" – approda nelle librerie dal 15 maggio con il volume "100 scene cult che ti faranno amare il cinema", edito da Burno.


L'opera non si presenta come una mera graduatoria di eccellenze, bensì come un itinerario ragionato attraverso un secolo di evoluzione visiva. Micheletti accompagna il lettore in un'esplorazione che intreccia generi e linguaggi diversi, spaziando dai passaggi più celebrati a piccoli frammenti meno noti che hanno comunque saputo deviare il corso della percezione spettatoriale. È un viaggio nel cuore pulsante della settima arte, dove l'analisi tecnica si fonde con la riflessione culturale e l'emozione personale, offrendo nuovi strumenti per guardare ciò che scorre sullo schermo.


Attraverso una narrazione fluida e attenta, l'autore indaga quell'esatta intuizione o quel guizzo creativo in grado di trasmutare una semplice sequenza in un riferimento universale. Fotogramma dopo fotogramma, il libro invita a riscoprire le radici del nostro immaginario, spingendo chi legge a farsi sorprendere nuovamente da quella capacità propria del cinema di parlare di noi e del nostro mondo. Queste pagine rappresentano un invito aperto a osservare la realtà attraverso la lente della bellezza e dell'idea, celebrando il potere eterno della narrazione per immagini.

SMART WORKING | La commedia di Svevo Moltrasio, con Maccio Capatonda, Sara Lazzaro e Maurizio Nichetti dal 4 giugno al cinema

 

IDEACINEMA, ITALIAN INTERNATIONAL FILM e VISION DISTRIBUTION
presentano

LA NUOVA COMMEDIA DI SVEVO MOLTRASIO CON MACCIO CAPATONDA, SARA LAZZARO E MAURIZIO NICHETTI AL CINEMA DAL 4 GIUGNO CON VISION DISTRIBUTION

Il cast sarà protagonista di una serata speciale al Milano Film Fest dedicata al film, giovedì 4 giugno alle 21.30 al Cinema Anteo

Guarda il trailer: QUI
 

 Arriva il 4 giugno al cinema Smart Working, il nuovo film scritto e diretto da Svevo Moltrasio, distribuito da Vision Distribution. Una commedia contemporanea e surreale che racconta, con ironia e spirito il caos nascosto dietro il lavoro da remoto, trasformando una tranquilla casa borghese nel teatro di un’invasione tragicomica fatta di colleghi ingestibili e disastri quotidiani. Nel cast del film Maccio Capatonda e Sara Lazzaro, affiancati da Alessandro Tiberi, Giulia Bolatti e Svevo Moltrasio, con la partecipazione straordinaria di Maurizio Nichetti.

Smart Working è una produzione Ideacinema, Italian International Film e Vision Distribution, in collaborazione con Rai Cinema e in collaborazione con SKY ed è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni.
Giovedì 4 giugno alle 21.30 presso il Cinema Anteo, il cast sarà protagonista di una serata speciale al Milano Film Fest.

Al centro della storia c’è Giuliano, convinto che lo smart working abbia finalmente migliorato la sua vita: meno stress, più tempo libero, una famiglia serena e la possibilità di costruire un futuro migliore insieme alla moglie Laura, aspirante scrittrice in attesa del loro secondo figlio. Ma quando l’azienda minaccia di eliminare il lavoro da remoto a causa della scarsa produttività dei dipendenti, Giuliano decide di intervenire personalmente per aiutare i colleghi a “lavorare meglio”. Una scelta che porterà però tutti loro — uno dopo l’altro — a trasferirsi direttamente a casa sua, trascinando la famiglia in una spirale di situazioni assurde, convivenze impossibili e follia crescente.

Con Smart Working, Svevo Moltrasio firma una commedia che osserva da vicino le trasformazioni sociali e culturali degli ultimi anni, raccontando il conflitto tra mondi incapaci di comunicare davvero: quello della borghesia intellettuale e quello più istintivo e popolare dei colleghi protagonisti del film. Girato a Torino, il film alterna una prima parte sofisticata e quasi alleniana a una progressiva deriva corale e caotica, dove gli spazi si restringono e la comicità si fa sempre più fisica e imprevedibile.

Ministero della cultura - Opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo; realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 - "bando Piemonte Film TV Fund" unitamente al supporto di Film Commission Torino Piemonte; e con il patrocinio del Comune di Torino. Smart working è un Green Film.

BAARIA FILM FESTIVAL - SECONDA EDIZIONE DAL 22 AL 27 GIUGNO 2026 - Il primo festival italiano interamente dedicato al cinema insulare con lungometraggi e corti

 

Baarìa Film Festival

II edizione | Bagheria | 22-27 giugno 2026

 

Dal 22 al 27 giugno 2026, torna il Baarìa Film Festival (BAAFF). Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione. Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi Maree e a cortometraggi Approdi, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.

Al BAAFF le isole diventano – attraverso il cinema - un avamposto narrativo di osservazione sul contemporaneo. Micro universi culturali, luoghi di partenza da cui costruire nuovi inizi, spazio di possibilità, utopie, racconti e trasformazioni. È in questa prospettiva che il Baarìa Film Festival costruisce la propria identità, proponendosi come luogo di incontro tra storie, linguaggi e visioni provenienti da differenti contesti insulari.

Bagheria, terra natale di figure di spicco della cultura italiana come il regista Giuseppe Tornatore, il pittore Renato Guttuso, il fotografo Ferdinando Scianna e il poeta Ignazio Buttitta, diviene luogo d’incontro per opere, autori, interpreti, registi emergenti e cineasti affermati, chiamati a confrontarsi con l’immaginario insulare. Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità. La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.

 

LE GIURIE | BAAFF 2026

I premi, riproduzioni artistiche di uno dei “mostri” a guardia della celebre Villa Palagonia, simbolo di Bagheria, sono assegnati da una giuria composta da personalità di primo piano del mondo del cinema e della cultura italiana, a testimonianza dell’attenzione del festival verso una varietà di linguaggi e sguardi, e da una giuria popolare formata da studenti delle scuole superiori bagheresi, a sottolineare il dialogo tra professionisti e nuove generazioni. A presiedere la Giuria del Concorso internazionale lungometraggi sarà CLAUDIA GERINI, attrice e regista, protagonista di una carriera ricca e trasversale tra autorialità e grande pubblico.  Con lei giudicheranno i lungometraggi in competizione: MIMMO CALOPRESTI, regista e sceneggiatore, maestro del cinema verità, DINO ABBRESCIA, attore tra i più amati del cinema e della televisione e MARIA VERA RATTI, tra le interpreti più interessanti ed eleganti delle nuove generazioni. Accanto a loro, la Giuria del Concorso internazionale cortometraggi vede la presenza di SUSY LAUDE, attrice, regista e autrice creativa e versatile, il PROF. FRANCESCO LO PIPARO, raffinato linguista e filosofo, l'attore bagherese ORIO SCADUTO, protagonista del film vincitore della sezione corti della prima edizione del Festival, e FRANCESCA LA MANTIA, autrice e documentarista impegnata nei temi civili e nella trasmissione della memoria.

 

ANTEPRIME ITALIANE BAAFF | anticipazioni

In MAREE - Concorso Internazionale Lungometraggi due le anteprime nazionali:

 

BLUE HERON di Sophy Romvari

Presentato al Toronto International Film Festival 2025, Premio per il Miglior Primo Film alla 78ª edizione del Festival di Locarno. Acclamato dalla critica e dai festival, il debutto della regista canadese-ungherese Sophy Romvari ha beneficiato di un forte passaparola, che lo ha reso uno dei titoli più apprezzati da critica e pubblico. Blue Heron è un dramma semi-autobiografico che esplora le difficoltà di una famiglia ungherese-canadese alla fine degli anni ’90, dopo il trasferimento sull’isola di Vancouver. Raccontato dal punto di vista della figlia più giovane, Sasha, il film cattura una crisi familiare silenziosa e carica di tensione, incentrata sul comportamento pericoloso e sulle difficoltà legate alla salute mentale del fratello maggiore, Jeremy. Per rielaborare i dolorosi ricordi familiari Romvari fa ricorso al potere di una straordinaria immaginazione, mescolando memoria, documentario e finzione. Racconta la regista: "Volevo rompere gli orizzonti della classica storia di formazione per parlare delle imperfezioni nella rappresentazione cinematografica della memoria".

Sinossi | Fine anni ’90. Lo sguardo della piccola Sasha svela gradualmente le dinamiche tra i sei membri della sua famiglia, che si è appena trasferita sull’isola di Vancouver. Lo slancio del nuovo inizio è però interrotto dai comportamenti sempre più pericolosi del fratello maggiore Jeremy.

KIDNAPPING INC. di Bruno Mourral

L’opera prima del regista haitiano, presentata in anteprima al Sundance, è un scoppiettante crime-comedy thriller, interamente girata ad Haiti. La storia segue due criminali maldestri che, alle prese con quello che sembra un semplice rapimento, finiscono loro malgrado al centro di un complotto politico. Mourral ha dichiarato che “Kidnapping Inc.” è un omaggio agli haitiani comuni, molti dei quali hanno visto le loro vite sconvolte da rapimenti, violenza delle gang e corruzione. «È un processo di resilienza», ha affermato. «Quando c’è così tanta oscurità, è un modo per riuscire a intravedere un po’ di luce».

Sinossi | l figlio di un ricco candidato alla presidenza haitiana è appena stato rapito. I sequestratori chiedono un riscatto ingente. Doc e Zoe sono due gangster improvvisati — e fanatici di calcio — che devono consegnare il giovane al loro spietato capo. Zoe uccide accidentalmente il loro ostaggio, figlio del candidato. Nel mentre si imbattono in Patrick e nella moglie Laura, incinta di nove mesi. La giovane coppia deve, a tutti i costi, prendere un volo per lasciare Haiti e far nascere il bambino negli Stati Uniti, così da ottenerne la cittadinanza. La grande sfortuna di Patrick è che somiglia esattamente al figlio morto del senatore. Nel pieno di una campagna elettorale infuocata e di un clásico Barça-Real, Doc e Zoe si ritrovano al centro di una cospirazione politica.

 

BAAFF | IL MANIFESTO ovvero il Senso dell’insularità

Nell’immagine scelta per la II edizione del BFF l’isola appare per una metà emersa alla luce mentre l’altra resta nel profondo. Appare e scompare, si solleva dal mare e allo stesso tempo vi rimane immersa. Un subacqueo risale: attraversa il confine fragile tra ciò che si vede e ciò che si intuisce, come lo sguardo che, dal buio della sala, emerge verso l’immagine. La foto suggerisce l’insularità come luogo di origine, separazione, mistero ma anche rinascita, spazio magico dove l’uomo ricrea il mondo e lo trasforma. L’isola, come il cinema, è luogo di passaggio continuo tra profondità e superficie, tra ciò che diventa visibile sullo schermo e ciò che, restando invisibile, continua a generare storie, memorie e immaginari.

 

BAAFF | I LUOGHI

La rassegna prevede proiezioni pomeridiane in sala e suggestive serate all’aperto, ospitate in una delle spettacolari ville nobiliari della città. Attorno al nucleo centrale delle proiezioni, il festival animerà diversi luoghi di Bagheria con un ricco programma di eventi collaterali: incontri con gli autori, masterclass, dibattiti e momenti di approfondimento.

VILLA CATTOLICA  - proiezioni serali all'aperto | La villa settecentesca, gioiello del barocco, ospita il Museo Renato Guttuso, dedicato al celebre pittore siciliano, che nel 1973 donò i suoi capolavori alla sua città natale.

PALAZZO BUTERA - masterclass e incontri mattutini | Capolavoro del barocco siciliano, simbolo della nobiltà isolana, è uno degli edifici più antichi della città ed oggi è sede del Comune di Bagheria.

VILLA RAMACCA - Gala inaugurale | Ai piedi di Monte Catalfano e rivolta verso il mare, una magnifica residenza settecentesca nota anche per il suo giardino ricco di piante esotiche.

CINEMA CAPITOL - proiezioni pomeridiane | Storica sala bagherese, nata negli anni ’50, completamente rinnovata, è un punto di incontro per gli amanti del cinema.

 

BAAFF | FORMAZIONE E COLLABORAZIONI

Anche quest'anno il Centro Sperimentale di Cinematografia sarà al fianco del Festival. La sezione siciliana del CSC, sotto la direzione artistica di COSTANZA QUATRIGLIO, presenterà una selezione fuori concorso di cortometraggi realizzati dai suoi studenti;

Il Baarìa Film Festival è prodotto dall'Associazione Culturale Kinema con il sostegno del Comune di Bagheria.

 

Rai Cultura e Rai Radio 3 sono Media Partner del Festival con Tele One, Radio IN e CinéMoi.


Main sponsor: Almaviva Blubit, Enel, Villa Ramacca

CHIESI ITALIA AL FIANCO DI CIAK SI CREA – TRAME DI PERIFERIA: PREMIATA LA CREATIVITÀ CINEMATOGRAFICA DI OLTRE 1.500 STUDENTI SUL TEMA "ARIA PULITA

 

CHIESI ITALIA AL FIANCO DI "CIAK SI CREA – TRAME DI PERIFERIA": PREMIATA LA CREATIVITÀ CINEMATOGRAFICA DI OLTRE 1.500 STUDENTI SUL TEMA "ARIA PULITA"

Appuntamento il 15 maggio presso l'Auditorium della Scuola Regina Mundi di Milano, nel quartiere Corvetto, con la manifestazione "Che aria tira… Trame di periferia ".

In programma la proiezione dei cortometraggi realizzati dagli studenti di tre Istituti Comprensivi di Milano, Martina Franca e Modica e la premiazione dei vincitori.


Milano, 15 maggio 2026. Chiesi Italia sostiene il progetto Ciak Si Crea – Trame di Periferia, seconda edizione dell’iniziativa dedicata alle scuole, che valorizza l’uso consapevole del linguaggio audiovisivo come strumento di partecipazione, inclusione e valorizzazione dei contesti territoriali - promossa e ideata da 3 Elle ETS, fondata dall’attrice Sarah Maestri e attiva da anni in progetti educativi e culturali a impatto sociale.

Il progetto coinvolge oltre 1.500 studenti tra Milano, Modica e Martina Franca e si chiude oggi con la manifestazione "Che aria tira…Trame di periferia" presso l'Auditorium della Scuola Regina Mundi di Milano, nel quartiere Corvetto, alla presenza di Susanna Mantovani, Garante dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza del Comune di Milano e Alessandro Verri, consigliere del Comune di Milano.

Durante l’evento, culmine di un percorso educativo e culturale che ha dato voce a migliaia di giovani attraverso il linguaggio cinematografico, sono stati presentati i tre cortometraggi realizzati dagli studenti ed è stata annunciata l’opera vincitrice. I corti sono stati prodotti dagli studenti della Scuola Regina Mundi del quartiere Corvetto di Milano (Lombardia), dell’Istituto Comprensivo Statale Raffaele Poidomani di Modica (Sicilia) e dell’Istituto Comprensivo Statale Aosta Marconi di Martina Franca (Puglia). Spazio anche alla scoperta del Sentiero del Respiro, il percorso naturalistico-educazionale nel cuore delle Dolomiti bellunesi promosso da Chiesi Italia, con la proiezione di un suggestivo video dedicato al progetto.

Ciak Si Crea – Trame di Periferia, iniziativa realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da MiC e MIM, con il contributo incondizionante di Chiesi Italia S.p.A., ha coinvolto 3 istituti comprensivi sviluppati complessivamente in 10 plessi scolastici, in tre territori simbolo delle periferie italiane. A guidare l'iniziativa, un team composto da formatori e docenti, che ha affiancato gli studenti (dai 5 ai 13 anni) in un viaggio formativo e creativo attraverso il potere espressivo del cinema.

Il progetto pone al centro l'importanza dell'aria pulita, la sostenibilità ambientale e la salute respiratoria, raccontati direttamente dai ragazzi attraverso la creazione di tre cortometraggi originali. Un viaggio da Nord a Sud alla scoperta delle diverse interpretazioni delle giovani generazioni sul tema della qualità dell'aria e sul suo collegamento con il benessere del proprio territorio e della società. Il cinema diventa così strumento per dare voce, creare legami e rendere visibile il futuro: ogni cortometraggio è l'espressione autentica delle emozioni dei ragazzi, nata dall'unicità dell'esperienza collettiva del lavoro di gruppo.

L’obiettivo è sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza della qualità dell’aria e, più in generale, del rapporto tra ambiente e salute. Un messaggio tanto più urgente se si considerano i dati: le malattie respiratorie croniche rappresentano la terza causa di morte in Italia, con una stima di oltre 50.000 decessi l'anno e costi diretti e indiretti pari a 45,7 miliardi di euro. Numeri in crescita, non solo per l'invecchiamento della popolazione, ma anche per gli effetti della pandemia da Covid-19. Il progetto offre opportunità soprattutto ai ragazzi che vivono in situazioni economiche o sociali svantaggiate, rendendoli parte attiva e non semplici spettatori, e dando vita a uno spirito critico per formare nuovi cittadini protagonisti del proprio destino e del proprio territorio.

Il percorso formativo, sviluppato nell’anno scolastico 2025/2026 con oltre 200 ore di attività, ha coinvolto tutte le fasce scolastiche nei tre territori. Dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di primo grado, il lavoro ha spaziato dal linguaggio visivo ai mestieri del cinema. Le proiezioni guidate hanno accompagnato i ragazzi verso una lettura più consapevole delle immagini, fino ai laboratori di filmmaking. Da qui sono nati i cortometraggi finali, dedicati alla qualità dell’aria, all’ambiente, alla comunità e al territorio, con attenzione anche alle disuguaglianze.

Ciak Si Crea – Trame di Periferia è in linea con gli obiettivi di Chiesi Italia, azienda biofarmaceutica con lo status giuridico di Società Benefit e certificata B CorpTM, che si impegna a esercitare un impatto positivo sull'ambiente e sulla società, sostenendo iniziative che generano valore condiviso nelle comunità in cui opera.

«Siamo orgogliosi di supportare anche questa seconda edizione di Trame di Periferia, che affronta con approccio creativo e coinvolgente temi a noi molto cari come la qualità dell'aria, la salute respiratoria e la sostenibilità ambientale - dichiara Raffaello Innocenti, CEO & Managing Director di Chiesi Italia –. In qualità di Società Benefit e azienda certificata B Corp, crediamo fortemente nel valore della sensibilizzazione e della formazione delle giovani generazioni, affinché diventino cittadini consapevoli e protagonisti del cambiamento futuro. Questo progetto è perfettamente in linea con il nostro impegno, che si traduce in iniziative concrete sui temi di salute, ambiente ed educazione».

«"Che Aria Tira… Trame di periferia" è il momento celebrativo di Ciak si Crea, un progetto che ho ideato per ascoltare davvero i ragazzi e offrire loro uno spazio autentico di espressione. Per noi di 3 Elle l'educazione è il cuore: crediamo nel cinema come strumento capace di generare consapevolezza, senso critico e partecipazione. I cortometraggi realizzati nei territori raccontano storie vere che, attraverso il tema dell'aria pulita – intesa come benessere per tutti – restituiscono uno sguardo vivo e contemporaneo», commenta Sarah Maestri, Presidente e Fondatrice di 3 Elle ETS.

“Gli scambi e i linguaggi espressivi sono grandi opportunità per sollecitare ragazzi e ragazze a osservare il mondo che li circonda, a formare le proprie opinioni e ad agire in modo costruttivo e a lavorare insieme per migliorare il futuro di tutti", sottolinea Susanna Mantovani, Garante dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Milano.

“Coinvolgere i giovani attraverso strumenti creativi e linguaggi vicini alla loro sensibilità significa renderli protagonisti attivi del futuro delle nostre comunità specie per chi cresce nelle periferie e che spesso viene dimenticato dalle istituzioni - dichiara Alessandro Verri, Consigliere comunale del Comune di Milano -. La creatività e il lavoro di gruppo rappresentano strumenti straordinari per trasmettere valori importanti come il rispetto dell’ambiente, la prevenzione e la tutela della salute. Progetti come questo hanno il merito di avvicinare ragazzi e territorio, stimolando partecipazione, consapevolezza e senso di appartenenza. Educare le nuove generazioni alla cura del bene comune significa investire concretamente nel futuro della nostra città e del nostro Paese”.

Mostra DALLA TESTA AI PIEDI Il corpo nella Collezione Würth dal 18 maggio 2026 all'11 settembre 2027 Art Forum Würth Capena

 

Art Forum Würth Capena

Dalla testa ai piedi

Il corpo nella Collezione Würth

 

18.05.2026 – 11.09.2027

In occasione del suo ventesimo anniversario, l’Art Forum Würth Capena presenta, dal 18 maggio 2026 all’11 settembre 2027, “Dalla testa ai piedi. Il corpo nella Collezione Würth”, una grande collettiva che riunisce oltre 50 opere, realizzate tra il 1888 e il 2020, di una ricca selezione di artisti internazionali, tra i quali Hans (Jean) Arp, Magdalena Abakanowicz, Georg Baselitz, Fernando Botero, Francesco Clemente, Giorgio de Chirico, Jan Fabre, Antony Gormley, Alex Katz, Arnulf Rainer, Marc Quinn e Andy Warhol. Dipinti, sculture, fotografie, collage e stampe compongono un racconto articolato e corale che attraversa più di un secolo di storia dell’arte, permettendo di osservare come il corpo umano sia diventato specchio, simbolo e misura dei mutamenti culturali e sensibili della modernità. La mostra accosta artisti lontani per epoca, linguaggi e poetiche, creando dialoghi inaspettati e contrasti stimolanti che aprono nuove prospettive sulla rappresentazione della figura umana. All’interno di questa trama visiva, l’esposizione si articola in diverse dimensioni tematiche che mettono in luce il corpo come origine, simbolo, teatro dell’interiorità, gesto e infine idea: una chiave privilegiata per leggere le grandi trasformazioni culturali del Novecento e del nostro presente. Emergono così visioni in cui il corpo appare come origine e forza vitale. Il femminile, evocato come archetipo della creazione e richiamo a una potenza primordiale e generatrice, si manifesta nelle opere di Hans (Jean) Arp, Peter Pongratz, Marc Quinn, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Edita Kadirić e Ugo Dossi, restituendo una corporeità che è insieme forma e principio originario. A questa dimensione primaria si affianca un registro più immaginativo, dove il corpo si espone alla deformazione e si frammenta, diventando visione e metamorfosi. Figure sospese tra sogno, simbolo e scomposizioni formali e anatomiche – dalle deformazioni surreali alle ricerche sintetico‑cubiste – emergono nelle opere di Louise Bourgeois, Giorgio De Chirico, Albert Oehlen, Horst Antes, Alberto Magnelli, Katsura Funakoshi e Lun Tuchnowski.

Nel cuore del percorso, il corpo si confronta con la storia: si fa poi luogo di fragilità e tensione, specchio di conflitti interiori e politici, di identità e denuncia. In questa parte della mostra, opere di autori come Georg Baselitz, Antoni Tàpies, A. R. Penck e Magdalena Abakanowicz mettono in evidenza la forza espressiva della figura ferita, lacerata o disumanizzata, trasformandola in una superficie di scontro e testimonianza che restituisce immagini emotive e potenti. Il corpo è ferito, segnato, attraversato dai conflitti della contemporaneità e dalle tensioni politiche e sociali, fino a diventare superficie di memoria e testimonianza. Accanto a queste prospettive, il corpo entra direttamente nel processo creativo. Non è soltanto rappresentato: agisce. È presenza, impronta, gesto, energia; una traccia che incide la materia e ridefinisce lo spazio. Nelle opere di Antony Gormley e Sabine Hoffmann, il corpo si manifesta come presenza che dialoga con l’ambiente, lasciando segni e impronte che ne evocano tanto l’apparizione quanto l’assenza e la memoria; in quelle di Kazuo Shiraga e Arnulf Rainer, il movimento si fa linguaggio, la materia registra l’intensità dell’azione e la corporeità si avvicina alla performance.

Tra citazioni classiche e riletture contemporanee, la figura umana ritorna come immagine e modello: è icona, ideale, identità. In questa direzione gli artisti esposti, tra cui Andy Warhol, Sandro Chia, Alex Katz, Francesco Clemente, Walter Wörn, Alfred Hrdlicka e nuovamente Marc Quinn, interpretano il corpo come simbolo della cultura visiva del nostro tempo, alternando rimandi alla tradizione, linguaggi pop, monumentalità e reinvenzioni formali, riflettendo tanto sul concetto di bellezza ideale quanto sulle sue reinterpretazioni contemporanee, includendo forme alternative e anti-canoniche.

L’immagine di Adamo ed Eva di Fernando Botero, scelta come simbolo della mostra esprime in modo emblematico il tema della corporeità come volume, icona e racconto. Le sue forme monumentali, inconfondibili e non convenzionali, evocano il mito della creazione e chiudono idealmente il percorso, riportando lo sguardo al punto iniziale: il corpo come fine e inizio.

 

Art Forum Würth Capena

Viale della Buona Fortuna, 2

00060 Capena (Rm)

www.artforumwuerth.it

 

Tutte le attività dell'Art Forum Würth Capena sono progetti di Würth Srl.

 

Artisti in mostra:

Magdalena Abakanowicz, Horst Antes, Hans (Jean) Arp, Georg Baselitz, Walter Becker, Fernando Botero, Louise Bourgeois, Günter Brus, Sandro Chia, Francesco Clemente, Giorgio De Chirico, Ugo Dossi, Jan Fabre, Rainer Fetting, Katsura Funakoshi, Antony Gormley, Sabine Hoffmann, Alfred Hrdlicka, Edita Kadirić, Alex Katz, Jürgen Klauke, Andreas Lau, Alberto Magnelli, Harding Meyer, Albert Oehlen, A. R. Penck, Peter Pongratz, Marc Quinn, Arnulf Rainer, Antonio Saura, Kazuo Shiraga, Wilhelm Thöny, Wilhelm Trübner, Lun Tuchnowski, Antoni Tàpies, Andy Warhol, Lambert Maria Wintersberger, Walter Wörn, Klaus Zylla.

 

Ingresso gratuito

 

Orario di apertura al pubblico:

lunedì - venerdì: 10.00 - 17.00

sabato e domenica aperto per eventi e laboratori creativi

festivi chiuso

 

Informazioni

Tel. 06/90103800
www.artforumwuerth.it

 

giovedì 14 maggio 2026

La strada, il palazzo, la piazza - L'architettura degli spazi democratici di Jan-Werner Müller


 

EGEA PRESENTA
 
“La strada, il palazzo, la piazza”: come cambiano
i luoghi simbolo della democrazia?
 
Le democrazie si difendono con le leggi, le istituzioni, i diritti. Ma anche con gli spazi. Con la forma di una piazza in cui ci si può riunire, di una strada che permette di sfilare, di un palazzo che rende visibile il potere senza trasformarlo in spettacolo. Il nuovo libro di Jan-Werner Müller.

Milano, maggio 2026 – Un edificio può “portare” la democrazia? La domanda, a prima vista, sembra eccessiva. Eppure è proprio da qui che prende le mosse il nuovo libro di Jan-Werner Müller, politologo di Princeton tra i più autorevoli studiosi della democrazia contemporanea. L’immagine iniziale è quella del Parlamento di Dhaka progettato da Louis Kahn, un edificio che in Bangladesh molti hanno finito per considerare quasi una coscienza collettiva, un simbolo capace di rappresentare la promessa democratica anche nei momenti in cui la politica reale la tradiva. Ma Müller mette subito in guardia da ogni scorciatoia: i problemi politici non hanno soluzioni architettoniche. Gli edifici non garantiscono la democrazia. Possono però rappresentarla, facilitarla, ostacolarla, perfino mentire su di essa. È questa l’idea forte che attraversa “La strada, il palazzo, la piazza – L’architettura degli spazi democratici(Egea, 2026): l’ambiente costruito non è mai neutrale. Riflette rapporti di potere, indirizza i comportamenti, rende alcune persone visibili e altre invisibili, include o esclude, permette certe forme di partecipazione e ne scoraggia altre. Per questo, sostiene Müller, interrogarsi su piazze, palazzi, parlamenti, strade, monumenti e capitali nuove di zecca non significa uscire dalla teoria democratica, ma entrarci da una porta diversa. Forse, oggi, ancora più necessaria.
Il libro si muove tra Washington, Berlino, Il Cairo, Dhaka, Brasilia, Roma, Napoli, senza trascurare gli edifici del ventennio fascista e i grandi progetti urbanistici autoritari del presente. Una delle particolarità del volume è proprio questo sguardo comparato, che mette in relazione democrazie e autocrazie senza limitarsi a contrapporle in astratto. Le autocrazie, osserva Müller, tendono a rendere visibile un ordine politico compatto e definitivo, attraverso spettacoli coreografati intorno al leader, mentre le procedure restano nell’ombra. Le democrazie, al contrario, non possono mai mostrare un “tutto” concluso: nessun simbolo riesce a catturare una volta per tutte il popolo. Possono però rendere visibili le proprie procedure, i propri conflitti, la propria incompiutezza.
Da qui nasce la struttura stessa del libro, costruita attorno a tre spazi fondamentali: la piazza, il palazzo, la strada. La piazza è il luogo dell’assemblea, della prossimità, della compresenza fisica, ma anche delle occupazioni e delle manifestazioni. Müller torna all’agorà greca e al foro romano non per nostalgia antiquaria, ma per mostrare che la democrazia ha sempre avuto bisogno di luoghi in cui i cittadini possano vedersi, ascoltarsi, maturare opinioni, fare esperienza concreta della propria presenza reciproca. Non a caso una delle intuizioni più forti del libro è che non esiste democrazia senza una qualche forma di spazio condiviso in cui la politica possa apparire.
Il palazzo è invece il luogo dell’autorità democratica. Non quello della glorificazione del potere, ma quello in cui il potere deve rendersi riconoscibile, dignitoso, accessibile senza diventare monumento a sé stesso. Qui Müller attraversa il Reichstag con la sua cupola di vetro, il Parlamento scozzese progettato come un campus più che come un edificio monolitico, le “case del popolo” del Novecento e le ambiguità dei grandi edifici governativi che cercano di “sembrare democratici” senza esserlo davvero. La domanda di fondo è sempre la stessa: come costruire luoghi che esprimano la solidità delle procedure democratiche senza irrigidirle in una scenografia autoritaria?
La strada, infine, è il luogo del movimento, dell’incontro casuale, del fluire ma anche del blocco. È forse lo spazio più instabile e più contemporaneo del libro, quello in cui si misura il rapporto tra diritto di riunione, sorveglianza, sicurezza e protesta. Müller insiste sul fatto che le strade e le piazze non siano semplicemente “sfondi” della politica, ma luoghi in cui si avanzano pretese di rappresentanza. Chi scende in strada, chi occupa uno spazio, chi marcia o blocca una via non esercita un potere formale, ma rende visibile una domanda democratica, e lo fa proprio attraverso il corpo, la presenza, il numero, l’ostinazione. Per questo l’erosione del diritto di riunione e la trasformazione degli spazi urbani in ambienti ostili o ipercontrollati non sono temi secondari: toccano il cuore stesso della cittadinanza democratica.
Attenzione, però: Müller non si lascia sedurre né dal determinismo architettonico né da una retorica generica dello “spazio pubblico”. Una piazza aperta, da sola, non crea automaticamente una sfera pubblica; una capitale progettata da zero non diventa democratica solo perché usa vetro, trasparenze o grandi assi simbolici. Gli edifici e gli spazi, suggerisce il libro, possono inviare segnali, suggerire comportamenti, mettere in forma certe idee politiche; ma il loro significato dipende sempre da pratiche, istituzioni, norme, conflitti. È anche per questo che le architetture del potere possono mentire: promettere apertura mentre organizzano distanza, evocare partecipazione mentre limitano l’accesso, parlare il linguaggio della democrazia dentro assetti sostanzialmente autoritari.
In filigrana emerge così una definizione esigente di democrazia. Non semplicemente un regime che si limita a distribuire diritti, ma una forma politica che ha bisogno di spazi in cui il popolo possa comparire senza essere fuso in una massa indistinta, in cui il conflitto sia visibile senza trasformarsi in spettacolo plebiscitario, in cui l’autorità si lasci vedere senza sacralizzarsi. È una riflessione che arriva al presente con forza particolare, in un tempo in cui molte città sembrano scoraggiare la permanenza, molte piazze vengono neutralizzate, e molti palazzi pubblici oscillano tra chiusura securitaria e branding istituzionale.
---
L’AUTORE
Jan-Werner Müller è professore di Social Sciences e Politics alla Princeton University, dove ha fondato e dirige il Project in the History of Political Thought. È autore di diversi libri, tra cui Contesting Democracy: Political Ideas in Twentieth Century Europe (2011), Furcht und Freiheit: Für einen anderen Liberalismus (2019) e Democracy Rules (2021). Suoi interventi sono apparsi su London Review of Books, la New York Review of Books, Foreign Affairs, The Guardian, New York Times e Project Syndicate.
DATI TECNICI:
“La strada, il palazzo, la piazza” di Jan-Werner Müller
Egea, 2026  – pp. 204 – € 22,00 – Nelle librerie italiane dall’8 maggio
---