martedì 3 novembre 2026

DISNEY+ | L’IMPERATRICE RISPOSATA | DA OGGI DISPONIBILE CON UN GIORNO DI ANTICIPO

 

SORPRESA! L’EPICA SERIE COREANA
L’IMPERATRICE RISPOSATA

È DISPONIBILE CON UN GIORNO DI ANTICIPO:
DA OGGI IN ESCLUSIVA SU DISNEY+

 
I protagonisti Shin Mina, Ju Jihoon, Lee Jongsuk e Lee Seyoung
hanno annunciato che i primi quattro episodi saranno disponibili nel corso della giornata come segno di gratitudine nei confronti dei fan
 
Con un annuncio a sorpresa fatto durante una conferenza stampa, i protagonisti de L’Imperatrice Risposata – Shin Mina, Ju Jihoon, Lee Jongsuk e Lee Seyoung – hanno annunciato che i primi quattro episodi della serie romantica coreana saranno disponibili con un giorno di anticipo, nel corso della giornata di oggi, in esclusiva su Disney+.
 
Inizialmente prevista per il 4 novembre, L’Imperatrice Risposata debutterà infatti oggi, martedì 3 novembre, come segno speciale di ringraziamento ai fan per il loro straordinario sostegno. L’annuncio a sorpresa fa seguito a mesi di crescente entusiasmo per la serie, tra cui le proiezioni in anteprima al Busan International Film Festival, che hanno registrato il tutto esaurito, e la pubblicazione del trailer conclusivo della serie, che ha superato i 13 milioni di visualizzazioni nelle prime 48 ore su YouTube e sui social media.
 
Basata sull’omonimo NAVER WEBTOON di successo, che a oggi ha totalizzato quasi 3 miliardi di visualizzazioni, L’Imperatrice Risposata racconta la tormentata relazione tra l’amata imperatrice Navier e suo marito, l’imperatore Sovieshu del Regno d’Oriente. Mentre nel regno crescono le tensioni, il rapporto tra i due comincia a sgretolarsi quando Sovieshu si innamora di una schiava fuggitiva ed è disposto a tutto pur di conquistare il suo cuore. Determinata a non rinunciare alla propria dignità, Navier acconsente alle richieste dell’imperatore a una condizione: poter sposare in seconde nozze Heinrey, principe ereditario del rivale Regno d’Occidente. Ha così inizio una storia di amore, passione e rimpianto che minaccia le sorti di un intero regno, mentre Navier lotta per riconquistare il proprio potere.
 
L’Imperatrice Risposata vede Shin Mina (Karma, Hometown Cha-Cha-Cha) nel ruolo dell’imperatrice Navier, Ju Jihoon (Light Shop, The Trauma Code – Il turno degli eroi) in quello dell’imperatore Sovieshu, Lee Jongsuk (Big Mouth) nei panni del principe ereditario Heinrey e Lee Seyoung (The Red Sleeve, The Crowned Clown) nel ruolo della schiava fuggitiva Rashta. Adattata per lo schermo da Yeoh Geena e Hyun Choongyeol, la serie è diretta da Cho Suwon (Still 17, Pinocchio).
 
Dopo il debutto di oggi con i primi quattro episodi, i fan potranno godersi due nuovi episodi de L’Imperatrice Risposata ogni mercoledì, dall’11 novembre fino al finale di serie il 25 novembre, in esclusiva su Disney+.
 
I primi quattro episodi di L’Imperatrice Risposata sono disponibili da oggi, martedì 3 novembre, in esclusiva su Disney+.
 

MISSIONE: SALVARE IL NATALE | Il trailer ufficiale del nuovo film di Natale con Arnold Schwarzenegger e Alan Ritchson, dal 2/12 su Prime Video


 L'attesa è finita,
Prime Video svela il trailer ufficiale di MISSIONE: SALVARE IL NATALE,
in tutto il mondo su Prime Video il 2 dicembre 2026

GUARDA IL TRAILER UFFICIALE QUI

 

Quando il sacco magico di Babbo Natale viene rubato, il vecchio Santa Claus consulta la sua lista dei bambini cattivi e trova Vance, un ladro, per farsi aiutare a recuperarlo. Aiutato da sua figlia, da Babbo Natale e da un gruppo di eccentrici personaggi, Vance dovrà mettere a segno il più grande colpo della sua vita per salvare il Natale.

Arnold Schwarzenegger torna al genere natalizio dopo tre decenni, vestendo i panni nientemeno che di Babbo Natale in persona!

Il regista Adam Shankman propone una rilettura originale e ricca di azione dei classici film di Natale, combinando la tensione di un furto impossibile con il calore, il divertimento e lo spirito festoso tipici del periodo natalizio.

Le interpretazioni di Schwarzenegger e Alan Ritchson arricchiscono il film con un irresistibile mix di azione, commedia e magia natalizia.

Il cast include Arnold Schwarzenegger, Alan Ritchson, Berkeley James, Michael Cyril Creighton, Liza Koshy, Kyle Mooney, Jane Krakowski, insieme a Ken Jeong e Awkwafina.

Il film è diretto da Adam Shankman e scritto da Allan Rice. Tra i produttori figurano Lawrence Grey, Ben Everard, Reg Tigerman, Dan Spilo, e Alan Ritchson.
MISSIONE: SALVARE IL NATALE
Quando l’iconico sacco rosso di Babbo Natale (Schwarzenegger) viene rubato da un elfo ribelle e vendicativo (Awkwafina), il Natale viene messo improvvisamente a rischio. Mentre la notte più importante dell’anno si avvicina sempre di più, Babbo Natale recluta un ladro (Ritchson), finito sulla sua “Lista dei cattivi”, che dovrà riunire rapidamente una banda di eccentrici criminali — con un piccolo aiuto da parte di elfi e renne — per mettere a segno il colpo più inaspettato della loro vita. 

Ricco di magia delle feste, grandi risate e tanto cuore, MISSIONE: SALVARE IL NATALE è un'avventura natalizia fatta di seconde possibilità, amicizie improbabili e della scoperta che a volte anche Babbo Natale ha bisogno di una mano per consegnare il Natale.
 
Diretto da Adam Shankman
Scritto da Allan Rice
Prodotto da Lawrence Grey, Ben Everard, Reg Tigerman, Dan Spilo, Alan Ritchson
Cast Arnold Schwarzenegger, Alan Ritchson, Berkeley James, Michael Cyril Creighton, Liza Koshy, Kyle Mooney, Jane Krakowski e con Ken Jeong e Awkwafina
Data di uscita: 2 dicembre 2026
 
Rated PG | 111 minuti


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Auditorium Albergotti, al via la stagione autunnale 2026

 

Auditorium Albergotti, al via la stagione autunnale 2026

Un’offerta per tutta la città, capace di coniugare qualità artistica, accessibilità e attenzione al territorio, nel segno di una cultura aperta, inclusiva e condivisa.

 

L’Auditorium Albergotti, inaugurato lo scorso giugno, si prepara ad accogliere la sua prima stagione autunnale di spettacoli, confermandosi come uno dei nuovi poli culturali della capitale. Situato in via Francesco Albergotti 1, nel cuore del Municipio XIII tra Aurelio e Pineta Sacchetti, è il primo spazio culturale pubblico riconosciuto del territorio. Affacciato sul verde della Pineta Sacchetti e caratterizzato dall'inconfondibile cupola che ne definisce il profilo architettonico, rappresenta oggi un esempio concreto di rigenerazione urbana riuscita. Nato per ospitare una pluralità di linguaggi artistici, è uno spazio polifunzionale particolarmente adatto alla musica grazie all'eccellente acustica della sala, ma allo stesso tempo ideale per il teatro, gli incontri culturali, il dialogo con il pubblico e le attività di divulgazione. Un luogo restituito alla cittadinanza e pensato per diventare punto di riferimento permanente per la vita culturale del quadrante nord-occidentale della città.

“Dopo il difficile percorso di rinascita seguito all'incendio che lo aveva gravemente danneggiato – commenta Sabrina Giuseppetti, Presidente Municipio Roma XIII Aurelio - questo spazio torna a vivere attraverso una programmazione culturale di qualità, aperta a tutti e capace di coinvolgere pubblici diversi. Siamo ripartiti con una stagione autunnale che conferma la vocazione dell'Auditorium di essere un luogo di incontro, crescita e partecipazione, dove musica, teatro, arte e approfondimento culturale diventano strumenti per rafforzare il senso di comunità e rendere il Municipio XIII sempre più protagonista della vita culturale della città. Siamo orgogliosi di offrire ai cittadini uno spazio pubblico che guarda al futuro e che vuole diventare un punto di riferimento stabile per il territorio e per tutta Roma."

La stagione autunnale 2026, promossa da Roma Capitale, propone un calendario che intreccia teatro, giornalismo, musica d'autore e colonne sonore cinematografiche, alternando appuntamenti organizzati direttamente dall'Auditorium a una rassegna in quattro concerti realizzata con la collaborazione di ACMF, l'Associazione Compositori Musica per Film che rappresenta gli autori italiani di colonne sonore, nata nel 2017 con la presidenza onoraria di Ennio Morricone e oggi punto di riferimento europeo per la valorizzazione della musica applicata alle immagini e del lavoro dei compositori italiani. In programma, un viaggio musicale attraverso le emozioni del grande cinema raccontate da grandi interpreti.

 

 

Gli spettacoli dell'Auditorium Albergotti

Sabato 7 novembre 2026, ore 21.00

Good Mood

Marco Falaguasta

È intelligente... ma non studia!

Con la sua consueta ironia e una straordinaria capacità di raccontare il quotidiano, Marco Falaguasta porta in scena uno spettacolo che attraversa generazioni e ricordi collettivi. Partendo dal primo giorno di scuola, l'attore romano costruisce un racconto divertente e nostalgico che parla di crescita, famiglia, insegnanti, studenti e trasformazioni sociali. Attraverso aneddoti autobiografici, episodi esilaranti e riferimenti musicali agli anni della giovinezza, lo spettacolo diventa una riflessione sul valore dell'educazione e sul modo in cui la scuola, nel bene e nel male, contribuisce a formare le persone che diventiamo. Una serata capace di alternare leggerezza, comicità e momenti di autentica emozione.

 

Domenica 15 novembre 2026, ore 17.30

Compagnia Artenova

Domenico Iannacone in dialogo con Irma Ciaramella

Un viaggio nel cuore della città

Uno dei giornalisti più autorevoli del panorama italiano incontra il pubblico dell'Auditorium per una conversazione dedicata alle storie che abitano le città contemporanee. Attraverso il racconto delle sue celebri inchieste televisive e del suo lavoro sulle periferie e sulle nuove marginalità, Domenico Iannacone proporrà una riflessione sul rapporto tra individui e comunità, sulle fragilità sociali e sul valore dell'ascolto come strumento di conoscenza. Un appuntamento che intreccia giornalismo, narrazione civile e approfondimento culturale, offrendo al pubblico l'occasione di confrontarsi con uno dei più sensibili osservatori della realtà italiana.

 

Giovedì 17 dicembre 2026, ore 21.00

Musica e Arte

Servillo, Girotto, Mangalavite

L'anno che verrà. Canzoni di Lucio Dalla

L'inconfondibile voce di Peppe Servillo, il sax di Javier Girotto e il pianoforte di Natalio Mangalavite si incontrano in un raffinato omaggio a Lucio Dalla. Lo spettacolo ripercorre alcune delle pagine più intense del repertorio del cantautore bolognese, restituendone la straordinaria capacità di parlare al presente attraverso testi poetici e visioni profetiche. Più che un semplice concerto, L'anno che verrà è un viaggio musicale e letterario che attraversa le grandi domande dell'esistenza, l'ironia, la malinconia e la speranza racchiuse nelle canzoni di uno degli artisti più importanti della storia della musica italiana.

 

 

Programma concerti in collaborazione con

Associazione Compositori Musiche per Film:

Martedì 17 novembre 2026, ore 21.00

Quartetto Pessoa e Tommaso Quaranta

Musica per il Cinema. Omaggio a Ennio Morricone

Una serata dedicata all'arte di Ennio Morricone, maestro capace di rivoluzionare il linguaggio della musica per il cinema. Attraverso l'esecuzione di alcune delle sue colonne sonore più amate, il Quartetto Pessoa e il pianista Tommaso Quaranta accompagneranno il pubblico in un percorso emotivo che attraversa film entrati nell'immaginario collettivo internazionale. Un concerto che celebra non soltanto il compositore premio Oscar, ma anche la capacità della musica per cinema di evocare immagini, emozioni e memoria.

 

Sabato 12 dicembre 2026, ore 21.00

Stefano Reali

Note di Cinema. Le più belle canzoni del grande schermo

Compositore, regista e autore, Stefano Reali guida il pubblico in un affascinante viaggio attraverso le canzoni, grazie alla magica voce di Flavia Astolfi, e le musiche che hanno segnato la storia del cinema. Da Ennio Morricone a Armando Trovajoli, da John Williams ad Antonio Carlos Jobim, lo spettacolo intreccia racconto, musica dal vivo e proiezioni video per svelare curiosità, retroscena e intuizioni creative che hanno dato vita a melodie indimenticabili. Un appuntamento che unisce divulgazione e spettacolo, permettendo agli spettatori di riscoprire alcuni capolavori della musica per immagini.

 

Sabato 19 dicembre 2026 – ore 21.00

INCANTO DI NATALE, MELODIE DAL CINEMA

Un viaggio tra favole e magia con le voci della Scuola Ermavilo

Una nuova produzione in prima esecuzione assoluta, curata dall’Associazione Compositori Musiche da Film e concepita appositamente per abitare e valorizzare l’architettura e l'acustica dell'Auditorium Albergotti. Un viaggio emozionale tra le favole, i mondi fantastici e la magia che hanno segnato la storia dell'animazione mondiale. A dare corpo e anima alle melodie saranno le straordinarie voci dei professionisti e dei talenti della Scuola Ermavilo di Roma, istituzione di eccellenza nazionale e custode della grande tradizione del doppiaggio cantato e dei testi italiani dei più celebri capolavori Disney. Un appuntamento imperdibile per lasciarsi trasportare dalla meraviglia delle feste, dove la musica cinematografica e il talento vocale si fondono nel cuore di un'architettura pensata per l'ascolto.

 

Domenica 20 dicembre 2026, ore 21.00

Luca Pincini | Gilda Buttà

Cello and Piano Tales

Due interpreti di grande sensibilità artistica danno vita a un programma che attraversa la musica contemporanea e il repertorio cameristico, esplorando le suggestioni sonore e narrative legate al mondo delle immagini. Il violoncello di Luca Pincini e il pianoforte di Gilda Buttà accompagnano il pubblico in un percorso musicale costruito attorno a composizioni molto recenti, scritte appositamente per i due musicisti. Il concerto è interamente dedicato ai compositori associati ACMF, le cui opere testimoniano la ricchezza, la varietà e la vitalità della produzione musicale contemporanea, valorizzando la pluralità dei linguaggi compositivi e il loro dialogo con la dimensione espressiva e interpretativa del concerto dal vivo.

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608.

 

L’Auditorium Albergotti è uno spazio culturale promosso da Roma Capitale - Municipio Roma XIII – Aurelio con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura e il supporto di BBS tecnologia di buon senso.

 

Info su: http://auditoriumalbergotti.roma.it

 

Atlante dei luoghi maestri di Alex Corlazzoli in libreria dal 6 novembre (Ediciclo Editore)

 

In libreria da venerdì 6 novembre

 

Alex Corlazzoli

 

ATLANTE DEI LUOGHI MAESTRI

Un percorso civico in 15 tappe alle radici dell'Italia repubblicana


Ediciclo Editore, Pagine 104, € 14,00

 


 

Quindici luoghi per ripercorrere alcune delle vicende che hanno segnato la storia civile italiana e capire come continuano a parlare al presente.

Nasce da qui Atlante dei luoghi maestri. Un percorso civico in 15 tappe alle radici dell’Italia repubblicana di Alex Corlazzoli, maestro elementare e giornalista, in libreria dal 6 novembre per Ediciclo. Un viaggio dal Piemonte alla Sicilia attraverso luoghi che continuano a interrogare il presente e a insegnare la storia fuori dalle pagine dei manuali.

 

È un pellegrinaggio laico che parte da Omegna, la città di Gianni Rodari, passa per Volpedo, dove Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinse Il quarto stato, raggiunge il Museo della Resistenza di Carpasio e la casa natale di Sandro Pertini a Stella. Prosegue alla Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi, al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, al Vajont, alla Risiera di San Sabba, a Casa Cervi, al campo di Fossoli, a Marzabotto e Barbiana, fino al “Bunkerino” del Palazzo di Giustizia di Palermo, a Ustica e a Trappeto, il paese siciliano legato all’esperienza di Danilo Dolci.

 

Molti di questi luoghi Corlazzoli li aveva incontrati prima attraverso la scuola, i libri o le storie di chi li aveva vissuti. A spingerlo a partire è il desiderio di colmare la distanza tra ciò che si studia e ciò che resta nei luoghi. Il viaggio diventa così anche una riflessione sulla scuola e sul modo in cui si trasmettono la storia e la memoria.

In ogni tappa l’autore si lascia accompagnare da chi quei luoghi li conosce e li custodisce. Tra loro Cosetta Lodi, figlia del maestro Mario, la custode del museo della Resistenza di Carpasio, Marco Nicolini dell’Associazione Sandro Pertini, Marcello Pezzetti, Adriana e Tatiana Bucci, fino a Giovanni Paparcuri, sopravvissuto all’attentato al giudice Rocco Chinnici e l’uomo che ha ricomposto il “Bunkerino” dove lavorarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

 

A parlare sono le grandi vicende della Storia, ma anche gli oggetti. Una sedia, una fotografia, un’aula, un cavalletto, una stanza blindata, un albero che nascose i partigiani diventano punti da cui ricostruire le vite di chi è passato da quei luoghi e le idee che hanno segnato la storia civile italiana.

 

Resistenza, antifascismo, lotta alla mafia, scuola democratica e memoria della Shoah disegnano la geografia attraversata da Corlazzoli. Tornare in questi luoghi significa misurarsi con ciò che vi è accaduto e con le tracce che quelle vicende hanno lasciato.

Corlazzoli parte anche dalla propria esperienza di maestro. Mario Lodi, don Lorenzo Milani e Danilo Dolci diventano nel tempo punti di riferimento cercati anche nei luoghi dove hanno vissuto e lavorato. Il percorso personale dell’autore incrocia poi Sandro Pertini, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il Vajont e la Resistenza, vicende conosciute prima attraverso libri, immagini e racconti e poi raggiunte nei luoghi in cui hanno lasciato una traccia.

 

Come scrive l’autore: «Ecco perché questo Atlante dei luoghi maestri è da portare in tasca, da tenere in classe, da avere in casa».

LE 15 TAPPE

Omegna – Volpedo – Museo della Resistenza di Carpasio – Stella, casa Pertini – Casa delle Arti e del Gioco Mario Lodi – Binario 21 – Longarone e il Vajont – Risiera di San Sabba, Trieste – Casa-Museo Cervi, Gattatico – Campo di Fossoli – Marzabotto – Barbiana – Il “Bunkerino”, Palazzo di Giustizia di Palermo – Ustica – Trappeto.

 

 

L’autore

Alex Corlazzoli (Crema, 1975) vive in provincia di Cremona, collabora con «il Fatto Quotidiano» e ha pubblicato, tra gli altri: La scuola che resiste (Chiarelettere, 2012); Tutti in classe (Einaudi, 2013); Gita in pianura (Laterza, 2014); Sussidiario per genitori (Mondadori, 2019); Lettera a una professoressa del nuovo millennio (Bur 2023) e La pubblica (d)istruzione (PaperFIRST, 2026).

#teatrotrastevere: Evento Speciale👉Dal 13 al 15 Novembre 2026 -One More Kiss, Dear- di Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli, con Francesca Pimpinelli


 

Avviso ai soci

Comunicato Stampa

Associazione Culturale Teatro Trastevere

presenta


Dal 13 al 15 Novembre 2026

One More Kiss, Dear

di Giovanni Caloro e Francesca Pimpinelli

con Francesca Pimpinelli

regia di Giovanni Caloro


One More Kiss, Dear sembra un monologo ma non lo è: il personaggio in scena è sempre uno, ma le sue due facce si mischiano e si sovrappongono nel corso della storia. Tutto inizia da un amore rifiutato, stroncato nel più cinico e crudele dei modi, che innesca nella protagonista una reazione a catena di pensieri, emozioni e azioni. La storia si dipana in una serie di dialoghi che la donna intrattiene con alcuni personaggi più o meno a lei cari, veri o immaginari che siano, fino a far sì che lo spettacolo si ponga alcuni interrogativi: fin dove l’attaccamento è cura dell’altro? Quanto ci si può spingere nel desiderare qualcuno? L’amore è eterno? E l’odio?


One More Kiss racconta il viaggio emotivo di una donna dopo un amore rifiutato, attraverso dialoghi con personaggi reali o immaginari. Lo spettacolo esplora i limiti dell’attaccamento, del desiderio e la natura dell’amore eterno.


PRESS OFFICE del Teatro Trastevere:

Vania Lai

TEATRO TRASTEVERE Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma

Biglietti: 13.00 intero e 10 ridotto

prevista tessera associativa

feriali ore 21:00– festivi ore 17:30

Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847

info@teatrotrastevere.it https: www.teatrotrastevere.it

Libri - Pensare l’impensabile - Perché domani sarà tutta un’altra storia di Roberto Poli


 

EGEA PRESENTA

“Pensare l’impensabile”: perché domani sarà tutta un’altra storia

Clima, demografia, società, economia, tecnologia e geopolitica stanno cambiando contemporaneamente. Roberto Poli legge questa convergenza come una possibile “transizione di fase” e prova a distinguere ciò che ormai dobbiamo affrontare da ciò che possiamo ancora orientare, individuando quattro semi di un futuro diverso.

Milano, ottobre 2026 – L’Homo sapiens esiste da circa 300 mila anni. Per oltre 290 mila ha vissuto in piccoli gruppi di raccoglitori e cacciatori; solo negli ultimi 10 mila anni sono arrivati agricoltura, città, gerarchie, proprietà, Stati. E negli ultimi centocinquant’anni la velocità del cambiamento è aumentata ancora, fino a portarci oltre diversi limiti planetari. Vista da questa distanza, la storia non assomiglia a una linea continua: lunghi periodi di relativa stabilità vengono interrotti da bruschi salti di fase. Roberto Poli, tra i pionieri internazionali degli studi di futuro, suggerisce che potremmo trovarci proprio sulla sommità di uno di questi gradini. In “Pensare l’impensabile. Perché domani sarà tutta un’altra storia” (Egea, 2026) prova allora a guardare oltre la nebbia del presente, chiedendosi non come sarà “il futuro”, ma quale civiltà potrebbe emergere dalla crisi di quella costruita negli ultimi millenni.

Per orientarsi Poli usa un “esagono strategico” composto da sei macro-variabili – clima, demografia, società, economia, tecnologia e geopolitica – oggi tutte sotto tensione. Alcuni megatrend sono ormai “chiusi”, difficilmente reversibili, e richiedono soprattutto preparazione; altri restano “aperti” e possono ancora essere influenzati. Clima e demografia appartengono soprattutto al primo gruppo; società, economia, tecnologia e geopolitica conservano invece spazi di manovra. Pensare il futuro non significa quindi prevederlo, ma capire dove l’azione può ancora cambiare traiettoria.

Il quadro è tutt’altro che rassicurante. Poli considera fallito l’obiettivo climatico fissato a Parigi e prevede effetti di lungo periodo su abitabilità e migrazioni; invecchiamento e contrazione demografica ridisegneranno welfare e lavoro; la crescita incontra limiti strutturali; la tecnologia rischia di frammentare la società in bolle non comunicanti; la fine dell’egemonia americana apre a un mondo multipolare più instabile. Eppure dentro questa transizione individua quattro “semi di speranza”, possibilità fragili la cui evoluzione dipenderà dalle scelte collettive.

Il primo riguarda le relazioni di genere. Poli mette in discussione l’idea che gerarchia, patriarcato e accumulazione siano sempre stati la condizione naturale delle società complesse: per lunghi periodi della storia umana sono esistite comunità egualitarie, fondate sul consenso e sulla circolazione delle risorse. Il possibile superamento del patriarcato non coinciderebbe con una semplice inversione del dominio, ma con un’organizzazione sociale più cooperativa e meno gerarchica. Da una crescente autonomia economica femminile alla ridefinizione dei ruoli familiari e produttivi, già nel nostro presente esistono segnali che rendono questa traiettoria percorribile.

Il secondo seme richiede di ripensare quella che Thomas Carlyle definì la “scienza triste”. Poli contesta un’economia incapace di immaginare una condizione diversa dall’alternativa crescita-collasso: nessun sistema può espandersi indefinitamente dentro un ambiente finito, ma la stagnazione, nelle categorie attuali, equivale quasi automaticamente a una crisi. In quest’ottica, però servono modelli capaci di incorporare complessità, potere, disuguaglianze e limiti ecologici e strategie “trasformative”, che non si limitino a prevedere o ad adattarsi al cambiamento ma producano nuove possibilità.

Il terzo terreno è tecnologico e riguarda nello specifico i gemelli digitali. Ogni click, ricerca o acquisto contribuisce già a costruire modelli capaci di prevedere i nostri comportamenti: il rischio, scrive Poli, è che la vera merce non siamo più noi, ma la nostra prevedibilità. La risposta non è fermare la tecnologia bensì rovesciarne il controllo. La proprietà dei dati dovrebbe tornare alle persone – un obiettivo da perseguire almeno a scala europea – e i gemelli digitali potrebbero essere calibrati sugli interessi degli utenti, aiutandoli nello studio, nello sport o nel lavoro. La stessa tecnologia, insomma, può ancora diventare qualcosa di diverso dalla sorveglianza: paradossalmente, una fonte di maggiore autonomia. Ma dipende da chi la controllerà.

Infine il lavoro. Automazione e AI rendono instabili gli stessi confini delle professioni. Poli immagina organizzazioni capaci di scomporre i lavori in competenze, ricombinarle e valorizzare capacità che titoli e qualifiche oggi rendono invisibili. La società del “post-lavoro” non sarà all’insegna dell’ozio, ma un ambiente ibrido abitato da meno dipendenti full time e da più freelance, volontari, persone condivise tra organizzazioni. Un mondo da confini più incerti, in cui i lavoratori avranno anche la possibilità di dedicarsi ad altre attività significative e potranno sperimentare nuove forme di imprese. A cominciare da quelle di proprietà dei “dipendenti stessi”, in una versione futuristica degli attuali modelli cooperativi.

Le quattro direzioni convergono in una questione politica. Dopo la democrazia ateniese e quella rappresentativa moderna, Poli sostiene che serva un “terzo draft”: una forma ancora da inventare, capace di spezzare il nesso tra denaro e potere e coinvolgere davvero i cittadini. Non ne offre un progetto chiuso, perché una transizione autentica contiene possibilità ancora sconosciute. Forse, parafrasando la legge di Dator, perfino ridicole. D’altronde, immaginare un domani troppo realistico e familiare vorrebbe dire soltanto prolungare il presente di qualche anno. E, considerando le notizie che rimbalzano dal mondo ogni giorno, possiamo provare ad augurarci qualcosa di meglio.
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L’AUTORE
Roberto Poli insegna Previsione sociale ed Epistemologia delle scienze sociali all’Università di Trento, dove dal 2013 è titolare della prima cattedra Unesco sui Sistemi anticipanti. Presso lo stesso ateneo, nel 2014 ha lanciato il primo master in Previsione sociale. È presidente di AFI-Associazione dei Futuristi Italiani, membro del Comitato Scientifico dell’Italian Institute for the Future e fellow dello STIAS-Stellenbosch Institute for Advanced Study.
DATI TECNICI:
“Pensare l’impensabile – Perché domani sarà tutta un’altra storia” di Roberto Poli
Egea, 2026 – pp. 160 – € 19,90 – Nelle librerie italiane dal 9 ottobre
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Nasce Italiae, la rivista monografica dell'ufficio stampa: un protagonista per numero, su carta e in digitale

 

Nasce Italiae, la rivista monografica dell'ufficio stampa: un protagonista per numero, su carta e in digitale

Alessandro Maola Comunicazione lancia una testata dedicata alle "Italie che producono, che creano". Il n. 01 è uno Speciale Legge3.it con l'intervista al fondatore Gianmario Bertollo. Distribuzione a circa 7.000 stakeholder tra imprenditori, giornalisti e decisori delle istituzioni.

Roma, 3 novembre 2026. Un'agenzia di ufficio stampa che, invece di limitarsi a portare i clienti sui giornali, ne fonda uno. È in distribuzione dal 2 novembre Italiae, la nuova testata di Alessandro Maola Comunicazione, l'agenzia romana di ufficio stampa e PR che è la prima in Italia a garantire il risultato per contratto.

Italiae è una rivista monografica: ogni numero è dedicato a un solo imprenditore, professionista o partner e ne racconta la storia con gli strumenti del giornalismo. Copertina, editoriale, intervista lunga, i numeri dell'azienda, la rassegna stampa. Il formato è un A4 di 8 pagine, distribuito su carta e in digitale a circa 7.000 stakeholder tra imprenditori, giornalisti e decisori delle istituzioni. Il nome, latino e al plurale, dichiara la linea editoriale: raccontare le Italie che producono e che creano, una alla volta.

Per le aziende clienti il numero monografico è compreso nella consulenza di ufficio stampa. Non sostituisce le uscite sulle testate: le accompagna, con un oggetto editoriale che resta sulla scrivania di chi decide anche quando il flusso delle notizie è passato oltre.

Il n. 01: Speciale Legge3.it

Il primo numero è dedicato a Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, la realtà nata nel 2016 che assiste persone, famiglie e imprenditori nelle procedure di sovraindebitamento previste dalla legge, e a dieci anni di collaborazione con l'agenzia. Nell'editoriale Alessandro Maola ricostruisce il metodo con cui un tema tecnico e scomodo è arrivato sui media nazionali e locali: prima la persona, poi il dato; il cliente trasformato in fonte grazie ai report del Centro Studi; il doppio binario tra grandi testate e stampa dei territori; l'azienda mai protagonista del comunicato, ma autorità che spiega un fenomeno.

Seguono l'intervista lunga a Bertollo, titolata con una sua frase, «I debiti non sono una colpa. Sono un problema che la legge sa risolvere», la sezione "I numeri" e la rassegna stampa "Dicono di lui".

«Un addetto stampa, in fondo, è un sarto: prende le misure a una storia e la cuce addosso alla testata giusta», scrive Alessandro Maola nell'editoriale del n. 01. «Italiae nasce dalla stessa idea: dare a chi lavora con noi un racconto completo, scritto e impaginato come si fa nei giornali. Le notizie passano, una rivista resta».

Il n. 01 è scaricabile gratuitamente in PDF dal blog dell'agenzia: www.alessandromaola.it/italiae-numero-01-legge3

Scheda

Testata

Italiae

Editore

Alessandro Maola Comunicazione

Formula

Monografica: un protagonista per numero

Formato

A4, 8 pagine, su carta e in digitale

Distribuzione

Circa 7.000 stakeholder: imprenditori, giornalisti, decisori delle istituzioni

N. 01

Ottobre 2026, Speciale Legge3.it, in distribuzione dal 2 novembre 2026

 

Alessandro Maola Comunicazione è un'agenzia di ufficio stampa e PR con sede a Roma, la prima in Italia a garantire il risultato per contratto. Alessandro Maola si occupa di media relations da 25 anni, è Cultore della Materia presso la cattedra di Relazioni Pubbliche della LUMSA e firma articoli per Il Tempo, Nazione Futura e Il Giornale del Lazio.

Il Mese della Lettura Amazon è tornato: un novembre di storie e grandi risparmi

 

Il Mese della Lettura Amazon è tornato: un novembre di storie e grandi risparmi
Fino al 30 novembre 2026, su Amazon.it sconti fino al 15% su un'ampia selezione di libri cartacei e oltre 1.200 eBook Kindle a partire da soli 1,99€, dai bestseller alle letture di ogni genere.
L'iniziativa prevede anche vantaggi dedicati ad Audible e Kindle+, per esplorare nuovi modi di vivere la lettura e lasciarsi conquistare dalla prossima storia.


Milano, 3 novembre 2026 – Amazon annuncia il ritorno del Mese della Lettura Amazon: fino al 30 novembre 2026, i clienti possono risparmiare su migliaia di libri di ogni genere, con uno sconto fino al 15% su un’ampia selezione di libri cartacei e oltre 1.200 eBook Kindle a partire da soli 1,99€. Inoltre, per un periodo limitato, sarà possibile accedere a offerte vantaggiose sugli abbonamenti Kindle+ e Audible. Fino a gennaio, tutti i clienti Amazon.it possono inoltre beneficiare della spedizione veloce e gratuita sugli ordini idonei di libri venduti e spediti da Amazon.[1]
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Grandi risparmi su tutti i generi: dalla narrativa bestseller ai preferiti dai più piccoli
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Tra i romanzi, spazio a storie di emozioni e legami familiari come “Come l'arancio amaro” di Milena Palminteri e “Il grembo paterno” di Chiara Gamberale, ma anche a opere come “La Ferocia” di Nicola Lagioia, che racconta il Sud con i codici della saga familiare, e “I convitati di pietra” di Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026. Gli appassionati di romantasy potranno immergersi nell'universo di “Onyx Storm”, terzo capitolo della saga “Fourth Wing” di Rebecca Yarros, o lasciarsi conquistare dalle atmosfere oscure de “Il regno dei Malvagi” di Kerri Maniscalco. Chi predilige thriller e gialli troverà suspense da togliere il fiato con “La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper e “Il socio” di John Grisham, mentre gli amanti del fantasy e della fantascienza potranno ritrovare l’universo di Jack Sawyer in “La casa del buio” di Stephen King e Peter Straub, o riscoprire il grande classico distopico “1984” di George Orwell.
Anche gli amanti della cucina troveranno nuove ispirazioni, dalle ricette di “La mia cucina per tutti. Oltre 150 ricette facili e gustose per ogni esigenza” di Benedetta Rossi ai piatti di “I colori della mia cucina” di Diletta Secco. Ampia scelta anche tra biografie e saggi: “Il Dio dei nostri padri: Il grande romanzo della Bibbia” di Aldo Cazzullo e “Cesare. La conquista dell'eternità” di Alberto Angela. Chi cerca spunti di riflessione e crescita personale potrà scegliere tra “La teoria di lasciare andare. The let them theory” di Mel Robbins e “La montagna sei tu” di Brianna Wiest.
Con l'avvicinarsi delle festività, spazio anche alle storie dedicate al Natale: dalle atmosfere fiabesche de “L'infanzia di Babbo Natale” di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe ai racconti de “La teiera di Mrs. Podgers e altre storie di Natale” di Louisa May Alcott. Per i giovani lettori, non mancano avventure ricche di fantasia e divertimento come “Il ladro di foglie” di Alice Hemming, il primo capitolo della serie dedicata agli amati protagonisti delle storie del bosco, e “Missione risata” di Pera Toons, tra enigmi e colpi di scena. Infine, spazio agli appassionati di fumetti e manga, con titoli di “One Piece” di Eiichiro Oda e “Dandadan” di Yukinobu Tatsu.
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DA GIOVEDI 5 NOVEMBRE A ROMA IL MEDFILM FESTIVAL 2026 - 5-15 NOVEMBRE - 32ª edizione

 

MEDFILM FESTIVAL 2026

32ª edizione | 5-15 novembre

 

Torna il festival dedicato al cinema Mediterraneo, in movimento tra memoria, sfide e trasformazioni del presente

 

Dal 5 al 15 novembre torna a Roma il MedFilm Festival, giunto alla sua 32ª edizione. Fondato e diretto da Ginella Vocca, il MedFilm è la più longeva manifestazione cinematografica della Capitale e l'unico evento italiano nato con l'intento specifico di esplorare e diffondere il cinema d’accezione euro-mediterranea, mediorientale e da quest’anno subsahariana. Per undici giorni, il festival metterà in relazione film e autori e autrici provenienti dalle diverse sponde del Grande Mare, offrendo al pubblico occasioni di visione e approfondimento attraverso le selezioni ufficiali in Concorso, le sezioni Fuori Concorso, le proiezioni speciali e gli incontri con registe, registi e ospiti. Alla programmazione cinematografica si affiancheranno omaggi, progetti rivolti alle nuove generazioni, attività formative e occasioni di confronto tra gli operatori dell'industria audiovisiva, a conferma dell'impegno del festival nella costruzione di legami culturali e professionali tra le diverse sponde di un Mediterraneo allargato.

 

Il The Space Cinema Moderno sarà la sede principale delle proiezioni e degli incontri con gli ospiti del festival, ma il programma coinvolgerà anche altre sedi culturali della Capitale, tra cui la Casa del Cinema, che ospiterà le attività industry dei MedMeetings; l'Archivio Flamigni, sede di Letture dal Mediterraneo, la sezione dedicata all'editoria; e il Teatro Palladium, che nell’anno del suo centenario conferma la vicinanza al festival accogliendo proiezioni e incontri di approfondimento. Sono previste inoltre attività in carcere con le persone detenute, appuntamenti in provincia a Riano e Viterbo, e masterclass in ambito universitario presso il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo di Sapienza Università di Roma.

Sono 67 i titoli complessivamente in programma, divisi tra lungometraggi e cortometraggi, di finzione e documentari e provenienti da 33 Paesi. Di questi, 4 saranno presentati in anteprima mondiale e 38 in anteprima italiana. Il festival accoglierà 50 ospiti nazionali e internazionali, tra registi, attori, produttori e professionisti del settore, che incontreranno il pubblico e la stampa in occasione degli appuntamenti in calendario. Numerosi gli operatori dell'industria audiovisiva che prenderanno parte alle attività professionali del festival, a cominciare dai MedMeetings, giunti alla decima edizione.

 

Il Concorso ufficiale comprende quest’anno otto lungometraggi in competizione per il Premio Amore e Psiche, Premio Speciale della Giuria e Premio Espressione Artistica, mentre il Concorso internazionale cortometraggi propone sedici opere in lizza per il Premio Methexis e il Premio Cervantes Roma, espressione della collaborazione con l’Istituto Cervantes Roma. Accanto alle competizioni, il programma comprende le sezioni Fuori concorso Atlante, dedicata al cinema internazionale, e Perle che esplora il panorama italiano contemporaneo attraverso lungometraggi e cortometraggi. Completano il panorama le due sezioni del Progetto Methexis: Sguardi dal futuro, con i lavori di diploma degli studenti delle scuole di cinema italiane e internazionali, e Voci dal carcere, che presenta le opere realizzate da e con persone detenute in diversi istituti penitenziari. Il programma si arricchisce inoltre di proiezioni speciali, omaggi e appuntamenti dedicati alla letteratura e ai temi ambientali.

 

Il Premio alla Carriera del MedFilm Festival 2026 sarà conferito al regista palestinese Rashid Masharawi, con la seguente motivazione: «Per raccontare la vita quotidiana a Gaza e la capacità di esistere, di sognare e costruire, attraverso l'arte come forma di resistenza. Mentre le bombe continuano a cadere, il cinema di Rashid Masharawi restituisce spazi di esistenza propria ai suoi personaggi che sanno muoversi con calma e incredibile ironia mentre tutto intorno è caos. Semplicemente, come esseri umani con sogni e desideri. È questa la forza del suo cinema, che attraversa con energia il tempo per quanto tremendo possa essere». Il premio sarà consegnato lunedì 9 novembre al The Space Cinema Moderno, a seguire la proiezione di Citizen Osama di Ahmed Hassouna, prodotto dallo stesso Masharawi e scelto per rappresentare la Palestina nella categoria Miglior film internazionale agli Oscar 2027.

 

Tre gli appuntamenti speciali di questa edizione.

Il primo è l'omaggio Il cinema come memoria e presenza, dedicato a Mohammad Bakri, attore, regista e autore teatrale palestinese scomparso nel 2025. Attraverso quattro lungometraggi e un cortometraggio, il percorso restituisce il ruolo del suo cinema come strumento di testimonianza e memoria collettiva. Jenin, Jenin raccoglie le voci degli abitanti del campo profughi dopo l'assedio del 2002; 1948 è dedicato alle testimonianze della Nakba; Since You Left (Da quando te ne sei andato) assume la forma di un dialogo autobiografico con lo scrittore Emile Habibi. A questi si aggiungono Le Monde, cortometraggio del 2025, e Laila's Birthday (Il compleanno di Laila) di Rashid Masharawi, con Bakri protagonista. L'omaggio si articola in due appuntamenti, domenica 8 e lunedì 9 novembre; in questa seconda giornata l’evento vedrà la partecipazione dello stesso Masharawi.

Il secondo appuntamento rende omaggio a Tony Gatlif, regista franco-algerino di origini rom, già Premio alla carriera del MedFilm Festival 2025, scomparso il 2 settembre 2026. Il festival lo ricorda con Korkoro (Freedom), film del 2009, presentato al MedFilm nel 2010 e risultato vincitore del Premio speciale della Giuria. Ambientata nella Francia occupata durante la Seconda guerra mondiale, l'opera segue una famiglia rom perseguitata dal regime di Vichy. Attraverso la vicenda del piccolo Claude e l'incontro con una comunità in lotta per la propria libertà, Gatlif racconta la persecuzione, la solidarietà e la resistenza di un popolo, in piena coerenza con un cinema che ha spesso posto le identità, la cultura rom e la libertà al centro della propria ricerca poetica.

Il terzo appuntamento, realizzato in collaborazione con WWF Mediterranean Marine Initiative, prevede la presentazione, in anteprima assoluta, del cortometraggio Un solo mare, una sola voce, di Angela Gennaro, nell’ambito dell’incontro Donne della pesca nel Mediterraneo: tra innovazione e leadership dedicato alle donne e al loro ruolo nei processi di innovazione, un’occasione per discutere di leadership e sviluppo sostenibile delle comunità costiere del Mediterraneo. 

 

Riconoscimenti e Premi speciali

Il riconoscimento del MedFilm Festival, il Premio Koinè, rivolto a personalità del mondo dell'arte, della scienza, dell'impresa culturale e dell'associazionismo che si siano distinte per l'impegno nel mantenere vivo il dialogo tra i popoli del Mediterraneo, sarà assegnato a Giammarco Sicuro, inviato speciale della redazione esteri della RAI e fotoreporter di guerra, con la seguente motivazione: «Per aver scelto di esserci, semplicemente, di fare il cronista per raccontare un periodo storico di cambiamenti epocali, conflitti internazionali, crisi umanitarie e profonde trasformazioni geopolitiche. Attraverso il suo lavoro, ispirato e vitale, Sicuro testimonia e racconta l'umanità che incontra nel mondo senza mai perdere la tenerezza perché, tra sofferenze e vittime, i gesti più straordinari e incredibili arrivano sempre dalle persone, da chi come lui trasmette empatia e solidarietà». Il premio verrà conferito mercoledì 11 novembre alle ore 20.00 al The Space Cinema Moderno durante la Cerimonia di Premiazione.

Accanto al Premio Koinè, il festival conferma l’assegnazione dei seguenti premi e riconoscimenti: Premio Valentina Pedicini, dedicato alle opere prime e seconde presenti tra Concorso ufficiale, Atlante e Perle, e Premio alla Migliore coproduzione euro-mediterranea - Opere prime e seconde, realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea e ristretto ai film presenti in Concorso. Confermato anche il Premio ecumenico in collaborazione con l'Institut français - Centre Saint-Louis, assegnato al film che esprime valori universali come la speranza, la giustizia e la ricerca di senso, così come il Premio diritti umani Amnesty International Italia e il Premio WWF / MedFilm Award, volto a valorizzare le opere capaci di raccontare il legame tra le condizioni ambientali e la vita delle comunità mediterranee. Il riconoscimento si inserisce nelle celebrazioni per il sessantesimo anniversario di WWF Italia. Novità di quest’anno è infine il Premio Acting News «[S]guardare il Mediterraneo», dedicato al film della sezione Perle le cui immagini meglio testimoniano una forza di sguardo in grado di farci vedere un luogo, una storia, un volto in modo nuovo.

 

Progetto Methexis, MedMeetings e MedFilm Talents

Tra le iniziative più significative del MedFilm Festival, il Progetto Methexis che promuove da oltre vent’anni formazione, inclusione e dialogo interculturale attraverso il cinema. Ogni anno il progetto riunisce a Roma giovani talenti, i registi di domani, provenienti da scuole e Paesi diversi, chiamati a costruire una comunità temporanea in cui si incontrano culture, tradizioni, sensibilità artistiche e percorsi formativi differenti. Il Progetto Methexis, a questa prima esperienza di confronto, ne affianca un’altra, altrettanto significativa: quella tra studenti e persone detenute, che insieme compongono la Giuria Methexis per assegnare insieme il Premio Methexis al miglior cortometraggio e il Premio Cervantes Roma all’opera più innovativa. Un’esperienza in cui il cinema diventa strumento concreto di dialogo, capace di superare confini culturali e sociali. Il progetto comprende inoltre la sezione Sguardi dal futuro, che presenta i tredici cortometraggi realizzati dagli studenti, Voci dal carcere, dedicata alle opere nate nei contesti penitenziari, e il MedFilm Talents, percorso di formazione e incontro con i professionisti dell’industria audiovisiva, nel più ampio contesto dei MedMeetings.

Giunti alla decima edizione, i MedMeetings, piattaforma industry del MedFilm Festival, mettono in relazione produttori, sales agent, distributori e professionisti del settore favorendo nuove partnership e opportunità di coproduzione internazionale. In programma il 9 e 10 novembre alla Casa del Cinema, comprendono due sezioni: MedWIPs, dedicata alle opere in post-produzione, e MedPitching, rivolta ai progetti in fase di sviluppo. 14 i lavori selezionati provenienti dai paesi euro-mediterranei, mediorientali e, novità di questa decima edizione, dai paesi dell’Africa subsahariana.

 

Il MedFilm Festival si pregia dell'Adesione del Presidente della Repubblica Italiana, del patrocinio e sostegno della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero dell'Istruzione e del Merito, del Ministero della Giustizia, del Ministero dell’Interno, dell'Unità di Missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato, del FAMI - Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, della Regione Lazio e del Comune di Roma.

Sostengono il MedFilm festival: OIM - Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, Sedi diplomatiche in Italia, Ministeri della Cultura e gli enti cinematografici di oltre 40 Paesi, 150 Scuole di cinema, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi di Roma Tre, Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), Luiss Business School - Writing School for Cinema and Television, Major in Media and Entertainment e John Cabot University. Il festival, promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura, è vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Da quest’anno il MedFilm Festival e il World Summit of Nobel Peace Laureates avviano un partenariato ispirato a una visione condivisa di nuovo umanesimo, che mette al centro la dignità della persona e riconosce nel dialogo tra cultura, conoscenza e impegno civile uno strumento fondamentale per costruire la pace. La collaborazione prende avvio in occasione della 20ª edizione del World Summit of Nobel Peace Laureates, in programma a Roma dal 1 al 4 dicembre 2026, dedicata al rapporto tra pace, intelligenza artificiale e responsabilità umana.

 

Il festival sarà presente anche online grazie alla collaborazione con MYmovies ONE, sulla cui piattaforma sarà disponibile una selezione dei titoli in programma. I media partner dell'edizione 2026 sono: ANSA, Rai Radio3, Acting News, Piuculture, Taxi Drivers e Mondo Mediterraneo.eu.

 

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CONCORSO UFFICIALE

 

Sono otto i lungometraggi del Concorso ufficiale - Premio Amore e Psiche, una selezione curata da Martina Zigiotti, responsabile della programmazione, insieme al comitato composto da Paola Cassano, Matteo Berardini, Giuseppe Gariazzo, Massimo Causo e Veronica Flora. Tra relazioni intime e conflitti collettivi, memoria storica e trasformazioni sociali, i film scelti per questa edizione esplorano il rapporto tra gli individui e le comunità in cui vivono, mettendo in luce le tensioni, i desideri e le speranze che attraversano un Mediterraneo allargato e le società che vi si affacciano.

Ad aprire il festival sarà l’anteprima italiana di Seuls les rebelles di Danielle Arbid, accompagnato a Roma dalla sua regista e sceneggiatrice. Un melodramma appassionante che racconta la relazione sentimentale tra Suzanne e Osmane; uniti nonostante la grande differenza d'età e le condizioni sociali opposte, i due vivono con forza il loro amore in una Beirut attraversata dalla crisi, sfidando convenzioni e pregiudizi. A interpretare Suzanne, la grande attrice e regista palestinese Hiam Abbass. Anche L'Estive di Naël Khleifi e Lisa Debauche, presentato nel Concorso Cineasti del Presente a Locarno e presente qui in anteprima italiana, mette in scena un incontro capace di incrinare un'esistenza isolata: Hana, giovane pastora sulle Alpi francesi, lontana dal Libano natale, è costretta a confrontarsi con il proprio passato dopo l'arrivo di Lisa, una nuova compagna di lavoro; Manal Issa, interprete di Hana, ha ricevuto a Locarno il Pardo per la migliore interpretazione per il suo ruolo nel film. Il regista Naël Khleifi sarà presente per presentare l’opera. Con il suggestivo L'Arabe, Malek Bensmaïl torna alla figura dell'«Arabo» ucciso nel capolavoro Lo straniero di Albert Camus, restituendogli un nome, Moussa, e una storia familiare; il film è un libero adattamento del romanzo Il caso Meursault dello scrittore algerino Kamel Daoud. Route Algéricaine di Rabah Ameur-Zaïmeche, presentato in apertura del FIDMarseille 2026, è invece un avvincente on the road che conduce lo spettatore nel Sahara algerino. Entrambi i film saranno presentati al festival in anteprima italiana.

La famiglia, il territorio e le disuguaglianze sono al centro di altri tre titoli. In Al Baraneya di Ashgan El-Hamus, presentato alle Giornate degli Autori di Venezia, ritratto corale, umanissimo e al femminile, la possibile vendita del terreno familiare, in un villaggio alle porte del Cairo, mette in discussione gli equilibri domestici e apre nuove prospettive. L'attrice Reem Amer sarà ospite del festival per presentare il film. Con Shame and Money, Visar Morina, vincitore del Grand Jury Prize nella competizione World Cinema Dramatic del Sundance Film Festival 2026, segue una famiglia kosovara costretta a trasferirsi a Pristina dopo aver perso la propria fonte di sostentamento. Il difficile confronto con una società iper capitalistica diventa una riflessione cruda e coraggiosa sul denaro e sulla dignità. Salvation di Emin Alper, vincitore dell'Orso d'Argento - Gran Premio della Giuria alla Berlinale 2026, racconta infine una disputa per la terra che riaccende antichi rancori in un villaggio della Turchia orientale, dove le visioni di un uomo alimentano divisioni e tensioni religiose. Il film sarà distribuito prossimamente nelle sale italiane da Wanted.

Fra gli otto titoli in concorso, il festival riserva un rilievo particolare a Soumsoum, la nuit des astres del regista ciadiano Mahamat-Saleh Haroun, che sarà a Roma a presentare la sua opera in anteprima italiana. Ambientato in un remoto villaggio del Ciad, il film restituisce una storia di sorellanza, autodeterminazione e coraggio, intrecciando realismo magico, solidarietà femminile e conflitti generazionali. Con questo titolo, di grande forza visiva e poetica, il festival sceglie di aprire per la prima volta uno spazio esplicito alle cinematografie dell'Africa subsahariana, ampliando ulteriormente il proprio sguardo sul panorama cinematografico del continente.

Nel formato breve, un singolo episodio può aprire uno sguardo inatteso sulla realtà o condensare un conflitto. I sedici film del Concorso internazionale cortometraggi, curato da Alessandro Zoppo, esplorano queste possibilità attraverso storie di relazioni familiari, desideri di emancipazione, guerra e migrazione, tra realismo e sperimentazione.

In To the North di Amer Nasser, un uomo torna nel nord di Gaza durante un cessate il fuoco per rintracciare la sorella e la sua famiglia. In Nafron di Daood Alabdulaa, dopo la caduta di Assad, una donna in cerca del fratello scomparso si aggira come un fantasma tra le rovine di Damasco. What Do the Maknines Dream Of di Sarra Ryma segue due ragazzi algerini davanti alla scelta di attraversare il Mediterraneo. In Porkatal di Sis Gürdal, un bambino cresciuto in carcere con la madre detenuta si adatta alla vita con lo zio e i nonni, sognando di ricongiungersi con lei. Le relazioni familiari sono anche al centro di Patch di Luka Galešić, dove una giovane donna cerca autonomia nella convivenza con la madre, e di Faux Bijoux di Jessy Moussallem, in cui una ragazza accompagna il fratellino a un provino dalle regole ambigue. In A Tenderness di Sabrine Khoury, una giovane madre palestinese ad Amsterdam fatica a legarsi al neonato e ad affrontare le aspettative familiari. Angelo azzurro di Tommaso Acquarone racconta una giornata estiva in cui un quattordicenne scopre l'attrazione e i primi desideri. In Looksmaxxing di Joyce Kuoh Moukouri, un adolescente si isola invece nel suo bagno per ascoltare ossessivamente un influencer machista. La quotidianità si spezza in A Few Things Happening by a River di Daniel Soares, dove una sfida per un video virale si trasforma in una tragedia grottesca. In Khufu di Mahmoud Assi, un ragazzo egiziano deve decidere cosa fare della carcassa del cammello da cui dipende la sua famiglia. On a Quiet Day di Loukia Hadjiyianni segue una madre e una figlia in viaggio in camper a Cipro, tra complicità e questioni irrisolte. In Paradise Garden di Sonia Terrab, una madre single cerca il marito che ha abbandonato la famiglia: la sua firma serve per iscrivere il figlio a scuola dopo lo sgombero della baraccopoli in cui vivono. In Besieged di Kiarash Ardeshirpour, la tentata fuga di una madre da Teheran diventa un thriller mozzafiato. In A Mirage di Hèctor Prats, una donna cerca l’ultimo uomo che ha visto vivo il fratello scomparso da poco, di cui ha ereditato la barca. Infine, In Silence di Amine Lakhnech racconta in chiave visionaria e simbolica il viaggio iniziatico di un bambino tra memorie frammentate e rituali arcaici.

 

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ATLANTE

 

Raccontare, immaginare, custodire la memoria: nei tre film di Atlante, sezione fuori concorso del Festival, il cinema diventa uno strumento di resistenza e apre spazi di speranza anche di fronte alla guerra, allo sradicamento e alle ferite del passato. Nel documentario Citizen Osama, Ahmed Hassouna segue Osama Al-Ashi, giornalista e padre da poco, che documenta la devastazione di Gaza cercando al tempo stesso di proteggere la moglie e il figlio neonato. Nel difficile equilibrio tra il dovere di testimoniare e gli affetti familiari, il film restituisce la forza di chi continua a vivere e raccontare sotto assedio. L’opera sarà presentata al pubblico romano dal produttore Rashid Masharawi ed è stata selezionata per la Palestina come candidata agli Oscar 2027 per il miglior film internazionale; arriverà prossimamente nelle sale italiane distribuita da Officine Ubu. In Les Yeux verts di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh, l’immaginazione diventa una risorsa per affrontare il trauma della migrazione forzata. Chaya, undicenne di una famiglia irachena rifugiata in Francia, cerca di risvegliare il fratello Nour, sprofondato in un sonno misterioso dopo il rigetto della domanda d’asilo della famiglia e la minaccia dell’espulsione. Il suo viaggio fiabesco tra sogno e realtà racconta le ferite della fuga e la forza del legame tra fratelli. La memoria si fa a sua volta strumento di identità e resistenza in Revolutionaries Never Die di Mohanad Yaqubi. Nel 2018, la regista libanese Jocelyne Saab propose una collaborazione al collega palestinese, ma morì due mesi dopo, prima che lui potesse risponderle. A partire da quell’invito rimasto senza risposta, Yaqubi ricostruisce attraverso gli archivi e la voce della cineasta il suo percorso artistico e politico negli anni Settanta, tra rivoluzione palestinese e lotte del mondo arabo. Un dialogo postumo che riattiva le immagini del passato e ne rilancia la forza nel presente.

 

Selezionati da Alessandro Zoppo, i quattro cortometraggi che completano la sezione Atlante esplorano la resistenza e la memoria attraverso il corpo, l’identità e l’immaginazione. In Flamenco, Carla Simón intreccia immagini d’archivio, coreografie di Rocío Molina e musiche di Niño de Elche, raccontando il flamenco come una tradizione viva e in continua evoluzione. In Birthmark di George Peter Barbari, un incontro nello studio di un sex worker trans a Beirut spinge una donna a mettere in discussione le proprie certezze. In Search of the Grey Bird with Green Stripes di Saïd Hamich Benlarbi segue un rabdomante sulle montagne dell’Atlante, dove la ricerca di un uccello misterioso si intreccia all’elaborazione del lutto e dell’assenza. Fahrudin di Alen Drljević ricostruisce attraverso l’animazione la storia vera di Fahrudin Muminović, sopravvissuto al massacro di Orahovac durante il genocidio di Srebrenica. Tutti e quattro i registi hanno già incrociato il percorso del MedFilm, che negli anni ha presentato o premiato le loro opere, rinnovando con questa selezione il dialogo con autori che tornano a condividere il proprio cinema con il pubblico del festival.

 

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PERLE - Alla scoperta del cinema italiano

 

L’osservazione del cambiamento è al centro dei quattro lungometraggi di Perle - Alla scoperta del cinema italiano, sezione a cura di Paola Cassano in cui si esplora un presente contraddittorio attraverso storie personali e trasformazioni collettive.

In Schiuma di mondi di Anna Marziano, premiato con il Prix Georges de Beauregard International al FIDMarseille 2026, Antonia, avvocata e madre single sull’isola di Sant’Erasmo, cerca nuovi modi di intendere il proprio lavoro e il rapporto con la comunità, mentre la scuola della figlia rischia di chiudere e l’acqua della laguna continua a salire. La possibilità di immaginare un futuro è anche al centro di Totò Cannibale di Demetrio Giacomelli, viaggio grottesco in un Occidente dominato dall’istinto e dalla logica del potere, in cui il regista inventa un alter ego per confrontarsi con le proprie paure e interrogarsi sul mondo. Dalle inquietudini individuali si passa sul piano delle risorse collettive e della loro conservazione con Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro, che segue il ritmo delle coste sarde dalla fine dell’estate al ritorno dei turisti, tra aspettative, promesse mancate e un futuro incerto. Infine, Tirrenica di Rosario Minervini attraversa i margini dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, intrecciando le storie di chi abita quei luoghi in un ritratto del Sud Italia lontano dagli stereotipi, dove le trasformazioni del territorio si riflettono nelle vite delle persone e nelle tracce che il passato lascia nel presente. Giacomelli, Crivaro e Minervini saranno ospiti del festival per presentare i loro film e incontrare il pubblico del MedFilm.

 

Completa la sezione Soglie, una selezione di sei cortometraggi a cura di Cassano e Zoppo con cui si esplorano i momenti di passaggio in cui le certezze vacillano e si aprono nuove possibilità: dall’infanzia all’adolescenza, dall’appartenenza alla fuga, dal desiderio di cambiare alla difficoltà di farlo.

In Il nemico di Andrej Chinappi, un gioco di guerra tra bambini cambia significato quando a un nuovo arrivato viene assegnato il ruolo del nemico, mostrando quanto sia sottile il confine tra gioco e conflitto. In Bianca di notte di Caterina Biasiucci, la ricerca di un’oca forse reale, forse immaginaria, trasforma un cimitero e le storie di paese in un territorio sospeso tra realtà e fantasia. Il passaggio alla crescita si fa più concreto in Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli, dove una ragazza è chiamata a prendersi cura dei fratellini durante una notte di paure e imprevisti. In Mambo Kids di Emanuele Tresca, due ragazzi esplorano la propria città in una giornata di fine estate, assaporando la libertà di un tempo sospeso prima che tutto cambi. Anche Mutrion di Marco Cavazzin racconta un passaggio incompiuto: dopo quattro anni di assenza, un giovane torna nella comunità lagunare da cui era fuggito e ritrova, insieme al suo migliore amico, luoghi e ricordi che non ha mai davvero lasciato alle spalle. In Tutti i giorni di pioggia di Tommaso Landucci, infine, la soglia è quella tra desiderio e azione: un ragazzo e una ragazza incrociano spesso gli sguardi durante le rispettive giornate di lavoro, ma non trovano il coraggio di parlarsi, restando sospesi tra la felicità possibile e la paura di raggiungerla.

 

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VOCI DAL CARCERE 

Progetto Methexis

Voci dal carcere è la storica sezione del MedFilm Festival che dà spazio alle esperienze di creazione artistica e formazione sviluppate all’interno degli istituti penitenziari. La sezione, parte del Progetto Methexis curato da Giulia de Luca Gabrielli, è realizzata in collaborazione con il DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Gli otto cortometraggi in programma nascono da percorsi che intrecciano cinema, teatro, musica e danza, affrontando temi quali responsabilità, convivenza, memoria e reinserimento sociale.

In The Passengers di Vito Alfarano, parole e danza raccontano l’attesa e il rapporto con il tempo attraverso le esperienze delle persone detenute nella Casa Circondariale di Brindisi. Luce e buio di Agostino Nalon e Sauro Vannicola documenta il progetto Teatrocarcere Due Palazzi & Collegio Gregorianum, che nell’istituto di Padova mette in relazione persone detenute e studenti universitari attraverso il teatro. In Tutta un’altra musica, Sergio Licatalosi racconta un’esperienza interculturale nella Casa Circondariale di Siena, dove suoni e tradizioni diventano strumenti di dialogo. La sua luce di Ludovica Andò e Emiliano Aiello, realizzato nella Casa di Reclusione di Orvieto, affida a una favola illustrata il confronto con la colpa e la speranza. Il teatro e la responsabilità morale sono al centro di I giusti contro Antigone di Serenella Di Michele, in cui un gruppo di persone detenute della Casa Circondariale di Chieti si confronta con il peso di giudicare gli altri, e di Le mani sporche di Simone Cannone, che documenta nella Casa Circondariale di Frosinone gli incontri ispirati all’opera di Jean-Paul Sartre tra persone detenute coinvolte nella recitazione e giovani allievi di una scuola di teatro. Sulla soglia di Artemide Alfieri, realizzato all’interno della Casa Circondariale di Cassino, riflette sul passaggio dalla detenzione alla semilibertà, mentre Macbeth - Cuore nero di Paola Beatrice Ortolani segue nella Casa di Reclusione di Arienzo un gruppo di persone detenute impegnate nella messa in scena della tragedia di Shakespeare, con un ospite particolare: il magistrato di sorveglianza.

 

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SGUARDI DAL FUTURO
Progetto Methexis

Ugualmente a cura di Giulia de Luca Gabrielli, Sguardi dal futuro è un’altra ramificazione del Progetto Methexis, volta a presentare tredici cortometraggi realizzati dalle studentesse e dagli studenti di scuole di cinema riuniti a Roma nell’ambito del Progetto. Provenienti da dieci paesi, le opere attraversano generi, linguaggi e sensibilità differenti, esplorando il presente attraverso legami familiari, desideri, memorie e mondi immaginari. I film saranno presentati in due programmi, sabato 7 e domenica 8 novembre alle ore 17.30, al The Space Cinema Moderno, sala 5.

In One After the Other di Marianne Barakat (La Fémis, Libano/Francia), Alma, scelta per guidare un rito della fertilità, scopre che l’abito della cerimonia non le entra più. In Latte di Filippo Marasco (Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, Italia), una madre ricorre all’estrazione di un dente per far conoscere al figlio l’uomo che ama. In the Name of Eliza di Anxhela Gaxhazi (AFMM - Academy of Film and Multimedia Marubi, Albania) segue un ingegnere che crea un’intelligenza artificiale per comunicare con la moglie morta, ma si confronta presto con i limiti di quella replica. In Suiside Fish di Tenej Davidović (UNG - University of Nova Gorica School of Arts, Slovenia), Maks coinvolge gli amici nella registrazione di un brano per mantenere una promessa, ma un imprevisto cambia i loro piani. May and the Turtle di Zeineb Barkallah (ISAMM - Institut Supérieur des Arts Multimédias de la Manouba, Tunisia) racconta l’avventura onirica di una bambina il cui padre si è trasformato in una tartaruga. In Bianca di Aureliana Bontempo (CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia, Italia), la ricerca della perfezione in una gara di coreografie K-pop si scontra con la malattia della madre. Fatima di Fatima Al-Naemi (Northwestern University in Qatar, Qatar) affronta il lutto per la nonna attraverso i ricordi e gli spazi della casa ormai vuota.

In Bye-Bye Marie-France di Ambre Martz (La Fémis, Francia), una giovane donna cerca di ricostruire i ricordi della nonna, segnati dalla demenza, per verificare un sospetto. What a Wonderful Day di Rayane Lahssini (ISMAC - Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma, Marocco) segue Faouzi, alle prese con una giornata di imprevisti e umiliazioni prima di una svolta inattesa. In Selene - Il corpo dell’altra di Michelle Salvatore (Sentieri Selvaggi, Italia), l’arrivo di una giovane donna riaccende il desiderio di una sarta segnata da antiche cicatrici. Volta di Socrates Mousmoulidis (Aristotle University of Thessaloniki, Grecia) intreccia il viaggio segreto di due ex amanti con la ricerca di risposte di una ragazza sospesa tra passato, presente e futuro. In Light di Defne Togay (Bilkent Üniversitesi, Turchia), dopo un’esplosione solare nel 2035, un uomo privato delle percezioni sensoriali si affida alla memoria per ricostruire il mondo perduto. Infine, Amici di strada di Piero Calvarese (Libera Università del Cinema, Italia) racconta le vite delle persone che vivono per le strade di Roma, tra amicizia e solidarietà.

 

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MEDMEETINGS e MEDFILM TALENTS

 

Un altro asse fondamentale del MedFilm Festival è rappresentato dai MedMeetings, la piattaforma industry che nel 2026 raggiunge la sua 10ª edizione, in programma il 9 e 10 novembre alla Casa del Cinema di Roma. In dieci anni di attività, i MedMeetings hanno messo in relazione registi, produttori, distributori e professionisti provenienti dall’Europa, dal Mediterraneo e dal Medio Oriente, favorendo lo sviluppo di nuovi progetti e opportunità di coproduzione. Quest’anno la selezione riunisce 14 progetti da 11 Paesi - Italia, Libano, Turchia, Tunisia, Kosovo, Marocco, Nigeria, Spagna, Senegal, Iran e Serbia - e si apre per la prima volta all’Africa subsahariana, con opere provenienti da Nigeria e Senegal.

Come di consueto, il programma si articola in due sezioni: MedPitching, dedicata a sette progetti in fase di sviluppo alla ricerca di coproduttori e nuove collaborazioni, e MedWIPs - Work in Progress, che presenta sette film in fase avanzata di realizzazione o postproduzione, alla ricerca di partner e nuove opportunità sul mercato internazionale. Presentazioni e incontri individuali offriranno ai partecipanti occasioni di confronto e di sviluppo di nuove collaborazioni. Per MedPitching è previsto un premio di 1.000 euro al progetto più promettente, con un ulteriore contributo di 1.000 euro al co-produttore italiano nel caso in cui si concretizzi un accordo di co-produzione. La giuria di MedWIPs - composta per quest’anno da Carlo Cresto-Dina, fondatore e direttore della casa di produzione Tempesta; Marta Donzelli, co-fondatrice di Vivo film e già presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia; e Fabio Tucci, responsabile acquisizioni di True Colours - assegnerà l’OIM Prize, del valore di 10.000 euro, e lo Stadion Video Prize, che offre servizi per la realizzazione di un DCP con sottotitoli in inglese del valore di 3.500 euro.

Accanto alle attività industry, giunge alla settima edizione il MedFilm Talents, il percorso formativo del Progetto Methexis dedicato alle e ai giovani cineaste e cineasti che compongono la giuria internazionale, cui sarà offerta l’opportunità di prender parte agli incontri e alle attività dei MedMeetings, a cui si aggiungeranno appuntamenti pensati specificamente per loro, con l’obiettivo di favorire il confronto con i professionisti dell’industria audiovisiva e un avvicinamento alle dinamiche chiave del settore. Tra gli appuntamenti in programma, una lezione di Anna Collabolletta dedicata alla figura del music supervisor e al ruolo della dimensione sonora nella costruzione del film. Tutte le attività previste dal programma dei MedMeetings si svolgeranno lunedì 9 e martedì 10 novembre presso la Casa del Cinema di Roma, Largo Marcello Mastroianni 1.

 

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GIURIE E PREMI

Giuria Concorso Ufficiale

Premio Amore e Psiche

La giuria del Concorso ufficiale, composta da Pedro Armocida, giornalista e critico cinematografico; Simona Cives, direttrice di Biblioteche di Roma; Federica Lucisano, produttrice; Francesca Marciano, scrittrice e sceneggiatrice; Miriam Mauti, giornalista e voce radiofonica, sarà chiamata a valutare gli otto film del Concorso e ad assegnare i seguenti premi:

  • Premio Amore e Psiche, del valore di 2.000 euro.
  • Premio Speciale della Giuria, del valore di 1.000 euro.
  • Premio Espressione Artistica.

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Giuria Premio Valentina Pedicini

Miglior Opera prima e seconda

Il Premio Valentina Pedicini, del valore di 1.000 euro, è riservato alla migliore opera prima o seconda tra i film presenti nel Concorso ufficiale e nei Fuori concorso Atlante e Perle. La giuria è composta da Irene Dionisio, regista; Fabio Falzone, giornalista; Dalal Suleiman, attrice.

 

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Giuria Concorso internazionale cortometraggi

Premi Methexis e Cervantes

La giuria del Concorso internazionale cortometraggi (Giuria Methexis) è composta da studentesse e da studenti delle scuole di cinema italiane e internazionali e da persone detenute negli istituti penitenziari aderenti al Progetto Methexis.

La Giuria Methexis conferirà i seguenti premi:

  • Premio Methexis, del valore di 1.000 euro.
  • Premio Cervantes Roma, al cortometraggio più innovativo.

 

Le giurate e i giurati delle scuole di cinema coinvolti nel Progetto Methexis 2026 sono:

  • Marianne Barakat | La Fémis - École nationale supérieure des métiers de l’image et du son (Libano/Francia)
  • Filippo Marasco | Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté (Italia)
  • Anxhela Gaxhazi | AFMM - Academy of Film and Multimedia Marubi (Albania)
  • Tenej Davidović | UNG - University of Nova Gorica, School of Arts (Slovenia)
  • Zeineb Barkallah | ISAMM - Institut Supérieur des Arts Multimédias de la Manouba (Tunisia)
  • Aureliana Bontempo | CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia (Italia)
  • Fatima Al-Naemi | Northwestern University in Qatar (Qatar)
  • Ambre Martz | La Fémis - École nationale supérieure des métiers de l’image et du son (Francia)
  • Rayane Lahssini | ISMAC - Institut Supérieur des Métiers de l’Audiovisuel et du Cinéma (Marocco)
  • Michelle Salvatore | Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi (Italia)
  • Socrates Mousmoulidis | AUTH - Aristotle University of Thessaloniki, School of Film (Grecia)
  • Defne Togay | Bilkent University (Turchia)
  • Piero Calvarese | Libera Università del Cinema (Italia)

 

Gli istituti penitenziari coinvolti nella giuria del Progetto Methexis 2026 sono:

  • Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso
  • Casa Circondariale Femminile di Rebibbia
  • Casa di Reclusione di Roma Rebibbia
  • Rebibbia III Casa

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Giuria Migliore coproduzione euro-mediterranea

In collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, la giuria assegna il Premio alla migliore coproduzione euro-mediterranea nella categoria Concorso Ufficiale, del valore di 2.000 euro.

La giuria è composta da: Fabio Ferzetti, critico cinematografico; Mario Mazzarotto, produttore; Massimo Pronio, Responsabile Comunicazione Commissione Europea, Rappresentanza in Italia.

 

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Giuria Premio Ecumenico de l’Institut Français - Centre Saint-Louis

Il Premio è riservato al film maggiormente capace di raccontare la profondità dell’esperienza umana, mettendo in luce valori universali come la speranza, la giustizia e la ricerca di senso.

La giuria è composta da: Padre Michel Kubler, sacerdote e giornalista; Suor Mary Lembo, religiosa; Alexey Vozniuk, regista.

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Giuria WWF / MEDFILM AWARD - Premio speciale 60 anni di WWF Italia

In collaborazione con il WWF, con il quale il MedFilm Festival rinnova il rapporto e l’impegno per la promozione dei temi inerenti alla tutela ambientale, il WWF MedFilm Award (1.000€) è assegnato al film capace di raccontare, attraverso una narrazione originale ed efficace, il legame sempre più stretto tra le condizioni dell’ambiente e la vita delle comunità e delle persone che abitano l’area mediterranea.

La giuria è composta da: Fabio Ferri, Art director; Isabella Pratesi, Direttrice Programma Conservazione di WWF Italia; Ricky Tognazzi, attore e regista.

 

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Giuria MedWIPs - Work in Progress

OIM Prize e Stadion Video Prize

 

La giuria dei MedWIPs - Work in Progress è composta da Carlo Cresto-Dina, produttore e fondatore di Tempesta; Marta Donzelli, produttrice e co-fondatrice di Vivo film; Fabio Tucci, responsabile acquisizioni di True Colours.

La giuria assegnerà i seguenti premi:

  • OIM Prize al Miglior Progetto, del valore di 10.000 euro.
  • Stadion Video Prize, del valore di 3.500 euro, per la realizzazione di un DCP con sottotitoli in inglese destinato al secondo miglior progetto.

 

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Giuria Piuculture

Una giuria speciale realizzata in collaborazione con Piuculture, il giornale online dell’intercultura a Roma, attivo dal 2010, che racconta le esperienze delle persone straniere che vivono, studiano e lavorano nella città.

I giurati dell’edizione 2026 sono: Atefeh Afzalinejad, Iran; Miruna Căjvăneanu, Romania; Makilo Ipolo, Repubblica democratica del Congo; Zeinab Muhammad, Repubblica Araba di Siria; Aisha Rabbah, Marocco.

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Giuria Acting News

Una giuria speciale guidata da Acting News premierà il film della sezione Perle le cui immagini meglio testimoniano una forza di sguardo in grado di farci vedere un luogo, una storia, un volto in modo nuovo. Il nome richiama «[S]guardare», il format sull’immagine di Visioni Condivise, l’hub creativo che affianca Acting News. Il premio consiste in un anno di abbonamento ad Acting News per tutta la troupe del film e un articolo dedicato al film e ai suoi autori, con le schede in evidenza nell’archivio e nella newsletter quotidiana.

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Giurie universitarie

Le studentesse e gli studenti universitari formano due giurie autonome e parallele a quelle ufficiali, una per il Concorso ufficiale e una per il Concorso internazionale cortometraggi. Il loro compito è individuare le opere che avranno saputo interpretare e comunicare con maggiore efficacia e completezza i temi proposti dal festival.

 

Le università e i dipartimenti coinvolti sono:

  • Dipartimento ISO - Istituto Italiano di Studi Orientali, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma.
  • Dipartimento di Filosofia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma.
  • Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Sapienza Università di Roma.
  • ⁠⁠Dipartimento di Scienze Politiche, Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Sapienza Università di Roma
  • Macroarea di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società, Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
  • Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Università degli Studi Roma Tre.
  • Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT).
  • Luiss Business School - Writing School for Cinema and Television, Major in Media and Entertainment.
  • John Cabot University.

 

EVENTI SPECIALI

 

Masters of Cinema

(Le masterclass del MedFilm Festival)

 

Masterclass con CARLO CRESTO-DINA

In collaborazione con il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo e il Dipartimento di Filosofia, Sapienza Università di Roma, lunedì 9 novembre alle ore 10, presso la sede di Ex Vetrerie Sciarra in Via dei Volsci 122, il produttore Carlo Cresto-Dina incontrerà gli studenti per un evento aperto al pubblico. L’incontro sarà coordinato dal professore Andrea Minuz.

 

Masterclass SCRITTURA, REGIA

INCONTRO CON IPPOLITA DI MAJO E MARIO MARTONE

In collaborazione con il Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte Spettacolo e il Dipartimento di Filosofia, Sapienza Università di Roma, lunedì 9 novembre alle ore 16, presso l’Aula Venturi in Sapienza, Edificio di Lettere in Piazzale Aldo Moro 5, la sceneggiatrice Ippolita di Majo e il regista Mario Martone incontreranno gli studenti per un evento aperto al pubblico. Coordinata da Roberto De Gaetano (Sapienza Università di Roma), la masterclass prevede gli interventi di: Dario Cecchi (Sapienza Università di Roma), Alessia Cervini (Università di Palermo) e Gianfranco Pannone (Regista, Medfilm Festival).

 

Letture dal Mediterraneo

 

Letture dal Mediterraneo è lo spazio del MedFilm Festival dedicato alla produzione editoriale e al confronto con autrici e autori che interrogano il passato e il presente del Grande Mare. Per l’edizione 2026, il programma esplora l’autonomia femminile e l’impegno politico e culturale, attraverso tre testi che, tramite prospettive diverse, mostrano come persone, comunità e culture possano resistere alle ingiustizie, difendere la propria voce e aprire nuovi spazi di libertà.

I testi selezionati sono: Donne. Resistenza. Libertà. Storie di ventuno afghane in lotta per la vita di Angela Iantosca (Edizioni Paoline), in cui si accostano le vicende delle Madri Costituenti a quelle delle donne afghane rifugiate in Italia. Gli anni di piombo in Marocco. Attivismo femminile, sinistra e memoria (1965-2005) di Martina Biondi (Edizioni Viella), in cui si ricostruisce il percorso delle militanti femministe marocchine, dalla repressione politica e carceraria alla partecipazione ai movimenti per i diritti delle donne, fino alla restituzione degli anni di piombo al dibattito pubblico; Cinema palestinese. Storia, estetica, autori di Samuel Antichi (Edizioni Mimesis), volto a indagare le forme espressive del cinema palestinese e il loro rapporto con l’identità collettiva. 

L’incontro con Angela Iantosca rientrerà nell’evento “Tali-Ban - Cancellare la donna, un divieto alla volta”, previsto per lunedì 9 novembre alle ore 18:30 presso la Sala 5 del The Space Cinema Moderno. Dedicato alla resistenza delle donne afghane e all’imprenditoria femminile come strumento di azione politica, autonomia economica e costruzione del futuro, l’evento avrà lo scopo di raccontare l'esperienza di NOVE Caring Humans attraverso il Women Business Program. Insieme all’autrice, interverranno Flavia Mariani, portavoce di NOVE Caring Humans, e Alessandra Maiorino, Senatrice della Repubblica. Verrà inoltre condivisa la testimonianza diretta di una donna afghana rifugiata in Italia. Gli altri due incontri si terranno all’Archivio Flamigni rispettivamente di venerdì 13 e sabato 14 novembre, alle ore 18.30. Tutti gli appuntamenti di Letture dal Mediterraneo sono a titolo gratuito.

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Archivio MedFilm Festival

 

L’Archivio cinematografico del MedFilm Festival nasce come spazio di incontro e dialogo tra la memoria del cinema contemporaneo dei Paesi del Mediterraneo allargato e le nuove generazioni. È stato realizzato presso la mediateca della Biblioteca di Studi orientali della Sapienza Università di Roma, afferente al Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO), nell’ambito del progetto di Terza Missione Voci e immagini dal dialogo interculturale nel Mediterraneo, sviluppato dal Dipartimento in collaborazione con il MedFilm Festival nel periodo 2020-2024.

 

INFORMAZIONI

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MEDFILM FESTIVAL

Via delle Alpi 30, 00198 Roma


www.medfilmfestival.org