L’ARA SI RIVELA
Dal 27 marzo 2026 al via il nuovo e coinvolgente racconto dell’Ara Pacis.
Un’innovativa esperienza immersiva tra videomapping, narrazione e suggestioni sonore
Roma, Museo dell’Ara Pacis Augustae
Grazie a un nuovo progetto multimediale di visita, da
venerdì 27 marzo presso il Museo dell’Ara Pacis, romani e turisti potranno vivere un’affascinante esperienza immersiva di forte impatto
visivo ed emotivo, alla scoperta di uno dei monumenti simbolo della città, voluto dal Senato romano per celebrare Ottaviano Augusto.
“L’Ara si rivela”
è un nuovo e coinvolgente racconto della storia dell’Ara Pacis. Una narrazione emozionante, ricca di
informazioni, musiche e suggestioni sonore, condurrà i
visitatori lungo un itinerario di colori, svelati in progressione grazie
alla tecnica del videomapping. Con un percorso immaginato per “tappe”,
un vero e proprio
viaggio temporale permetterà di scoprire le mille vite del
monumento, dalle sue origini augustee fino alle incredibili
vicissitudini legate alla sua riscoperta. Vengono, così, ad aggiungersi
le voci finora “mute” del monumento, quelle dei collezionisti
cinquecenteschi, dei restauratori e degli archeologi che hanno
contribuito a rivelare questo grande monumento dell’antichità.
Le voci dell’Ara Pacis,
ascoltabili in cuffia in italiano e inglese, rivivranno in tal modo attraverso le
parole dei suoi protagonisti mentre i rilievi di marmo
prenderanno vita, animati da suoni ed effetti visivi, accompagnati da
contorni di luce che ne faciliteranno la lettura.
Il progetto è promosso da
Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle
iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali, organizzato e gestito da
Zètema Progetto Cultura e realizzato da AV Set Produzioni SpA con
Luca Scarzella. La Direzione scientifica è a cura della Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali.
“Con
‘L’Ara si rivela’ offriamo a romani e turisti un modo nuovo di
conoscere uno dei monumenti
più importanti della storia di Roma. È un progetto che valorizza il
patrimonio culturale della città e rafforza il ruolo dei musei civici
come luoghi capaci di avvicinare sempre più persone alla storia, grazie
all’uso di tecnologie innovative e a un racconto
immersivo basato sulla ricerca scientifica. L’Ara Pacis permetterà al
pubblico di conoscere meglio i significati delle sue immagini e della
sua storia attraverso le voci di chi, nel corso dei secoli, ha
contribuito a riportare alla luce e a interpretare questo
grande monumento dell’antichità, mentre i rilievi saranno animati da
suoni ed effetti visivi. Un percorso che arricchisce l’esperienza di
visita e consente di scoprire in modo nuovo uno dei simboli più
importanti della città”, così il Sindaco
Roberto Gualtieri.
“Questo
progetto multimediale rappresenta l’idea di uno spazio eterno e al
tempo stesso di uno spazio rinnovato
continuamente. Grazie all’esperienza immersiva, alle romane e ai
romani, così come ai turisti, sarà possibile ascoltare, vivere ed
emozionarsi con le voci di chi ha contribuito a tenere viva l’Ara Pacis:
i collezionisti del Cinquecento, i restauratori, gli
archeologi. Sarà un viaggio nel futuro e un viaggio nel passato, per
vivere la storia finora non raccontata del monumento. E credo fortemente
che Roma debba sempre più investire in spazi versatili, attraversabili,
capaci di rinnovarsi continuamente, creando
nuove opportunità conoscitive e grandi emozioni, proprio come questo",
aggiunge l’Assessore
Massimiliano Smeriglio.
Il sistema multimediale di
videomapping dinamico utilizza 8 videoproiettori 4K laser,
gestiti da un Mediaserver Watch Out che controlla l’intero show,
comprese le luci del museo, garantendo precisione e sincronizzazione
perfette. La tecnica di proiezione, realizzata in
digitale, consente di modificare e modulare i profili e i colori in
tempo reale. I bassorilievi si illuminano in corrispondenza del punto di
osservazione dei visitatori, rivelando dettagli, cromie e scene che
restituiscono la ricchezza originaria dell’opera.
La
scelta delle singole colorazioni dell’Ara Pacis è stata operata sulla
base di analisi di laboratorio, confronti con la pittura romana,
specialmente
pompeiana, e ricerche cromatiche su architetture e sculture antiche
greco-romane. La colorazione degli elementi vegetali è stata possibile
anche sulla base di un importante studio che nel 2010 ha riconosciuto
più di 50 specie vegetali realmente esistenti in
natura.
Sull’ipotesi
della colorazione originaria dell’Ara Pacis ha lavorato negli anni
passati un gruppo di studio nato in occasione dell’allestimento
del nuovo Museo. In particolare, è stato approntato un modello
tridimensionale dell’altare sul quale è stata applicata la restituzione
del colore secondo criteri filologici e storico-stilistici. Dal modello è
nata l’idea di proiettare direttamente sulle superfici
in marmo dell’altare raggi di luce colorata per ricreare, in via
d’ipotesi, l’aspetto totale e realistico prossimo alla policromia
originaria.
La visita multimediale e immersiva sarà fruibile nelle serate di
venerdì, sabato e domenica dalle ore 20.00 alle 23.00 (gli orari cambieranno nel corso dell’estate). I gruppi saranno composti
massimo da 25 persone a turno accompagnati da un operatore (previsti 3 turni a sera, uno ogni ora). La
durata di ciascuna visita, il cui percorso si snoda sia intorno al monumento che all’interno del recinto, è di
circa 45 minuti. L’esperienza è fruibile anche dalle persone con disabilità motoria.
I biglietti
sono
pre-acquistabili online sul sito www.arapacis.it
oppure
acquistabili sul posto, se disponibili, nei Tourist Infopoint, in
tutte le biglietterie dei musei civici e nelle librerie/biglietterie del
Mausoleo di Augusto, del Clivo di Acilio e della Casina Vignola
Boccapaduli.
La prevendita è fortemente consigliata.
IL PERCORSO DI VISITA
La visita che si svolge intorno al recinto dell’Ara, più un passaggio nell’ambulacro interno, accanto all’altare - cuore
del monumento - è articolata in quattro punti.
L’esperienza parte dal
fronte dell’Ara, con una introduzione che contestualizza il
monumento nella sua posizione originaria, all’interno della porzione
nord del Campo Marzio, e ne specifica la funzione, legata alla
celebrazione di un sacrificio annuale, fino alla descrizione
dei pannelli sul fronte principale, che tessono la trama della
relazione tra le origini di Roma e le origini della gens Iulia, la
famiglia di Ottaviano Augusto. Sul grande fregio di destra si staglia la
figura di Enea, mentre su quello di sinistra sono ritratti
Romolo e Remo mentre vengono allattati dalla lupa sotto un albero di
fico.
Nel secondo e nel terzo punto (fregio Nord e
fregio Sud) si approfondiscono i lati lunghi del recinto, sui
quali è scolpita la processione, un unico gruppo di magistrati,
sacerdoti e componenti della famiglia imperiale, pensato per essere
osservato da due diversi punti di vista, come una istantanea
impressa nel marmo. Il fregio Nord vede sfilare i rappresentanti dei
più importanti collegi sacerdotali romani, seguiti da uomini, donne e
bambini appartenenti alla famiglia dell’imperatore.
I
personaggi che compongono il corteo - i littori, i sacerdoti, la
famiglia imperiale - sono disposti in modo ordinato e solenne e
indossano tutti la toga, bianca
o color porpora. Il fregio Sud mostra Augusto circondato da circa 50
personaggi – sacerdoti, magistrati, littori, addetti al sacrificio, e
poi donne, uomini e bambini – mentre con il capo velato si accinge alla
celebrazione di un rito sacro: probabilmente
sta delimitando e consacrando proprio lo spazio di fondazione dell’Ara
Pacis. Se la descrizione di come questi personaggi si presentano ci
aiuta ad individuarli, sono le voci di alcuni di loro a raccontarne il
ruolo all’interno della famiglia imperiale e del
progetto dinastico augusteo. A raccontarsi sono Marco Vipsanio Agrippa,
con Antonia minore e Druso.
Dopo essere passati all’interno dell’ambulacro che circonda l’altare, ai visitatori si offre il fronte posteriore (fronte
Est), con la descrizione delle figure femminili presenti sui
pannelli, da Tellus, la dèa madre dei Latini, che siede su una roccia
come su un trono, alla dèa Roma con le gambe avvolte in un ampio
panneggio e la presenza di uno profilo di scudo e tracce
di armi. Ma soprattutto con il meraviglioso e lussureggiante fregio
vegetale più famoso di tutta l’arte romana, la cui comprensione,
soprattutto dal punto di vista degli aspetti simbolici, è esaltata e
facilitata dall’ipotesi ricostruttiva del colore. La rigogliosa
vegetazione si sviluppa da un cespo centrale di acanto da cui nascono
cardi e fiori di zafferano. Si riconoscono poi le rose, i fiori bianchi
del lilium, le ninfee e le palme da dattero.
Ma non
solo: questo mondo vegetale è popolato da tanti piccoli animali nascosti
tra i cespi e le foglie: uccelli, serpenti, lucertole, salamandre,
rane, lumache,
scorpioni, cavallette e farfalle. Si tratta in molti casi di animali
legati al concetto di metamorfosi, che oggi si confondono nel bianco del
marmo, ma che in antico erano facilmente riconoscibili per i loro
colori. Su tutti spiccano due candidi cigni che
si posano ad ali spiegate su alti steli.
Nell’ultima
parte dell’esperienza immersiva si è infine catapultati dall’età antica
alle avvincenti vicende che il monumento
ha vissuto successivamente: dal processo di interramento, che segnò il
destino dell'Ara facendola calare per più di un millennio nel silenzio,
al riaffiorare dell'altare in epoca rinascimentale fino agli scavi
mirati che, tra la metà dell’Ottocento e gli anni
Trenta del secolo scorso, hanno portato alla ricomposizione del
monumento così come lo vediamo oggi.
Informazioni al pubblico
Museo dell'Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
Orario:
venerdì, sabato e domenica con la seguente articolazione:
-
dal 27 al 29 marzo e dal 3 al 6 aprile: dalle 20.00 alle 22.00
-
dal 10 aprile: dalle 21.00 alle 23.00
Durata:
circa 45 minuti
Per maggiori informazioni e dettagli su biglietti, tariffe e riduzione
consultare il sito www.arapacis.it
oppure telefonare al call center 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00).