venerdì 28 novembre 2025

Teatro Olimpico, Roma. Canto Libero. Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol. Teatri Tour 2025 1, 2 e 3 dicembre 2025. Ore 20.30

 ROMA: Teatro Olimpico. 1, 2 e 3 dicembre 2025. Ore 20.30

Al Teatro Olimpico di Roma

torna “Canto Libero”

Omaggio alle canzoni di Battisti e Mogol


 

Il 1°, il 2 e il 3 dicembre 2025, alle ore 20.30, torna il grande tributo alle canzoni Di Battisti e Mogol, portato sul palco del Teatro Olimpico di Roma dal “Canto Libero”: non un semplice concerto ma di un grande spettacolo che ha debuttato nel 2015 con lo scopo di omaggiare il periodo d’oro della storica coppia Mogol/Battisti e che da 10 anni riempie i teatri, palazzetti e piazze facendo registrare numeri da capogiro e continui sold out.

Sul palco un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere che portano avanti questo progetto con grande determinazione e ispirazione, ma soprattutto con grande divertimento. Lo show che viene proposto va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei grandi classici del repertorio, ma rilegge i brani originali mantenendo una certa aderenza e cercando di non risultare mera copia, inserendo la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere tutta l’anima blues e rock che Lucio Battisti aveva molto forte dentro di sé.

 

CON LA BENEDIZIONE DI MOGOL

Canto Libero: Dopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia e all’estero, un grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 con uno spettacolo sold out al Teatro Rossetti di Trieste che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona, che dà la benedizione ufficiale al Canto Libero. L’esperienza si ripete ad aprile 2017, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine. Nel settembre 2018 Mogol è di nuovo con Canto Libero al Teatro Romano di Verona per il concerto del ventennale dalla scomparsa di Lucio. In quell’occasione non ha paura di esagerare dichiarando che la band la prossima volta dovrebbe suonare all’Arena! «Mogol dopo un concerto ci ha detto: avete suonato esattamente come avrebbe voluto Battisti – racconta il frontman di Canto Libero –. È stato uno dei più bei complimenti. Ha apprezzato gli arrangiamenti, ha capito che abbiamo lavorato tanto e siamo riusciti a tirare fuori tutta la musica che Lucio aveva dentro: il blues, il rock, il soul».

 

I TOUR NEI TEATRI

Uno spettacolo con alle spalle già diversi tour in teatri di prestigio come il Del Monaco di Treviso, Il Dal Verme di Milano, il Celebrazioni di Bologna, il Filarmonico di Verona, Il Ponchielli di Cremona, il Toniolo di Mestre, il Nuovo di Ferrara, il Nuovo di Torino, il Politeama Genovese, il Goldoni di Livorno e tanti altri, registrando quasi sempre il sold out come accaduto anche al Teatro Romano di Ostia antica nel 2020 - in occasione del festival Anthology  - e lo scorso anno, proprio al Teatro Olimpico.

«Annunciare le date teatrali – dichiara la band – è per noi sempre una grande emozione e gioia, perché pur avendo alle spalle più di qualche tour, quando saliamo sul palco e vi troviamo di fronte a noi c’è sempre qualcosa di magico... inoltre siamo felicissimi di poter arrivare in posti per noi nuovi, dove siamo sicuri che l’amore per Lucio sarà fortissimo come in tutte le altre città che finora abbiamo toccato in tutti questi anni!».

Il tour è prodotto dalla Good Vibrations Entertainment e le date di Roma al Teatro Olimpico sono in co-produzione con Menti Associate.

 

LO SPETTACOLO

Canto Libero nasce da Fabio “Red” Rosso «L’idea era partita da me – commenta il cantante – avevo il desiderio di omaggiare il più grande artista della musica italiana. Canto Libero non è una mera copia dell’originale, non ci sono travestimenti per emulare e il pubblico apprezza», con la direzione musicale di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero, infatti, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare semplice copia, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva. Spiega il frontman della band: «Dopo aver studiato molto la sua musica, Battisti mi ha sorpreso ancor di più. Secondo me, è stato il più grande artista che abbia mai attraversato il panorama musicale italiano, per quantità e qualità di brani. “Un genio della melodia” come l’ha definito David Bowie. E poi, io amo anche la sua voce. Quando sono sul palco, ho grande rispetto per quel che faccio, intendo nei suoi confronti, e spero sempre di farlo al meglio. Di certo ci metto tutto me stesso. E spero di trasmetterlo al pubblico. È uno spettacolo studiato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso, arrangiamenti curatissimi, dinamiche e scenografie. Insomma, ci abbiamo messo il cuore».

Giovanni Vianelli aggiunge: «Da parte mia non c’è nessuna intenzione di rendere “attuale” il sound delle canzoni di Lucio Battisti. Noi cerchiamo solo il sound giusto nei limiti delle nostre possibilità, e non lo facciamo in modo attuale, ma in modo volutamente classico: non usiamo click se non come riferimento iniziale, nessuna sequenza, ci sincronizziamo spontaneamente con i filmati, suoniamo con la strumentazione del buon vecchio rock, saliamo in dieci sul palco fregandocene delle attuali esigenze del mercato. Queste sono cose che il nostro pubblico apprezza, e io sono totalmente d’accordo con loro! Ogni grande band apprende dalle altre ma deve andare alla ricerca del proprio sound, altrimenti non sarà che una brutta copia, è inevitabile. Nella nostra band ogni musicista ha il suo stile ed è amato per il suo stile. Io mi preoccupo di incanalarlo nella canzone».

 

LA FORMAZIONE

La voce di Fabio “Red” Rosso, il pianoforte di Alessandro Scolz, le chitarre di Gabriele De Leporini e Luigi Di Campo, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer, la batteria di Jimmy Bolco, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani, Luca Piccolo alle tastiere, le voci di Joy Jenkins e Michela Grilli, e l’eccezionale tecnico del suono Jan Baruca, con la direzione artistica di Giovanni Vianelli, rileggono “La canzone del sole”, “Una donna per amico”, “Ancora tu”, “E penso a te”... e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni. [E per chi li ha già visti: nel tour 2019 sono stati aggiunti in scaletta brani come “29 Settembre” o “Aver paura d’innamorarsi troppo” e tante alter chicche. Canto Libero ha ormai un repertorio di almeno 40 pezzi, la scaletta quindi cambia spesso].

 

Canto Libero – Teatro Olimpico 1, 2 e 3 dicembre 2025 – ore 20.30

Teatro Olimpico – Piazza Gentile da Fabriano 17 – 00196
Info: biglietti@teatroolimpico.it  3492378200 / www.ticketone.it
Orario inizio spettacoli: 20.30

Biglietti: da €32,20 + d.p.

 

Organizzazione: Menti Associate, www.mentiassociate.com 
Ufficio stampa: Fabiana Manuelli 
 


Management Good Vibrations Entertainment s.r.l.: Via San Spiridione 1 – Trieste

www.good-vibrations.it



Canto Libero:

https://www.facebook.com/band.cantolibero/?fref=ts http://www.canto-libero.it/

STARE MEGLIO di Giacomo Ciarrapico con Carlo De Ruggieri per Flautissimo. Roma 2 e 3 dicembre ore 20.30 - Teatro Torlonia

 FLAUTISSIMO 2025 - “Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi”

2 e 3 dicembre ore 20.30 - Teatro Torlonia - Biglietti: €15 intero €10 ridotto

STARE MEGLIO

di Giacomo Ciarrapico

con Carlo De Ruggieri

musiche originali di Giuliano Taviani e Carmelo Travia

Produzione Flautissimo/Stefano Cioffi


 

Il 2 e 3 dicembre al Teatro Torlonia, alle ore 20.30, per la 27ª edizione di Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto, andrà in scena Stare meglio di Giacomo Ciarrapico, con Carlo De Ruggieri e le musiche originali di Giuliano Taviani e Carmelo Travia.

 

C’è un corpo che racconta molto più di sé stesso. Ogni fragilità, ogni crepa diventa specchio di un Paese, delle sue contraddizioni, delle sue ferite: un gioco ironico e amaro, fatto di parole che fanno ridere e pensare. Sul palco Carlo De Ruggieri, con la sua intensità inconfondibile, dà vita a un protagonista precario e lucidissimo, capace di trasformare la sua vicenda personale in un affresco della società che abitiamo. Un ritratto pungente, divertente e malinconico, che ci ricorda come, forse, ridere di noi stessi sia davvero l’unico modo per… stare meglio.

 

Carlo De Ruggieri (Roma 24 gennaio 1971) cresce e vive a Matera fino al 1989, anno della sua prima esperienza professionale nel film “Il sole anche di notte” di Paolo e Vittorio Taviani. Trasferitosi a Roma lavora nel loro film successivo “Fiorile” (’92) e dal ’95 inizia la collaborazione con Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre. Con loro lavora nel corso degli anni in vari spettacoli tra cui: “Tutto a posto”, “Piccole anime” e “L’Ufficio” di Ciarrapico e Torre, “Stare meglio oggi” del solo Ciarrapico e “456” di Mattia Torre. In teatro lavora tra gli altri con la Compagnia di Umberto Orsini ne “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello e con Monica Nappo che lo dirige nel monologo “Ogni bellissima cosa” di Duncan Macmillan. In cinema lavora tra gli altri in “Eccomi qua” di Giacomo Ciarrapico, “Piovono mucche” di Luca Vendruscolo, “Che strano chiamarsi Federico” di Ettore Scola, “Se Dio vuole” di Eduardo Falcone, “To Rome with love” di Woody Allen, “Lasciati Andare” e “Santo cielo” di Francesco Amato, “Corro da te” di Riccardo Milani. Dal 2007 al 2010 è fra gli interpreti della serie tv “Boris” e di “Boris-Il film” di Ciarrapico, Torre, Vendruscolo. Nel 2022 è in “Boris 4” e nella trasposizione tv dello spettacolo “456” all’interno di “Sei pezzi facili – Il teatro di Mattia Torre” con la regia televisiva di Paolo Sorrentino. Nelle ultime stagioni teatrali è impegnato nella ripresa di “456” e in “Un giorno come un altro” di Giacomo Ciarrapico. Per la televisione ha lavorato nella serie Rai “Imma Tataranni” di Francesco Amato e in “Per Elisa – il caso Claps” di Marco Pontecorvo.

 

“Mi lamento spesso del mio Paese. Quando io sono pessimo, come l’Italia”. È questo il giudizio lapidario che il protagonista dello spettacolo dà di sé stesso paragonandosi alla triste realtà italiana. […] Ed è proprio cercando di ritrovare i propri riferimenti personali che il protagonista scopre di essere il riflesso del Paese in cui vive, un’Italia dalle dinamiche kafkiane in cui apparentemente c’è ben poco da fare per ritrovare un giusto equilibrio. Si apre così uno scenario tragicomico in cui si stabilisce un empatico parallelismo fra le vicende dell'io interiore e quelle della politica italiana. “Giocare con le tante forme che può avere l’interiorità umana è una costante della scrittura di Giacomo Ciarrapico – spiega De Ruggieri – che in questo caso si lega a una sua passione, la politica. Di questo testo, che nasce nel lontano 2006, abbiamo fatto vari adattamenti, passando da una messa in scena più classica al reading più minimalista. In qualunque modo lo si faccia però il pubblico reagisce sempre molto positivamente e questo credo sia dovuto al fatto che si parla sì di politica ma senza aprire dei discorsi specifici, senza scendere troppo nei dettagli dell’attualità, e descrivendo invece perfettamente i meccanismi sclerotici e sempre uguali del nostro Paese e dell’individuo.”

Ed effettivamente non si può non riconoscersi, almeno a tratti, in questa surreale architettura dell’animo umano, perennemente in conflitto tra i desideri dell’ego e le regole della società civile: ci si muove anche qui tra ministeri e ministri inutili, politici indolenti, ladri, ottusi, vigliacchi, governi e tirannidi incapaci di inseguire e praticare il bene comune, tra leader forcaioli e partiti d’opposizione deboli e ipocriti… Lo stesso De Ruggieri sottolinea quanta empatia abbia provato fin da subito nei confronti del protagonista: “in certi momenti ho pensato che questo testo parlasse di me. Mi sono ritrovato spesso a condividere le stesse emozioni e gli stessi pensieri. È per questo che mi ci sono appassionato, a tal punto che quando Luca Amorosino, primo interprete di questo spettacolo, ha abbandonato il personaggio sono subentrato io. Lavoravo con Ciarrapico già da tanto tempo e questa è stata un’ulteriore conferma di quanto ci troviamo bene a lavorare insieme”. Caterina Taricano, per Officina Pasolini.

 

Prossimi spettacoli. L’8 dicembre alle ore 18 al Teatro India debutta a Roma Piccolo almanacco dell’attore di e con Fabrizio Bentivoglio. Un racconto umile e diretto, che intreccia vita e teatro, memoria e presente, restituendo l’essenza del mestiere dell’attore come un continuo ricominciare. Il 10 e 11 dicembre al Teatro Torlonia, alle ore 20.30, in prima assoluta Teresa la notte di Paola Galassi, con la regia di Giampiero Solari, letta da Lucia Mascino con le musiche originali di Stefano Fresi. Un monologo serrato, che racconta la caduta di una donna comune nel buco nero della rete, dove identità segrete e minacce invisibili trasformano la quotidianità in incubo.

 

“Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi” è il filo sottile che attraversa musica, teatro e letture della 27ª edizione di Flautissimo: linguaggi diversi che trasformano il silenzio in arte e relazione. Le parole ricordano, curano, uniscono, sono loro che ci avvicinano ai nostri affetti, che raccontano il lutto, il desiderio, il silenzio. E così ogni spettacolo, ogni concerto, ogni lettura diventa occasione per colmare distanze, per ritrovare il senso del confronto, per restituire bellezza e profondità alla relazione con l’altro. Flautissimo non è un calendario di eventi: è un tempo diverso, intimo e collettivo al tempo stesso. È un festival ancora capace di sorprendere, di unire generazioni e di restituire alla città la possibilità di fermarsi ad ascoltare. Perché ciò che resta non detto può diventare musica, racconto, emozione. E finalmente trovare la sua voce.  Stefano Cioffi Direttore Artistico Flautissimo 

 

IL FESTIVAL. Flautissimo, diretto da Stefano Cioffi, nato come rassegna dedicata alla musica classica da camera, negli anni ha ampliato i propri confini fino a diventare un festival diffuso che intreccia musica, teatro, letteratura e arti performative. Tra i tanti grandi nomi ospitati ricordiamo Emma Dante, Ennio Fantastichini, Galatea Ranzi, Massimo Popolizio, Elena Radonicich, Roberto Herlitzka, Maria Paiato, Massimo Wertmuller, Manuela Mandracchia, Francesco Piccolo, Giancarlo De Cataldo, Francesca Reggiani, Moni Ovadia, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Gabriele Coen, Emmanuel Pahud, Silvia Careddu, Peppe Servillo, Avion Travel, Stefano Saletti & Banda Ikona, Klezroym, Giorgio Tirabassi, Max Paiella, Paola Minaccioni, Valerio Aprea. Quest’anno gli appuntamenti si svolgeranno al Teatro Palladium, Teatro India, Teatro Torlonia e alla Biblioteca Vaccheria Nardi e Biblioteca Europea di via Savoia.

 

La ventisettesima edizione di "Flautissimo Festival. Tutto quello che avrei voluto dirti… o quasi" è promossa e sostenuta dall'Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Accademia Italiana del Flauto e con il supporto di Zètema Progetto Cultura. La manifestazione, sotto la direzione artistica di Stefano Cioffi, è realizzata, inoltre, con il contributo della Regione Lazio e in collaborazione con Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il Teatro di Roma.

 

 INFO & SEGRETERIA FLAUTISSIMO 2025

ACCADEMIA ITALIANA DEL FLAUTO | Tel +39 06 44703290

UFFICIO STAMPA FLAUTISSIMO: Fabiana Manuelli

 

I LUOGHI DEL FESTIVAL

TEATRO TORLONIA: Via Lazzaro Spallanzani, 1A, 00161 Roma | Bus 60, 62, 66, 82, 90, 88. Tram 3, 19

giovedì 27 novembre 2025

I 40 anni del Premio Solinas a Roma

Il Premio Franco Solinas alla Migliore Sceneggiatura
celebra il suo 40esimo anniversario con la rassegna
"COLPIRE AL CUORE.
LA FORZA DELLE STORIE E DEGLI ESORDI"
 
Al regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino verrà consegnato
Il Premio Speciale Franco Solinas 40ennale

Il Premio Solinas - dal 1985 il più importante riconoscimento italiano per la scrittura cinematografica - celebra il suo 40esimo anniversario a Roma con la rassegna gratuita e aperta al pubblico "Colpire al cuore. La forza delle storie e degli esordi" realizzata in collaborazione con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e sostenuto da MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Lazio, Lazio Terra di Cinema, Regione Sardegna e con il supporto di Rai CinemaAllianz e Howden.
 
La Manifestazione di Premiazione del Premio Internazionale Franco Solinas alla Migliore Sceneggiatura avrà luogo il 16 dicembre e vedrà tra i protagonisti il regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino, vincitore del Premio Solinas Film Made in Italy (1999) per L'uomo in più, suo film di esordio. Al regista verrà assegnato il Premio Speciale Franco Solinas Quarantennale.
 
La rassegna, in programma dal 3 al 14 dicembre presso la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (Via Tuscolana, 1524) e il Cinema Spazio Apollo 11 (Via Bixio 80/A),  sarà dedicata ad alcune delle opere cinematografiche che hanno visto il loro esordio con il Premio Solinas e permetterà al pubblico in sala di incontrare gli autori e le autrici, artisti che oggi sono riconosciuti come le voci più autorevoli del panorama cinematografico ed audiovisivo italiano tra questi: Claudio Cupellini, Filippo Gravino e Guido Iuculano (Una Vita Tranquilla, Vincitore del Premio Solinas Storie per il Cinema 2003); Edoardo De Angelis. (Mozzarella Stories, Finalista Premio Solinas – Leo Benvenuti per la sceneggiatura di commedia 2007); Valerio Mieli, Isabella Aguilar e Davide Lantieri (Dieci Inverni, Finalista Premio Solinas Storie per il Cinema 2007), Luca Vendruscolo, Marco Damilano, Massimo De Lorenzo e Gianluca Arcopinto (con l'omaggio a Mattia Torre per Piovono Mucche, Vincitore Premio Solinas 1996), Enzo Monteleone e Mario Canale (con l'omaggio a Carlo Mazzacurati, Finalista Premio Solinas 1987 con Marrakech Express, scritto con Umberto Contarello ed Enzo Monteleone, con la proiezione del documentario Carlo Mazzacurati - Una certa idea di cinema);  Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo (La doppia ora, Menzione Speciale Premio Solinas Storie per il Cinema 2007); Paolo Strippoli, Jacopo Del Giudice e Milo Tissone (La Valle dei sorrisi, Vincitore Miglior Soggetto Premio Franco Solinas 2019); Levi Riso, Andrea Cedrola e Stefano Grasso (Più buio di mezzanotte, Finalista Premio Solinas Storie per il Cinema 2010); Guido Lombardi (Il ladro di giorni, Vincitore Premio Solinas Storie per il Cinema 2007) per chiudere con Marco Ponti (Santa Maradona, Vincitore Borsa di sviluppo Premio Solinas 1997).
 
"Sono orgogliosa di festeggiare il Quarantennale  - dichiara Annamaria Granatello, Presidente e Direttrice del Premio Solinas - con titoli iconici nati con il Premio  e che hanno segnato l'esordio e la carriera di autori e autrici che oggi sono considerati parte integrante della Storia del cinema e dell'audiovisivo italiano e internazionale. Il Premio Solinas ha sempre avuto come missione quella di supportare in maniera concreta i giovani creando opportunità per gli esordienti e valorizzando la figura dello sceneggiatore e la forza delle idee e delle storie, vero motore dell'intera filiera audiovisiva. Come industria, dobbiamo continuare a credere e investire negli esordi, solo così sarà possibile costruire il futuro di questo settore".
 
Di seguito, il programma della rassegna (ad ingresso gratuito, per prenotarsi scrivere a: concorso@premiosolinas.it):
 
MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE
   - Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia
Ore 9:30
UNA VITA TRANQUILLA, scritto da Filippo Gravino, Guido Iuculano e Claudio Cupellini, regia di Claudio Cupellini
Vincitore del Premio Solinas Storie per il Cinema 2003.
Incontro con Claudio Cupellini, Filippo Gravino e Guido Iuculano.
 
MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE

   - Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia
Ore 15:00
MOZZARELLA STORIES scritto da Edoardo De Angelis, Devor De Pascalis, Barbara Petronio, Leonardo Valenti, con la collaborazione di Pietro Albino Di Pasquale. Regia di Edoardo De Angelis
Finalista Premio Solinas – Leo Benvenuti per la sceneggiatura di commedia 2007.
Incontro con Edoardo De Angelis.


    - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 20:30
DIECI INVERNI scritto da Isabella Aguilar, Davide Lantieri e Valerio Mieli, regia di Valerio Mieli 
Finalista Premio Solinas Storie per il Cinema 2007.
Incontro con Valerio Mieli, Isabella Aguilar e Davide Lantieri.
 
GIOVEDÌ 11 DICEMBRE

   - Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia
Ore 15:00
OMAGGIO A MATTIA TORRE
PIOVONO MUCCHE scritto da Filippo Bellizzi, Marco Damilano, Massimo De Lorenzo, Marco Marafini, Mattia Torre e Luca Vendruscolo. Regia di Luca Vendruscolo
Vincitore Premio Solinas 1996.
Incontro con Luca Vendruscolo, Marco Damilano, Massimo De Lorenzo e Gianluca Arcopinto.
 

   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 20:30 
OMAGGIO A CARLO MAZZACURATI – Autore di MARRAKECH EXPRESS scritto con Umberto Contarello ed Enzo Monteleone
Finalista Premio Solinas 1987.
Proiezione del documentario CARLO MAZZACURATI - UNA CERTA IDEA DI CINEMA di Mario Canale ed Enzo Monteleone.
Incontro con Enzo Monteleone e Mario Canale.
 
VENERDÌ 12 DICEMBRE 

   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 18:30 
LA DOPPIA ORA scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, regia di Giuseppe Capotondi
Menzione Speciale Premio Solinas Storie per il Cinema 2007.
Incontro con Alessandro Fabbri e Ludovica Rampoldi.


   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 21:00 
LA VALLE DEI SORRISI scritto da Jacopo Del Giudice, Paolo Strippoli e Milo Tissone, regia di Paolo Strippoli 
Vincitore Miglior Soggetto Premio Franco Solinas 2019.
Incontro con Paolo Strippoli, Jacopo Del Giudice e Milo Tissone.
 
SABATO 13 DICEMBRE

   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 18:30 
PIÚ BUIO DI MEZZANOTTE scritto da Levi Riso, Andrea Cedrola e Stefano Grasso, regia di Levi Riso
Finalista Premio Solinas Storie per il Cinema 2010.
Incontro con Levi Riso, Andrea Cedrola e Stefano Grasso.


   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 21:00 
IL LADRO DI GIORNI soggetto di Guido Lombardi, sceneggiatura di Guido Lombardi, Luca De Benedittis e Marco Gianfreda, regia di Guido Lombardi
Vincitore Premio Solinas Storie per il Cinema 2007.
Incontro con Guido Lombardi.
 
DOMENICA 14 DICEMBRE

   - Cinema Spazio Apollo 11
Ore 18:30 
SANTA MARADONA scritto e diretto da Marco Ponti
Vincitore Borsa di sviluppo Premio Solinas 1997.
Incontro con Marco Ponti.

Il Premio Solinas è una struttura permanente che in 40 anni di attività ha favorito la realizzazione di 183 prodotti audiovisivi di cui 161 film, 3 webseries, 12 cortometraggi, 6 pilota per serie TV e 1 serie TV ed è sostenuto da: MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, REGIONE SARDEGNA, REGIONE LAZIO, COMUNE DI LA MADDALENA. Conta sul patrocinio di ENTE PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO DI LA MADDALENA, UNIVERSITÀ DI CAGLIARI, UNIVERSITÀ DI SASSARI, ISTITUTO G. GARIBALDI DI LA MADDALENA, e delle Ass. di Categoria APA, ANICA, 100AUTORI, ANAC, AGICI, WRITERS GUILD ITALIA, CNA, SNCCI, UNITA. Media Partner CINECITTÀ NEWS, FORTUNE ITALIA. Collabora con: APOLLO 11, RAI FICTION, MARINA MILITARE, MADDALENA TV, PREMIO BOOKCIAK, AZIONE! SALINA DOC FEST, ALICE NELLA CITTÀ. Partner La Bottega Della Sceneggiatura: NETFLIX. Partner Premio Solinas: CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA Main Sponsor: RAI FICTION. Sponsor: RAI CINEMA, ALLIANZ, HOWDEN, GRIMALDI LINES.

Jane Austen non è Bridgerton di Adalgisa Marrocco Dal 3 dicembre in libreria per Rogas Edizioni














A partire dal 3 dicembre arriva in libreria per Rogas Edizioni Jane Austen non è Bridgerton, il nuovo saggio di Adalgisa Marrocco, giornalista culturale di HuffPost e studiosa di letteratura inglese. Il volume si inserisce nel cuore di un dibattito più che mai attuale: il successo planetario della serie Bridgerton e la crescente tendenza – alimentata dai social e dall'immaginario collettivo contemporaneo – ad affiancare l'opera di Jane Austen ai romanzi di Julia Quinn, da cui la serie Netflix prende vita.

Nel momento in cui la Regency torna al centro dell'attenzione globale, Marrocco interviene con un saggio che mostra quanto questo paragone sia improprio e riduttivo, e perché Austen debba essere ricondotta alla storia letteraria da cui proviene. La Regency di Quinn, osserva l'autrice, è un dispositivo estetico semplificato, calibrato sulle logiche dell'intrattenimento contemporaneo; quella di Austen, invece, è un mondo pulsante, complesso, politico, in cui la società prende forma attraverso la casa, il ballo, il dialogo, i rapporti di classe e le dinamiche dell'amore. Con una penna acuta e uno sguardo sottilissimo, Marrocco mostra come Austen intrecci sentimenti e crescita morale, mentre Quinn costruisce trame rapide e immediate, fondate sulle convenzioni del romance storico, dominate dalla tensione erotica e dal lieto fine codificato.

Jane Austen non è Bridgerton s'inserisce nel più ampio discorso contemporaneo sulla rappresentazione del consenso, delle disuguaglianze di genere e delle dinamiche di potere. Marrocco mette in luce come nei romanzi della saga Bridgerton emergano passaggi che oggi suscitano interrogativi – dal comportamento di Anthony con Kate alle minacce di Benedict verso Sophie, fino alla scena in cui Daphne approfitta dell'incoscienza del marito Simon. Austen, pur scrivendo due secoli prima in un contesto rigidamente patriarcale, pone al centro rispetto, autodeterminazione e responsabilità etica. È questo rovesciamento a rendere l'opera austeniana sorprendentemente contemporanea, e a permettere al saggio di dialogare con le questioni più urgenti del presente, in un'epoca in cui la riscrittura del passato è filtrata dall'occhio dell'algoritmo e dalla velocità della serialità globale.

L'analisi del volume illumina anche la diversa tenuta nel tempo dei due universi narrativi: i romanzi di Quinn, nati tra il 2000 e il 2006, mostrano già segni di obsolescenza e ripropongono modelli relazionali oggi considerati problematici; l'opera di Austen, al contrario, continua a interrogare lettori e critici, confermandosi parte integrante della grande tradizione del romanzo europeo moderno, capace di unire osservazione sociale e profondità sentimentale.


L'AUTRICE

Adalgisa Marrocco, giornalista di HuffPost dove si occupa di cultura e spettacoli, è anglista e traduttrice di autori come Jane Austen, Virginia Woolf e Arthur Conan Doyle. Ha pubblicato il saggio Dite la vostra Mr. Darcy. Pubblico e privato in Jane Austen (Rogas, 2019) e le raccolte di racconti Supermarket e altri racconti indigesti (Edizioni La Gru, 2014) e Meglio dei Duran Duran (Marco Del Bucchia Editore, 2016). Con questo nuovo lavoro offre uno strumento critico per leggere la Regency oltre le semplificazioni della cultura pop e restituire ad Austen la complessità che le appartiene.


Jane Austen non è Bridgerton (ISBN 9791281543409) sarà disponibile dal 3 dicembre in tutte le librerie e sul sito dell'editore.


Il nuovo romanzo di Manuel Bova

Il nuovo romanzo di Manuel Bova


La storia di un uomo in bilico tra passato, dolore e il bisogno di salvarsi.


Con "Il suono dei giorni di pioggia", edito da Burno e in uscita il 28 novembre, Manuel Bova torna in libreria con un nuovo romanzo che conferma la sua capacità di raccontare fragilità e resistenza emotiva con uno stile diretto, incisivo e profondamente umano.


Autore amatissimo sui social, con una pagina che conta oltre 150.000 lettori quotidiani, Bova porta nel suo nuovo lavoro la sensibilità che lo ha reso riconoscibile: uno sguardo limpido sulle relazioni, sulla memoria, sulle crepe che attraversano le persone e che spesso diventano feritoie da cui entra la luce.


Al centro della storia c'è Amedeo, un uomo che attraversa giorni sospesi tra un reparto di elettronica che sembra la parodia del mondo reale e la vita con sua sorella Diana, presenza affettuosa e imprevedibile. Intorno a lui si muovono amici, colleghi, familiari: un coro di personaggi che, nel loro modo unico, contribuisce a mettere in discussione le sue poche certezze.


Il romanzo indaga cosa significhi tendere una mano a chi non vuole essere salvato, quanto le nostre percezioni siano autentiche e quanto invece frutto di condizionamenti e paure. Con una scrittura capace di alternare ironia e profondità, Bova compone un viaggio emotivo dentro una mente che cerca di restare in piedi mentre tutto intorno sembra cedere.


"Il suono dei giorni di pioggia" è un romanzo che attraversa abusi, violenza, amore in ogni forma; un mondo di storie, ferite e possibilità che profuma di vita reale, di slanci e di cadute da cui rialzarsi richiede un coraggio sempre nuovo.


Carosello in Love, in prima serata il 30 novembre su Rai 1. Il film tv con Ludovica Martino e Giacomo Giorgio

Carosello in Love

in prima serata il 30 novembre su Rai 1

Nel Paese che sognava con Carosello, nasceva un amore da grande schermo

 


con Ludovica Martino e Giacomo Giorgio


Un omaggio alla magia della televisione d'altri tempi e alla forza dell'amore.

Due storie si intrecciano sullo sfondo di un'Italia in cambiamento: da una parte quella romantica e intensa tra Laura (Ludovica Martino) e Mario (Giacomo Giorgio), dall'altra l'amore collettivo per un mito della cultura televisiva italiana: Carosello.

Da qui prende vita Carosello in Love, il nuovo film TV prodotto da Grøenlandia in collaborazione con Rai Fiction, con la regia di Jacopo Bonvicini. Un viaggio sentimentale tra pubblicità, sogni e desideri, che rievoca l'atmosfera di un'epoca in cui la televisione riusciva a unire il Paese e a far sognare milioni di italiani.

L'appuntamento è su Rai 1 il prossimo 30 novembre, in prima serata.

 

È il 1957, l'anno in cui la televisione entra con forza nelle case degli italiani, trasformandosi da curiosità tecnica a fenomeno culturale di massa. Su questo sfondo si snoda la vicenda di Laura, ragazza ambiziosa, creativa e determinata, affascinata dal mondo della TV, e di Mario, regista disilluso ma brillante, che approda al Carosello con l'idea che sia solo una parentesi temporanea, prima di tornare alla sua aspirazione più forte: il cinema d'autore. Tra i due nasce un legame complesso, fatto di distanze e riconciliazioni, mentre intorno a loro l'Italia cambia, cresce e si racconta attraverso il linguaggio nuovo della pubblicità e della televisione.

Carosello in Love non è solo una storia sentimentale, ma anche un affresco dell'evoluzione sociale, linguistica ed estetica del Paese tra gli anni Cinquanta e Settanta, attraverso lo sguardo dei professionisti che diedero forma al programma televisivo più iconico del Novecento. È un ponte tra generazioni: il ricordo affettuoso per chi ha vissuto quell'epoca, la scoperta delle origini della pubblicità in tv e una brillante storia d'amore per i più giovani.

Il film è scritto da Simona Coppini e Armando Festa, con la produzione esecutiva di Paolo Lucarini; Matteo Rovere e Sydney Sibilia sono i produttori per Grøenlandia.

A completare il cast artistico: Alessandro Tedeschi, Federico Tocci, Alberto Astorri, Guido Quaglione, Isabella Mottinelli, Giuseppe Brunetti e con Massimo De Lorenzo, e con Dora Romano, in una narrazione corale che restituisce il clima di fermento e sogno che ha caratterizzato un'epoca.

Nel corso della produzione, è stata dedicata grande cura alla ricostruzione storica: costumi, ambientazioni e fotografia accompagnano con coerenza l'evoluzione dei decenni, senza mai rinunciare a una dimensione poetica capace di restituire il senso profondo di una memoria condivisa.

Carosello in Love riapre il sipario su una storia d'amore durata vent'anni, tra i telespettatori di ogni età e il Servizio Pubblico, è un omaggio alla televisione italiana e al suo ruolo nella cultura e nell'intrattenimento del nostro Paese.



NASCE PARIPASSO, IL NUOVO PROGETTO DI RIZZOLI EDUCATION PER L’INCLUSIONE



NASCE PARIPASSO, IL NUOVO PROGETTO DI RIZZOLI EDUCATION PER L'INCLUSIONE


PariPasso troverà applicazione nei libri di testo di Rizzoli Education e in una serie di servizi e contenuti a supporto di tutte le componenti del mondo scolastico


I principi ispiratori del progetto alla base anche del Manifesto della casa editrice per promuovere la cultura dell'inclusione



Rizzoli Education, casa editrice di scolastica da sempre impegnata nella proposta di contenuti educativi di qualità e di prodotti innovativi per l'apprendimento, presenta PariPasso, un progetto sull'inclusione e sulle pratiche di insegnamento e apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva. Un'iniziativa profondamente legata alla storia e al dna di Rizzoli Education che trova applicazione nei contenuti, nelle iniziative, nel metodo di studio e di insegnamento di cui la casa editrice si fa promotrice.


"PariPasso si pone in continuità con una pratica editoriale ormai consolidata che mette al centro della nostra attenzione il principio dell'inclusione e si ispira ad esso nella propria offerta editoriale e formativa, come dimostra il lavoro fatto sulla parità di genere", afferma Annalisa Aceti, Direttrice Generale Sales & Marketing di Rizzoli Education. Abbiamo scelto di integrare l'inclusione in ogni fase del lavoro editoriale, non come progetto a parte ma come criterio di qualità trasversale, e PariPasso dal 2026 guiderà le nuove opere per la scuola primaria e secondaria di primo grado per rispondere in maniera concreta e sistemica alle sfide dell'inclusione. Un impegno che si traduce in libri, risorse digitali, strumenti didattici e percorsi formativi. Il termine PariPasso evoca la collaborazione, riconoscendo che l'apprendimento è un viaggio che si compie insieme. Procedere pari passo con la scuola significa camminare insieme agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie, condividendo un obiettivo comune: costruire una scuola davvero equa, innovativa e capace di valorizzare l'unicità come risorsa".


Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, PariPasso si ispira ad alcuni principi fondamentali: la progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e dei differenti ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti, l'utilizzo di pratiche di insegnamento/apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante ricorso a contenuti e strumenti digitali, la valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo, la promozione di una didattica sempre connessa a un'idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile.


IL MANIFESTO DI PARIPASSO

I principi ispiratori del progetto sono alla base anche del Manifesto di PariPasso, una dichiarazione di valori e di intenti che si sviluppa nelle seguenti linee guida e obiettivi:

  • non esiste una didattica inclusiva separata da quella "tradizionale";

  • un approccio pedagogico personalizzato e universale;

  • personalizzare la didattica per ottenere apprendimenti solidi e duraturi; 

  • la didattica inclusiva come contesto che promuove le relazioni educative;

  • "saperi essenziali", ma anche profondità e dialogo tra le discipline;

  • promuovere la riflessione su metodi e processi;

  • tecnologia e innovazione didattica, alleate dell'inclusione;

  • inclusione, un obiettivo condiviso;

  • inclusione scolastica e inclusione sociale.


"Nella scuola italiana di oggi - dichiara Aaron Buttarelli, Direttore Generale Area Editoriale di Rizzoli Education - l'insegnamento basato su un approccio inclusivo è garantito dal punto di vista normativo, ma nella realtà quotidiana tutto è più complicato, visti i contesti di forte differenziazione ed eterogeneità presenti nelle classi. PariPasso è un progetto nato per promuovere, supportare e favorire una cultura dell'inclusione. Per sua natura, è un percorso aperto e in continuo aggiornamento. I principi indicati nel Manifesto saranno la guida a cui ci atterremo nella progettazione e nella realizzazione di tutti i nostri interventi didattici in senso ampio, verso docenti e studenti, a partire ovviamente dai manuali scolastici".


IL COMITATO SCIENTIFICO

PariPasso è un progetto di inclusione con una solida struttura scientifica, validata da un comitato di esperte ed esperti che condividono le linee guida e supervisionano la qualità del progetto, garantendone l'efficacia e la coerenza con gli obiettivi formativi.

Vi partecipano Giorgia Ortu La Barbera (psicologa), Roberto Trinchero (Ordinario di Pedagogia sperimentale presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione dell'Università degli Studi di Torino), Fondazione Bullone, Centro Leonardo, Fondazione Mondo Digitale ETS.

I membri del Comitato saranno presenti a eventi formativi live e in presenza della casa editrice, portando la loro voce ed esperienza sul campo e proponendo spunti, approfondimenti e strategie su tematiche specifiche legate all'inclusione.


LE AZIONI

PariPasso troverà applicazione chiara e visibile prima di tutto nei libri di testo Rizzoli Education e, nel tempo, garantirà una serie di servizi e contenuti a supporto di tutte le componenti del mondo scolastico: accessibilità comunicativa e didattica di tutti i contenuti, proseguendo lungo la strada già adottata con l'impostazione del sito web; formazione specifica e continuativa rivolta ai docenti sui temi del progetto; live streaming ed oltre 30 eventi sul territorio tra febbraio e aprile; articoli di approfondimento e valorizzazione delle best practices sul sito della casa editrice per affrontare il tema a scuola; contenuti sulla piattaforma di didattica digitale HUB Scuola; contest e podcast.


Per approfondire i contenuti di PariPasso, vai su www.rizzolieducation.it/paripasso


Rizzoli Education, casa editrice di scolastica del Gruppo Mondadori, ha un'offerta editoriale completa per tutti gli ordini di insegnamento, dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado.

Netflix | SICILIA EXPRESS - Dal 5 dicembre la miniserie natalizia con Ficarra e Picone


NETFLIX

FICARRA & PICONE
PRESENTANO A ROMA

LA NUOVA MINISERIE NATALIZIA ARRIVERÀ 

DAL 5 DICEMBRE SOLO SU NETFLIX

Nel cast anche Katia Follesa e Barbara Tabita
e con Max Tortora, Sergio Vastano, Enrico Bertolino, Adelaide Massari, Angelo Tosto
e con la partecipazione di Jerry Calà e Giorgio Tirabassi

TRAILER  

Credits: Dario Palermo e Oriana Palermo / Netflix


Oggi, al Cinema Barberini, è stata presentata in anteprima SICILIA EXPRESS, la nuova miniserie di Ficarra & Picone in arrivo dal 5 dicembre solo su Netflix. Completano il cast Katia Follesa, Barbara Tabita, Max Tortora, Sergio Vastano, Enrico Bertolino, Adelaide Massari, Angelo Tosto e Giorgio Tirabassi, con la partecipazione amichevole di Jerry Calà.

SINOSSI


SICILIA EXPRESS è una serie comedy che racconta la storia di Salvo e Valentino, due infermieri siciliani che dividono la loro vita tra il lavoro a Milano e le loro famiglie in Sicilia. Pochi giorni prima di Natale, si imbattono in un portale magico: una scoperta inaspettata destinata a sconvolgere le loro vite… ma non necessariamente in meglio.


IL CAST


Nel cast, oltre a Salvo Ficarra e Valentino Picone, anche Katia Follesa, Barbara Tabita, e con Max Tortora, Sergio Vastano, Enrico Bertolino, Adelaide Massari, Angelo Tosto e con la partecipazione di Jerry Calà e Giorgio Tirabassi.

Prodotta da Tramp Limited, la serie è scritta – oltre che da Ficarra & Picone – da Fabrizio Cestaro, Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini.





MUSICA: A VERONICA SURRENTINO DI ROMA IL PREMIO AUGUSTO DAOLIO – CITTA’ DI SULMONA PER CANTAUTORI EMERGENTI



A VERONICA SURRENTINO DI ROMA IL PREMIO AUGUSTO DAOLIO – CITTA' DI SULMONA PER CANTAUTORI EMERGENTI


La cantautrice Veronica Surrentino di Roma è la vincitrice della XXI edizione del Premio Augusto Daolio – Città di Sulmona per cantautori emergenti. Lo ha stabilito la commissione artistica del premio, fondato a Sulmona (L'Aquila) nel 1999. Veronica Surrentino sarà premiata nella serata in programma venerdì 27 dicembre, alle ore 17, al Teatro comunale di Sulmona e che vedrà a seguire il concerto di Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte, due degli ex componenti dei Matia Bazar, tornati in tour per rendere omaggio ai 50 anni della hit "Stasera che sera".

La manifestazione è organizzata dall'associazione culturale Nomadi Fans Club "Un giorno insieme di Sulmona", con il patrocinio e il contributo del Comune di Sulmona, della Regione Abruzzo e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila. Per informazioni e prenotazioni tel. 389 9737620.

Veronica Surrentino è un'interprete e cantautrice nata a Roma. A quattro anni si avvicina allo studio del pianoforte iniziando un percorso che condizionerà fortemente la sua impronta artistica e personale. Al termine del liceo si diploma con il massimo dei voti in Canto e Recitazione all'Accademia "Achille Togliani" e subito dopo inizia a perfezionare la sua tecnica vocale sotto la guida del produttore, autore e compositore Giosy Capuano. A giugno 2020 pubblica il suo primo EP "Notte Verrà" in cui si intrecciano influenze e contaminazioni provenienti dalla musica internazionale. L'anno successivo, pubblica due singoli, "Tranne Te" e "A passo lento", da lei scritti e arrangiati. A febbraio 2022 ha interpretato insieme a Maurizio Vandelli "L'Aquilone", brano scritto da Franco Fasano e Fabrizio Berlincioni. Nel 2023 è uscito il suo ultimo EP "Veronica", lavoro più orientato al pop mentre, nel 2024, con "Just 2 Be" torna a sperimentare con un raffinato soul e con il testo in inglese. Il suo ultimo singolo è "Stanze vuote".

Il pomeriggio proseguirà con il concerto di Carlo Marrale e Silvia Mezzanotte. Il primo grande successo dei Matia Bazar "Stasera che sera" compie 50 anni! Carlo Marrale, fondatore storico e coautore dei più grandi successi dei Matia Bazar, e Silvia Mezzanotte, per tanti anni iconica voce del gruppo, celebrano questo anniversario con la nuova versione acustica di "Stasera che sera", in radio e in digitale. "Stasera che sera", è uscita a marzo del 1975 ed è diventata la colonna sonora di intere generazioni. La nuova versione (Raydada / Emi Music Italia) unisce l'eleganza della chitarra di Marrale alla magia delle voci dei due artisti. L'arrangiamento in chiave acustica dona al brano una nuova profondità emotiva, esaltando l'essenza melodica originale. "Conservo un ricordo nettissimo del momento in cui è nata Stasera che sera", racconta Carlo Marrale, "era il tardo pomeriggio del 1° gennaio del 1975. Rientravo dalla festa di Capodanno organizzata con Cassano, Stellita, Antonella Ruggiero e altri amici. Appena arrivato a casa imbracciai la chitarra e come se l'avessi sempre suonata mi venne di getto tutta la prima parte... quelle note erano il regalo che il nuovo anno mi portava. Aldo Stellita scrisse il testo in breve tempo e il brano era pronto: quasi senza saperlo gettavamo le basi di una carriera lunghissima e di livello internazionale. Riascoltandola a distanza di 50 anni mi rendo conto che abbiamo davvero fatto un gran bel lavoro... insieme a Silvia Mezzanotte, a cui mi lega una grande sintonia artistica abbiamo scelto di celebrarne i 50 anni, tornando all'origine: semplicemente una chitarra e due voci".