venerdì 24 aprile 2026

Perspectives di Simone Basile con John Patitucci e Antonio Cerfeda

 

Simone Basile con John Patitucci e Antonio Cerfeda

Perspectives

il nuovo album in uscita venerdì 24 aprile 2026

Il chitarrista e compositore Simone Basile presenta Perspectives, il nuovo album in uscita il 24 aprile 2026 per Encore Music. Registrato nello storico Bunker Studio di New York e impreziosito dalla partecipazione del bassista John Patitucci, il disco mette in luce l’eleganza compositiva, la maturità espressiva e la ricerca sonora, che definiscono oggi il percorso artistico di Simone Basile.

 

Interamente composto e ideato da Simone Basile, Perspectives vede il leader alla chitarra, Antonio Cerfeda alla batteria e John Patitucci al basso. Musicista di riferimento della scena internazionale, Patitucci ha legato il proprio nome a collaborazione storiche come Chick Corea, Manhattan Transfer o Roger Waters. «We did it kind of in the style of some of the older Pat Metheny records, like Bright Size Life», racconta Patitucci, richiamando una direzione musicale che ha unito lirismo e interplay.

 

L’album nasce al termine di una lunga tournée che ha portato Basile in Cina, Giappone e Stati Uniti. Nel giugno 2025, durante l’ultima tappa newyorkese, l’incontro con Patitucci si trasforma nell’occasione concreta di dare forma a un progetto condiviso. Insieme ad Antonio Cerfeda, i tre musicisti entrano così nel Bunker Studio di New York, spazio creativo che negli anni ha ospitato artisti come Brad Mehldau, Brian Blade e Mark Giuliana.

 

Perspectives è un disco che non pretende di dare risposte definitive, ma invita ad aprire lo sguardo e l’ascolto. Ogni musicista trova la propria voce nel confronto con l’altro, in un equilibrio costante tra suono e silenzio. Visioni e prospettive diverse convivono e si intrecciano in un linguaggio essenziale, dove il virtuosismo resta sempre misurato e al servizio della musica.

 

Tutti i brani portano la firma di Simone Basile, che - anche grazie al lavoro del tecnico del suono John Davis - ha dato vita a un album di ampio respiro, solido e autentico. Il suono, limpido e ricercato, guarda alla scena jazz newyorkese contemporanea, da sempre attenta alla qualità dell’interplay e alla raffinata ricerca timbrica.

 

Nato a Taranto e residente in Puglia, Simone Basile è tra le voci più interessanti della nuova scena jazz italiana. Si è laureato con il massimo dei voti sotto la guida di Umberto Fiorentino presso il Conservatorio Luigi Cherubini, conseguendo la laurea in chitarra jazz.

 

 

FORMAZIONE:

Simone Basile, chitarra

John Patitucci, basso

Antonio Cerfeda, batteria

 

TRACKLIST: (all compositions by Simone Basile)

1 - Back home             4:42

2 - Bouncin’                6:53

3 - Federica                 7:16

4 - Ti Pi Wa                  0:49

5 - Is that real?            7:42

6 - Yin and Yang          7:29 

7 - Perspectives          6:24

8 - to Jhonny               1:06

 

 

Registrato al The Bunker Studio, Brooklyn, New York

Date: 26 Giugno 2025

Registrato da John Davis

Mixato da Antonio Castiello, Jambona Lab

Masterizzato da Antonio Castiello, Jambona Lab

Grafiche di Vittorio Bartoli

Etichetta Encore Music BD1872

 

Passioni e tumulti di Oriana Fallaci


 

Riccardo Nencini


MAI STANCA DI VIVERE. PASSIONI E TUMULTI DI ORIANA FALLACI


In libreria dal 28 aprile

Il romanzo di un’esistenza eccezionale, ricca di incontri e avventure,

animata sopra ogni cosa dall’amore per la parola

A vent’anni dalla scomparsa di Oriana Fallaci, Riccardo Nencini, che le fu profondamente amico, ne ricostruisce la storia personale e intellettuale, sommando i ricordi a materiali d’archivio e documenti inediti


“Intessuta nel fil di ferro”, decisa e orgogliosa, ma anche sensibilissima all’innesco delle passioni: Oriana Fallaci è stata protagonista e voce narrante di un pezzo del nostro Novecento.  A plasmarne il carattere è l’infanzia, trascorsa in un rione popolare di Firenze. Quel quartiere tanto verace, abitato da “toscanacci”, è la prima scuola di vita per Oriana. La famiglia è povera, ma a rendere più sopportabile la miseria ci pensa la lettura, “mangiavamo pane e libri” dirà, ricordando quei giorni. Figlia di un padre convintamente antifascista, a soli quattordici anni diventa staffetta partigiana, nasconde dentro cespi di verdura armi e volantini, la sua specialità è “l’insalata farcita di bombe”.

Più tardi arrivano i viaggi, gli amori, la passione per la scrittura e il giornalismo, le sfide, anche quelle più ardite. Oriana si innamora della “maledetta guerra”, la vuole raccontare, a partire dal Vietnam. Non sa rinunciare all’adrenalina che le infonde essere sul campo, testimoniare da vicino il farsi della Storia e i soprusi dei potenti. Non si tira indietro neppure quando le sue idee scatenano la riprovazione pubblica, le costano l’isolamento.

 


Riccardo Nencini (Mugello, 1959), storico, scrittore, già presidente della commissione cultura del Senato della Repubblica, presidente del Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux, collabora con riviste e quotidiani. È autore di diversi saggi e romanzi. Vincitore del premio Selezione Bancarella (Il giallo e il rosa, Giunti, 1998), finalista al premio Acqui Storia (L’imperfetto assoluto, Mauro Pagliai Editore, 2009), nel 2024 ha ricevuto il premio Casentino per la letteratura. Con Marco Vichi, Sandro Veronesi, Valerio Aiolli e altri scrittori toscani ha firmato Decameron 2013 (Felici Editore, 2013). Con Franco Cardini ha scritto Dopo l’apocalisse (La Vela, 2020). Per Mondadori ha pubblicato i romanzi Solo (2021, vincitore del premio Sanremo Semeria) e Muoio per te (2024). Morirò in piedi (Mauro Pagliai Editore, 2007), il racconto degli ultimi giorni di vita di Oriana Fallaci, è stato tradotto in più lingue e rappresentato a teatro.


Riccardo Nencini, Mai stanca di divere. Passioni e tumulti di Oriana Fallaci, pp.180, 19

 

Dal web alla carta: in libreria Nickulele


 

Dal web alla carta: in libreria "Nickulele"


L'esilarante progetto musicale di Nicolas Rossetti che ha

conquistato il mondo dei social, diventa un libro edito da Burno.

 

Esiste un punto esatto in cui il rumore di fondo dei social network, fatto di commenti bizzarri e dialoghi surreali, smette di essere caos e diventa narrazione. Quel punto è "Nickulele", il progetto con cui Nicolas Rossetti trasforma i paradossi del web in brevi composizioni ironiche e che ora, dal 24 aprile, approda ufficialmente in libreria con un volume edito da Burno.


In queste pagine l'autore va oltre lo schermo, raccontando il sentiero che lo ha portato dagli studi in scienze naturali e dalle escursioni sull'Appennino bolognese fino alle piazze virtuali. L'ukulele, nato come strumento per esorcizzare la negatività dei commenti online, diventa qui il pretesto per una riflessione più profonda su come affrontare gli imprevisti e i grandi cambiamenti della vita.

Il volume attraversa aneddoti personali e riflessioni sincere, trasformando l'esperienza maturata sui social in uno specchio in cui ogni lettore può riflettersi.


Tra le perle involontarie dei bambini e i paradossi della vita quotidiana, Rossetti celebra l’imperfezione umana come un valore aggiunto, invitandoci a non prenderci troppo sul serio. "Nickulele" non è quindi solo il racconto di un fenomeno nato sul web, ma un viaggio irriverente che usa l'ironia come unico linguaggio capace di accorciare ogni distanza, riscoprendoci tutti protagonisti di una stessa, inaspettata melodia.

 

OFF CAMPUS | Prime Video svela il trailer ufficiale della serie, disponibile dal 13 maggio


 CULVER CITY, California – 23 aprile, 2026 - Oggi, Prime Video ha svelato il trailer ufficiale della nuova serie Off Campus. Basata sui libri di successo mondiale di Elle Kennedy e adattata a serie tv da Louisa Levy, tutti gli episodi della serie saranno disponibili su Prime Video in oltre 240 paesi e territori nel mondo dal 13 maggio 2026. È stata inoltre rilasciata una nuova versione della copertina del libro edito in Italia da Newton Compton, che ritrae i protagonisti della serie Ella Bright e Belmont Cameli.
 
Ambientata in un college e basata sull’omonima serie di libri bestseller, Off Campus racconta le vicende dei giocatori di una squadra d’élite di hockey su ghiaccio e delle donne che fanno parte della loro vita, alle prese con l’amore, il dolore e la scoperta di sé, mentre stringono amicizie profonde e legami duraturi e affrontano le complessità che accompagnano il passaggio all’età adulta. La prima stagione segue la divertente e appassionata storia d’amore in stile “gli opposti si attraggono” tra Hannah, una cantautrice dalla personalità riservata, e Garrett, campione della squadra di hockey della Briar University.
 
Il cast di Off Campus include Ella Bright (The Crown, Malory Towers) Belmont Cameli (Fino all'alba, Saved by the Bell), Mika Abdalla (Snack Shack, Sex Appeal), Antonio Cipriano (Pretty Little Liars: Original Sin, Il mistero dei Templari - La serie), Jalen Thomas Brooks (The Pitt, Thanksgiving), Josh Heuston (Dune: Prophecy, Heartbreak High) e Stephen Kalyn (Gen V, Motorheads).

La creatrice Louisa Levy è co-showrunner ed executive producer di Off Campus con Gina Fattore. Wyck Godfrey, Marty Bowen e James Seidman sono executive producer della serie per Temple Hill, insieme a Leanna Billings di Billings Productions e Neal Flaherty.

Elle Kennedy, creatrice dell’universo di Off Campus, è un'autrice best seller del New York Times, USA Today e Wall Street Journal, con all’attivo oltre 50 romanzi. Le sue opere sono state tradotte in più di 25 lingue e hanno venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo.

 

Spegni il cervello, una bibbia scientifica per difendersi dallo stress, di Joseph Jebelli - dal 28 aprile


 Lasciar riposare la mente - come dimostra questo libro - migliora il benessere psichico,
la salute fisica, la qualità del lavoro e persino l'efficienza.
Le ricerche più recenti, i consigli pratici:
una bibbia scientifica per difendersi dallo stress.



Joseph Jebelli

SPEGNI IL CERVELLO

In libreria dal 28 aprile
Pagine: 304| Prezzo: 16,90 euro


IL LIBRO
Sfruttare al massimo ogni istante. Mai indugiare, attardarsi, rimandare. Ottimizzare, sempre e comunque. Mai fermarsi. Per vivere una vita socialmente approvata servono disciplina ferrea e abnegazione. L'imperativo è uno solo: efficienza, efficienza, efficienza in ogni istante. Ecco, con Spegni il cervello tra le mani possiamo finalmente dire che questa ideologia dello sfruttamento è la porta attraverso cui l'infelicità entra nella nostra vita sotto forma di ansia, depressione, colpa, senso di inadeguatezza e alienazione... Non solo: è una forma di sabotaggio fisiologico, che mina il buon funzionamento di tutti i distretti corporei e può causare danni letali. Quando permettiamo al cervello di riposare e alla mente di vagare, quando «stacchiamo», accade qualcosa di sorprendente. Joseph Jebelli, unendo ricerca scientifica, esperienze personali e suggerimenti pratici, svela come le neuroscienze stiano finalmente facendo luce su ciò che accade alla mente e al corpo quando «non facciamo niente»: le conseguenze positive sull'intelligenza, sulla creatività, sulla salute, sull'efficienza sono incredibili. Ma bisogna sapere come riposare: e questa è la guida più incoraggiante e appassionante che potreste mai trovare. Un libro che può finalmente cambiare la vita del lettore sulla base delle scoperte scientifiche più recenti e avanzate.

JOSEPH JEBELLI è neuroscienziato e scrittore. Dopo il dottorato di ricerca in neuroscienze all'University College London, ha lavorato come ricercatore alla Washington University. Ha scritto La battaglia contro l'Alzheimer (Mondadori, 2018) e How the mind changed (John Murray, 2022). Oggi vive e lavora a Londra.

 

Il Museo Vincenzo Vela inaugura la mostra Bertille Bak. Voci dalla terra

 

Il Museo Vincenzo Vela inaugura la mostra Bertille Bak. Voci dalla terra

26 aprile 2026- 10 gennaio 2027

 

Il 25 aprile 2026, alle ore 17.00, il Museo Vincenzo Vela inaugura la sua stagione primaverile con una mostra dedicata a Bertille Bak (*1983), prima personale dell’artista francese in un’istituzione museale svizzera. Il progetto conferma l’attenzione del Museo verso le pratiche artistiche contemporanee e il dialogo tra linguaggi attuali e patrimonio storico.


Realizzata in stretta collaborazione con Bertille Bak e curata dalla direttrice del Museo Antonia Nessi, l’esposizione pone in dialogo opere recenti dell’artista con la collezione del museo, in particolare con Le vittime del lavoro (1882-83) di Vincenzo Vela. Attraverso video, disegni e installazioni, Bertille Bak mette in luce alcune delle problematiche più urgenti del mondo del lavoro contemporaneo. Le sue opere esplorano fenomeni legati allo sfruttamento e alle contraddizioni della globalizzazione: dal lavoro minorile nelle miniere (Mineur Mineur, 2022) alle logiche paradossali del commercio mondiale (Boussa from the Netherlands, 2017) fino alle implicazioni ecologiche e sociali dell’industria floricola (Nature Morte, 2023). Al centro della ricerca di Bertille Bak vi è l’essere umano e l’incontro con comunità spesso marginalizzate o rese invisibili. L’artista sviluppa i suoi progetti instaurando una relazione empatica con gruppi sociali specifici, condividendone temporaneamente la quotidianità e coinvolgendoli nel processo creativo. La pratica di Bak si distingue per una particolare combinazione di realismo e invenzione. Attraverso strategie visive che combinano assurdità, parodia e immaginazione, l’artista costruisce vere e proprie “favole contemporanee”: racconti in cui il quotidiano viene reinventato e in cui emergono, accanto alla durezza di alcune realtà, forme di resistenza poetica. Lontana da ogni atteggiamento pietistico o didascalico, la sua opera offre alle persone coinvolte la possibilità di raccontare sé stesse in modo inatteso, talvolta sovversivo o autoironico.


Le opere di Bertille Bak trovano una particolare risonanza con la celebre opera Le vittime del lavoro di Vincenzo Vela che lo scultore ticinese realizzò come uno dei primi monumenti europei dedicati alla classe operaia, commemorando i lavoratori morti durante la costruzione del traforo del Gottardo (1872– 1882). «A più di un secolo di distanza, e nonostante la conquista di alcuni fondamentali diritti sociali, troppe “vittime del lavoro” sono ancora drammaticamente strette negli ingranaggi della macchina sfruttatrice e nel sistema globalizzato e digitalizzato del mondo contemporaneo» (Antonia Nessi, dal testo introduttivo della pubblicazione).


In parallelo alla mostra, il museo propone un approfondimento dedicato al traforo del San Gottardo. Il focus presenta opere, testimonianze e materiali legati sia all’altorilievo veliano sia alla costruzione della galleria alpina, provenienti da musei e archivi pubblici e privati. Il percorso è arricchito da una selezione di fotografie storiche dedicate alla ferrovia del Gottardo, tra cui le celebri Photographische Ansichten der Gotthardbahn (ca. 1881-82) di Adolphe Braun.

In occasione della mostra è edita una pubblicazione, a cura di Antonia Nessi, con testi (in italiano, francese, inglese) dell’artista Mohamed El Khatib e della curatrice.

La mostra è accompagnata da diverse attività di mediazione, visite guidate ed incontri pubblici transdisciplinari.



Biografia

Nata ad Arras nel 1983, Bertille Bak vive e lavora a Parigi. Si forma all’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, dove è allieva di Christian Boltanski (2002-07), e presso lo Studio National des Arts Contemporains Le Fresnoy a Tourcoing (2007-08). Suoi lavori fanno parte di rinomate collezioni internazionali, pubbliche e private, tra cui quelle del Centre Pompidou, del Musée d’art moderne de la Ville de Paris, del Fonds national d’art contemporain (FNAC), della Fondazione Merz e della Collection François Pinault. Bertille Bak è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti, quali l’Edward Steichen Award Luxembourg (2009) e il Mario Merz Prize (2019); nel 2023 è stata selezionata tra gli artisti nominati per il Prix Marcel Duchamp promosso dal Centre Pompidou. Nel 2025 le è stato conferito il titolo di Chevalière des Arts et des Lettres, attribuito dalla Repubblica francese.


Pubblicazione

Bertille Bak. Voci dalla terra

Pubblicazione a cura di Antonia Nessi. Testi di Antonia Nessi, Mohamed El Khatib; pp.84. Editore:

Museo Vincenzo Vela - Ufficio federale della cultura, Berna.

Grafica di CCRZ, Balerna.

CHF 20.-


Informazioni


Museo Vincenzo Vela

Inaugurazione 25 aprile ore 17.00


Con interventi di

Marina Carobbio Guscetti, consigliera di Stato del Canton Ticino e direttrice del Dipartimento

dell’educazione, della cultura e dello sport

Giorgio Zanchetti

professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea e direttore del Dipartimento di Beni culturali

e ambientali dell’Università degli Studi di Milano

Antonia Nessi, direttrice e curatrice della mostra




La mostra beneficia del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Svizzera e Lichtenstein

 

DALL'8 AL 10 MAGGIO AL NUOVO SACHER - IMMAGINARIA 21st International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women - 21a EDIZIONE - ROMA

 

Associazione Culturale Visibilia APS
presenta:

IMMAGINARIA

21st International Film Festival
of Lesbians & Other Rebellious Women

Roma, Cinema Nuovo Sacher

8-10 maggio 2026

 

IMMAGINARIA: a Roma tre giorni di cinema delle donne

tra visioni, politica e desiderio

 

Dall’8 al 10 maggio al Cinema Nuovo Sacher la XXI edizione del festival internazionale dedicato al cinema lesbico e femminista, con lungometraggi, documentari e cortometraggi, anche in anteprima italiana. Dedica a Edda Billi, apertura con When Night is Falling di Patricia Rozema.

 

Dall’8 al 10 maggio il Cinema Nuovo Sacher di Roma accoglie la XXI edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women, appuntamento di riferimento per il cinema indipendente delle donne. Tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi con registe e attrici per dare spazio a narrazioni ancora marginalizzate nei circuiti mainstream e riflettere sul ruolo del cinema indipendente contemporaneo.

 

Edda Billi: voce ribelle del femminismo italiano

La XXI edizione di Immaginaria è dedicata a Edda Billi (1933–2026), figura storica del movimento femminista e lesbico italiano, recentemente scomparsa. Attivista, teorica e poetessa, lesbica dichiarata, ha attraversato più di cinquant'anni di lotte influenzando generazioni di donne. Tra i suoi contributi fondamentali, la fondazione del Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini, la partecipazione all'occupazione di Via del Governo Vecchio e alla fondazione della Casa Internazionale delle Donne di Roma.

 

Testimonial

Testimonial di Immaginaria è Federica Rosellini, regista, drammaturga, performer e musicista elettronica, tra le voci più originali e visionarie del teatro italiano contemporaneo. Due premi UBU, Premio Hystrio Mariangela Melato, Artista Associata del Piccolo Teatro di Milano, direttrice del Festival delle Colline Torinesi e fondatrice della compagnia Ariel dei Merli. Ha portato in scena lavori potenti e radicali tratti da Mary Shelley, Paul B. Preciado, Virginie Despentes, Hildegard von Bingen. Autrice del libro Carne blu e docente di Regia Teatrale presso il DAMS dell'Università di Torino. E’ l’incarnazione perfetta dello spirito ribelle e creativo di Immaginaria.

 

Il capolavoro di Patricia Rozema apre Immaginaria

Il festival prende il via con la serata inaugurale venerdì 8 maggio alle ore 20:00, seguita dalla proiezione evento di When Night is Falling (1995), capolavoro della regista canadese Patricia Rozema, presentato per la prima volta in Italia nella versione recentemente restaurata in 4K. Considerato un pilastro del cinema indipendente, When Night is Falling ha lasciato un segno indelebile nella rappresentazione delle relazioni fra donne, conquistando il pubblico di tutto il mondo per la sua capacità di raccontare il desiderio femminile con autenticità e forza poetica. A distanza di trent'anni dalla sua uscita, When Night is Falling mantiene intatta la sua carica rivoluzionaria.

 

Ospiti internazionali

Tra gli appuntamenti di punta, la prima italiana del documentario A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis, che sarà presente al festival insieme alla produttrice associata Julie Zimmermann e all’assistente di produzione Victoria Torres Bolaños per un incontro con il pubblico dopo la proiezione. Il film preserva la memoria del Bloodroot di Bridgeport, Connecticut: ristorante vegano, libreria e spazio di resistenza femminista e lesbica, rimasto aperto per quasi cinquant’anni e chiuso dopo la scomparsa di una delle sue fondatrici, Selma Miriam.

 

Panel

Immaginaria dedica uno spazio speciale al cortometraggio italiano, con una selezione di opere e il panel di discussione dal titolo Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo. Ne discuteranno – moderate da Domizia De Rosa di WIFTM Italia – le registe Giulia Cosentino, Perla Sardella, Bianca Arnold, Moss Berke, Anna Coccoli e l’attrice Dharma Mangia Woods. L’incontro intende offrire visibilità a un formato spesso sottovalutato che si conferma invece spazio privilegiato di libertà e possibilità espressiva.

 

Tre giorni di visioni, incontri, resistenza

Il festival presenta opere -lungometraggi, documentari e corti– provenienti da tutto il mondo che affrontano temi quali la maternità e l'omogenitorialità, l'identità e la scoperta di sé, la rappresentazione e la visibilità, il corpo e la sessualità, l'età e l'invecchiamento, la discriminazione e le barriere istituzionali, gli spazi comunitari di resistenza.

 

Quattro i lungometraggi in programma. Oltre a When Night is Falling di Patricia Rozema, in cartellone Hot Milk, diretto da Rebecca Lenkiewicz, produzione anglo-greca che segue Sofia (Emma Mackey), giovane donna che ha dedicato la vita alla madre malata (Fiona Shaw) e che ad Almería scopre l’amore e la libertà grazie all’incontro con Ingrid (Vicky Krieps). Il francese Des preuves d'amour presentato al Festival di Cannes 2025, segna il debutto di Alice Douard nel lungometraggio, con due interpreti d'eccezione, Ella Rumpf e Monia Chokri: Céline e Nadia aspettano una figlia, ma per Céline, madre non biologica, il riconoscimento legale è una battaglia contro stigma e ambiguità giuridiche. Chiude la selezione The Queen of My Dreams, commedia drammatica pakistano-canadese, scritta e diretta da Fawzia Mirza: Azra, giovane lesbica musulmana trasferitasi in Canada per studiare, alla morte del padre è costretta a tornare nella casa d'infanzia in Pakistan e a confrontarsi con la madre severa.

 

Tre dei quattro documentari in programma esplorano il tema della memoria da prospettive diverse. Oltre a A Culinary Uprising: the Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis, che ricostruisce la storia del ristorante Bloodroot, Sally, della statunitense Deborah Craig, porta sullo schermo una figura chiave del femminismo lesbico negli Stati Uniti, oggi quasi dimenticata: attivista, scrittrice e docente, Sally Gerheart ha combattuto le battaglie degli anni Settanta con carisma e radicalità. Il quarto documentario, il canadese Bulletproof - A Lesbian's Guide to Surviving the Plot, di Regan Latimer, è un viaggio ironico e personale che analizza il potere delle serie TV nel modellare l’immaginario e l’identità LGBTQ+.

 

Quindici i cortometraggi presentati, di cui quattro in anteprima italiana e tre di animazione provenienti da Belgio, Canada, Francia, Giappone, Inghilterra, Italia, Stati Uniti e Australia.

 

The Power of Love

Il claim che accompagna la XXI edizione è The Power of Love, una visione dell'amore come forza rivoluzionaria e potenza trasformatrice capace di sovvertire le strutture del potere patriarcale. L'amore tra donne, l'amore per la libertà, l'amore come pratica di autodeterminazione e solidarietà sono gli strumenti con cui costruire mondi nuovi. In un'epoca segnata da violenza, guerra e oppressione, rivendicare il potere dell'amore è una dichiarazione di forza: l'amore è un atto politico radicale.

 

Modalità di ingresso: per accedere al festival si richiede la Tessera 2026 dell’Associazione Culturale Visibilia APS, che dà diritto ad assistere alle proiezioni e agli eventi in programma al Cinema Nuovo Sacher di Roma.

Su www.immaginariaff.it la nuova piattaforma di Tesseramento 2026

 

Per maggiori informazioni:

www.immaginariaff.it

www.youtube.com/channel/UCJ-rgasj7C9LGoQ0r3bs1AA

www.facebook.com/ImmaginariaByVisibilia/

www.instagram.com/immaginaria_film_festival/

Lancio Premio Solinas Documentario per il Cinema 2026

 

Al via la 20° edizione del Concorso

 

Premio Solinas - Documentario per il Cinema 2026

in collaborazione con

Apollo 11  La Casa del Documentario

 

Il Premio Solinas - Documentario per il Cinema, in collaborazione con APOLLO 11 – La Casa del Documentario, sostiene la scrittura di documentari cinematografici di lungometraggio, a carattere “narrativo” o “di creazione”, nella fase iniziale di scrittura e progettazione, favorendo i progetti che esprimano libertà creativa, originalità stilistica, capacità innovativa e sperimentale. Il Premio verrà assegnato al progetto complessivo del film: scrittura, progettazione ed intenzione di regia. Scrittore e regista possono lavorare in equipe.

Il concorso mette in palio i seguenti Premi:
-          MIGLIOR DOCUMENTARIO PER IL CINEMA:  4.000 euro
-          BORSA DI SVILUPPO VALENTINA PEDICINI: 2.000 euro


La selezione dei progetti inviati a concorrere sarà strutturata in due fasi:
Prima fase: sarà effettuata sugli elaborati inviati in forma anonima, si baserà prioritariamente sulla scrittura come strumento per valutare la qualità del progetto. La Giuria selezionerà una rosa di progetti che passeranno alla seconda fase.

Seconda fase: si baserà sui colloqui della Giuria con gli Autori dei progetti selezionati per approfondire la proposta presentata attraverso una diretta conoscenza dell’Autore e del progetto. A conclusione della seconda fase verrà individuata una rosa ristretta di Finalisti meritevoli di segnalazione e, tra questi, verranno assegnati i premi in palio.

SCADENZE:
INVIO DEI PROGETTI VIA WEB ENTRO IL 4 GIUGNO 2026;
 INVIO DELLA BUSTA CHIUSA ENTRO IL 5 GIUGNO 2026.


Per     partecipare     è     necessario     leggere     il     bando     di     concorso     scaricabile     su www.premiosolinas.it

giovedì 23 aprile 2026

Sotto i portici di una bologna noir, l'esordio esplosivo di Fabio Rodda: "Il respiro del faggio - dal 28/04


 Arriva in libreria la nuova voce del noir italiano.

Sotto i portici di Bologna, un omicidio svela
segreti familiari inaspettati, fughe disperate e un’anima nera
che la città non può più nascondere.

«Un esordio esplosivo e necessario al noir italiano.
Due nuovi indimenticabili investigatori si muovono
sul palcoscenico di una Bologna nera, cattiva e decadente,
in una corsa disperata alla ricerca della verità».
Gian Andrea Cerone


Fabio Rodda
Il respiro del faggio

 

In libreria a partire dal 28 aprile
Pagine: 352 | Prezzo: 18,00 euro 


IL LIBRO

Tra università, portici e osterie, Bologna sembra una promessa di felicità: colta, accogliente, giovane. Ma ogni città ha un’ombra, e quella emiliana è più fitta delle illusioni che la proteggono. Quando un’anziana benestante viene trovata massacrata nel suo appartamento con pochi segni di colluttazione, e un ragazzo di origine straniera, Mihai, precipita da un ponteggio in periferia, la cronaca segue binari prevedibili: un figlio in fuga da una clinica psichiatrica, un incidente sul lavoro. Tutto troppo semplice. Non per il sovrintendente capo Antonio Petrella, funzionario disilluso con un passato nella Genova del G8, e nemmeno per Vera Ro-tari, abbastanza italiana da sentirsi a casa e abbastanza moldava per essere una perfetta interprete. Le loro indagini proseguono parallele: lui scavando nelle zone d’ombra dei salotti che contano; lei seguendo le tracce di Mihai, dai cantieri in periferia alle bische romagnole. Ma le due piste sono destinate a incrociarsi, come in passato, quando Vera era una ragazzina con un permesso da rinnovare e Antonio il primo poliziotto che l’aveva aiutata. Sotto un cielo plumbeo, l’indagine si trasforma in qualcosa di più: un passaggio di frontiera, tra ciò che si è stati e ciò che si diventa. Fabio Rodda costruisce un noir che va oltre l’indagine e mostra con vivo realismo i chiaroscuri di una città contemporanea e dei suoi protagonisti, sospesi in un presente che vuole superare il passato ma rischia di frantumarsi prima che sia domani.

L’AUTORE

Fabio Rodda (1977) ha studiato Filosofia a Bologna, dove per anni è stato socio dell'Orsa, storica osteria del centro. Collabora con varie case editrici, come lettore e ghostwriter. Questo è il suo primo romanzo. 

 

Fondazione Mondadori | Il Club Fruttero. La mostra per i 100 anni che apre tutti i mondi dello scrittore | Torino, Circolo dei Lettori, 24 aprile – 31 maggio 2026

 

24 aprile – 31 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

Il Club Fruttero. La mostra  

L'esposizione apre il Club Fruttero a Torino: per i 100 anni di Carlo Fruttero, tutti i mondi dello scrittore tra il Salone del Libro, la maratona letteraria al Circolo, il cinema ai Musei Reali

 

Carlo Fruttero è stato uno scrittore, traduttore e consulente editoriale tra i più acuti, divertenti e originali del Novecento italiano. Ma prima di tutto è stato un grande lettore. Ha letto senza gerarchie, per lavoro e per passione: grandi classici, fantascienza e gialli, storie di fantasmi e di guerra, casi di cronaca nera, drammi e fumetti. Ha scritto, annotato e riletto centinaia di pagine di appunti, da cui nasce tutto: i libri con Franco Lucentini, gli articoli per i giornali, gli ultimi libri a sua firma. Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che conserva il suo archivio personale, non celebra una ricorrenza. La trasforma in un progetto: il Club Fruttero. Ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Maria Carla e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Università IULM, il Club Fruttero è un programma culturale diffuso che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi.

 

Il Club Fruttero. La mostra, dal 24 aprile al 31 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, entra in questo processo. Non racconta una vita, ma rende visibile un modo di lavorare. Il percorso non è cronologico ma tematico. Ogni sala affronta un aspetto del suo lavoro coinvolgendo il visitatore più che guidarlo. L’ingresso è segnato da un portale che introduce al percorso. Lungo le sale, le teche dedicate affiancano ai nuclei principali una serie di aneddoti e materiali che aprono scorci sul suo lavoro. Da “Il libro dei nomi di battesimo”, alle veline delle scatole di scarpe per una campagna promozionale, alle scatolette: ogni oggetto può diventare materia editoriale. Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che ha accompagnato l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi. Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. La sua prima traduzione pubblicata: una pièce di Cocteau “Les Mariés de la Tour Eiffel” per la rivista teatrale Il Dramma nel 1946. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati che racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni. Tra taccuini, appunti e manoscritti, il suo lavoro restituisce un rapporto diretto con la scrittura a mano, composto di segni e correzioni, sempre con un Tratto PEN tra le mani: la penna-pennarello che ha accompagnato il suo lavoro quotidiano e ne ha segnato il ritmo.

La mostra non si limita a esporre: invita a intervenire e giocare, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, proprio un Tratto PEN. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco. Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.  

 

Sottolinea Paolo Verri, direttore di Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori: «La Fondazione Mondadori, depositaria dell’archivio Fruttero, è davvero entusiasta della collaborazione che si è attivata tra la famiglia Fruttero e tutte le istituzioni pubbliche e private, locali e nazionali. È la dimostrazione che Carlo Fruttero ha lasciato davvero il segno, nel mondo dell’editoria e della cultura. Gli siamo tutti debitori».

«Celebrare i cento anni di Carlo Fruttero significa rendere omaggio a uno scrittore dal talento straordinario e dai molteplici interessi, capace di lasciare un segno indelebile del suo passaggio tra noi mortali e di regalarci pagine preziose e indimenticabili» è il commento di Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori.

 

La mostra è affiancata da una serie di appuntamenti fino a novembre 2026, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. il Club è aperto. Si entra, si partecipa, si prende posizione. Ogni evento lascia un segno, un timbro sulla tessera del Club, una traccia di un percorso personale. 

 

IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Dal 14 al 18 maggio 2026 il Club Fruttero si allarga, dialoga con editori, scuole, lettori con uno stand dedicato al Salone Internazionale del Libro di Torino ispirato al salotto de L’arte di non leggere, che riprende l’atmosfera del salotto torinese di Fruttero come spazio di confronto e discussione sui libri. L’appuntamento è dedicato al Cretino, figura centrale dell’immaginario di Fruttero & Lucentini, chiave ironica e critica per interrogare il conformismo e la responsabilità del lettore. L’incontro dal titolo “Fruttero100. Cretini, nottambuli e altre storie” è in programma il 14 maggio alle ore 18. Partecipano Carlotta Fruttero, Michele Serra e Alessandro Piperno, letture di Angela Finocchiaro e moderazione di Giacomo Papi. Il 18 maggio alle ore 14 premiazione delle scuole partecipanti al concorso “Riscrivi il tuo Fruttero”.

Agli incipit di Carlo Fruttero sono dedicate le semifinali e la finale di Incipit Offresi, il primo talent letterario itinerante per aspiranti scrittori (semifinali: 16 maggio ore 19 Salone del Libro e 23 maggio ore 18 Circolo dei lettori e delle lettrici; finale: 10 giugno ore 21 Parco della Tesoriera) oltre alla proiezione il 28 maggio del film A che punto è la notte alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese (TO).

 

FRULLATO FRUTTERO

Venerdì 29 maggio è in programma al Circolo dei lettori e delle lettrici il finissage della mostra con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura dalle 10 alle 18: una staffetta di voci per attraversare testi, generi e stagioni della sua attività e la proiezione dell’intervista di Fabio Fazio a Carlo Fruttero.

La giornata di libri e parole si conclude al Teatro Romano, grazie alla collaborazione con Musei Reali Torino e Aiace Torino, con le immagini e le atmosfere del film La donna della domenica del 1975, diretto da Luigi Comencini, la sceneggiatura di Age e Scarpelli e Marcello Mastroianni nei panni del Commissario Santamaria. L’appuntamento è dalle 19.45 ai Musei Reali con l’apertura straordinaria di alcuni percorsi della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità, seguita alle 20.45 dalla proiezione. In caso di pioggia la proiezione si terrà nel Salone delle Guardie Svizzere. Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali: 5 euro, fino ad esaurimento posti, su museireali.beniculturali.it. 

 

LA PASSEGGIATA LETTERARIA

Siena e la Toscana hanno un legame storico con Fruttero e Lucentini. Il 18 settembre è in programma una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare (GR), nei luoghi vissuti da Fruttero. Il percorso, affidato alla compagnia teatrale Confine Zero, intreccia brani tratti dai suoi testi con il paesaggio, mettendo in dialogo parola, memoria e territorio. Il 19 settembre appuntamento serale al Castello di Castiglione della Pescaia (GR), riservato a sostenitori, partner e ospiti, dove il contesto storico diventa spazio di racconto e ascolto in dialogo con l’opera e la figura di Carlo Fruttero.

 

IL LIBRO

Nel mese di novembre uscirà 365 Notes, a cura di Domenico Scarpa: il libro strenna della Fondazione Mondadori declinato per il centenario sui taccuini di Fruttero. Appunti, note, tracce di lavoro restituiscono una dimensione quotidiana e materiale del pensiero dello scrittore. Il libro sarà presentato in anteprima al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino a ottobre e successivamente a novembre a BookCity Milano 2026.

 

Il Club Fruttero è ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Partner: Tratto PEN. Media Partner: La Stampa.

 

Info

Il Club Fruttero. La mostra

Circolo dei lettori e delle lettrici

Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9, Torino

Orari di apertura: da lunedì a sabato 9.30-21

Ingresso libero

Club Fruttero www.ilclubfruttero.it

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