giovedì 6 dicembre 2012

Più libri più liberi: la giornata del 6 Dicembre




La resistenza dei piccoli e medi editori "sul fronte del libro":

in un mondo digitale, la "librodiversità" diventa antidoto all'omologazione. E punto di partenza per un'Italia migliore.

 

Con la lezione di Massimo Cacciari prende il via

l'undicesima edizione di Più liberi più liberi

 

 

Roma, giovedì 6 dicembre 2012. Qui "sul fronte del libro si lotta per un futuro nuovo": è con questa immagine che il filosofo Massimo Cacciari apre idealmente l'undicesima edizione di Più libri più liberi, fiera nazionale della piccola e media editoria dal 6 al 9 dicembre al Palazzo dei Congressi dell'Eur. E la "lotta" di resistenza del libro in un mondo digitalizzato inizia al Caffè letterario, dove restano solo posti in piedi. È il pubblico, infatti, la vera sorpresa dell'evento, come spiega il presidente dell'AIE (associazione italiana editori) Marco Polillo: "La gente ha voglia di sentire – spiega Polillo - di affezionarsi a questo oggetto, di conoscere gli autori e di capire i segreti di questo mondo. Un mondo che la politica finge di ignorare, con tagli continui".

 

A riflettere sul futuro del libro è Massimo Cacciari, che tratteggia le prospettive che ci attendono. "Con la digitalizzazione – racconta Cacciari - abbiamo in mano la biblioteca universale. Ovvero, un manuale in cui il sapere è immediatamente disponibile e immediatamente accessibile. In tempo reale". Ma il sapere, così disponibile e accessibile, "condivide in questo modo i caratteri della realtà virtuale: dove tutto appare artificio e finzione. Quali sono le conseguenze? I diversi temi ci appaiono indifferenti. Ovvero, si fatica sempre di più a coglierne la differenza. Due libri diversissimi, digitalizzati nella realtà virtuale sembreranno sempre più uguali".

 

Da qui, il "problema epocale della fine del libro: oggi che navighiamo nella biblioteca di Babele non proveremo più l'esperienza straordinaria di andare da biblioteca a biblioteca, di sfogliare gli archivi, di cercare. Navigare in rete non è un'esperienza". E poi, "con il libro parlavamo – continua Cacciari - anche se non eravamo più nell'ambito della cultura orale. Con il libro avevamo un rapporto come con un corpo: oggi viene meno il rapporto con l'oggetto in quanto tale: siamo in una fase di de-somatizzazione della nostra cultura".

 

Ma allora, "se il libro non è più corpo, ma un cadavere nella realtà virtuale, come si porrà il nostro rapporto con il silenzio? In questa cultura dell'ascolto di rumori, di chiacchiera, potremo fare a meno del silenzio? Per alcuni la cultura del libro eliminava l'oralità, ma quello che si salvava – precisa Cacciari - è la dimensione del silenzio, dove l'io dialoga silenziosamente con questo oggetto e con l'autore. Nella cultura della digitalizzazione e della chiacchiera, del silenzio non resta niente".

 

L'antidoto si trova nel brusio che fin dal mattino si sente tra gli stand, con i ragazzini delle scuole che si fermano davanti alle illustrazioni di Babalibri, gli studenti ipnotizzati dai poster di Caratterimobili, o a sfogliare il volume "Nothomb Maxi" di Voland.

 

"Come Provincia siamo sempre stati grandi fan di questa fiera – commenta il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti - che in questi undici anni si è conquistata uno spazio nel panorama dell'offerta culturale nazionale di assoluto rilievo. In una città in cui è difficile fare promozione culturale, proprio mentre stiamo perdendo forza in questo settore, la fiera ha messo radici con un'idea forte. Qui, infatti, troviamo i pilastri che servono anche all'Italia: in fiera è protagonista la cultura, ed è una cultura diffusa proprio come quella che serve all'Italia per risollevarsi. C'è la criticità e l'autonomia di cui abbiamo bisogno, e il pensiero complesso che arricchisce: le semplificazioni sono sempre state propedeutiche a brutti periodi. E poi, qui c'è un pezzo di economia italiana che produce lavori veri".

 

"In un periodo costellato di cattive notizie – aggiunge Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e per la Lettura con i tagli di fondi pubblici, il cattivo stato del business editoriale rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e la diminuzione della lettura, ci sono anche motivi di speranza. La tradizionale rissosità del mondo del libro, infatti, sta venendo meno. E la percezione sociale della lettura è sempre più positiva".

 

Non resta che avventurarsi tra gli stand. Per seguire il consiglio del presidente AIE Marco Polillo: "Qui si tocca con mano la realtà del libro".


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Stelline