Jane Austen non è Bridgerton di Adalgisa Marrocco |
| Dal 3 dicembre in libreria per Rogas Edizioni Un saggio che vede nella Regency, oltre gli stereotipi, il luogo in cui l'etica di Austen sfida le dinamiche di potere del romance, mostrando come tra eros ed etica si aprano due modi opposti di narrare il desiderio e le relazioni di genere. |
A partire dal 3 dicembre arriva in libreria per Rogas Edizioni Jane Austen non è Bridgerton, il nuovo saggio di Adalgisa Marrocco, giornalista culturale di HuffPost e studiosa di letteratura inglese. Il volume si inserisce nel cuore di un dibattito più che mai attuale: il successo planetario della serie Bridgerton e la crescente tendenza – alimentata dai social e dall'immaginario collettivo contemporaneo – ad affiancare l'opera di Jane Austen ai romanzi di Julia Quinn, da cui la serie Netflix prende vita.
Nel momento in cui la Regency torna al centro dell'attenzione globale, Marrocco interviene con un saggio che mostra quanto questo paragone sia improprio e riduttivo, e perché Austen debba essere ricondotta alla storia letteraria da cui proviene. La Regency di Quinn, osserva l'autrice, è un dispositivo estetico semplificato, calibrato sulle logiche dell'intrattenimento contemporaneo; quella di Austen, invece, è un mondo pulsante, complesso, politico, in cui la società prende forma attraverso la casa, il ballo, il dialogo, i rapporti di classe e le dinamiche dell'amore. Con una penna acuta e uno sguardo sottilissimo, Marrocco mostra come Austen intrecci sentimenti e crescita morale, mentre Quinn costruisce trame rapide e immediate, fondate sulle convenzioni del romance storico, dominate dalla tensione erotica e dal lieto fine codificato.
Jane Austen non è Bridgerton s'inserisce nel più ampio discorso contemporaneo sulla rappresentazione del consenso, delle disuguaglianze di genere e delle dinamiche di potere. Marrocco mette in luce come nei romanzi della saga Bridgerton emergano passaggi che oggi suscitano interrogativi – dal comportamento di Anthony con Kate alle minacce di Benedict verso Sophie, fino alla scena in cui Daphne approfitta dell'incoscienza del marito Simon. Austen, pur scrivendo due secoli prima in un contesto rigidamente patriarcale, pone al centro rispetto, autodeterminazione e responsabilità etica. È questo rovesciamento a rendere l'opera austeniana sorprendentemente contemporanea, e a permettere al saggio di dialogare con le questioni più urgenti del presente, in un'epoca in cui la riscrittura del passato è filtrata dall'occhio dell'algoritmo e dalla velocità della serialità globale.
L'analisi del volume illumina anche la diversa tenuta nel tempo dei due universi narrativi: i romanzi di Quinn, nati tra il 2000 e il 2006, mostrano già segni di obsolescenza e ripropongono modelli relazionali oggi considerati problematici; l'opera di Austen, al contrario, continua a interrogare lettori e critici, confermandosi parte integrante della grande tradizione del romanzo europeo moderno, capace di unire osservazione sociale e profondità sentimentale.
L'AUTRICE
Adalgisa Marrocco, giornalista di HuffPost dove si occupa di cultura e spettacoli, è anglista e traduttrice di autori come Jane Austen, Virginia Woolf e Arthur Conan Doyle. Ha pubblicato il saggio Dite la vostra Mr. Darcy. Pubblico e privato in Jane Austen (Rogas, 2019) e le raccolte di racconti Supermarket e altri racconti indigesti (Edizioni La Gru, 2014) e Meglio dei Duran Duran (Marco Del Bucchia Editore, 2016). Con questo nuovo lavoro offre uno strumento critico per leggere la Regency oltre le semplificazioni della cultura pop e restituire ad Austen la complessità che le appartiene.
Jane Austen non è Bridgerton (ISBN 9791281543409) sarà disponibile dal 3 dicembre in tutte le librerie e sul sito dell'editore.



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Stelline