“GRAND CIEL” DI AKIHIRO HATA CON DAMIEN BONNARD
UN MYSTERY THRILLER IN SALA DAL 5 MARZO 2026 DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT
Presentato in concorso nella sezione Orizzonti all'ultimo Festival di Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussemburgo) di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse), con protagonista Damien Bonnard – già interprete principale di Les Misérables, candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale – arriva nelle sale il 5 marzo, distribuito da No.Mad Entertainment.
Grand Ciel racconta la storia di Vincent, un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico. Quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i loro superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma la situazione diventa ancora più misteriosa quando anche un secondo operaio svanisce nel nulla…
Un film innovativo che mescola thriller sociale e fantascienza e che affronta temi di grande attualità: le condizioni di lavoro, lo sfruttamento della manodopera precaria, l'alienazione e la disumanizzazione degli operai. È un'opera che usa il linguaggio del cinema per rendere visibile l'invisibile.
Prodotto da Good Fortune Films e Les Films Fauves è stato sceneggiato dallo stesso regista insieme a Jérémie Dubois. Nel cast, oltre a Damien Bonnard, troviamo Samir Guesmi (Ibrahim, L’effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me) e Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina).
Racconta il regista: "L'ispirazione
per il film nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un
lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è
stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista
legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse
nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou
Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto
dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più
importante di Francia) come narra l'articolo, “Mamadou Traoré, morto
come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare
traccia.
Questa idea è diventata un’allegoria. Nel film le scomparse
rappresentano l'alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle
pressioni e alla competizione sul lavoro e l'invisibilità dei lavoratori
più precari. Per me il cinema ha il potere di rendere visibile
l'invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non
vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e
l'orrore del mondo di oggi."



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Stelline