PRIMA DELLA GARA RESPIRA…E FATTI UNA RISATA!
i consigli per i cantanti (e non solo) dello speaker e formatore RICHARD ROMAGNOLI
fondatore del metodo Happygenetica
Altro che vocalizzi in camerino. Prima di salire sul palco più temuto d'Italia, la soluzione contro "l'ansia da prestazione" potrebbe essere un rituale meno noto ma potentissimo: respirazione consapevole e risata liberatoria.
Ne è convinto Richard Romagnoli - formatore, coach e autore bestseller - che da anni affianca cantanti, performer e professionisti dello spettacolo nella gestione dell'ansia da performance e fondatore del Metodo Happygenetica, un percorso in grado di cambiare lo stato fisico, psicologico ed energetico delle persone che lo praticano.
"Il palco non mette alla prova solo la voce. Mette alla prova anche (e soprattutto!) il sistema nervoso - spiega Romagnoli - se non governi il respiro, è l'ansia a governare te".
Ansia da palco? È chimica, non debolezza
"Cortisolo, adrenalina, respiro corto, cuore accelerato - prosegue Romagnoli - l'ansia pre-esibizione è una risposta fisiologica". Come spiega nei suoi libri Il Silenzio che guarisce e Il Gene della Felicità, il silenzio consapevole e la respirazione attivano il sistema parasimpatico, migliorando il tono vagale e riportando l'organismo in equilibrio. "Quando il respiro si accorcia, la voce si chiude. Quando il respiro si espande, la voce si libera". Ecco perché, prima di una performance, Romagnoli consiglia un esercizio semplice ma molto potente:
Respirazione "al quadrato"
"Immaginiamo un quadrato: quattro lati, quattro azioni - spiega Romagnoli - iniziamo disegnando il primo lato del quadrato nella nostra mente, inspirando per 4 secondi; passiamo poi al disegno del secondo lato, facendo una pausa e trattenendo il respiro per 4 secondi; via poi con il terzo lato, espirando per 4 secondi; chiudiamo il quadrato, tracciando l'ultimo lato e trattenendo il respiro per altri 4 secondi".
Un ciclo da ripetere per almeno 9 volte, andando a creare un ritmo capace di ampliare la capienza toracica e polmonare, contribuendo a una miglior ossigenazione e stabilizzando il sistema nervoso.
E poi si ride. Sul serio.
"Ridere è respirare. Respirare è vivere. Ridere è vivere". In Il gene della felicità, Romagnoli dedica un intero capitolo proprio a questo: la risata non è un dettaglio emotivo, ma un atto fisiologico potente che aumenta serotonina, endorfine e ossitocina, riduce la percezione dell'ansia, scioglie la tensione muscolare, migliora la centratura emotiva. Che sia una risata spontanea o indotta, mette in movimento il diaframma e, grazie al suo movimento, ci liberiamo di anidride carbonica: un gesto che facciamo senza rendercene conto, ma che ci permette di respirare più profondamente.
"Quando non ci "scappa da ridere", la risata spintanea può non essere semplice da attivare. E così vorrei proporre un esercizio, piccolo ma multifunzione, che propongo sempre anche durante i corsi di Allena la Felicità con risultati ottimi e immediati. Iniziamo pronunciando il mantra della felicità, HO HO HA HA. Mentre lo pronunciamo, con la mano destra tocchiamoci il naso, mentre con quella sinistra andiamo ad afferrare la punta dell'orecchio destro. Poi cambiamo: mano sinistra sul naso e mano destra all'orecchio sinistro, sempre pronunciando il mantra - continua il formatore, coach e autore bestseller - all'inizio sarà molto semplice sbagliare, incartandosi sui movimenti…e sarà altrettanto semplice scoppiare a ridere! Si tratta di un esercizio che spesso è di grande aiuto per andare oltre gli ostacoli della mente, che ci portano a bloccarci e a non lasciarci andare del tutto, e ci aiuta ad allenare la leggerezza. Ed è anche un ottimo esercizio di braingym, di palestra mentale, quindi un valido alleato per tenere a mente il testo della canzone che si sta portando sul palco".
Perché la risata funziona per i cantanti? La voce nasce dal respiro: se il diaframma è contratto e il sistema nervoso è in allerta, la voce perde ampiezza, controllo, brillantezza.
Quindi il mix respiro profondo + risata permette:
✔ maggiore ossigenazione
✔ più ampiezza toracica
✔ meno tensione laringea
✔ mente più centrata
Il risultato? Una performance più libera, più stabile, più autentica.
Il trend del "backstage silenzioso"
E mentre il Festival di Sanremo amplifica luci, commenti social e pressione mediatica, dietro le quinte sta emergendo una tendenza opposta e sempre più diffusa tra artisti e performer: ridurre il rumore esterno per ritrovare equilibrio interno. Nei camerini, accanto ai vocal coach e agli ultimi ritocchi di scena, trovano spazio momenti di pausa consapevole, respirazione lenta e brevi pratiche di meditazione.
In un contesto dominato dall'iperconnessione digitale e dalla continua esposizione pubblica, il silenzio diventa così una vera risorsa fisiologica prima ancora che emotiva. Le pratiche di quiete e respiro profondo favoriscono infatti l'attivazione del sistema parasimpatico, contribuendo a rallentare il battito, distendere la tensione muscolare e riportare la mente in uno stato di presenza e lucidità.
È per questo che, sempre più spesso, la preparazione invisibile che precede l'ingresso sul palco non consiste nel fare di più, ma nel fare meno: meno stimoli, meno tensione, meno rumore mentale. Il vero lusso del backstage contemporaneo diventa allora uno spazio di silenzio in cui respirare meglio, ritrovare la propria centratura e trasformare l'emozione in presenza scenica.
E forse il segreto di una grande performance non è controllare l'emozione, ma arrivarci con il respiro giusto. E con un sorriso che l'ha già resa possibile.
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Stelline