Il 26 marzo arriva in libreria per Gremese
Come accettare la nostra #vitadimmerda e vivere felici.
Lo psicologo Rodolfo Vittori racconta, con ironia e strumenti concreti,
come imparare a stare bene anche quando la vita non collabora.
C’è un momento, nella
vita di tutti, in cui qualcosa smette di funzionare come avevamo
previsto. I progetti saltano, le relazioni si complicano, l’ansia prende
spazio e il confronto continuo con le vite apparentemente perfette
degli altri ci fa sentire irrimediabilmente in difetto. È da questa
esperienza comune, fatta di frustrazioni, sensi di colpa e aspettative
deluse, che nasce Come accettare la nostra #vitadimmerda e vivere felici. Strumenti concreti per i giorni storti. I consigli dello psicologo, il nuovo libro dello psicologo clinico Rodolfo Vittori, in uscita il 26 marzo per la casa editrice Gremese, nella collana “Dialoghi”.
Con un titolo
provocatorio ma profondamente umano, Vittori affronta uno dei paradossi
più diffusi del nostro tempo: l’idea che per stare bene sia necessario
vivere una vita perfetta. Il libro parte proprio da qui, ribaltando
questa convinzione e proponendo un approccio più realistico e gentile
verso se stessi. Non esistono formule magiche, suggerisce l’autore, ma è
possibile cambiare prospettiva, ridurre l’autocritica e imparare ad
accogliere l’imperfezione come parte inevitabile dell’esperienza umana.
«Passiamo una
quantità enorme di tempo a chiederci perché la nostra vita non sia come
quella degli altri», spiega Rodolfo Vittori. «La verità è che nessuno ha
davvero una vita perfetta. Accettare che a volte le cose vadano storte
non significa arrendersi, ma smettere di combattere guerre inutili
contro noi stessi e cominciare a vivere con più leggerezza».
Per rendere queste riflessioni concrete e vicine alla vita quotidiana, il libro prende forma attraverso una serie di storie emblematiche:
Marta, Laura, Stefano, Paolo e altri personaggi “tipo”, nati
dall’esperienza clinica dell’autore. Sono figure vivissime nelle loro
paure, nei sensi di colpa, nelle battute d’arresto e nelle aspettative
frustrate. Attraverso di loro emergono situazioni familiari a molti
lettori: la paura di non farcela, il peso del giudizio altrui, la fatica
di gestire emozioni intense o relazioni complicate.
A partire da queste storie, Vittori intreccia riflessioni psicologiche e pratiche quotidiane
che aiutano a trasformare le difficoltà di sempre in un equilibrio
nuovo, forse imperfetto ma più autentico, tra ciò che siamo e ciò che
desideriamo diventare. L’obiettivo non è abbassare le aspettative, ma
sviluppare uno sguardo più comprensivo verso se stessi, lo stesso che
useremmo con un amico caro.
Il percorso proposto
nel libro si articola in quattro grandi sezioni che attraversano molte
delle sfide emotive più diffuse nella vita contemporanea. Dopo
un’introduzione dedicata alla necessità di accettare l’imperfezione e
smettere di confrontarsi costantemente con le vite altrui, la prima parte
esplora ciò che accade quando mente e corpo sembrano sfuggire al nostro
controllo: dalla sensazione di essere perseguitati dalla sfortuna
all’ansia e allo stress che accompagnano la vita quotidiana, fino agli
attacchi di panico, ai disturbi psicosomatici e alla depressione,
affrontati con un linguaggio accessibile ma rigoroso e con suggerimenti
pratici per convivere con queste esperienze senza sentirsi sbagliati.
La seconda parte
si concentra invece sul rapporto con noi stessi: la vergogna,
l’autocritica e il senso di inadeguatezza, ma anche il ruolo
dell’autostima e dell’autoironia come strumenti per accettare i propri
limiti. Non manca una riflessione sul peso dei social media e sul
meccanismo del confronto continuo che, a forza di scrollare, rischia di
farci perdere il contatto con la nostra identità.
Nella terza parte
lo sguardo si sposta sulle relazioni: amori che non sono il rifugio
immaginato, legami familiari complicati, amicizie ambivalenti e ambienti
di lavoro stressanti. Vittori affronta anche il tema della solitudine,
distinguendo tra isolamento doloroso e scelta consapevole di
indipendenza, e suggerendo strategie per ricostruire relazioni sane.
Infine, la quarta parte
invita il lettore a confrontarsi con le domande più profonde: la paura
che sia “troppo tardi” per cambiare, il peso dei treni persi, la ricerca
di una crescita personale che non sia schiacciata dall’ossessione del
successo e dal perfezionismo. Il libro si chiude con una conclusione che
sintetizza il messaggio centrale: vivere con ironia, accettando i
limiti e le contraddizioni dell’esistenza, può essere molto più
liberatorio che inseguire una perfezione impossibile.
***
Psicologo clinico con una lunga esperienza nella gestione di ansia, stress e benessere emotivo, Rodolfo Vittori è anche ideatore del progetto Scienza del Benessere (scienzadelbenessere.com),
una piattaforma in cui propone percorsi guidati, meditazioni e
contenuti pensati per rendere la psicologia comprensibile e applicabile
nella vita di tutti i giorni. Grazie alla sua capacità di comunicare in
modo chiaro e diretto, è diventato negli anni un punto di riferimento
sui social e nelle attività online, raggiungendo ogni giorno migliaia di
persone. La sua visione nasce dall’incontro tra esperienza clinica e
percorso personale: dalle sfide sportive affrontate come alpinista alle
numerose esperienze di vita che hanno contribuito a modellare il suo
approccio alla psicologia.
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Stelline