L'esordio narrativo di Andrea Passador
Noto come la voce di "Prolisso", Passador approda in libreria
con un romanzo sulla fatica e il coraggio di liberare le parole.
C’è un confine invisibile, fatto di silenzi forzati e fiato corto, che separa Marcello dal resto dei suoi coetanei. Per lui, ogni tentativo di parlare è una sfida contro un nemico implacabile: la lettera "emme", un ostacolo che trasforma il linguaggio in una prigione. In Emme di Marcello, pubblicato da Burno e disponibile in libreria dal 20 marzo, Andrea Passador esplora la fragilità di un’adolescenza vissuta in apnea, tra il desiderio di scomparire e la rabbia di non saper dare forma ai propri sentimenti. La balbuzie del protagonista non è solo un inciampo del parlato, ma il riflesso di un mondo interiore che si accumula fino a rischiare l'esplosione, tra il giudizio altrui e le crepe di una famiglia in crisi.
Noto al grande pubblico social come la voce di “Prolisso” — progetto in cui racconta con passione storia, etimologia e letteratura — Passador debutta nella narrativa riversando nel romanzo la sua naturale cura per il peso specifico delle parole. La quotidianità di Marcello è un delicato equilibrio di assenze: un padre in guerra con la realtà, un fratello distante e un diario segreto colmo di sinonimi, scudo fragile contro i termini che tradiscono. Sarà l’incontro inatteso con un’insegnante di teatro a cambiare la prospettiva, offrendo al ragazzo la possibilità di trasformare il proprio limite nel segno di una sensibilità profonda e irripetibile.
Attraverso una narrazione intensa, il romanzo accompagna il lettore lungo un percorso di conquista della propria identità. Marcello scopre che imparare a governare il silenzio è il primo passo per trovare una strada nel mondo, dimostrando che la voce più autentica non è quella che non trema, ma quella che trova finalmente il coraggio di esistere.




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Stelline