venerdì 27 marzo 2026

Vela a più voci un'inedita serie di podcast per valorizzare la collezione permanente del Museo Vincenzo Vela

 “Vela a più voci” una serie di podcast per valorizzare la collezione permanente


Il Museo Vincenzo Vela presenta “Vela a più voci”, un nuovo progetto che propone una serie di podcast, curati dalla giornalista culturale Emanuela Burgazzoli e dal sound designer Fabio Bosia, dedicati alla valorizzazione della propria collezione permanente, con particolare attenzione alle opere di Vincenzo Vela.


Questa iniziativa nasce con l’intento di offrire uno sguardo inedito e plurale sulle sculture dell’artista, approfondendo alcune opere attraverso una coralità di punti di vista: non solo di accademici e specialisti,
ma anche di rappresentanti di comunità diverse, voci del territorio e della contemporaneità.


“Voci di Vela” si propone di avvicinare il pubblico all’arte attraverso il linguaggio accessibile e coinvolgente del podcast, trasformando l’ascolto in un’esperienza di scoperta e partecipazione. Le opere
di Vincenzo Vela diventano così occasioni di dialogo, riflessione e connessione con temi attuali e sensibilità differenti.


I podcast sono scaricabili da sito del Museo, www.museo-vela.ch/podcast oppure da ascoltare durante una visita nelle sale di Villa Vela. Il valore aggiunto di questa proposta risiede proprio nella sua capacità di ampliare l’esperienza museale oltre gli spazi fisici, rendendola fruibile in ogni momento e luogo.


Queste narrazioni sonore permettono anche di intercettare generazioni diverse e di costruire un ponte tra patrimonio artistico e società contemporanea, rafforzando il ruolo del museo come luogo aperto, inclusivo e dinamico.


Ad inaugurare la serie sono due capolavori emblematici della produzione veliana: Spartaco (1847–1849), potente simbolo di libertà e riscatto, e l’altorilievo Le vittime del lavoro (1882), tra i primi monumenti europei realizzati in onore della classe operaia, un omaggio ai minatori periti durante la costruzione del primo tunnel ferroviario del San Gottardo e alla dignità laica del lavoro. Quest’ultima opera è inoltre tema di ispirazione e di dialogo con la prossima mostra ospite al Museo dal prossimo 26 aprile: Bertille Bak. Voci dalla terra, prima personale in un’istituzione museale svizzera dedicata all’artista francese Bertille Bak (*Arras, 1983).


La ricerca dell’artista è infatti incentrata sul tema del lavoro e sulle sue derive nella società contemporanea. Questo capolavoro veliano è pure approfondito in un focus che comprenderà una selezione di testimonianze e documenti legati alla galleria alpina, provenienti da archivi pubblici e privati, tra cui l’Archivio federale svizzero a Berna.


Vi chiediamo cortesemente di divulgare queste informazioni attraverso i vostri media. Rimaniamo a disposizione per ulteriori necessità, e nel ringraziarvi per il prezioso sostegno, vi salutiamo con molta cordialità.

 

Note degli autori
Spartaco, Le vittime del lavoro: un racconto vivo
“Il podcast è il risultato di un esperimento di cui era difficile per noi prevedere l’esito. Per poter riattualizzare lo sguardo su queste opere del XIX secolo abbiamo deciso di metterci all’ascolto dei potenziali fruitori del XXI secolo. Ci siamo documentati sulla storia delle opere, mettendo a fuoco i loro principali significati, e in seguito abbiamo individuato una possibile platea di visitatrici e visitatori, di età e profili molto diversi tra loro; allievi di scuola media, rifugiati e migranti, docenti.


Nel caso delle Vittime del lavoro abbiamo pensato di coinvolgere chi lavora oggi in un traforo, come gli operai del nuovo cantiere Alptransit, ma anche i residenti di Airolo, dove è collocato il monumento. Per lo Spartaco abbiamo pensato di far dialogare anche alcuni residenti di Ligornetto.


Le interviste sono il frutto di una lettura spontanea e immediata. Per noi i criteri fondamentali sono stati la lettura dell’opera in presenza e il fatto di lasciare alle interlocutrici e agli interlocutori il tempo necessario per far emergere emozioni, riflessioni e ricordi personali che scaturivano da quello che si può definire un “corpo a corpo” in tempo reale con le sculture del Vela. Le interviste costituiscono il nucleo di questi racconti che nel montaggio hanno preso forma, delineando una narrazione coerente.


Abbiamo incorniciato questa parte centrale con il racconto di un ipotetico Vincenzo Vela (a cui presta la voce l’attore e doppiatore Matteo Carassini) sulla genesi e la fortuna dell’opera, mentre a chiudere ogni contributo abbiamo scelto una citazione dello scultore”.


Emanuela Burgazzoli e Fabio Bosia

Emanuela Burgazzoli, giornalista culturale, collabora con il settimanale Azione; cura rubriche di approfondimento radiofonico per la RSI.


Fabio Bosia, tecnico del suono e sound-designer, da più di vent'anni nell'industria radiotelevisiva, si occupa di registrazioni, regia audio e creazione di ambienti sonori. 

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Stelline