EGEA PRESENTA
Il sarto e il calzolaio di Boltzmann: quando la relatività di Einstein trasformò spazio e tempo
Viaggi nel tempo, buchi neri, onde gravitazionali, persino le mappe
dei nostri smartphone: tutto nasce dalla stessa rivoluzione. Antonio
Ereditato ci accompagna alla scoperta di come la fisica di Einstein,
sfidando il buon senso, sia diventata parte della
nostra vita quotidiana e del nostro immaginario.
Milano, aprile 2026 – Il buonsenso ci dice che il
tempo scorre uguale per tutti, che lo spazio è un contenitore rigido e
immutabile, che ciò che è simultaneo per uno lo è per chiunque. Ci
suggerisce che nulla possa alterare il ticchettio
di un orologio o la lunghezza di un righello. Eppure, quasi nulla di tutto questo è vero. La relatività nasce proprio da qui: dal momento in cui Albert Einstein decide
di non fidarsi più delle apparenze e delle convinzioni sedimentate nei
secoli, affidandosi unicamente alla logica e al confronto con gli
esperimenti. Il risultato fu una rivoluzione senza precedenti. Da questa
sfida intellettuale prende le mosse “Il sarto e il calzolaio di Boltzmann” (Egea, 2026), in cui Antonio Ereditato –
fisico tra i più autorevoli, per decenni al CERN e oggi docente
all’University of Chicago – accompagna il lettore in un percorso
accessibile ma rigoroso. Il punto di partenza non è la formula sulla
lavagna, ma la domanda autentica di chi vuole capire davvero che
cosa significhi dire che il tempo si dilata, lo spazio si curva, e che nulla può superare la velocità della luce.
L’obiettivo è chiaro: rendere la relatività comprensibile a tutti,
senza sacrificare il rigore. Per riuscirci, Ereditato sceglie la via
degli esperimenti mentali, degli esempi concreti, delle storie. Il
lettore si ritrova accanto a treni in corsa, orologi
su razzi immaginari, navicelle lanciate verso viaggi al limite della luce. Ogni scenario nasce come un semplice gioco del pensiero, ma viene portato fino alle sue conseguenze più profonde, conducendo alle sorprendenti conclusioni della teoria.
Questi esperimenti restano sempre ancorati alla realtà. Dai test
con orologi atomici a bordo di aerei ai fasci di particelle negli
acceleratori, gli effetti relativistici non sono astrazioni, ma fenomeni
misurati con precisione. È qui che la relatività
smette di sembrare un esercizio teorico e diventa una chiave concreta per leggere il mondo.
Lo stesso accade con la relatività generale, che descrive la
gravità come curvatura dello spaziotempo. La deformazione causata da
stelle e pianeti, la deviazione della luce, le spettacolari immagini
delle lenti gravitazionali osservate dai telescopi
spaziali, fino alla rivelazione delle onde gravitazionali da parte di
LIGO e Virgo: tutto questo conferma una visione dell’universo tanto controintuitiva quanto reale.
Il libro intreccia anche la dimensione umana della scienza: le
difficoltà di Einstein, le verifiche durante le eclissi, la lunga strada
verso la prima immagine di un buco nero, le sorprese emerse dallo
studio dei neutrini. Ne emerge un racconto della ricerca
come impresa collettiva, fatta di intuizioni, errori, verifiche e scoperte.
Il titolo richiama un’osservazione del fisico austriaco Ludwig Boltzmann, ripresa da Einstein: la scienza non deve cercare eleganze superflue, ma chiarezza e comprensione. Niente ornamenti da sarto o da calzolaio, ma precisione, pazienza e attenzione
ai concetti. Il tono resta così sempre discorsivo, a tratti ironico. “Zio Alberto” – la caricatura di Einstein disegnata da Riccardo Abbasciano – accompagna il lettore con domande semplici e osservazioni acute, rendendo visivamente accessibili anche
i passaggi più complessi.
In filigrana emerge una convinzione forte: comprendere la relatività, almeno nei suoi tratti essenziali, non è un lusso per specialisti, ma parte della cultura contemporanea. In un’epoca in cui parole come “spaziotempo”, “buchi neri” e “onde gravitazionali”
popolano il linguaggio quotidiano, è importante che non restino etichette affascinanti ma vuote.
L’invito è semplice: mettere per un momento da parte il buonsenso,
lasciar parlare esperimenti e osservazioni, e scoprire che – una volta
interiorizzata – la fisica di Einstein diventa sorprendentemente
familiare. E l’universo, pur nella sua complessità, ci
appare finalmente un po’ più comprensibile.
---
L’AUTORE
Antonio Ereditato, laurea e dottorato di ricerca in Fisica, nel
1981 entra al CERN, dove lavorerà per molti anni su esperimenti di
fisica delle particelle elementari. Dopo una parentesi all’Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare di Napoli, nel 2006 è
direttore del laboratorio di Fisica delle alte energie dell’Università
di Berna. Nel 2015 è insignito, assieme ad altri colleghi, del
Breakthrough Prize per la Fisica, per gli studi che hanno condotto alla
scoperta delle oscillazioni del neutrino. Attualmente
è Research Professor all’Università di Chicago. Autore di oltre 1500
pubblicazioni scientifiche e di libri tradotti in numerose lingue, alla
ricerca ha sempre affiancato un’intensa attività di divulgazione.
DATI TECNICI:
“sarto e il calzolaio di Boltzmann - Quando la relatività di Einstein trasformò spazio e tempo” di Antonio Ereditato
Egea, 2026 – pp. 176 – € 18,90 – Nelle librerie italiane dal 27 marzo
---




0 commenti:
Posta un commento
Stelline