IL LIBRO
Tra
università, portici e osterie, Bologna sembra una promessa di felicità:
colta, accogliente, giovane. Ma ogni città ha un’ombra, e quella
emiliana è più fitta delle illusioni che la proteggono. Quando
un’anziana benestante viene trovata massacrata nel suo appartamento con
pochi segni di colluttazione, e un ragazzo di origine straniera, Mihai,
precipita da un ponteggio in periferia, la cronaca segue binari
prevedibili: un figlio in fuga da una clinica psichiatrica, un incidente
sul lavoro. Tutto troppo semplice. Non per il sovrintendente capo
Antonio Petrella, funzionario disilluso con un passato nella Genova del
G8, e nemmeno per Vera Ro-tari, abbastanza italiana da sentirsi a casa e
abbastanza moldava per essere una perfetta interprete. Le loro indagini
proseguono parallele: lui scavando nelle zone d’ombra dei salotti che
contano; lei seguendo le tracce di Mihai, dai cantieri in periferia alle
bische romagnole. Ma le due piste sono destinate a incrociarsi, come in
passato, quando Vera era una ragazzina con un permesso da rinnovare e
Antonio il primo poliziotto che l’aveva aiutata. Sotto un cielo plumbeo,
l’indagine si trasforma in qualcosa di più: un passaggio di frontiera,
tra ciò che si è stati e ciò che si diventa. Fabio Rodda costruisce un
noir che va oltre l’indagine e mostra con vivo realismo i chiaroscuri di
una città contemporanea e dei suoi protagonisti, sospesi in un presente
che vuole superare il passato ma rischia di frantumarsi prima che sia
domani.
L’AUTORE
Fabio Rodda
(1977) ha studiato Filosofia a Bologna, dove per anni è stato socio
dell'Orsa, storica osteria del centro. Collabora con varie case
editrici, come lettore e ghostwriter. Questo è il suo primo romanzo.
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Stelline