Dalle prime nazionali europee che
raggiungono Montevideo in nave agli stadi ipermoderni di oggi, dalle
finali giocate con pesantissimi palloni di cuoio alle notti messicane
del 1970, il racconto segue la Coppa del Mondo sul campo: partite
epiche, scandali, squadre che incantano e crolli che segnano generazioni
di tifosi. Uruguay-Argentina 1930, il Brasile del 1958, la notte di
Madrid 1982, l’Olanda del calcio totale, l’Italia di Rossi e Baggio,
fino alla Francia di Zidane e alla consacrazione di Messi.
Dopo La piramide rovesciata,
Jonathan Wilson scrive un altro capolavoro sul calcio intrecciando
azioni, gol e retroscena sconosciuti. Ogni torneo diventa un romanzo a
sé, fatto di personaggi fuori dagli schemi, errori arbitrali, trovate
tattiche e intuizioni degli allenatori che hanno cambiato il modo di
intendere il gioco. Con uno sguardo attento ai dettagli e alle storie
dimenticate, il libro però mostra anche come il calcio non è mai stato
solo uno sport, e la Coppa del Mondo non è solo il più grande spettacolo
sportivo del pianeta: è passione, politica, identità, potere. Il gol
decisivo di Pape Bouba Diop contro la Francia nel 2002 non fu solo una
rete contro i campioni in carica, ma anche contro gli ex dominatori
coloniali. Il trionfo della Germania Ovest nel 1954 ne segnò il ritorno
sulla scena globale. La semifinale raggiunta dalla Croazia nel 1998
rafforzò un’identità nazionale ancora giovane. Più recentemente,
ospitare il torneo è diventato uno strumento di potere: i Mondiali in
Russia e Qatar ne sono esempi evidenti.
La storia della Coppa del Mondo è anche la storia del mondo. E questo libro la racconta.
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Stelline