giovedì 28 maggio 2026

Libri - Scienza è cultura di Fiorenzo Galli e Paola Dubini


 

EGEA PRESENTA
 
“Scienza è cultura”: perché la democrazia
ha bisogno di cittadinanza scientifica
 
La scienza incide sempre più profondamente sulla vita collettiva, ma gli strumenti culturali per comprenderla e discuterla restano fragili. Nel dialogo tra Paola Dubini e Fiorenzo Galli, la scienza smette di essere “cosa per specialisti” e diventa una questione civile: un bene pubblico essenziale per orientarsi nel presente e partecipare al futuro.

Milano, maggio 2026 – La scienza è dappertutto: nella salute, nella mobilità, nell’intrattenimento, nei trasporti, nelle politiche ambientali, nelle decisioni pubbliche che orientano il presente e ridisegnano il futuro. Eppure, proprio mentre il suo peso cresce, restano fragili e disomogenei gli strumenti culturali con cui i cittadini possono comprenderla, discuterla e valutarne le implicazioni. È da questo scarto che prende le mosse “Scienza è cultura”, il dialogo tra Paola Dubini e Fiorenzo Galli, edito da Egea.
Rispettivamente vicepresidente e direttore generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, Dubini e Galli iniziano le loro riflessioni da un punto di partenza condiviso: la scienza non è un sapere separato dalla società, né un linguaggio da consultare soltanto nei momenti di emergenza. È una componente strutturale dello sviluppo, per rilevanza, pervasività ed effetti. Non interpretarne l’evoluzione, osservano gli autori, significa tagliarsi fuori da una parte crescente dei processi che condizionano la vita di ciascuno di noi. A maggior ragione oggi, quando la scienza non si fa più solo nelle università o nelle istituzioni pubbliche, ma sempre più spesso si sviluppa in grandi imprese private globali, sostenute da capitali enormi e capaci di orientare le traiettorie di crescita in campi cruciali come l’intelligenza artificiale, la genetica, le neuroscienze, le tecnologie spaziali. In questo scenario crescono le asimmetrie informative, si complicano i rapporti tra ricerca, industria, politica e cittadini, e aumenta il rischio di una deriva tecnocratica, in cui decisioni politiche e valoriali vengono presentate come necessità puramente tecniche. Ma il rischio opposto è altrettanto forte: il rigetto della scienza come imposizione esterna, con il conseguente aumento di sfiducia, polarizzazione e conflitto irrazionale.
La questione, allora, non è se la scienza debba entrare nella sfera pubblica: che lo vogliamo o no, ci è già entrata. La vera domanda è come farlo in modo democratico, senza delegare tutto agli esperti e senza ridurre la decisione pubblica a tecnocrazia.
La proposta del libro per uscire da questa alternativa è la cittadinanza scientifica. Non significa trasformare i cittadini in scienziati né chiedere loro un’adesione acritica alle evidenze. Significa metterli nelle condizioni di comprendere, valutare e usare la conoscenza scientifica nei processi di decisione collettiva, riconoscendone il valore senza rinunciare al giudizio critico. In questo senso, essere “un po’ scienziati” non è un lusso intellettuale, ma una necessità democratica, al pari del leggere, scrivere e fare di conto. La cittadinanza scientifica non elimina il conflitto politico, ma può renderlo più informato, più consapevole e più costruttivo.
Qui entra in gioco un altro snodo importante del dialogo: il ruolo delle istituzioni culturali. Scuole, università e soprattutto musei scientifici vengono riletti non come semplici luoghi di  diffusione della conoscenza, ma come vere e proprie infrastrutture civiche. Luoghi capaci di ridurre le asimmetrie informative, alimentare curiosità, costruire competenze interpretative lungo tutto l’arco della vita e offrire spazi di confronto pubblico. Non è un caso che il libro nasca anche dall’esperienza condivisa degli autori nel Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano: un osservatorio privilegiato da cui leggere il rapporto tra sapere scientifico, mediazione culturale e vita democratica.
La scienza, con i suoi metodi e i suoi limiti, non offre soluzioni definitive, ma strumenti indispensabili per orientarsi in un mondo caratterizzato da incertezza strutturale”, riflettono gli autori. “La cittadinanza scientifica rappresenta il modo in cui questi strumenti possono diventare patrimonio comune. Condividiamo il pensiero di Guido Ucelli, fondatore del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, secondo cui la scienza e la tecnologia raccontano «il divenire del mondo» e sono in stretto dialogo con la cultura”.
La scienza è cultura perché ci aiuta a comprendere il tempo in cui viviamo, a stare nel presente con maggiore dignità, a immaginare il futuro con più consapevolezza. E perché democrazia e scienza, quando funzionano bene, condividono alcuni principi fondamentali: fedeltà alla ragione, trasparenza, apertura alla critica, riconoscimento dell’incertezza, attenzione alla giustizia. In un tempo in cui la tentazione di semplificare tutto è fortissima, Dubini e Galli ci invitano a fare il contrario: abitare la complessità, senza subirla. E trasformare la scienza da “cosa per specialisti” a bene pubblico essenziale, non solo per il progresso, ma per la tenuta democratica della nostra società.
 
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GLI AUTORI
Paola Dubini, professoressa di Management all’Università Bocconi di Milano, è presidente della Fondazione Alessandro Volta di Como, vicepresidente del Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, consigliera della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, di Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea), di Fondazione Culturale San Fedele e di Palazzo Ducale di Mantova, e coordinatrice del gruppo trasversale ASviS «Cultura per lo sviluppo sostenibile».
Fiorenzo Galli è direttore generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, componente del Kuratorium del Deutsches Museum di Monaco di Baviera, componente del Consiglio di Reggenza della sede di Milano della Banca d’Italia, professore di Museologia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano.
DATI TECNICI:
“Scienza è cultura” di Paola Dubini e Fiorenzo Galli
Egea, 2026 – pp. 144 – € 16,50 – Nelle librerie italiane dal 15 maggio
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