“L’esilio”: arriva in libreria il tassello mancante della leggenda di Steve Jobs
Domani in Italia il libro di Geoffrey Cain, che a 15 anni dalla morte
del genio ricostruisce il periodo più decisivo e meno raccontato della
sua vita: quello trascorsi lontano da Cupertino, alla guida di NeXT.
Anni di fallimenti, ossessioni, umiliazioni
e invenzioni da cui nascerà il Jobs capace di riportare Apple al centro
della rivoluzione tecnologica. E cambiare la società.
Milano, 21 maggio 2026 – La storia di Steve Jobs viene di solito raccontata in due tempi: l’ascesa del giovane fondatore di Apple e il
ritorno del visionario che non solo salverà l’azienda, ma segnerà
un’epoca inventando iPod, iPhone e iPad. In mezzo, però, c’è una lunga
parentesi spesso liquidata in poche righe: l’allontanamento del 1985 e i
dodici anni trascorsi fuori da Apple. È
proprio lì, però, che il giornalista Geoffrey Cain colloca il cuore della sua storia. Il suo libro “Steve Jobs. L’esilio”, portato in Italia da
Egea a 15 anni dalla scomparsa del genio, non aggiunge soltanto
un capitolo alla biografia di Jobs: sposta il baricentro del
personaggio, mostrando come il
fallimento sia stato il vero motore della sua trasformazione.
Attingendo a materiali inediti, documenti aziendali e interviste ai protagonisti di quegli anni, Cain ricostruisce la
storia di NeXT, la società fondata da Jobs dopo l’estromissione da Cupertino. Non un semplice intermezzo tra due successi, ma un
laboratorio umano e imprenditoriale: una stagione di ambizioni smisurate, errori strategici, quasi bancarotte e intuizioni decisive.
È qui, sostiene Cain, che si forma il Jobs maturo. Non più soltanto il prodigio impulsivo degli inizi, ma un
leader segnato dal fallimento, costretto a distinguere
l’essenziale dal rumore, a cambiare metodo, a trasformare l’ossessione
per la perfezione in capacità di ricostruzione. Il cosiddetto “decennio perduto” diventa così il passaggio decisivo che
prepara una delle più grandi rinascite nella storia della tecnologia.
Il libro mostra anche perché NeXT, pur non essendo mai diventata un grande successo commerciale, sia stata
fondamentale per il futuro di Apple. Quando l’azienda della Mela,
ormai in crisi, acquista NeXT nel 1996, non compra soltanto una
tecnologia avanzata: compra il ritorno del proprio fondatore e la base
tecnica e culturale della sua rinascita.
È dall’esilio, in altre parole, che nasce il secondo atto della leggenda di Steve Jobs.
Il libro si regge anche sulla qualità del materiale raccolto, in gran parte inedito. Dall’inchiesta di Cain
esce un Jobs meno levigato e più umano: spesso difficile da sopportare,
accecato dalla perfezione, capace di intuizioni formidabili e insieme di errori clamorosi. Ma proprio per questo più credibile. Più che demolire il mito, Cain lo ricostruisce su basi più solide: non il genio infallibile, ma un leader
che diventa tale passando attraverso sconfitte, umiliazioni e apprendistato.
“Steve Jobs. L’esilio” aggiunge così il tassello mancante al puzzle di una figura raccontata infinite volte, ma
raramente osservata nel suo momento più fragile e formativo:
quello in cui il genio smette di coincidere con il successo immediato e
impara, attraverso il fallimento, a diventare davvero un uomo in grado –
nonostante i suoi limiti – di
plasmare il proprio destino.
In controluce, il libro racconta anche qualcosa di più grande di una singola biografia: spiega
come nascono davvero le innovazioni. Non da una linea retta, ma
da deviazioni, inciampi, errori di valutazione, intuizioni premature e
ritorni inattesi. Per questo il “decennio perduto” di Jobs finisce per
apparire come il vero centro della sua storia:
il periodo in cui un fallimento imprenditoriale prepara una delle più grandi rinascite nella storia della tecnologia.
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L’AUTORE
Geoffrey Cain, autore e corrispondente pluripremiato, ha
intervistato leader mondiali, fondatori di aziende tecnologiche e
dissidenti. Il suo libro Samsung Rising è stato inserito nella rosa dei
candidati al premio McKinsey Business Book of the Year
del Financial Times, mentre The Perfect Police State è stato nominato
«Book of the Day» dalla National Public Radio statunitense. Scrive per
The Wall Street Journal, Time, The Economist e Wired ed è stato ospite
di CNN e Bloomberg TV. Fornisce inoltre consulenza
a dirigenti e funzionari pubblici su temi legati all’innovazione.
DATI TECNICI:
“Steve Jobs. L’esilio – La storia mai raccontata di NeXT e la
rinascita di un visionario americano” di Geoffrey Cain. Con un saggio
introduttivo di Diego Piacentini
Egea, 2026 – pp. 376 – € 26,90 – Nelle librerie italiane dal 22 maggio




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Stelline