Roma, 8 giugno 2026 – Venticinque anni rappresentano un traguardo simbolico e insieme un nuovo inizio. In vista della sua venticinquesima edizione, Più libri più liberi
inaugura una stagione di profonda evoluzione strategica, pensata per
accompagnare la crescita della manifestazione nei prossimi anni e
rafforzarne il ruolo culturale e di mercato. L’edizione 2026 sarà non
soltanto un momento celebrativo, ma una vera e propria festa
dell’editoria indipendente: cinque giorni dedicati alle storie, alle
idee, alle comunità di lettori ed editori che in questi anni hanno reso
la fiera uno degli appuntamenti culturali più attesi dai lettori.
Il nuovo ciclo della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria
si svilupperà lungo due direttrici: da un lato il radicamento della
missione originaria legata alla valorizzazione e al sostegno delle case
editrici indipendenti; dall’altro la volontà di rendere Più libri più liberi un’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa, capace di intrecciare dimensione culturale e partecipazione pubblica.
Una squadra curatoriale per una festa diffusa del libro
La
progettazione culturale rifletterà lo spirito corale della Fiera. Non
ci sarà un singolo direttore artistico, ma una squadra di curatori
coordinata da Paolo Di Paolo, scelta per rafforzare il dialogo
costante con gli editori e costruire un programma capace di
rappresentare la pluralità degli sguardi e dei linguaggi contemporanei.
Accanto al coordinatore Paolo Di Paolo e a Giorgio Zanchini,
a cui verrà chiesta una attenzione particolare ai temi di attualità
sociale, politica ed economica, la squadra curatoriale sarà affiancata
da due nuove voci autorevoli e rappresentative della contemporaneità: Licia Troisi,
tra le autrici italiane più amate e lette anche a livello
internazionale che avrà uno sguardo sui temi scientifici e young adult,
e Nadeesha Uyangoda, scrittrice molto apprezzata dalla critica –
ha appena vinto il Premio Campiello Opera Prima - e attenta interprete
dei temi legati ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni sociali. La
loro presenza contribuirà ad ampliare ulteriormente lo sguardo della
manifestazione, rafforzandone la capacità di intercettare pubblici
diversi e di raccontare la ricchezza culturale del nostro tempo. “L’idea
di una curatela plurale risponde alla necessità di moltiplicare i punti
di vista, gli interessi e le passioni che disegnano l’offerta culturale
di una fiera come Più libri più liberi – ha dichiarato Paolo Di Paolo
–. Non si tratterà di singole sezioni: curatrici e curatori firmeranno
insieme il programma, in cui però saranno sempre più riconoscibili linee
di riflessione e percorsi, in modo da connettere i libri e orientare
meglio chi partecipa. Ripenseremo
i formati e le modalità degli incontri, così da fare in modo che i
libri siano un punto d’arrivo e non di partenza. L’edizione del
venticinquennale non avrà un tema, ma un titolo in forma di
interrogativo: Se guardi meglio cosa vedi?. Solo le
domande possono davvero aggiungere qualcosa nel discorso pubblico.
Provare a rispondere, ciascuno a proprio modo, davanti alla realtà, così
sfuggente e mutevole e spesso angosciosa, significa isolare un
dettaglio che può fare la differenza, portandoci a cambiare prospettiva,
a non fermarci alla prima impressione, a infrangere i pregiudizi e gli
schemi, a individuare uno spazio di possibilità e di fiducia”.
Una nuova governance per rimettere gli editori al centro
Altra novità di questo percorso è l’istituzione di un Comitato di Indirizzo
che coinvolge oltre al presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, alla
presidente di Più libri più liberi Annamaria Malato, al presidente dei
Piccoli editori di AIE Lorenzo Armando e al coordinatore della squadra
curatoriale Paolo Di Paolo direttamente gli editori (Isabella Ferretti,
Carlo Gallucci, Renata Gorgani, Agnese Manni, Santiago Maradei), con un
ruolo centrale nella definizione delle linee strategiche della
manifestazione. Il nuovo organismo nasce con l’obiettivo di garantire
una visione coerente con le trasformazioni del mercato editoriale
contemporaneo e di presidiare gli obiettivi fondanti della fiera: il
sostegno concreto alle case editrici e la loro massima valorizzazione.
La riprogettazione della fiera: cultura, incontro e scoperta
Il
cambiamento interesserà anche l’impianto stesso della manifestazione. È
stata avviata una complessiva riprogettazione della pianta espositiva
per rendere ancora più efficace la presenza degli espositori e
migliorare l’esperienza del pubblico: l’obiettivo è di dare a tutti
quelli che parteciperanno la visibilità che meritano.
Al
piano terra la programmazione culturale entrerà in dialogo diretto con
il percorso dei visitatori grazie all’allestimento di nuovi spazi
dedicati agli eventi tra gli stand espositivi: incontri, conversazioni e
presentazioni si intrecceranno così con la dimensione della scoperta e
dell’acquisto, trasformando la fiera in un luogo ancora più vivo,
partecipato e attraversabile. La finalità ultima è quella di costruire
una Fiera che venga percepita come uno spazio unico, fluido,
un’esperienza immersiva in cui il libro torni al centro come oggetto
culturale, occasione di incontro e motore di relazione.
Nuove modalità di ammissione e ottimizzazione degli spazi
Questi
cambiamenti rendono necessaria una riduzione del numero complessivo
degli stand, che si accompagnerà a un nuovo processo di ammissione degli
espositori, che rispecchi l'evoluzione che ha interessato il mondo
della piccola e media editoria rispetto a 25 anni fa. L'intento è quello
di valorizzare in modo più adeguato i soggetti a carattere
imprenditoriale, che effettuano investimenti, che creano e danno lavoro,
portatori di un progetto editoriale solido e aderente alle finalità
della manifestazione. Sarà la Fiera a farsi carico di queste
valutazioni, nella convinzione che ciò le permetterà di continuare a
rappresentare il meglio dell'editoria indipendente italiana, garantendo
ai visitatori che questo è quello che troveranno nei padiglioni della
Nuvola.
“Più
libri più liberi è una Fiera fatta dagli editori per gli editori,
questo noi non lo dimentichiamo mai – ha sottolineato il presidente di
AIE Innocenzo Cipolletta -. Il Comitato è il modo per
formalizzare questa realtà, fornendo all’organizzazione della Fiera il
contributo dei diretti fruitori. Nuova governance, ridisegno degli
spazi, nuovi curatori, valorizzazione delle migliori proposte culturali
vanno nella direzione di una Più libri più liberi ancora più vicina agli
editori piccoli e medi”.
“Vogliamo
fare una Fiera ancora più bella, ancora più attenta alle esigenze degli
editori, ancor più partecipata e vissuta dai visitatori come un luogo
di appartenenza e di scoperta, in cui riconoscersi e incontrare nuovi
autori e nuovi libri – ha spiegato la presidente Annamaria Malato
-. Più libri più liberi 2026 vuole essere una grande festa, pluralista,
ricca di voci e di possibilità di incontro. Questa nuova stagione si
apre in continuità ideale con le origini di Più libri più liberi, aperta
al grande pubblico e pensata come un’occasione per dare visibilità a
chi non ne ha abbastanza, accompagnandone allo stesso tempo la crescita
professionale. È evidente che non la possiamo costruire da soli: è un
progetto che noi editori vogliamo costruire insieme”.
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Stelline