La
Fiera nazionale della piccola e media editoria Più libri più liberi ha
concluso la valutazione delle domande di partecipazione alla
venticinquesima edizione. Dopo attenta valutazione, sono stati ammessi
circa 300 espositori (l’elenco è disponibile sul sito plpl.it)
in base agli spazi disponibili. A questi si aggiungeranno gli editori
degli stand collettivi regionali. Non è stato possibile accogliere 34
richieste, a fronte di un numero complessivo di domande superiore alla
capienza massima della Fiera.
Oggi sono state inviate sia le lettere di ammissione, sia quelle di non ammissione.
Per
restituire la ricchezza e la varietà della produzione della piccola e
media editoria, di cui Più libri più liberi è vetrina, la valutazione ha
privilegiato i soggetti la cui attività prevalente è quella editoriale.
In questo ambito rientrano gli editori aderenti alle associazioni di
categoria del settore, AIE e ADEI, con priorità per coloro che hanno già
partecipato alle precedenti edizioni della Fiera con un proprio stand.
Non sono state accettate le domande pervenute oltre la scadenza
stabilita.
Le
valutazioni compiute in queste settimane sono state ispirate
esclusivamente dall’obiettivo di costruire al meglio la venticinquesima
edizione di Più libri più liberi, un appuntamento di particolare rilievo
per l’intero settore.
Le
reazioni suscitate nei giorni scorsi dalla dichiarazione con cui la
Fiera ha richiamato i valori antifascisti, nel quadro dei principi
sanciti dalla Costituzione, hanno evidenziato come un messaggio, che
nelle intenzioni degli organizzatori voleva richiamare un patrimonio
comune di valori, sia stato invece interpretato da alcuni come una
posizione diversa da quella che si intendeva esprimere. Questa
circostanza ha rappresentato un’occasione di riflessione sul modo in cui
il messaggio è stato percepito, ma non modifica in alcun modo i
principi ai quali la Fiera continua a ispirarsi e che ne guidano da
sempre l’identità e l’azione.
È stato
fatto, e continuerà a essere fatto, tutto il necessario per tutelare,
malgrado il clima di scontro, questo patrimonio culturale come spazio
aperto al pluralismo delle idee, al confronto, alla libertà editoriale,
favorendo un contesto di reciproco rispetto e unità tra tutti i
partecipanti. Questa situazione evidenzia comunque la necessità di una
riflessione sulle prospettive e sulle fratture emerse: la Fiera se ne
farà promotrice e parte attiva attraverso incontri e dibattiti che
saranno centrali nel programma di questa edizione.
Così la Fiera nazionale della piccola e media editoria.
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Stelline