Un pianeta al buio e un amore spezzato:
"Il Sacro Nucleo di Amtara"
Mito, antropologia e resistenza
nel nuovo romanzo di Valentina Ferranti.
In un futuro in cui il sole si è trasformato in un carnefice e la Terra è ridotta a un deserto radioattivo, l’umanità sopravvive spaccata a metà. Da un lato domina l’élite dei Destinati, protetta dentro impenetrabili piramidi d’acciaio; dall’altro resistono i Ribelli della Linea Bianca, decisi a non piegarsi all’Eternità Oscura. Tra loro si consuma il dramma di Adam e Telesa: compagni nella resistenza, vedono il loro legame spezzato quando il giovane viene catturato e sottoposto a un brutale lavaggio della memoria, rinascendo come Zarmayasi, uno spietato principe riconsacrato al male.
Mentre nella roccaforte di Amtara le sette Donne del Supremo Concilio custodiscono il Sacro Nucleo — l’ultima scintilla divina che tiene in vita il pianeta — la guerra totale diventa inevitabile. Gli amanti di un tempo si ritrovano così schierati su fronti opposti, protagonisti di un duello in cui il sentimento del passato si scontra con il dovere militare, trasformando la loro lotta interiore nella chiave che deciderà le sorti del mondo. In questa epopea, l'autrice Valentina Ferranti declina la sua esperienza di antropologa e studiosa di miti arcaici, dando vita a un universo narrativo denso di ritualità, tensione e indagine sul potere.
In uscita per la casa editrice Burno e disponibile in libreria dal 4 settembre, il libro "Il Sacro Nucleo di Amtara" fonde la speculazione distopica con la struttura dei grandi racconti mitologici. Il risultato è un racconto intenso sui meccanismi della manipolazione e della fede, che pone il lettore di fronte a un interrogativo fondamentale: può la memoria dell'amore e di ciò che siamo stati sopravvivere quando l'oscurità e la fame di potere tentano di cancellare ogni traccia di umanità?




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Stelline