martedì 1 settembre 2026

VENEZIA 83 | SERPENTI: il cast del film alla ricerca del titolo perfetto. Guarda il video

 

SERPENTI…MA “CHIAMIAMOLO FILIPPO”

 

Roberto De Paolis Maino, Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino e i Fratelli D’Innocenzo

alla ricerca del titolo giusto!

 

DAL 10 SETTEMBRE AL CINEMA

 

GUARDA IL TRAILER QUI


 

 

Trovare il titolo giusto per un film non è sempre così semplice. Lo sa bene il cast di Serpenti. Roberto De Paolis Maino, Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino e Damiano e Fabio D’Innocenzo, sono protagonisti di una call in cui idee, proposte e qualche inevitabile perplessità si rincorrono intorno a una domanda: come chiamare il film? C’entra un serpente di nome Filippo, il celebre CHE, ma anche un triangolo, un pizzico di veleno...e in sottofondo una connessione che va, ma non troppo.

 

Un modo ironico per entrare nel mondo di Serpenti e nel tono di una storia che gioca con il paradosso e il grottesco, senza per questo rinunciare a uno sguardo molto preciso sulla realtà.

 

Il film arriverà in anteprima alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Venezia Spotlight, e sarà al cinema dal 10 settembre, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Europictures.

 

Diretto da Roberto De Paolis Maino e scritto da Damiano e Fabio D’Innocenzo e Roberto De Paolis Maino, Serpenti è interpretato da Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino ed è prodotto da Paco Cinematografica e Be Water Film.

 

SINOSSI
Paolo Marra ha ucciso sua moglie, senza un perché. Divorato dal senso di colpa, decide di costituirsi: vuole pagare, scontare la pena, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti, avvocati zelanti, cartomanti e complicati cavilli burocratici, nessuno lo prende sul serio. L'uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi.
Tragicomico e kafkiano, Serpenti affronta il tema della violenza di genere evitando un approccio facile e retorico. Il commissariato diventa una sorta di modellino della società, dove, nell’arco di un’unica giornata, un uomo che ha ucciso sua moglie prova invano a costituirsi. Il suo percorso si sviluppa attraverso una serie di incontri con personaggi che, per ragioni diverse, si dimostrano incapaci di dare il giusto peso alla sua vicenda e alla gravità di ciò che ha commesso, trasformando la sua ricerca di una punizione in un paradosso sempre più grottesco e drammaticamente credibile.
 

  

 

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Stelline