CASA DEL JAZZ
domenica 29 marzo 2015 ore 21 (sala concerti)
“Contaminazioni”
ACRE
Ermanno Baron batteria
Marco Bonini laptop,nastri e theremin
Gino Boschi chitarra
Ospite:Esa Pietilä sax
Ingresso euro 10
Ingresso euro 10
Domenica 29 marzo,la Casa del Jazz,presenta il trio Acre composto da Ermanno Baron,batteria,Marco Bonini,laptop,nastri e theremin e Gino Boschi,chitarra ospite il sassofonista finlandese Esa Pietilä.
Acre presenterà il disco edito recentemente per Megasound,nell'occasione divideranno il palco, nella seconda metà del concerto, con Esa Pietila,eccellente sassofonista finlandese, che col suo Liberty Ship è stato "Album of the year 2013"secondo "The New York City Jazz Record"
Acre è un trio di improvvisazione che lavora su forme, figure e luoghi della musica e dell’ascolto. Il suono del gruppo è costituito da alcune riconoscibili influenze musicali e dal modo in cui queste vengono messe in gioco e lasciate “interferire”: la matrice jazzistica della pratica improvvisativa, l’elaborazione in tempo reale dei suoni sintetici, la ricerca timbrica e gestuale mutuata dalla musica “colta” occidentale. Attraverso queste coordinate di riferimento il “libero gioco” del gruppo resta sempre aperto a nuove modulazioni e configurazioni. Uno degli obiettivi del gruppo è quello di lavorare su una dimensione unitaria del suono che sia in grado di fondere e amalgamare i timbri dei differenti strumenti (laptop, chitarra,batteria) in una nuova sintesi rendendo indistinguibili le loro singole “voci”: la fonte dei suoni resta sempre dubbia e incerta quando si cerca di isolarla dal “gomitolo” dentro cui è intrecciata. “Acre” sfrutta la sindrome improvvisativa per stabilire una propria teologia dei suoni in cui ognuno dei tre strumentisti libera il suo potenziale implicito e cerca convergenze: la bellezza di questo cd sta nella contrapposizione mentale delle immagini create dalle sue componenti musicali. Personalmente ho avvertito un concetto contrario a quello ricercato dal gruppo, poiché sebbene lo scopo dichiarato dai tre musicisti sia quello di fondere i tre principali strumenti utilizzati (batteria, chitarra, laptop), l’ascolto sembra evidenziare un accostamento, non fusorio, perfettamente funzionale all’originalità e al carattere timbrico del progetto. Ognuno dei tre riporta attraverso la musica una “condizione” dell’anima: vitalità (ossia siamo uomini con i nostri desideri e progetti da esaudire), la realtà sentita in virtuale (constatazione di un vissuto in involucro) e la glacialità dell’odierno (le derive psicologiche della società): mentre Baron incarna con le sue evoluzioni la dinamicità proverbiale della vita, un drumming che rispetta la pratica improvvisativa del jazz ma è in totale assenza di regole ritmiche, Boschi contrappone note disparate, dolenti e sognanti, imbrigliate in una visione esterna degli eventi; così le impietose infiltrazioni elettroniche di Bonini sono l’essenza più difficile, la raccolta delle macerie della società. “Tunguska” è sontuosa, compete con le migliori espressioni del jazz improvvisativo nordico, “Il pasto crudo” è techno jazz intellettuale, “..l’assalse il sovvenir” vi manda in orbita, “Nachtraglich” sembra un aggiornamento musicale dell’urlo di Munch, mentre la finale “Delle multe crepe” potrebbe costituire la chiave di volta della musica del gruppo per come l’ho descritta. Un lavoro affascinante, resa ad alti livelli.
Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso 10 euro



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Stelline