Fuoriclassico3
La contemporaneità ambigua dell'antico
Sul corpo
IL TEMA DI QUEST'ANNO SI PRESTA AD ATTRAVERSAMENTI INFINITI, DALLA DANZA CONTEMPORANEA AL TEATRO
TRA LE NOVITA' DI QUESTA STAGIONE ANCHE IL DIALOGO A DISTANZA TRA DUE MOSTRE D'ECCEZIONE: QUELLA, AL MADRE, DEDICATA A ROBERT MAPPLETHORPE E QUELLA DI ANTONIO CANOVA AL MANN IN PRIMAVERA.
LA RASSEGNA È IL RISULTATO DI UNA RICERCA COLLETTIVA SUL SENSO DEI CLASSICI OGGI. SULLA LORO INATTUALITÀ E, INSIEME, SULLA LORO CONTEMPORANEITÀ. I TEMI VENGONO AFFRONTATI DA PROSPETTIVE MOLTEPLICI, METTENDO IN TENSIONE IL MONDO CLASSICO E LA SENSIBILITA' CONTEMPORANEA.
Fuoriclassico 3 è: FULVIO ABBATE, GIANNI BIONDILLO, CORRADO BOLOGNA, ELENA BUCCI, FULVIO CALISE, CRISTINA CATTANEO, FILIPPO CECCARELLI, ANDREA CORTELLESSA, BENEDETTA CRAVERI, ILARIA CUCCHI, MAYLIS DE KERANGAL, MARTINE DENOYELLE, PIETRO DEL SOLDA', NADIA FUSINI, MARIANGELA GUALTIERI, LUIGI MANCONI, MASSIMO OSANNA, ANNA OTTANI CAVINA, GABRIELE PASQUI, MICHELANGELO RUSSO, LUCA SCARLINI, VIRGILIO SIENI, VICTOR STOICHITA, ANDREA VILIANI
Napoli, 13 febbraio 2019 – Pier Paolo Pasolini e Maria Callas che si guardano negli occhi, innamorati di un amore impossibile, sul set di Medea, in uno scatto famoso di Mario Tursi. La Divina indossa il costume della regina barbara del mito. Pasolini è vestito alla moda del 1969: questa, da tre anni, l'immagine-simbolo di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell'antico. Essa esprime, come meglio non si potrebbe, il rapporto di prossimità e distanza tra gli antichi e noi e indica la possibilità di affrontare il mondo classico con rigore e al tempo stesso con ironia. Fuoriclassico significa parlare dei classici sollecitandoli con domande contemporanee. Significa portare i classici fuori da se stessi, esporli al contatto con quello che classico non è. Ovviamente, Fuoriclassico gioca anche sulla parola fuoriclasse, essendo i classici dei veri e propri fuoriclasse, degli autori e delle opere di rango superiore e di lunga durata.
Con la terza stagione di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell'antico, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) dedica il 2019 (da febbraio a dicembre) al tema del corpo. Quattordici incontri, ventinove ospiti tra italiani e stranieri, linguaggi che spaziano dalla poesia al teatro, dalla filosofia alla danza, dalla fotografia alla scienza: ecco il ricco programma di quest'anno.
Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell'antico è una produzione del MANN, in collaborazione con le associazioni culturali A voce alta e Astrea. Sentimenti di giustizia. Fortemente voluto dal direttore del Museo, Paolo Giulierini, Fuoriclassico è curato da Gennaro Carillo. Il coordinamento è di Marinella Pomarici e Andrea Milanese.
Fuoriclassico è un ciclo di incontri concepito proprio in rapporto agli spazi e alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale, care al Roberto Rossellini di Viaggio in Italia. L'idea di fondo è quella di mettere in tensione l'antico con il contemporaneo, facendo dialogare, su un tema comune, mondi al tempo stesso lontani e vicini. Si tratta prima di tutto uno spazio di incontro e scontro fra mondo classico e questioni contemporanee. È poi un laboratorio nel quale sperimentare – ogni anno su un tema diverso – incroci imprevedibili tra linguaggi.
La scelta del corpo come tema della terza edizione risponde all'esigenza di stabilire un legame non effimero tra il programma di Fuoriclassico e il Museo, che di corpi è pieno. Il corpo è anche il «simbolo dei simboli». Altrimenti non si spiegherebbe la profusione di metafore corporee, di corpi politici, giuridici, mistici, celesti, corpi di fabbrica, di reato, d'armata, di ballo. Simbolo dei simboli significa dunque che un corpo non è solo un corpo ma rinvia sempre a qualcos'altro. Non sorprenda allora che il MANN dedichi Fuoriclassico al corpo, essendo un museo abitato da corpi. Nelle «sale sontuose» di questa «inaudita reggia archeologica» (Giorgio Manganelli), i corpi si sprecano, si richiamano, si corrispondono a distanza. I corpi e i loro frammenti: un museo archeologico è a suo modo anche un museo anatomico, fatto di dettagli decontestualizzati, di parti di unità perdute o decifrate a stento. Il nostro sguardo sull'antico presuppone dunque il desiderio dell'intero infranto: questa, nel Simposio di Platone, è una definizione dell'amore. Forse la più umana, perché implica il dolore del taglio e del distacco, la caparbietà e l'incertezza della ricerca, la gioia del ritrovamento e della restituzione.
Il corpo è poi uno dei temi cruciali della contemporaneità: è il medium tra noi e il mondo; è ormai qualcosa che va molto al di là del dato meramente biologico e arriva a includere sia le relazioni con l'ambiente, sia le protesi che ormai, più che servirci, ci costituiscono, formando un tutt'uno col nostro corpo organico. Peraltro, corpo significa eros, seduzione, desiderio, gravità, vita… Di qui la necessità di provare ad affrontare il tema adottando angoli visuali differenti. Ed è sempre il corpo il segreto di una delle triangolazioni più fascinose e sorprendenti del ciclo di quest'anno: quella tra Robert Mapplethorpe e Antonio Canova, tra fotografia ad alto tasso di eros (ma anche di riflessione sulla bellezza e la potenza del corpo) e scultura. Il denominatore comune è costituito proprio dal riferimento all'immaginario classico: sia Mapplethorpe sia Canova sono, ognuno a suo modo, neoclassici, guardando entrambi al corpo classico come a un riferimento fondamentale.
"La sfida è quella di rivolgersi a un pubblico ampio ed eterogeneo senza tuttavia perdere rigore; di dimostrare che la cultura e il bello possono essere fruiti con godimento estremo e che la domanda di temi classici è fortissima, basta saper sollecitare le corde giuste. Anzi, - dichiara Gennaro Carillo che ne cura la direzione artistica - viviamo un tempo nel quale i classici vengono costantemente richiamati, magari anche a sproposito, dal discorso pubblico, a dimostrazione della loro vitalità, di quella che Proust chiamava una novità durevole: i classici sono sempre nuovi, e insieme remotissimi, inattuali, e ogni tempo se ne appropria a suo modo".
Il tema del corpo si presta, poi, ad attraversamenti infiniti. Ecco perché il programma di quest'anno si presenta notevolmente arricchito. C'è la danza contemporanea, per la prima volta. E non poteva essere altrimenti: con Virgilio Sieni, grandissimo della scena contemporanea, che proporrà una lezione-performance concepita proprio in rapporto agli spazi e ai corpi del MANN. Ci sono il rito sonoro, la performance di una poetessa come Mariangela Gualtieri, il teatro, ancora una volta, con l'Antigone da Sofocle di Elena Bucci, interprete sensibilissima e pluripremiata, sostenitrice convinta del progetto (al quale, lo scorso anno, ha contribuito con una memorabile lettura delle Metamorfosi di Ovidio). C'è – ed è anche questa una novità dell'edizione 2019 – un dialogo a distanza tra due mostre eccezionalmente importanti: quella, al MADRE, dedicata a Robert Mapplethorpe (le cui fotografie sono contrappuntate da reperti di arte antica) e quella, attesissima, di Antonio Canova che si inaugurerà al MANN in primavera. Per l'occasione, si è pensato a due incontri: il primo, Scuole di nudo, vedrà la partecipazione di Andrea Viliani, direttore del MADRE (il Museo d'Arte Donna Regina, tempio del contemporaneo che ospita, appunto, Mapplethorpe) e Massimo Osanna, archeologo classico e benemerito direttore del Parco Archeologico di Pompei. Il titolo, che rimanda a un romanzo famoso di Walter Siti, implica che il nudo degli antichi (di cui Pompei e il MANN offrono esempi cospicui) sia comparato a quello dei 'moderni' (rappresentato dall'audacissimo e 'neoclassico' Mapplethorpe). Ancora nel segno del corpo eloquente, dunque seducente, si confronteranno un'archeologa classica come Martine Denoyelle e Luca Scarlini, 'archeologo' del contemporaneo, in un andirivieni vertiginoso tra alto e basso, classico e pop, in piena coerenza con l'ispirazione di Fuoriclassico. Sul corpo raccontato si confronteranno, invece, Maylis de Kerangal, scrittrice francese, e il critico Andrea Cortellessa.
Ai corpi neoclassici, a Canova (e non solo), sarà invece dedicato il dialogo tra Anna Ottani Cavina, autorevolissima storica dell'arte moderna e Benedetta Craveri, francesista e settecentista: dialogo dunque tra immagini fisiche e parole, discorsi, sul tema dell'ennesima rinascenza dei classici nella cultura europea moderna. Uno schema analogo sarà quello dell'incontro inaugurale: immagini e parole sul corpo con Victor Stoichita, storico dell'arte rumeno capace di spaziare dalla pittura medievale a Hitchcock, e Corrado Bologna, il nostro maggior filologo romanzo con sorprendenti competenze anche in materia di arti visive.
Importante, quest'anno, il versante civile di Fuoriclassico. Sulle Antigoni si incentrerà la due giorni che apre il mese di maggio, articolata in due momenti: uno più strettamente connesso al mito classico e alle sue implicazioni contemporanee, con un dialogo tra la voce di Elena Bucci e le foto di Diana Matar (che ripercorre il vuoto – eloquente – dei luoghi in cui si siano consumati episodi di violenza); il secondo con una ripresa, drammaticamente contemporanea, del tema arcaico e classico, epico e tragico, della rivendicazione del corpo fraterno, con Ilaria Cucchi che dialogherà con Pietro del Soldà e Luigi Manconi.
Al corpo tragico (le Antigoni) farà da contrappunto il corpo comico, tra Aristofane e il contemporaneo, con Gennaro Carillo e Fulvio Abbate. Il corpo politico, sia esso esibito o nascosto, alla sua cosmesi ad usum del pubblico, in una corrispondenza a distanza tra il moderno (il classico-moderno Shakespeare) e i tempi che stiamo vivendo, sarà il tema del confronto fra Nadia Fusini, anglista, scrittrice e traduttrice di Shakespeare, e Filippo Ceccarelli, firma tra le più scintillanti del giornalismo politico italiano, autore, tra l'altro, del recente Invano, opera monumentale sulla storia del (costume del) potere in Italia da De Gasperi a questi qua.
Del corpo manomesso, oggetto di terapia, restituzione pietosa o accanimento, parleranno Cristina Cattaneo, anche a margine del suo ultimo libro, Naufraghi senza volto, e Fulvio Calise, chirurgo autorevolissimo con una grande esperienza di trapianti, ma anche autore di teatro.
Da segnalare, poi, un incontro organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell'Università di Napoli Federico II, sui corpi urbani, che vedrà un confronto tra Gianni Biondillo, architetto e giallista, un urbanista, Michelangelo Russo, e il Direttore del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano, Gabriele Pasqui.
Il programma in dettaglio:
giovedì 14 febbraio 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Ut pictura poësis. Sull'immagine del corpo
Victor Stoichita / Corrado Bologna
giovedì 28 febbraio 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Scuole di nudo. Tra Pompei e Mapplethorpe
Andrea Viliani / Massimo Osanna
giovedì 21 marzo 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 18,00 Cattura del soffio. Rito sonoro
di e con Mariangela Gualtieri
con la guida di Cesare Ronconi - una produzione Teatro Valdoca con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena cura di Lorella Barlaam
mercoledì 3 aprile 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30
Corpi eloquenti, corpi seducenti. Immagini dell'eros tra antico e moderno Martine Denoyelle / Luca Scarlini
2-3 maggio 2019 • Il corpo tragico. Le Antigoni
• giovedì 2 maggio 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 18,00 Le Antigoni 1
Elena Bucci, Antigone. Solo
Diana Matar, Places without bodies. Contrappunto fotografico
• venerdì 3 maggio 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Le Antigoni 2
Ilaria Cucchi / Pietro Del Soldà / Luigi Manconi
mercoledì 15 maggio 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Il corpo raccontato
Maylis de Kerangal / Andrea Cortellessa
giovedì 6 giugno 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 18,00 Corpineoclassici. Traparoleeimmagini (intorno a Canova) Benedetta Craveri / Anna Ottani Cavina
mercoledì 16 ottobre 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 18,00 Archeologia del gesto
Lezione-performance di Virgilio Sieni
giovedì 24 ottobre 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 I corpi del re. Da Shakespeare a «questi qua»
Nadia Fusini / Filippo Ceccarelli
mercoledì 6 novembre 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Il corpo manomesso. Tra pietas e hybris
Cristina Cattaneo / Fulvio Calise
mercoledì 20 novembre 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Corpi urbani
Gianni Biondillo / Gabriele Pasqui / Michelangelo Russo
giovedì 5 dicembre 2019 • MANN Sala del Toro Farnese • ore 17,30 Il corpo comico. Atene e Roma viste controvento
Fulvio Abbate / Gennaro Carillo
* Ingresso gratuito fino a esaurimento posti
Corrado Bologna è ordinario di Filologia Romanza alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Studioso raffinatissimo dei classici italiani e della loro fortuna, ha scritto opere fondamentali su Dante e Ariosto. Ha competenze filosofiche ed estetiche altrettanto notevoli: non a caso, tra i suoi libri ce n'è uno dedicato alla voce, Flatus vocis.
Victor Stoichita è ordinario di Storia dell'arte moderna e contemporanea all'Università di Friburgo, in Svizzera. Allievo di Cesare Brandi, accademico dei Lincei, è uno dei più importanti storici (e teorici) dell'arte viventi. I suoi interessi spaziano dalla pittura moderna al cinema di Hitchcock e Antonioni. Tra i suoi libri recenti, tradotti in italiano, Effetto Sherlock.
Andrea Viliani è il direttore del MADRE (Museo d'arte Donna Regina) di Napoli, uno dei templi dell'arte contemporanea in Italia.
Massimo Osanna, ordinario di Archeologia classica all'Università di Napoli Federico II, è il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, rinato a nuova vita sotto la sua guida sapiente.
Robert Mapplethorpe, è stato uno dei più grandi e celebri fotografi del Novecento. Convisse al Chelsea Hotel di NY come amante e poi come amico con Patti Smith, che gli dedicò un magnifico libro di memorie, Just Kids. Seppe cogliere forse come nessun altro lo spirito degli anni '80, con i suoi ritratti di Andy Warhol, Debbie Harry, Amanda Lear. E seppe vanificare spericolatamente i confini tra erotismo e pornografia, diventando il fotografo per eccellenza del mondo gay più consapevole. Muore di AIDS nel 1989, a 49 anni.
Mariangela Gualtieri è tra le maggiori poetesse viventi. Ha fondato con Cesare Ronconi il Teatro Valdoca. È nota al grande pubblico per la sua collaborazione con Jovanotti.
Martine Denoyelle dirige il progetto Images/usages presso l'Institut national d'histoire de l'art di Parigi. È archeologa e iconologa, specialista di ceramiche antiche.
Luca Scarlini è tra le figure più singolari del panorama culturale italiano. Storico dell'arte, storico del costume, iconologo, drammaturgo, romanziere, autore radiofonico, ha al suo attivo libri originalissimi, come Il sesso al potere dall'Unità a oggi, il romanzo L'ultima regina di Firenze. Ha una straordinaria capacità di coniugare l'alto e il basso, il pop e il camp, e di attivare connessioni imprevedibili e spiazzanti, col supporto di una memoria prodigiosa.
Maylis de Kerangal è tra le maggiori scrittrici francesi. Il corpo è uno dei suoi temi più ricorrenti. Dal suo romanzo Riparare i viventi, dedicato a un trapianto di cuore (dunque una storia di morte e resurrezione), Katell Quillévéré ha tratto nel 2016 il film omonimo interpretato da Emmanuelle Seigner. Della bellezza del corpo adolescente parla il suo primo romanzo, Corniche Kennedy, che diventa un film per la regia di Dominique Cabrera. Bello anche un suo libretto, molto appassionato, dal titolo Lampedusa, nel quale mette in relazione Lampedusa come isola e Lampedusa nel senso di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Andrea Cortellessa, ordinario di Letteratura italiana a Roma 3, è il critico letterario italiano più famoso.
Elena Bucci, attrice di Leo de Berardinis, è una delle interpreti più sensibili, e premiate, della scena teatrale italiana. Ha fondato la compagnia Le belle bandiere. È alla sua seconda presenza a Fuoriclassico.
Diana Matar è una fotografa americana, moglie di Hisham Matar (premio Pulitzer). Presenterà al MANN il suo lavoro sui luoghi che sono stati teatro di atti di violenza politica. Il dialogo tra la voce di Elena Bucci e le immagini di Diana farà da introduzione al tema mitico di Antigone, che sarà approfondito da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e, a nostro avviso, personificazione reale di quell'amore fraterno 'assoluto' che trova nella giovanissima eroina sofoclea il suo modello più alto.
Pietro Del Soldà, di formazione filosofo, conduce su Radio 3 Tutta la città ne parla. Ha pubblicato per Marsilio un libro molto fortunato su Platone, Non solo di cose d'amore.
Luigi Manconi è stato a lungo parlamentare. Fondò con Massimo Cacciari e Rossana Rossanda la rivista Antigone, coraggioso tentativo di contrapporre alla legislazione dell'emergenza (negli anni di piombo) una rivendicazione forte dei princìpi dello stato di diritto e del garantismo penale. Non a caso è stato tra i politici italiani più attivi sul fronte dei diritti dei detenuti e nel sostegno alle famiglie di vittime innocenti di una violenza 'di Stato', come Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi.
Benedetta Craveri, accademica dei Lincei, è tra le più importanti francesiste europee. Alla Francia di Antico Regime, fino all'alba della Rivoluzione, ha dedicato libri fascinosi e documentatissimi, come Madame du Deffand e il suo mondo, La civiltà della conversazione, Amanti e regine, Gli ultimi libertini. È tra le firme più prestigiose delle pagine culturali di "Repubblica".
Anna Ottani Cavina, insegna alla Johns Hopkins SAIS Europe. Ha fondato e diretto la Fondazione Federico Zeri. È la nostra storica dell'arte moderna più famosa. Tra i suoi ultimi lavori figura un libro meraviglioso, pubblicato da Adelphi, Terre senz'ombra, dedicato al paesaggio italiano nello specchio della grande pittura europea. Il governo francese le ha conferito la Légion d'honneur nel 2001 e il titolo di Officier des Arts et des Lettres nel 2011.
Virgilio Sieni si forma in discipline artistiche e architettura dedicandosi parallelamente a ricerche sui linguaggi del corpo e della danza. Nel 1983, dopo quattro anni di studio sul senso dell'improvvisazione nei linguaggi contemporanei della danza tra Amsterdam, Tokyo e New York, fonda la compagnia Parco Butterfly e nel 1992 la Compagnia Virgilio Sieni, affermandosi come uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale.
Dal 2003 dirige Cango Cantieri Goldonetta Firenze, il Centro Nazionale di produzione per la danza nato per sviluppare ospitalità, residenze, spettacoli e progetti di trasmissione fondati sulla natura dei territori.
Nel 2007 fonda l'Accademia sull'arte del gesto, contesto innovativo di formazione rivolto a professionisti e cittadini sull'idea di comunità del gesto e sensibilità dei luoghi.
Dal 2013 al 2016 è direttore della Biennale di Venezia-Settore Danza. Nel 2013 è nominato Chevalier de l'ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.
Lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d'arte e musei internazionali, realizzando progetti sulla geografia della città e dei territori che coinvolgono intere comunità sui temi dell'individuo e della moltitudine poetica, politica, archeologica.
Cristina Cattaneo è ordinario di Medicina legale all'Università Statale di Milano, dove dirige il LABANOF, laboratorio di antropologia e odontoiatria forense. Si è occupata di casi tra i più drammatici della cronaca recente: da Stefano Cucchi a Yara Gambirasio ed Elisa Claps. Straordinario, anche sul piano etico-civile, il suo lavoro di identificazione dei migranti morti nel Mediterraneo. Ha scritto molti libri, l'ultimo dei quali, per Raffaello Cortina, è Naufraghi senza volto.
Fulvio Calise, a lungo primario di Chirurgia epato-biliare all'Ospedale Cardarelli di Napoli, è tra i massimi esperti di trapianti di fegato ma anche drammaturgo.
Michelangelo Russo è il Direttore del Dipartimento di Architettura (DIARC) dell'Università di Napoli Federico II, dove insegna come ordinario Urbanistica. È presidente nazionale della SIU, la Società degli Urbanisti italiani.
Gabriele Pasqui è ordinario di Politiche urbane e Analisi della città al Politecnico di Milano, dove dirige il Dipartimento di Architettura.
Gianni Biondillo, architetto, è un romanziere e saggista italiano. Come giallista, è famoso per la sua serie dell'ispettore Ferraro, pubblicata da Guanda. Memorabili le sue descrizioni del quartiere di Quarto Oggiaro. Il suo ultimo romanzo è Il sapore del sangue.
Nadia Fusini, anglista, saggista e scrittrice, è la più famosa studiosa italiana di Shakespeare e Virginia Woolf. Tra i suoi ultimi lavori, la traduzione delle Allegre madame di Windsor. È anche lei una delle firme più prestigiose della Cultura di "Repubblica".
Filippo Ceccarelli è una leggenda del giornalismo politico italiano. Ha donato il suo immenso archivio alla Biblioteca del Senato. Colonna di "Repubblica", ha scritto molti libri sulla vicenda politica italiana e sui suoi protagonisti. L'ultima sua fatica è il monumentale Invano. Il potere in Italia da De Gasperi a questi qua, edito da Feltrinelli.
Fulvio Abbate è un romanziere, saggista e polemista italiano. Palermitano di nascita, vive da decenni a Roma, alla quale ha dedicato un libro memorabile, Roma vista controvento, pubblicato da Bompiani, un'enciclopedia strampalata, le cui voci spaziano da Pasolini a Ornella Muti, da Renato Zero a Bombolo, passando per Mario Schifano e Luigi Ontani. Si è inventato il canale You Tube Tele Durruti.
Gennaro Carillo è ordinario di Storia del pensiero politico nell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, disciplina che insegna anche nel Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Napoli Federico II. Ha insegnato alla Scuola Superiore della Magistratura di Scandicci e presso la formazione decentrata del CSM. Ha tenuto per un anno e mezzo un laboratorio di filosofia nel Carcere di Alta Sicurezza di Secondigliano, conclusosi con uno spettacolo dal titolo Socrate dentro. È il curatore di Fuoriclassico. Ha scritto sui tragici e i comici greci, su Platone, Vico, Balzac, Simone Weil. Lavora ossessivamente sul tema mitico di Atteone. Si è molto interessato ai rapporti tra politica e immagine cinematografica, curando seminari con Aleksandr Sokurov, Manoel de Oliveira, Frederick Wiseman. È stato editorialista del "Mattino".
una produzione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli
in collaborazione con le associazioni culturali A Voce Alta e Astrea-Sentimenti di giustizia
Idea, progetto e testi: Gennaro Carillo
Organizzazione generale: Marinella Pomarici
Coordinamento: Andrea Milanese
Segreteria organizzativa MANN: Ruggiero Ferrajoli



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