Linea di Confine
per la Fotografia Contemporanea
presenta
JOBS
Forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale
Mostra e Giornata di studio
L'Ospitale, via Fontana 2
Rubiera (RE)
Mostra:
Inaugurazione: sabato 16 novembre alle ore 13, alla presenza delle autorità e degli autori.
Periodo mostra: 17 novembre - 22 dicembre 2019
Ingresso libero
Giornata di studio:
Sabato 16 novembre dalle ore 10 alle ore 13 e dalla ore 15 alle ore 19. Partecipazione a iscrizione gratuita entro il 15 novembre: info@lineadiconfine.org
Negli anni Novanta, con i primi effetti dei processi della globalizzazione sull'economia italiana, il tema della deindustrializzazione entra all'attenzione dei media e del dibattito sulla città industriale condotto da architetti, urbanisti e sociologi del lavoro. Tuttavia, le tematiche inerenti al lavoro sono rimaste per lungo tempo sullo sfondo di una generale trasformazione dell'economia e della società, al punto che i media, la letteratura, il cinema e la fotografia se ne sono occupati solo marginalmente, come uno dei tanti effetti prodotti su larga scala dalla globalizzazione.
A seguito delle recenti crisi economiche, il tema della disoccupazione e della trasformazione del lavoro, anche in relazione alla rivoluzione digitale, ha avuto ripercussioni a livello politico e sociale, con un'improvvisa accelerazione nell'ultimo decennio. Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all'automazione, il lavoro sembra diventato invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest'ultimo, una vera e propria "fabbrica a cielo aperto". La fotografia contemporanea si è preoccupata in questi decenni di sottolineare l'aspetto immateriale del lavoro e la dimensione astratta dei processi produttivi e delle nuove tecnologie ma forse manca una visione più approfondita e puntuale sulle nuove forme del lavoro e degli spazi della produzione.
Il progetto di ricerca di Linea di Confine, si propone pertanto di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro in questi ultimo decenni, attraverso una mostra, una giornata di studio aperta al pubblico e un concorso fotografico under 35. Le tre iniziative sono fra loro correlate e si propongono al pubblico e ai partecipanti ai lavori della giornata di studio, come un laboratorio aperto alla discussione e al confronto sul tema del lavoro nell'epoca della quarta rivoluzione industriale, i cui esiti potranno essere utili nella preparazione di future indagini sul territorio.
La mostra collettiva inaugurerà sabato 16 novembre 2019 alle ore 13 all'Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia), con opere prodotte recentemente sul tema da autori e collettivi come Michele Borzoni di TerraProject, con la serie Workforce, dove la "forza lavoro" è analizzata in vari contesti lavorativi, dall'Icommerce, ai call center, all'impegno di mano d'opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017), Allegra Martin con la serie I luoghi e i lavori 4.0 (2017), un progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna, Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video The Harvest, (2017) realizzato nelle campagne dell'Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d'opera indiana a basso costo, di William Guerrieri con la serie Bodies of Work (2018), un'indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia, di Andrea Simi con la serie Poimec, realizzata su una piccola azienda situta nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera prevalentemente sui mercati internazionali (2019).
Oltre a queste opere saranno esposte fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine, come la serie Ferrari's Factory di Olivo Barberi realizzata nel 2003 e la serie Seccoumidofuoco di Paola De Pietri, realizzata nel 2013 nel distretto della ceramica di Fiorano Modenese, alcune fotografie degli anni Novanta in dialogo fra loro, sia per i contenuti che per gli aspetti formali, di Stephen Shore (dalla serie Luzzara, 1993) e Guido Guidi (dalla serie Lestans, 1998, da collezione privata), che ritraggono operai al lavoro su macchine utensili.
Infine, nel contesto della mostra saranno esposti gli esiti del concorso fotografico Under 35, (maggiori informazioni al sito www.lineadiconfine.org) che prevede l'esposizione delle ricerche di almeno 10 giovani autori sui temi della manifestazione.
Sempre sabato 16 novembre 2019, si terrà contestualmente alla inaugurazione delle mostre, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19 una Giornata di studio, con i saluti di Laura Moro (IBC Regione Emilia-Romagna) e con la partecipazione del sociologo Aldo Bonomi, dell'urbanista Stefano Munarin, dello scrittore Gianfranco Bettin, dell'architetto Claudio De Gennaro, lo storico della fotografia Antonello Frongia, dei fotografi Jorge Ribalta (Spagna), Olivo Barbieri, Michele Borzoni, William Guerrieri, Andrea Pertoldeo, Andrea Simi e del regista Andrea Paco Mariani.
Apertura mostra e bookshop
17 novembre - 22 dicembre 2019
Sabato, domenica e festivi 10-13 / 16- 19
Altri giorni su appuntamento
Ingresso libero
Linea di Confine
per la Fotografia Contemporanea
Associazione culturale
L'Ospitale, Rubiera, RE
Via Fontana 2 42048 Rubiera RE
Biografie
Olivo Barbieri nasce Carpi (MO) nel 1954 e inizia ad esporre nel 1978. La sua ricerca si concentra inizialmente sull'illuminazione artificiale nella città europea e orientale. Dal 1989 viaggia abitualmente in Oriente, soprattutto in Cina e nel 1996, il Museum Folkwang di Essen, gli dedica un'importante retrospettiva. Ha realizzato le serie: site specific_ fotografie e film (2003–2013), che coinvolge più di 40 città nel mondo, Parks (2006–2015), Real Words (2008–2013), Images (1978–2007), Virtual Truths (1996–2002), Artificial Illuminations (1980–2014). Ha esposto nei più importanti musei, istituzioni e festival internazionali tra i quali, MoMA San Francisco, Sundance Film Festival, Centre Pompidou, Tate Modern, Walker Art Centre Minneapolis, Jeu de Paume. Nel 1993, 1995, 1997, 2011 e 2013 partecipa alla Biennale di Venezia, nel 2003 partecipa alla Triennale di fotografia e video all'ICP di New York e nel 2006 alla II Biennale di Siviglia. Nel 2015 il MAXXI di Roma presenta la retrospettiva, Immagini 1978-2014. Due film della serie site specific_fanno parte della collezione del MoMA New York. Sull'opera dell'artista sono state pubblicate più di 50 monografie e cataloghi.
Aldo Bonomi nasce nel 1950 a Sondrio. Conseguita la laurea in Sociologia, nel 1984 ha fondato l'istituto di ricerca Consorzio A.A.S.TER. di cui è direttore. Mantenendo al centro del suo interesse le dinamiche sociali, antropologiche ed economiche dello sviluppo territoriale, è stato consulente della Presidenza del CNEL e ha scritto per il Corriere della sera (1997-2004). Dal 2005 cura la rubrica "Microcosmi" per Il Sole 24 ore e dirige la rivista Communitas. Tra le sue numerose pubblicazioni, Il trionfo della moltitudine, (Boringhieri, 1996), La comunità maledetta. Viaggo nella coscienza di luogo, (Edizioni comunità, 2002), ll rancore. Alle radici del malesse nel Nord (Feltrinelli, 2008), Sotto la pelle dello stato. Rancore, cura, operosità (Feltrinelli, 2010), La società circolare (con altri autori, Comunità concrete, 2016).
Gianfranco Bettin nasce nel 1955 a Marghera, Venezia. Narratore, saggista e ricercatore, ha pubblicato vari romanzi fra i quali Qualcosa che brucia (Garzanti, 1989), Sarayevo Maybe (Feltrinelli, 1994) e più recentememnte Craking (Mondadori, 2019). Tra i saggi, Dove volano i leoni. Fine secolo a Venezia (Garzanti, 1991), Petrolkiller (con MaurizioDianese, Feltrinelli, 209). Con Marco Paolini ha scritto lo spettacolo teatrale Le avventure di Numero Primo e l'ononimo romanzo (Einaudi, 2017).
Michele Borzoni nasce nel 1979 a Firenze. Si laurea nel 2006 all'ICP in New York. Il suo lavoro "Srebrenica, struggle for justice", riceve nel 2007 il First Prize Yann Geffroy Award 2007 e nel 2009 riceve il Tierney Fellowship. E' uno dei fondatori del collettivo TerraProject per il quale lavora dal 2006. Nel 2010 ha ricevuto il Primo Premio nella categoria People in News Singles del World Press Photo Award e nel 2012 è selezionato da Photo District News come uno dei "30 fotografi emergenti".
Dal 2006 lavora per riviste italiane e internazionali come Time, International Herald Tribune, Newsweek, M Magazine, Marie Clair France, Internazionale, L'Espresso e altre. Ha recentemente pubblicato Workforce, l'Ariete Edizioni, 2019
Claudio De Gennaro nasce nel 1952 a Brindisi. Architetto laureato a Venezia nel 1976, libero professionista con studio dal 1983 a Modena. Lo studio svolge prevalentemente progettazione nel campo dell'architettura civile e dell'urbanistica, oltre che interventi di restauro e ristrutturazione di edifici storici, abitazioni private, terziario e commerciale, design di interni e di arredi. Presidente dell'Associazione Ingegneri e Architetti (ANIAI) di Modena (1996-2002) ha progettato e realizzato numerosi edifici residenziali commerciali e Industriali, fra i quali il Centro prova motori e il complesso di uffici e ricerche Box–Lab, con container usati (esempio di economia circolare) di HPE-COXA, Modena.
Antonello Frongia nasce nel 1966 e vive a Napoli. E' ricercatore in Storia dell'arte contemporanea e docente dei corsi di Storia della fotografia e di Modelli e linguaggi della fotografia contemporanea all'Università Roma Tre. È membro del Consiglio direttivo della Società Italiana per lo Studio della Fotografia (SISF) e della redazione di RSF. Rivista di studi di fotografia. Ha pubblicato saggi e curato cataloghi fra i quali (con M. Venturi), Guido Guidi. In Between Cities. Un itinerario attraverso l'Europa 1993/1996 (Electa, 2004), Lewis Baltz. 89-91 Sites of Technology (Steidl, 2007), Stephen Shore. Mose: A Preliminary Report, (Linea di Confine, 2011), (con W. Guerrieri) Red Desert Now! L'eredità di Antonioni nella fotografia italiana contemporanea (Linea di Confine, 2017), Fine della città. Occhio quadrato di Alberto Lattuada (Scalpendi, 2018). È membro del Comitato scientifico di Linea di Confine, Rubiera e del Mufoco di Cinisello Balsamo.
William Guerrieri nasce nel 1952 a Rubiera (RE) e vive a Modena. Fotografo, curatore e coordinatore di Linea di Confine per il quale ha curato mostre e pubblicazioni fra le quali Via Emilia. Fotografie, luoghi e non luoghi 1 e 2, (Linea di Confine, Rubiera, 1999-2000), (con M.R. Nappi e G. Guidi) Luoghi come paesaggi. Fotografia e committenza pubblica in Europa negli anni Novanta (Galleria degli Uffizi, Firenze, 2000). Ha inoltre curato la serie d'indagini Linea veloce Bologna-Milano (L'Ospitale, 2003-2010), (con S. Munarin), Welfare Space Emilia (Linea di Confine, 2013) e (con A. Frongia) Red Desert Now! L'eredità di Antonioni nella fotografia italiana contemporanea (Linea di Confine, 2017). Ha tenuto mostre personali, pubblicato saggi e diverse monografie fra le quali Il Villaggio (2009), The Dairy. Images for Italian Countryside (2015), New Lands (2017), Bodies of work (2018).
Andrea Paco Mariani classe 1983, si laurea in "Culture e diritti Umani" all'Università di Bologna. Inizia il percorso da videomaker nel 2008 durante un periodo di studio e ricerca a Sarajevo. L'anno successivo fonda a Bologna SMK Videofactory, un network di artisti e professionisti del settore video. Ha realizzato Tomorrow's Land (2011), Una Follia Effimera (2012), Green Lies (2014), Vite al Centro (2014) e The Harvest (2017).
Stefano Munarin è Professore di Urbanistica all'Università Iuav di Venezia, dove insegna e coordina il laboratorio di ricerca "Re-Lab", occupandosi in particolare del ruolo delle politiche di welfare state nella costruzione della città contemporanea, della rigenerazione della città esistente e della mobilità attiva come strumento di valorizzazione del paesaggio. Ha partecipato a ricerche di carattere nazionale ed europeo ed ha lavorato alla redazione di piani e progetti urbanistici.
Attualmente fa parte della giunta della Siu (Società Italiana degli Urbanisti). Oltre a vari saggi ha scritto, Tracce di città (Angeli, 2001), Gli spazi del welfare (Quodlibet, 2011), Welfare Space (List, 2014) e curato i volumi Italia 1945-2045. Urbanistica prima e dopo (Donzelli, 2016), Re-Cycle Veneto (Aracne 2015), Un manifesto per il Veneto (Mimesis, 2016), Re-Cycle Italy. Atlante (LetteraVentidue, 2017). E' membro del Comitato scientifico di Linea di Confine, Rubiera.
Allegra Martin nasce a Vittorio Veneto nel 1980 e vive a Milano. Si laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia. Il suo lavoro è stato esposto in Italia presso la Triennale, il Maxxi, il Macro-Museo di Arte Contemporanea di Roma, la Biennale di Architettura di Venezia, la Fondazione Forma per la Fotografia, Viasaterna Arte Contemporanea, Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea, la Fondazione Francesco Fabbri e la Fondazione Bevilacqua La Masa. All'estero ha esposto presso il Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur di Colonia, la Galerie f5.6 di Monaco, l'Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen, l'istituto Internazionale di Architettura i2A di Lugano.
Jorge Ribalta nasce nel 1963 a Barcellona (Spagna), dove vive.. E' artista, ricercatore e curatore indipendente. Ha curato mostre per il Museo Renia Sofia di Madrid e il MACBA di Barcellona. Ha esposto alla Zabriskie (New York e Parigi), alla Casa sin Fin (Madrid) e alla Galleria Angels (Barcelona). Tra le sue mostre, Monument Machine, nel 2015 e nel 2016 al Museo Guerrero (Granada) e al WKV (Stuttgart), Renaissance. Scènes de la reconversion industrielle dans le bassin minier du Nord-Pas-de-Calais, nel 2016 al Centre Régional de la Photographie Nord-Pas-de-Calais, Flamenco (and other) Sketches, nel 2017 all'Ospitale di Rubiera (RE). Fra le mostre collettive New Photography 10 (MOMA, New York, 1994), Fragments (MACBA, Barcelona, 1996), Sets and Situations (MOMA, New York, 2000), Playgrounds (Museo Reina Sofia, Madrid, 2014) e The Beast and is the Sovereign (MACBA, Barcellona e WKV, Stuttgart, 2015).
Andrea Simi nasce nel 1973 a Siena e vive a Bologna. Nel 2002 inizia l'attività di fotografo a Roma lavorando per agenzie pubblicitarie, editoria, gallerie e istituzioni d'arte. Da alcuni anni è impegnato in un progetto di rilettura degli archivi attraverso la fotografia ("ReVisioni", co-curato con Silvia Vercelli). Ha curato varie pubblicazioni, fra le altre Guido Guidi, Le Corbusier_5 architetture, Galleria 1/9unosunove, (Kehrer Verlag, 2018) e Guido Guidi, Per Strada, (Mack, 2018). Come fotografo ha recentemente pubblicato Poimec, (Linea di Confine, 2019).



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