Su Credere, intervista di copertina a Carlo Verdone: «Sono un po' arrabbiato con il Signore, ma grazie a mia mamma non ho mai perso la fede, la speranza e la fiducia».
Gli insegnamenti della madre Rossana, il successo, la fede, l'incontro con Papa Francesco: in uscita con il suo "Vita da Carlo", l'attore si confida su Credere domani in edicola, e invita i giovani a «trasformarsi in sacerdoti del bello». Su papa Leone dice: «Lo devo ancora capire, aspetto il messaggio che ti rimane dentro» e racconta quando, dopo un funerale, il prete gli chiese un selfie.
Con l'arrivo dell'ultima stagione della sua serie autobiografica, Carlo Verdone si racconta al settimanale Credere, da domani in edicola, con un'intervista che ha tutto un sapore, non di bilancio, ma di tenera confidenza, per mostrare al pubblico un lato di sé ancora non conosciuto.
Tra i principali passaggi, emerge l'incontro con papa Francesco, volutamente non inserito nella serie: «L'ho omesso per rispetto. Non mi sembrava bello declinare in commedia un incontro così bello».
E rivela la dedica scritta al papa sulla copia zero del libro La carezza della memoria: «Mi ero messo al tavolo e per un'ora non ho trovato le parole. Poi gli scrissi "Un viaggio nelle mie stanze del tempo. Con grande ammirazione e devozione, suo Carlo Verdone"».
Da qui il suo rapporto con il silenzio e la sua fede "arrabbiata": «Avevo chiesto che si salvasse l'operaio travolto dalla Torre dei Conti e invece è morto. Lo so, può sembrare ingenuo ma ora mi passerà. La fede va e viene, ma l'esempio di mia madre mi tiene in piedi. Lei – continua l'attore – era una cattolica giusta, ci credeva davvero e il suo esempio ha fatto sì che io non perda mai la fiducia, la fede e la speranza». E sulla sua partecipazione a Messa rivela: «Nessuno lo sa, ma spesso mi rifugio in piccole chiese fuori orario, seduto in ultima fila. È l'unico modo per ascoltarmi davvero».
Poi il passaggio sui giovani, cui è dedicata la stagione della serie tv: «Li invito a diventare "sacerdoti del bello", che non vuol dire diventare per forza artisti, ma cercare di guardare oltre l'oscurità di questi tempi. Curando ciò che più si ama».
Su papa Leone, ammette: «Devo ancora capirlo. Secondo me manca ancora un discorso importante. Finora sta dicendo cosa giuste ed è un'ottima guida, ma aspetto ancora il discorso che ti rimane dentro.
Infine, racconta un fatto inedito che gli è capitato, a proposito degli effetti della sua popolarità: «Di recente sono stato a un funerale, dove ho detto due parole sul caro defunto. A cerimonia finita, il sacerdote mi ha portato in sacrestia solo per chiedermi una foto: "Signor Verdone, scusi, ma io un selfie con lei lo devo avere. Poi sono arrivati anche il concelebrante e i chierichetti!»



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Stelline