"GRAND CIEL" DI AKIHIRO HATA
CON DAMIEN BONNARD
UN MYSTERY THRILLER IN SALA DAL 5 MARZO 2026
DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT
CON IL SUPPORTO DELLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE ARCI ROMA E AGCI CALABRIA
Presentato in concorso nella sezione Orizzonti all'ultima Mostra del Cinema Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussemburgo), di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse), con Damien Bonnard – già visto nel ruolo principale di Les Misérables, candidato al Premio Oscar come Miglior Film Internazionale – arriva nelle sale il 5 marzo, distribuito da No.Mad Entertainment. Prodotto da Good Fortune Films e Les Films Fauves, Grand Ciel è sceneggiato dallo stesso regista con Jérémie Dubois. Nel cast, oltre a Bonnard, Samir Guesmi (Ibrahim, L'effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me) e Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina).
A supportare la distribuzione, il mondo associativo con ARCI Roma - Associazione ricreativa e culturale italiana e AGCI Calabria - Associazione Generale Cooperative Italiane, che da sempre sottolineano e denunciano la disumanizzazione e l'indifferenza delle morti sul lavoro, argomento cruciale proprio del film.
Akihiro Hata, ispirandosi a un fatto realmente accaduto in Francia pochi anni fa, con Grand Ciel esplora il tema della sicurezza dei lavoratori, mettendo in luce come, in una società socialmente e tecnologicamente avanzata come la nostra, la vita umana venga messa troppo spesso in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici. Attraverso la storia di Vincent (Damien Bonnard) un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico e dei suoi colleghi, il film denuncia l'indifferenza degli imprenditori e delle istituzioni rispetto alle condizioni spesso disumane (turni notturni massacranti, protocolli di sicurezza non adeguati,...) della classe operaia e ai rischi che il silenzio e l'omertà creano. Nel film, quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i propri superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma presto scompare un altro operaio…
Nel 2025, in Italia, le vittime sul lavoro sono state 1093, più di tre al giorno. A fotografare l'emergenza è l'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che registra anche un aumento delle denunce di infortunio. A questo drammatico bilancio si aggiungono le vittime del lavoro irregolare - gli operai e i lavoratori (spesso stranieri) senza contratto - veri e propri "schiavi del terzo millennio" che muoiono ogni giorno nel silenzio e nell'indifferenza.
In un paese che si vuole evoluto questo non è accettabile.
"L'ispirazione per il film – racconta il regista Akihiro Hata - nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più importante di Francia) Mamadou Traoré, morto come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare traccia.
Questa idea è diventata un'allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l'alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l'invisibilità dei lavoratori più precari.
Per me il cinema ha il potere di rendere visibile l'invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e l'orrore del mondo di oggi".



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Stelline