Mercoledì 6 febbraio 2019, ore 20.30
UNO "SPARTACO ELETTRICO"… CHE GUARDA AL 2020
Al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, la proiezione dell'intramontabile Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia, un classico del cinema delle origini, con musiche composte ed eseguite dal vivo da Zeno Gabaglio (violoncello ed elettronica) e Kety Fusco (arpa e arpa elettrica)
Una rilettura contemporanea di un eroe senza tempo, celebrato da Vincenzo Vela in una delle sue opere più famose, per avvicinarsi al Bicentenario della nascita dello scultore che ricorrerà nel 2020
Un evento in collaborazione con Musica nel Mendrisiotto, Cineclub del Mendrisiotto e Filmstudio 90 – Varese. Introduce la storica del cinema Mariann Lewinsky Sträuli
Il 3 maggio 2020 ricorre il Bicentenario della nascita di Vincenzo Vela e in vista di questa importante celebrazione il Museo propone diversi appuntamenti di avvicinamento. Primo tra questi, e non si poteva iniziare meglio, l'omaggio a "Spartaco" (1847-49), certamente una delle opere più famose dell'artista, simbolo per lui della lotta di liberazione dei patrioti lombardi sottomessi al giogo austriaco. L'eroico schiavo che guida la rivolta è uno dei personaggi storici che ha affascinato artisti e rivoluzionari di tutte le epoche e che è stato oggetto, ancora recentemente, di numerosi romanzi, saggi e trattati storici e filosofici.
Ai primi del Novecento, quello dei «forzuti», del resto, era un vero e proprio genere cinematografico, con costumi sfarzosi, scene di massa, leoni e belve feroci, corse di bighe e combattimenti di schiavi. E Spartaco è sempre stato uno dei valorosi più applauditi. I cinefili ricorderanno inoltre lo Spartacus di Stanley Kubrick del 1960, tratto dal romanzo di Howard Fast, sceneggiato da Dalton Trumbo, con la parte principale affidata a Kirk Douglas.
Per ricordare dunque questa importante figura il cui valore è ancora oggi associato al mito del gladiatore ribelle, il Museo propone, mercoledì 6 febbraio alle 20.30, il film Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia, realizzato nel 1913, con la regia di Giovanni Enrico Vidali, in collaborazione con Musica nel Mendrisiotto, Cineclub del Mendrisiotto, Filmstudio 90 – Varese.
Restaurato dalla Cineteca di Bologna, Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia viene riproposto con musiche composte ed eseguite dal vivo da Zeno Gabaglio (violoncello ed elettronica) e dalla giovane arpista Kety Fusco (arpa e arpa elettrica). I due musicisti hanno dunque creato una partitura originale e insolita, che combina sonorità elettro-acustiche, per ri-leggere l'eroe di ogni tempo in chiave contemporanea.
Il film verrà introdotto e commentato da Mariann Lewinsky Sträuli, storica del cinema, ricercatrice, collaboratrice del festival "Il Cinema Ritrovato" di Bologna, esperta della cinematografia delle origini.
Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia è un precursore del genere dei «forzuti», che portò film italiani come Quo vadis?, Gli ultimi giorni di Pompei, Cajus Julius Caesar e Cabiria a trionfare sul mercato mondiale del cinema. È interessante sottolineare che, nella storiografia del cinema delle origini, Spartaco uscì un anno prima del celebre Cabiria, campione d'incassi di quegli anni, che aveva come protagonista Maciste, uomo forte per antonomasia. Infatti, Spartaco anticipa una delle scene più famose del successivo Maciste (1915), quella in cui l'eroe piega il ferro a mani nude per liberare una fanciulla prigioniera. La critica dell'epoca elogiò l'attore protagonista, Mario Guaita Ausonia (1881-1956) per «la bellezza plastica della sua figura, la prestanza e insieme l'agilità e la vigoria del suo corpo perfetto, lo sguardo vivo e penetrante, la sua scena scevra di qualsiasi appunto».
Il suo virile petto nudo piacque al produttore americano tanto che Ausonia interpretò un secondo film epico, Salammbo.
Un'esperienza intensa, quella proposta mercoledì 6 febbraio al Museo, in cui mentre vedremo scorrere le immagini della plasticità potente del corpo dell'attore Mario Guaita Ausonia, in sala ci sarà, con altrettanta energia fisica ed emozionale, forte della sua figura più grande del naturale e lo sguardo minaccioso, lo Spartaco di Vincenzo Vela, manifesto della scuola di scultura dell'Ottocento, che ci fa anch'egli immaginare la storia del mito.
Informazioni
S-velati e ritrovati
Mercoledì 6 febbraio 2019, ore 20.30 –
Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia (Italia, 1913, regia Giovanni Enrico Vidali, 90', Fondazione Cineteca Bologna). Didascalie: portoghesi.
Soggetto: dal romanzo Spartaco di Raffaello Giovagnoli. Sceneggiatura: Renzo Chiosso. Scenografia: Domenico Gaido. Interpreti: Mario Guaita Ausonia (Spartaco), Maria Gandini (Narona).
Produzione: Pasquali DCP.
Restauro realizzato nel 2013 presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata
Musiche composte ed eseguite dal vivo da Zeno Gabaglio, violoncello ed elettronica, Kety Fusco, arpa e arpa elettrica.
In collaborazione con Musica nel Mendrisiotto, Cineclub del Mendrisiotto, Filmstudio 90 – Varese
Entrata: CHF 12 .- /ridotti 10.- (studenti, AVS/AI, soci Musica nel Mendrisiotto e Cineclub Mendrisiotto, Filmstudio90)
Breve biografia dei musicisti
Dopo la sua formazione di violoncellista, il master in improvvisazione libera e il bachelor in filosofia (Lugano, Basilea e Firenze), Zeno Gabaglio si è dedicato alla musica in tutte le sue sfaccettature, con una predilezione per gli indirizzi musicali autentici, innovativi e insoliti. Ha pubblicato quattro dischi, realizzato le musiche per una ventina di produzioni cinematografiche e teatrali e preso parte a diversi concerti in Europa, America e Asia. Parallelamente a queste attività lavora a livello nazionale come critico musicale, organizzatore e docente libero professionista. È membro del Consiglio SUISA e della Sottocommissione musica del Cantone Ticino, professore al Conservatorio della Svizzera italiana e collaboratore di RSI Rete Due e Radio Gwendalyn.
Kety Fusco si è diplomata nel 2011 presso il Conservatorio di Musica "Luca Marenzio" di Brescia, nella classe di arpa di Anna Loro. Ha seguito numerosi corsi di perfezionamento strumentale e masterclass e ha collaborato in qualità di prima arpa con diverse orchestre, tra cui l'Orchestra Filarmonica Veneta "Gianfrancesco Malipiero". In Svizzera ha collaborato con l'Orchestra da Camera di Lugano e ha partecipato alla produzione musicale dello spettacolo teatrale Aspettando Godot. In ambiti musicali non classici ha collaborato con Peter Kernel – gruppo nominato al Premio svizzero di musica 2016 – con il violoncellista Zeno Gabaglio e con lo scrittore Alberto Nessi. Insegnante di arpa in varie scuole e accademie musicali nella Svizzera italiana, ha brillantemente concluso il Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano sotto la guida della Prof.ssa Lorenza Pollini.



0 commenti:
Posta un commento
Stelline