lunedì 16 settembre 2019

Scatti di Umanità - La mostra fotografica di Francesco Malavolta girerà l’Italia


"Scatti di Umanità" - La mostra fotografica di Francesco Malavolta girerà l'Italia. 
 
Si intitola "Scatti di Umanità - Storie di ordinaria disperazione colte con l'obiettivo di Francesco Malavolta" la toccante mostra organizzata dalla Società di San Vincenzo De Paoli e che raccoglie alcune delle fotografie più significative dell'unico fotogiornalista autorizzato a salire sulle navi di Frontex. Inizia un tour che toccherà molte destinazioni in tutta Italia.
 
La Società di San Vincenzo De Paoli organizza una mostra fotografica itinerante: "Scatti di Umanità – Storie di ordinaria disperazione colte con l'obiettivo di Francesco Malavolta", che raccoglie alcune delle fotografie più significative tra quelle scattate dall'autore. L'esposizione toccherà decine di città in tutta Italia. La prima tappa sarà a Palo del Colle (BA), dove le opere saranno visibili fino a lunedì 16 settembre, per poi passare a Parma, Bologna, Torino ed altri capoluoghi del Piemonte, Vittoria, Agrigento, Brescia e Napoli, dove arriverà a dicembre.
 
L'attenzione agli ultimi, l'aiuto portato a chiunque ne abbia bisogno. Questi sono i pilastri della Società di San Vincenzo De Paoli che da quasi duecento anni accompagna chi vive in difficoltà, indipendentemente da religione, provenienza, sesso, cultura e opinioni politiche, in un percorso di crescita personale finalizzato alla rimozione delle cause di povertà, non solo economica. In questo quadro non si può ignorare il fenomeno migratorio. Condizioni di povertà nei paesi d'origine, conflitti armati, discriminazioni, violazioni dei diritti civili, umani e politici spingono, nel mondo, 240 milioni di persone a lasciare la propria terra per cercare rifugio in un paese straniero. Uomini, donne e bambini che affrontano, del tutto impreparati, viaggi che durano talvolta anni, passando di paese in paese, attraverso vicissitudini, abusi e violenze di ogni genere. Persone che, quando arrivano all'ultima parte del viaggio, quella in mare, troppe volte non ce la fanno. Sono queste le storie di "ordinaria disperazione" che Francesco Malavolta ritrae nei suoi scatti. Fotografie che ci raccontano mille peripezie. Vicende fatte di lettere cucite dentro le magliette, di sorrisi strappati, naufraghi con gli abiti logori e perfino un migrante che affronta la traversata in giacca e cravatta. Immagini che parlano da sole, ma che spesso vengono commentate dallo stesso autore che, con grande disponibilità, si sofferma a descriverle e narrarle ai visitatori più interessati.
 
«La mostra vuole sensibilizzare al tema dell'accoglienza e inclusione dello straniero con azioni di prossimità, per il bene comune e la pace, denunciando pregiudizi e false verità all'origine del clima avvelenato che stiamo vivendo», così ha dichiarato il Presidente nazionale della San Vincenzo, Antonio Gianfico, che ha poi proseguito «La presenza di migranti, la loro diversità vanno viste come una ricchezza e non come un problema. Certamente s'impone una gestione oculata dei flussi migratori a livello comunitario e nazionale, ma è anche necessario rivedere le politiche degli aiuti ai paesi poveri e dilaniati dai conflitti, ancora oggetto di interessi predatori da parte di grandi potenze economiche. Non dimentichiamo che anche l'Italia ha vissuto una grande fase di emigrazioni, con sofferenze e spesso discriminazione; storie troppo presto dimenticate, ma che dovrebbero favorire una maggiore sensibilità e processi d'integrazione».
 
L'autore

Francesco Malavolta è un fotogiornalista impegnato da vent'anni nella documentazione dei flussi migratori che interessano il nostro continente. Un lavoro che lo ha portato a viaggiare sulle navi della missione FRONTEX e di alcune Ong dallo Stretto di Gibilterra al Mar Mediterraneo, a Lampedusa, dalla Grecia alla Turchia fino alla cosiddetta "rotta balcanica". Negli scatti di Malavolta troviamo un'umanità dolente che continua a lottare senza soccombere alle ingiuste umiliazioni cui viene esposta, un'umanità caparbia che un passo alla volta guadagna centimetri di libertà.
 
 

La Società di San Vincenzo De Paoli
 
Con 800.000 soci in più di 140 Paesi del mondo, con una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio.
 
Fondata a Parigi nel 1833 dal Beato Federico Ozanam insieme ad un gruppo di giovani studenti, cattolica ma laica, l'organizzazione si trova generalmente nelle parrocchie ed ha come scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, i carcerati, chiunque si trovi in difficoltà.
 
I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli combattono ogni giorno la povertà, il disagio e l'esclusione sociale. Il loro desiderio è offrire alle persone in difficoltà un supporto che non sia fatto solo di aiuti materiali per placare la fame e lenire le necessità più impellenti, ma di sostegno, di amicizia, di affiancamento duraturo in un percorso di crescita con l'obiettivo di superare una volta per tutte i problemi e tornare ad essere indipendenti.
 
In tutto il mondo la Società di San Vincenzo De Paoli ha realizzato mense, dormitori, case di ospitalità per persone povere in difficoltà, centri per l'assistenza a bambini e ragazzi e per persone sole o anziane, strutture per l'accoglienza dei migranti, empori solidali.

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Stelline