martedì 6 ottobre 2020

David Casini. Ritratto di uomo con caminetto


David Casini 
Ritratto di uomo con caminetto 
 
10 octobre - 7 novembre 2020 / October 10th - November 7th, 2020 / 10 ottobre - 7 novembre 2020
vernissage le samedi 10 octobre / opening on Saturday October 10th / inaugurazione sabato 7 ottobre (h16-22)

David Casini deruba sottilmente. Con un unico movimento sottrae ed affina, cattura e seduce. La sua pratica si inserisce in una modalità di estrazione, per cui ciò che raccoglie è fagocitato all'interno di composizioni estremamente sofisticate. Sotto vetro, nei spazi delle teche o nelle superfici incorniciate, restituisce il mondo organizzato per indizi secondo impenetrabili ramificazioni. Questa sorta di erborizzazione enciclopedica deriva dal desiderio di mettere al sicuro ciò che lo circonda, "tesaurizzarlo" alla luce di una cultura classica.

Prelievi triviali e riferimenti colti si combinano in piccoli inventari in cui ogni elemento, per integrarsi meglio nel sistema, è lavorato dall'artista manualmente. E' lui stesso l'artefice dei propri diorami cerebrali. Tramite il calco o la fotografia, l'universo viene riordinato. Queste opere ci offrono più di una mera classificazione. Ne restituiscono l'interpretazione. Per la sua prima mostra alla Galleria Valeria Cetraro, David Casini riafferma la sua propensione a trasformare ogni paesaggio in un ritratto. Questo gioco evoca un irresistibile ribaltamento degli standard. Ed ecco che tutto si capovolge dalla dimensione orizzontale a quella verticale, dal panorama alla figura, dall'esterno all'interno, dal paesaggio a se stesso.

La sua serie più recente testimonia l'esperienza della reclusione. Secondo il dizionario, il confinamento determina il mantenimento di un individuo in un ambiente ristretto e chiuso. Questa brutale definizione trova una risonanza appropriata in un lavoro che moltiplica le separazioni. L'artista insiste su un isolamento raddoppiato, offrendoci delle gabbie che lo ostentano e che diventano espositori delle prede che ha cacciato. L'artista le organizza tutte intorno alla medesima camera mentale, scrigno esistenziale, scatola cranica. Perché è nella sua testa che ci ha rinchiuso.

Joël Riff

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